Se consideriamo universalmente l’ecosistema dei videogiochi, l’aspetto cooperativo si posizionerà senza dubbio tra i più interessanti e significativi nella definizione di intrattenimento. Infatti, a dimostrazione di questo, esistono da sempre un’infinità di declinazioni che hanno come obiettivo quello di creare un’esperienza collaborativa e ricreativa. È proprio sull’onda di questo specifico orientamento che la casa di sviluppo inglese Cinder Cone, con il supporto dell’editore Modern Wolf, ha lavorato negli ultimi tre anni alla realizzazione di Skeleton Crew: un’avventura platform brawler cooperativa a scorrimento arricchita con gli elementi fantasy tipici dei dungeon-crawler che omaggia, con il suo nome, la celebre collezione di racconti e novelle del grandissimo scrittore statunitense Stephen King.

Skeleton Crew, disponibile a partire dal 16 Giugno su PC e Xbox, pone sul suo piatto un discreto numero di elementi, dimostrandosi un terreno più che fertile per la sperimentazione da parte dei suoi sviluppatori, alle prese con la loro prima produzione. Purtroppo, se da un lato questo può costituire una pressoché illimitata fonte di spunti e opportunità, dall’altro lato finisce con il manifestare una certa inesperienza da parte di questi ultimi, apparentemente sopraffatti dalla volontà di espandere i contenuti di gioco fino al punto di perdere il controllo sulle redini del pacchetto complessivo. In ogni caso, non sono poche le frecce a disposizione di questo titolo irriverente che spicca, tra le tante cose, per il suo stile grafico e l’iconica meccanica di gioco incentrata su coreografici lanci di oggetti, nemici e addirittura alleati.

Tempi bui a Karpathia

Alla luce di quanto anticipato, risulterà abbastanza evidente che la trama non sia il punto forte di Skeleton Crew. A dire il vero, a causa della predominanza degli aspetti legati al gameplay e alla crescita dei personaggi di cui parleremo più avanti, non si percepisce più di tanto la necessità di creare un’impalcatura narrativa che giustifichi gli eventi che hanno colpito Karpathia: una regione devastata dalla comparsa di un’inarrestabile orda di non-morti che costringerà alcuni eroi membri dello YEET (Yeoman Eldritch Extermination Team) a riunirsi nel tentativo di fermare questa brutale avanzata.

Una visione sul mondo di gioco, comunque, verrà fornita immediatamente all’apertura. All’avvio della partita, infatti, avremo a che fare con un’introduzione che oltre a permetterci di familiarizzare con i primi due personaggi giocabili su dodici, ci aiuterà a entrare in confidenza con le principali meccaniche di gioco che rispetteranno i canoni più comuni dei platform e dei dungeon crawler: tesori, passaggi segreti, nemici da sconfiggere e chiavi da trovare saranno solo alcune delle particolarità che ci terranno impegnati nel corso di questa avventura. In ogni caso, una volta conclusa la prima fase di tutorial, raggiungeremo il quartier generale degli YEET: una base operativa che ci permetterà di gestire le nostre risorse, di accedere alle principali funzioni e modalità e, successivamente, di esplorare le amenità della cittadina di Pellant (come il mercato o la taverna) che potranno essere sbloccate soccorrendo determinati NPC nel corso della campagna principale composta da 17 differenti livelli non lineari, distribuiti in tre diverse regioni.

Il primo impatto con Skeleton Crew sarà probabilmente molto dispersivo, colpevole anche il fatto che verremo bombardati da un discreto quantitativo di informazioni che non avremo modo di approfondire prima di aver superato qualche livello della modalità storia. A tal proposito, il nostro suggerimento è quello di iniziare proprio da quest’ultima, lasciando per un attimo da parte tutte le funzioni secondarie che risulteranno per la maggior parte inaccessibili nelle prime fasi di gioco. Inoltre, consigliamo di trovare da uno a tre compagni di avventura (in locale o online) per godere totalmente dello spirito di questo titolo, poiché, sebbene la modalità cooperativa sia da sistemare e nonostante ci sia la possibilità di selezionare e modificare la difficoltà di gioco, optare per una run in solitaria potrebbe ridurne significativamente l’efficacia.

Calcio Fantasy

Skleton Crew non nasconde la sua volontà di farsi notare per l’insolita capacità degli eroi di prendere a calci letteralmente qualsiasi cosa, elemento che fa da denominatore comune a tutti e dodici i personaggi giocabili. Questi ultimi – rappresentanti delle classi tipiche dei giochi di ruolo e non solo – avranno infatti in dotazione un kit di abilità unico comunemente ripartito in: attacco ravvicinato, attacco a distanza, attacco caricato, scudo e salto, tutte azioni che si declineranno in modo differente per ciascuno, permettendo così di interagire con i differenti ostacoli che si presenteranno all’interno delle aree di gioco e, di conseguenza, di raggiungere zone altrimenti inaccessibili. A tal proposito, in ogni livello sono presenti degli speciali camerini che permetteranno di cambiare in qualsiasi momento l’eroe attivo, assecondando le proprie necessità. Comunque, se consideriamo il fatto che i personaggi non saranno disponibili fin da subito, dal momento che verranno sbloccati unicamente attraverso il proseguimento nella campagna principale, è bene tenere a mente che sarà necessario tornare sui propri passi per riuscire a completare meticolosamente l’esplorazione. 

In ogni caso, per sconfiggere i nemici e risolvere i puzzle ambientali prevalentemente basati su meccanismi di ingranaggi e leve, sarà sufficiente mirare e tirare calci in lungo e in largo sfruttando gli oggetti presenti nei dungeon – alcuni dei quali potranno essere utilizzati come vere e proprie armi consumabili – o quelli lasciati dai nemici una volta sconfitti; gli stessi nemici e gli alleati potranno essere utilizzati come proiettili letali per avanzare fino alla fine dei singoli livelli. Viene da sé che questa particolare dinamica renderà più agevole cimentarsi in eventuali speed-run, dichiaratamente incentivate da obiettivi a tempo previsti in ogni area. Un altro elemento chiave, in questo senso, è la presenza di vite che permetteranno, se attivate nei tempi giusti, di riprendere immediatamente l’impresa nel vivo dell’azione. 

Ad arricchire ulteriormente questo articolato complesso di elementi e meccaniche di gioco, sarà infine facoltativamente possibile dedicarsi a delle semplici missioni secondarie all’interno di ogni dungeon che permetteranno di ottenere oro extra per acquistare risorse e potenziamenti o pergamene e armi che faciliteranno l’eliminazione dei nemici.

È bello, ma non balla

Non sono poche le imperfezioni che definiscono Skeleton Crew, alcune di queste trascurabili, ma altre sfortunatamente impattanti sull’intera esperienza di gioco. La più evidente tra queste è senza dubbio riconducibile al level design del titolo, che se da un lato risulta innegabilmente appetibile, dall’altro finisce con il generare evidenti problematiche, soprattutto nei momenti più affollati come le battaglie contro i boss, i mini-boss o quelle contro le orde di nemici. La presenza di trappole, ostacoli e piattaforme integrate con il fondale, infatti, finisce spesso con il confondere e punire eccessivamente facendo perdere preziose vite e riducendo in modo ingiustificato la profondità degli scenari che, nonostante tutto, manifestano un’apprezzabile cura per i dettagli e per l’estetica di eroi e nemici.

Inoltre, non passano inosservati svariati bug sempre imputabili alla progettazione dei livelli. Sebbene alcuni di questi siano giustificabili, segnaliamo la possibilità di incappare in errori di funzionamento più gravi che potrebbero costringere a resettare l’intero livello, perdendo, di conseguenza, tutte le risorse accumulate fino a quel momento. Oltre a questo, consigliamo di fare attenzione durante le scene animate, poiché i nemici non smetteranno di colpirvi. Infine, non sono presenti mappe o indicatori di posizione che aiutino a localizzare il nostro avanzamento all’interno dei dungeon. Nonostante da un lato questa assenza non sia propriamente incoerente con la struttura generale del gioco, che richiede una certa familiarità con il back-tracking, in una ipotesi di esplorazione potrebbe sentirsi la mancanza di tale informazione. 

In conclusione

Skeleton Crew, nonostante i suoi difetti, riesce in qualche modo a convincere passando per un gioco ancora acerbo che ha tutto il tempo di essere sistemato, come spesso accade, con qualche patch successiva alla sua pubblicazione. Questo grazie soprattutto al suo stile grafico disegnato a mano e al comparto artistico tutto sommato accattivante che trova il suo punto forte in una colonna sonora efficace e funzionale. L’evidente richiamo a titoli cooperativi dalle tinte fantasy come la saga di Trineinoltre, aggiunge un imprescindibile nostalgico tocco di familiarità per gli amanti del genere.

Tutto sommato, il prezzo onesto di lancio e la possibilità di partire all’avventura con degli amici, sono sicuramente delle ragioni più che accettabili per dare, prima o poi, una possibilità a questo dungeon crawler cooperativo, pur tenendo in considerazione la mancanza di una traduzione in lingua italiana che non dovrebbe in ogni caso disincentivare la considerazione per questo titolo.

PRO CONTRO
– La colonna sonora funziona molto bene – Sono presenti diversi bug
– Design degli eroi e dei nemici interessante                    – Sarebbero da rivedere il level design e la profondità degli scenari
– Puzzle curiosi e godibili – Le scene animate non mettono in pausa il gioco

Conclusione
Skeleton Crew
6
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Skeleton Crew è un'avventura platform brawler cooperativa a scorrimento arricchita con gli elementi fantasy tipici dei dungeon-crawler promettente, ma acerba. Il ricco assortimento di elementi e meccaniche di gioco tipiche dei giochi di ruolo e dei platform, infatti, sembra aver tolto la giusta attenzione che sarebbe spettata all'impianto del gameplay che risulta così parzialmente compromesso da imperfezioni tecniche e bug a volte impattanti sull'intera esperienza di gioco. Nel complesso, comunque, lo stile grafico disegnato a mano e l'anima cooperativa del titolo (con la speranza che venga presso sistemato da qualche aggiornamento), rendono interessante il punto di vista della casa di sviluppo inglese Cinder Cone, alle prese con il suo primo lavoro.skeleton-crew-recensione-il-tramonto-dei-morti-viventi