Cosa succederebbe se mettessimo l’arsenale creativo offerto dal panorama videoludico indipendente nelle mani di un team italiano con tanta voglia di sperimentare? Una possibile  risposta ce la propone Vesper: il platform 2D a scorrimento nato tra le mura del Politecnico di Milano, realizzato da Cordens Interactive e rilasciato la scorsa estate che è riuscito in poco tempo a ottenere un grandissimo successo su scala mondiale, confermando la propria statura con la pubblicazione di una versione definitiva che prende il nome di Zero Light Edition.

Questo aggiornamento sarà gratuito per tutti coloro che sono già in possesso di una copia di Vesper e includerà:
◦ miglioramenti ai puzzle e al level design
◦ un Artbook sbloccabile contenente illustrazioni sullo sviluppo preliminare dei contenuti
◦ nuove risorse e nuovi sprite in gioco
◦ un ribilanciamento del gameplay

Vesper: Zero Light Edition sarà disponibile su PC (Steam, GOG e Itch) e Nintendo Switch a partire dal 12 Maggio 2022 insieme al DLC Vesper: The Age of Zero Light che includerà un tomo esclusivo con informazioni aggiuntive relative alla storia, eventi in gioco e molto altro ancora. Noi di 17K abbiamo avuto la possibilità di provare l’edizione Zero Light di Vesper sulla piattaforma portatile della grande N. e ve ne parleremo nel seguito di questa recensione.

Cyber-distopia all’italiana

Vesper: Zero Light Edition è la diapositiva di Aryish, un pianeta intrappolato nell’ombra degli scheletri del suo passato e smarrito in un universo silenzioso e immobile; è la pellicola di un mondo caduto in rovina e devastato da millenni di caos generato in seguito all’attivazione del protocollo Vesper: un processo d’emergenza avviato nel tentativo di contrastare la diffusione di un fenomeno incontrollabile chiamato Corruzione. È in questo scenario reso vivo grazie alle splendide illustrazioni e panoramiche proposte dal gioco che si incastona Seven: protagonista di questa avventura a schermate e androide anonimo alla ricerca del significato dello scopo della sua esistenza.

Ciò che rimane, visibile agli occhi, sono i resti di una civiltà monumentale cristallizzata nel momento del suo ultimo respiro, fissato, immobile e indistruttibile, per l’eternità. La vita sembra essersi interrotta in un atto perpetuo che si lascia osservare da lontano in tutta la sua bellezza e potenza. Persino le creature ostili sopravvissute alla caduta della ragione sembrano fuori luogo e impotenti, costrette a vagabondare senza meta e a preservare, inconsapevolmente, le ultime volontà di quel mausoleo. È in questa istantanea del declino di un mondo che sembra irraggiungibile e, allo stesso tempo, familiare, che inizierà il muto viaggio di un cyborg destinato a riportare la luce e a farsi carico del destino di un intero popolo.

A fronte di queste indefinite premesse, sarà evidente fin da subito come la narrazione di Vesper: Zero Light Edition sia ridotta ai minimi termini, sospesa fra luce e ombra, affidata prevalentemente alla maestosità del paesaggio e ai ricordi del passato intrappolati per l’eternità in ologrammi e messaggi di un tempo remoto che attende e guida Colui che vedrà la luce per spezzare il disordine della Corruzione. 

Un passo avanti, guardando indietro

Vesper: Zero Light Edition è un platform bidimensionale a scorrimento tra schermate che strizza l’occhio ai classici degli anni ’90 come l’iconico Oddworld: Abe’s Odyssee. Un piacevole esperimento attraverso il tempo che si impreziosisce con atmosfere elettroniche e note metalliche, riuscendo a definire chiaramente una propria identità. Quest’ultima, per altro, trova il suo significato non solo nell’ambientazione visionaria e onirica, ma anche e soprattutto nella scommessa che ha spinto gli autori a sovrapporvi un game-play lineare e “retrò”; scommessa che è risultata senza dubbio vincente e che ha contribuito a generare la distinta personalità di cui sembra impossibile non essere orgogliosi.

Stiamo parlando di un videogioco che non mira a calcare le orme dei più recenti successi indipendenti, ma che, piuttosto, cerca di trovare il modo più adatto per esprimere la visione dei suoi creatori, senza paura di prendere le distanze da un sistema sempre più manovrato dai gusti del consumatore. Pertanto, Vesper: Zero Light Edition si presenta come un puzzle-platformer che non teme di correre il rischio di sembrare statico, offrendo, allo stesso tempo, un interessante ed equilibrato stile di gioco che prevede un graduale sviluppo delle abilità del personaggio posto sotto al nostro controllo.

Inizialmente istruiti a sopravvivere all’ambiente ostile nel quale verremo catapultati senza troppe spiegazioni, impareremo a evitare i nemici facendo affidamento su abilità di stealth e sulla tradizionale fuga a gambe levate. Questi ultimi, sebbene non si distinguano per varietà e numero e nonostante siano facilmente eludibili con il giusto tempismo, risulteranno ben allineati con il progresso delle nostre capacità, dimostrando, per altro, una presenza solida nella costruzione dei puzzle che si presenteranno nel corso dell’avventura. Presa confidenza con queste dinamiche ricorrenti, comunque, entreremo successivamente in possesso di una DriveGun, un’arma in grado di assorbire e rilasciare proiettili di luce indispensabili per interagire con i meccanismi presenti nel mondo di gioco o per prendere il controllo dei nemici e riuscire così a raggiungere, indenni, gli scenari successivi.

Morire, come già ci hanno insegnato le splendide creature di Playdead: Limbo e Inside, è parte integrante dell’esperienza di gioco e una condizione necessaria per riuscire ad avere la meglio e sopravvivere. Seven è infatti un androide estremamente fragile per cui basterà un semplice errore perché sia necessario riprendere l’avventura dall’ultimo checkpoint. Il gioco è infatti programmato con una funzione di auto-salvataggio che gestirà arbitrariamente i tempi dell’avventura, risultando in alcuni momenti scomodo e ridondante, ma riuscendo in ogni caso a inscenare una continuità coerente con il proseguimento dell’avventura.

Un ulteriore ritocco alla difficoltà complessiva del gioco, inoltre, costringerà il giocatore a familiarizzare con la discontinuità dell’environment design che demolisce intenzionalmente la limpidezza dello spostamento da un punto A ad un punto B, tipica delle produzioni bidimensionali, per sostenere il senso di dispersione e oppressione che caratterizzerà l’intera esperienza di gioco fin dal suo principio. Scegliere di andare a destra o a sinistra, attivare una piattaforma o proseguire alla schermata successiva saranno decisioni che potrebbero indirizzare sulla giusta strada o portare alla scoperta di fondali nascosti e note segrete che permetteranno, una volta decifrate, di ottenere preziose informazioni su quanto sia successo migliaia di anni prima.

Queste note, per altro, costituiscono un prezioso elemento che attribuisce un grande valore all’esplorazione poiché, nonostante siano presenti informazioni di passaggio impossibili da evitare, nel complesso la trama di Vesper: Zero Light Edition si mantiene piuttosto vaga e criptica, portando, in mancanza della dovuta attenzione, ad un possibile senso di dispersione sul finale che suggerisce, grazie anche alla sommaria durata del gioco (circa 6-8 ore), di cimentarsi in diverse run per ottenere una visuale più completa possibile.

Autorialità azzurra

Una cosa è certa: il 2022 si sta dimostrando un anno di grandi sorprese sul fronte videoludico italiano. Dopo Martha is Dead e le anticipazioni su Batora: Lost Haven (dei quali abbiamo parlato nei mesi scorsi), l’impulso creativo del nostro Bel Paese sembra inesauribile e Vesper: Zero Light Edition, in questa panoramica, si incastona come un gioiello su una corona, portando l’autorialità nostrana al livello successivo. Questo è senza dubbio un motivo più che valido per dare a questo titolo l’opportunità che merita, soprattutto a fronte dell’aggiornamento di cui abbiamo trattato in questa recensione.

La cura posta nel lavoro di Cordens Interactive, in ogni caso, non esita a farsi riconoscere non solo per mezzo dell’eccellente comparto artistico, ma anche attraverso quello sonoro, perfettamente armonizzato con l’atmosfera trasmessa fin dall’intro del gioco. Certo, non mancano alcune inevitabili imperfezioni tecniche, come una leggera discontinuità nella nostra individuazione da parte dei nemici o qualche imprecisione sporadica nel platforming, ma nel complesso ci troviamo davanti ad un’esperienza che vale sicuramente la pena di affrontare e che dimostra una personalità più che adeguata, soprattutto a fronte del debutto della softco italiana, già al lavoro sulla sua prossima opera.

In conclusione, Vesper: Zero Light Edition si presta benissimo alla portabilità di Nintendo Switch, confermando di essere un prodotto imprescindibile, soprattutto per gli amanti dell’incrocio tra platforming ed enigmi, un genere che ultimamente si fa desiderare nonostante la sua indiscutibile flessibilità. 

PRO CONTRO
  • Ambientazione onirica e suggestiva.
  • Puzzle interessanti e game-play ben strutturato.
  • Personalità del titolo piuttosto convincente.
  • Leggere imprecisioni nell’IA dei nemici.
  • Alcuni chek-point sembrano appesantire la fluidità dell’avanzamento.
  • La trama risulta fumosa se non si presta la giusta attenzione.
Conclusione
Vesper: Zero Light Edition
8.5
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Vesper: Zero Light Edition è la versione definitiva della piccola gemma di Cordens Interactive distribuita nell'estate del 2021, un puzzle-platformer ispirato ai classici degli anni '90 che trova il giusto equilibrio tra la semplicità del game-play e una narrazione magnetica. Questo videogioco ha già rapito il pubblico con il fascino del suo comparto artistico, co-protagonista del piccolo androide Seven: un cyborg inviato su un pianeta decaduto in seguito alla diffusione della Corruzione, un evento che ha costretto la civiltà di quel mondo ad attivare il protocollo Vesper. Tra fasi stealth, fughe ed enigmi ambientali in evoluzione, non perdete l'occasione di immergervi in questo universo cyber-distopico tutto italiano.vesper-zero-light-edition-recensione-nintendo-switch