Ad aprile scorso è cominciata la corsa Marvel alle serie televisive in collaborazione con Netflix, il tutto nella canonicità del Marvel Cinematic Universe, che porteranno al crossover “The Defenders“. Ad aprire le danze è stata Marvel’s Daredevil, serie che ha resuscitato il personaggio di Matt Murdock dopo il flop dell’omonimo film del 2003 con Ben Affleck nei panni del vigilante notturno. La serie ha riscosso un enorme successo di critica e pubblico, andando ad affiancare per bellezza la serie televisiva ad altri film di origini di supereroi come Batman Begins e Iron Man.
Forti del successo riscosso, venne annunciato che la successiva serie avrebbe visto come protagonista Jessica Jones e la base di partenza sarebbe stata proprio Alias, una serie fumettistica servita a sviluppare le origini del personaggio. Dopo 2 cambi di titoli (originalmente si sarebbe dovuta chiamare Marvel’s Alias, poi A.K.A Jessica Jones), Marvel’s Jessica Jones è approdata su Netflix il 23 Novembre scorso, riscuotendo anch’essa un notevole successo.

Molto noir e poco Marvel

Serie come Jessica Jones e la precedente Daredevil si differenziano dalle altre firmate Marvel come Agents of S.H.I.E.L.D. o Agent Carter perché ci raccontano con tutta la serietà necessaria di questi personaggi che cercano di inserirsi nel mondo affrontando le difficoltà quotidiane, oltre al raggiungimento dei loro obbiettivi come super-dotati, anti-eroi ecc. La serie in questione funziona molto bene perché ci presenta una Jessica (Krysten Ritter) nel bel mezzo del suo stress post-traumatico. Dopo l’incidente dei suoi genitori, dopo aver incontrato Kilgrave e sopratutto dopo aver cercato di essere un’eroina. La prima puntata infatti ci mostra come lei passi la sua vita tra una bottiglia di alcol e l’altra: oltre ad aver istituito un'”agenzia” investigativa denominata Alias Investigations, ha dei rapporti di affari con l’avvocato Jeri Hogarth (Carrie-Anne Moss), una longeva amicizia con Patricia Walker (Rachael Taylor, che vedrei molto bene come Carol Danvers, ovvero Miss/Captain Marvel) e un po’ di sano divertimento con Luke Cage (Mike Colter, lo Spartan Locke di Nightfall e Halo 5: Guardians) introdotto nel primo episodio.
Lavorando come investigatrice privata, la serie televisiva assume tutte le più variegate sfumature del genere noir: protagonista dedito all’alcolismo e con un passato alle spalle che lo tormenta, frequenta i bassi fondi della città per procurarsi da bere (Luke Cage infatti lavora in un locale non esattamente di prima mano), è un’investigatore privato quindi è solito finire nei peggiori vicoli della città per seguire tracce e non manca di certo l’occasione per una scazzottata.
Ci sono dei riferimenti al Marvel Cinematic Universe come ad esempio la consapevolezza di Jessica di non essere l’unica ad avere delle abilità speciali, il che la caccerà nei guai in un episodio. La serie è inoltre ambientata nella stessa città di Daredevil e a volte si possono riconoscere gli stessi luoghi. Si, oltre a questo viene trattata in maniera diversa l’acquisizione dei poteri, ma comunque sia è molto più una serie televisiva “normale” che una tratta dai fumetti Marvel. Si prende molto sul serio e le tempistiche sono gestite al punto giusto.

Mai personaggi inutili

Oltre alla protagonista, che lungo la serie abbiamo la possibilità di conoscere per via di ciò che le è successo in passato, e all’antagonista Kilgrave (David Tennant) ci sono molti altri personaggi secondari. Di primo acchito si potrebbe pensare che molti possano non trovare il loro spazio durante l’arco dei 13 episodi, ma una volta arrivati fino alla fine nessuno è inserito casualmente. Tutti quanti hanno uno scopo e finiscono col trovare il loro posto nell’ordine generale. La cosa è decisamente un fattore a favore, perché oggi come oggi sono molte le serie in cui compaiono dei personaggi secondari che si vedono una volta o due in tutta la stagione che servono solo sul momento e basta. in Jessica Jones nessuno è un personaggio “filler”, persino il poliziotto Will Simpson (Wil Traval), per quanto possa risultare simpatico o meno, ha il suo perché, fino alla fine. Inoltre, tutti questi personaggi secondari hanno un’evoluzione: una svolta che li avvicina sempre di più al loro scopo. Un esempio è Malcolm Ducasse (Eka Darvill), un vicino di casa di Jessica che inizialmente vediamo spesso sotto effetto di droghe e la cui utilità non è chiara sin da subito, tuttavia con l’avanzare delle puntate finalmente trova un suo perché. Nella prima puntata viene introdotta Hope Shlottman (Erin Moriarty) per poi sparire dalle scene a lungo, ma alla fine scopriamo che anche lei ha il suo ruolo nella ragnatela di Kilgrave.

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Un cattivo diverso?

Nella precedente Daredevil il personaggio di Wilson Fisk ci viene presentato sin da subito, in modo da conoscerlo in maniera approfondita e per la prima volta in un prodotto Marvel ci è stato instaurato il dubbio se il cattivo è davvero cattivo. Proprio perché abbiamo potuto capirlo e addirittura simpatizzare per lui in determinate situazioni. In Jessica Jones invece il personaggio di Kilgrave (David Tennant) non interviene dall’inizio, ma ci viene mostrato piano piano, in lontananza tramite un vedo-non vedo per poi renderlo quasi uno dei protagonisti. Da lodare il fatto che la serie è ambientata dopo che lui e Jessica si sono conosciuti e si rivelerà essere un dettaglio fondamentale per come è trattato l’antagonista. Jessica tenta, in una posizione forzata, di fargli cambiare punto di vista. Si tratta di un esperimento interessante che ha suscitato parecchio interesse.
Quando poi veniamo a conoscenza del passato di Kilgrave, di ciò che ha passato, di come è stato trattato dai suoi genitori, ci viene davvero da dubitare se lui sia un cattivo per scelta o se sia solo una vittima degli eventi. Cominciamo persino a domandarci se ci saremmo comportati diversamente, se ci fosse capitata una cosa del genere. David Tennant è un mostro sacro nella recitazione ed è stato bravissimo nell’interpretazione del personaggio e nella 1×09 ha probabilmente cacciato l’urlo più acuto della sua vita. Per cui, il cattivo è promosso! Per i più attenti, tra l’altro, c’è un riferimento al ruolo di David Tennant in Doctor Who: in un momento di pausa tra loro, Jessica gli dice dritto in faccia “You’re not ten anymore“. Il che può essere sia ten inteso come 10 anni, sia ten inteso come il decimo Dottore.

 

Giudizio finale

Come seconda produzione della collaborazione Marvel/Netflix, Jessica Jones riesce perfettamente a soddisfare le aspettative, donandoci una serie tv che si prende sul serio sin dall’inizio. Un noir con elementi fumettistici che però non sovrastano il risultato finale andando sotto ai riflettori, bensì passano quasi in secondo piano proprio per far vedere che questo genere di serie sono destinate ad un pubblico più maturo rispetto ad altre più standard come Agents of S.H.I.E.L.D. e Agent Carter. Un viaggio attraverso i dolori e le sofferenze di una anti-eroina inizialmente poco conosciuta al grande pubblico che però grida il suo nome a squarciagola per farsi valere, anche attraverso immagini crude e non esattamente adatte ad un pubblico di minori. Consigliata? Assolutamente si, specialmente se vi è piaciuta Daredevil!