Si dice che a contare non sia tanto la destinazione, quanto più il viaggio ed esplorando il mondo dei videogiochi possiamo facilmente trovare un discreto numero di titoli che verificano questo modo di dire. Vengono subito in mente, ad esempio, lo splendido Journey di Thatgamecompany o Inside di Playdead: due grandissime produzioni che hanno segnato in modo permanente lo scenario indipendente, tanto da ispirare ancora oggi un gran numero di case di sviluppo emergenti e non. Tra queste possiamo annoverare anche Okomotive – la softco svizzera già autrice del suggestivo FAR: Lone Sails – che ha di recente rilasciato FAR: Changing Tides, il secondo capitolo di questa silenziosa e nomade avventura a scorrimento bidimensionale oggetto di questa recensione.

Era il 2018 quando uscì FAR: Lone Sails; quando, per la prima volta, ci siamo messi in viaggio al fianco di Lone attraverso il fondo di un oceano prosciugato dalla bramosia di una fiorente civiltà decaduta, immersi in un suggestivo scenario post-apocalittico senza mostri ed entità da combattere o fuggire. Fu un’esperienza promettente, un pellegrinaggio che nonostante il tempo passato funziona ancora oggi e che sentiamo di consigliare a prescindere, soprattutto approfittando delle ottime offerte spesso applicate.
Changing Tides, per altro, riprende proprio da qui.

Cambia il vento

Ciò che caratterizza il mondo di FAR: Changing Tides è l’acqua, una sconfinata distesa d’acqua che ricopre senza distinzioni un mondo in rovina, oscurandone per sempre la vita e i segreti. Dopo un breve prologo dove avremo modo di familiarizzare con il controllo del ragazzo protagonista, accederemo al mezzo di trasporto che accompagnerà come un fedele compagno e una casa il nostro viaggio, prendendo così il largo e dando il via alla solitaria esplorazione che costituirà il pezzo grosso di questa esperienza introspettiva e spopolata.

Questo titolo non è certo di molte parole e non solo per la totale assenza di dialoghi o di personaggi secondari, l’ambiente stesso con il quale dovremo interagire non sembra aver molto da condividere se non qualche accenno dimenticato all’operato di un gruppo di individui – definiti come gli antichi – che sembra essere stato la causa della fine del mondo, abbandonato così a se stesso e alle prese con i resti di una civiltà meccanica che richiama, con un discreto risultato, i grandi successi ottenuti durante le Rivoluzioni Industriali avvenute a cavallo tra il 1700 e il 1800.

Come accadde nel primo capitolo, dunque, ad attenderci ci sarà una lunga traversata marinaresca durante la quale affronteremo lo spietato isolamento del protagonista, alla ricerca di risposte e di una salvezza, e le feroci intemperie e gli ostacoli di una terra incustodita e priva di controllo. Solo noi e la nostra barca, l’ultimo lascito di umanità di cui prenderci cura ed eredità nella quale trovare un riparo sicuro dalla scoraggiante realtà che si manifesta, cruda, davanti agli occhi.

Sopra e sotto

A differenza del suo predecessore, in FAR: Changing Tides dovremo fare i conti sia con la navigazione in superficie, sia con i resti del mondo sommerso dall’acqua. Il nostro scopo sarà infatti quello di riuscire a guidare la nave attraverso gli scogli e gli ostacoli che intralceranno il nostro itinerario orizzontale, trovando e sbloccando il passaggio per il nostro mezzo e risolvendo alcuni enigmi ambientali che mettono in comunicazione i due distinti piani generati dalla catastrofe. Per fare questo dovremo spesso ricorrere alle sole forze del protagonista, capace di respirare sott’acqua grazie a un’attrezzatura misteriosa ottenuta automaticamente nella fase iniziale del gioco e di compiere rapidi scatti che favoriranno l’esplorazione degli abissi.

Enigmi e segreti, però, non saranno le uniche attività che ci terranno impegnati, anzi, il cuore di tutta l’esperienza risiede nella gestione della sofisticata nave e di tutte le sue funzionalità. Alimentare e raffreddare il motore, gestire le scorte e riparare i danni saranno solo alcune delle mansioni necessarie per mobilitare il nostro mezzo. Con il proseguimento dell’avventura, infatti, avremo la possibilità di installare moduli aggiuntivi che miglioreranno le prestazioni dell’imbarcazione contribuendo, allo stesso tempo, ad arricchire la complessità generale del nostro avanzamento.

Non sarà semplice familiarizzare con gli strumenti messi a disposizione, colpevole anche la mancanza di indicazioni o suggerimenti, fortunatamente, però, il gioco riesce a concedere i giusti tempi e le occasioni per intuire come agire al meglio in ogni situazione. A tal proposito, non manca una tacita collaborazione che permetterà al giocatore di sperimentare la guida del veicolo (possibile sia attivamente grazie al motore, sia passivamente gonfiando con il vento in superficie le vele in dotazione), senza timore di ritrovarsi impossibilitati ad avanzare.

La ricerca di materiale combustibile rappresenterà quindi un momento fondamentale nell’amministrazione del nostro vascello. Quest’ultimo sarà prevalentemente disponibile nelle aree che dovremo esplorare a piedi o in prossimità di alcune boe che indicheranno la presenza di preziosi container sepolti negli abissi che potremo recuperare grazie ad un gancio reso disponibile insieme a uno dei primi moduli che verranno installati. In altri casi, a favorire l’esplorazione subacquea, si faranno notare alcuni elementi che suggeriranno la presenza di carburante anche in aree più desolate.

A tal proposito risulta fondamentale per godere appieno dell’esperienza proposta da Far: Changing Tides, dedicare un po’ di tempo alla perlustrazione dei fondali marini – sicuramente più evocativi rispetto agli spazi all’aria aperta – anche nei casi in cui non sia espressamente richiesto per progredire nell’avventura. Occhio comunque a non perdere la bussola: sebbene non sia possibile allontanarsi più di tanto dal veicolo, non sarà difficile, ammaliati dalle bellezze e dai segreti sottomarini, smarrire ogni riferimento con la superficie!

In ogni caso, non appena entreremo in possesso del modulo per le immersioni – e carburante permettendo – la prospettiva di trascorrere più tempo possibile sotto al livello del mare si farà sempre più allettante e indispensabile per raggiungere gli spazi più profondi e oscuri. Converrà quindi prendere confidenza quanto prima con la gestione manuale della telecamera, provvista di uno zoom-in e di uno zoom-out che consentiranno di avere una visuale più completa di quanto sta accadendo nei dintorni e all’interno del nostro mezzo.

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Un paragone tra FAR: Changing Tides e il suo precursore viene spontaneo ed è necessario per comprendere interamente la maturità di questo ultimo capitolo. Non vi è dubbio che le migliorie apportate sul versante gestionale e pratico del gameplay siano evidenti, soprattutto per quanto riguarda la mobilità e gli spazi all’interno della nave. Al netto di qualche difetto nell’interazione con gli oggetti, si percepisce chiaramente l’impegno profuso dagli autori nello sviluppo di tutti gli aspetti più intrattenenti dell’esperienza. Purtroppo, però, pur confermandosi un’esperienza piacevolmente introspettiva e suggestiva, non è mancata la sensazione che non ci sia stata una vera e propria rivoluzione rispetto al passato.

Certo, i progressi del comparto grafico e del level design non passano in sordina, ma non si fa sentire quella scintilla che avrebbe giustificato l’esistenza di un secondo capitolo fine a se stesso. Colpevole è forse anche la scelta di semplificare la conduzione del veicolo e di distendere il percorrimento di alcuni tragitti; decisione che finisce con l’appiattire la soglia della concentrazione in alcuni punti, portando a inevitabili cali di tensione. Gli stessi enigmi ambientali, basati prevalentemente sulla combinazione di pulsanti e leve, risultano quasi invariati rispetto a FAR: Lone Sails.

Ciò che sicuramente siamo contenti di aver rivisto, d’altro canto, è il nome Joel Schoch nei titoli di coda. L’artista, già compositore della colonna sonora del primo capitolo, riconferma la sua presenza con un accompagnamento studiato per dare voce ai panorami e alle situazioni che si creeranno nel corso dell’avventura, rispettando i tempi di gioco e completando il quadro di un comparto sonoro inattaccabile.

In conclusione

FAR: Changing Tides resta in ogni caso un viaggio incantevole; una crociera che senza dare troppi dettagli di sé, riesce a ispirare l’immaginazione del giocatore, stuzzicandone la curiosità e catturandolo con la sua atmosfera indecifrabile. Se avete apprezzato FAR: Lone Sails o, semplicemente, siete amanti delle avventure a scorrimento orizzontale misteriose (come il già menzionato Inside, Stela, Black the Fall o, ancora, 7th Secotr) questo è un titolo che fa sicuramente per voi. Non stiamo parlando di un compito impegnativo: la sua durata dipenderà molto dal tempo dedicato all’esplorazione, ma difficilmente si protrarrà oltre le otto ore.

Disponibile dal primo marzo su Playstation, Xbox, Nintendo Switch e PC, FAR: Changing Tides è un titolo che merita senza dubbio di essere giocato e rappresenta l’occasione perfetta per avvicinarsi al fratello maggiore, indispensabile per apprezzarne e comprendere completamente il finale.

PRO CONTRO
– L’atmosfera è forte, soprattutto nei fondali marini – Qualche difetto tecnico nell’interazione con gli oggetti
– La gestione del veicolo è indubbiamente migliorata– Manca una scintilla innovativa rispetto al primo capitolo
– Buono il sonoro– Sarebbe stato interessante qualche approfondimento sul contesto
Conclusione
FAR: Changing Tides
7.5
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FAR: Changing Tides è la nuova avventura a scorrimento bidimensionale che riprende le atmosfere e le vicende del fratello maggiore FAR: Lone Sails, titolo sviluppato dagli stessi Okomotive e rilasciato nel 2018. Nonostante le notevoli migliorie tecniche e pratiche rispetto al suo predecessore, non sembra però manifestarsi una vera e propria scintilla di innovazione che approfondisca la prospettiva dei suoi sviluppatori. Basato sull'esplorazione di affascinanti fondali marini che celano i resti di una antica civiltà perduta, sulla gestione di un sofisticato vascello multifunzionale e sul risolvimento di alcuni enigmi ambientali, FAR: Changing Tides si riconferma, in ogni caso, un'esperienza incantevole che merita sicuramente di essere vissuta.far-changing-tides-recensione-dalla-polvere-alloceano