Sono passati sei anni dall’esordio dell’italiana SKL nella società videoludica; sei anni dal rilascio di The Town of Light: il thriller psicologico che segue in prima persona gli eventi della giovane Renée, tornata nel manicomio di Volterra in cui ha passato l’adolescenza per scoprire la verità su quel luogo e affrontare la brutalità dei propri ricordi. In questo lasso di tempo, il team fiorentino ha lavorato allo sviluppo di Martha is Dead: un nuovo titolo indipendente che ricalca il genere e lo spirito del suo predecessore, evidenziando altresì la volontà di approfondire ulteriormente la mente umana mettendo in pratica, allo stesso tempo, l’esperienza maturata nel corso della prima produzione.

Di Martha is Dead si è già detto molto, soprattutto in merito alla scelta di Sony di censurare alcune scene particolarmente crudeli nella versione rilasciata su Playstation, privandole dell’interattività del giocatore pur mantenendone intatto, salvo alcuni riferimenti sul finale, il girato. È però importante, a nostro avviso, non cadere nell’inganno della spietata allegoria riprodotta, mantenendo uno sguardo lucido sulla ricercata profondità del messaggio che il gioco stesso cerca di trasmettere e accettandone il significato. Per questo motivo, abbiamo voluto intraprendere questo viaggio impegnativo indagando e analizzando la versione integrale resa disponibile su PC.

Martha is Dead è disponibile dal 24 Febbraio su PC, Playstation e Xbox (su console è prevista anche una versione fisica) e nonostante alcune controversie sul finale, per alcuni troppo aperto o di difficile lettura, riteniamo che sia senza alcun dubbio un titolo che meriti di essere avvicinato soprattutto dai più avidi collezionisti di thriller psicologici che sondano l’animo umano.

“Non combattere contro due nemici contemporaneamente”

Con Martha is Dead faremo un tuffo nella Toscana del secolo scorso, vivendo nei panni della giovane Giulia – figlia di una donna italiana e di un generale tedesco – un dramma familiare inquadrato agli sgoccioli della seconda Guerra Mondiale, nel Luglio del 1944. È l’alba di un giorno come altri nel fermento bellico che rimbomba in lontananza e Giulia si reca sulle rive del lago vicino alla tenuta di famiglia per scattare qualche foto. Mai avrebbe potuto immaginare di inquadrare il corpo gelido di una ragazza sulla superficie quieta dell’acqua. Impossibile sarebbe stato credere potesse trattarsi, tra tutti, della sorella gemella Martha.

Eppure è andata proprio così, Giulia stringe tra le braccia il corpo esanime della sorella che indossa i suoi vestiti – l’unica possibilità per gli altri di distinguerle -, crollando in mille pezzi e sprofondando in un abisso di pensieri così avvallato da non accorgersi, quasi, dell’arrivo dei genitori che la chiamano, da lontano: “Martha!”. Giulia non ha le forze per reagire, in un istante accetta di essere Martha, accetta di morire per il resto del mondo e decide di salvare la gemella prediletta per seppellire il proprio rancore e assaporare, anche se per finta, l’amore che la madre aveva sempre riservato solo per lei.

Così ha inizio la nuova vita di Giulia, ora Martha, ora sorda e muta, ora amata. Ma Martha non c’è più, la guerra si avvicina, vive sotto al suo stesso tetto e niente potrà mai cancellare il ricordo dell’odio di una madre, soprattutto se quest’ultima non sa che in realtà Martha può sentire. A Giulia non resta che scoprire perché la gemella sia morta per dare un senso al suo dolore e per scagionare se stessa dal dubbio di essere colpevole.

La fotografia: testimone e co-protagonista

Sin dal prologo, risulterà evidente come la struttura narrativa giochi il ruolo principale all’interno del sistema di gioco di Martha is Dead. Nonostante il gameplay proposto dal titolo si limiti a guidare il giocatore nei dintorni della proprietà della famiglia di Giulia – dalla villa al lago -, non si fa però desiderare l’impressione di avere una buona dose di libertà sia grazie ad un filone di obiettivi principali che permetteranno di progredire nella storia, sia attraverso la possibilità di soffermarsi a risolvere alcune missioni secondarie che contribuiranno ad approfondire il contesto nel quale si svolgono gli eventi.

A compensare la mancanza di movimento – per altro non necessario data la necessità di concentrarsi sui pensieri e sulle azioni della protagonista -, sono state inoltre introdotte diverse meccaniche di gioco tra le quali assume fondamentale importanza l’uso di una macchina fotografica d’epoca che si rivelerà indispensabile, in alcune occasioni, per riuscire a trovare delle risposte e fare progressi nelle indagini. Questo processo, proposto rispettando fedelmente i passaggi fondamentali della fotografia di una volta, si svolgerà dallo scatto in camera (con la possibilità di utilizzare diversi filtri e impostazioni) allo sviluppo vero e proprio delle diapositive in camera oscura.

Come anticipato, in aggiunta, sono previste alcune attività secondarie che ci permetteranno non solo di scattare e sviluppare liberamente tutte le foto che saremo ispirati a fare, ma anche di consultare un mazzo di tarocchi splendidamente illustrato o di utilizzare un telegrafo per effettuare delle comunicazioni in codice oppure, ancora, di utilizzare strumenti come il telefono o una bicicletta per spostarsi più rapidamente nei dintorni della tenuta. nel complesso, in ogni caso, i tempi d’azione risultano ben studiati e ritagliati e sarà importante, se interessati, riuscire a cogliere le giuste occasioni per sbrigare le faccende opzionali.

Tra difetti e accuratezza

Martha is Dead non è un gioco horror, si mantiene in bilico tra la realtà e la superstizione e non si pone come obiettivo quello di spaventare il giocatore, creando sì un’atmosfera tesa e irrequieta, ma senza ricorrere ai più comuni cliché orrorifici. L’intenzione è piuttosto quella di dare voce ad alcuni miti del folclore locale per stemperare i veri mostri di questa storia: la guerra e gli abusi. Sebbene vengano riprodotte alcune scene violente e crude, quasi al limite della comprensione, abbracciando la prospettiva della protagonista si riuscirà a superare il confine che separa gli atti disumani a cui siamo stati abituati dalla cinematografia horror da quelli intimi, incontrollati e guidati dalla più sincera disperazione.

Chiaramente, non stiamo parlando di un titolo adatto a tutti, come lo stesso gioco si preoccupa di evidenziare con avvisi in game e la possibilità di selezionare attivamente delle censure. In ogni caso, quanto creato da LKA è un impressionante dipinto della fragilità della psiche umana e dell’autopreservazione del subconscio. Forse non eccelle per il suo comparto grafico e mostra sicuramente il fianco a qualche difetto tecnico (alcuni dei quali purtroppo impattanti sull’esperienza di gioco), ma non fallisce nel suo intento di lasciare un segno indelebile.

Da non sottovalutare, per altro, il doppiaggio in italiano (impostato come predefinito in tutte le sue localizzazioni) e l’accuratezza infusa nel ricercare e riprodurre i più piccoli particolari per riuscire a fornire una rappresentazione più fedele possibile della realtà dell’epoca e non solo (gli stessi segni utilizzati in alcune scene con Martha, infatti, sono effettivamente ripresi dalla Lingua Italiana dei Segni). A tal proposito, una menzione speciale va al comparto sonoro che si fregia di un pool di pezzi composti da Between Music, Aseptic Void (già autore della colonna sonora di The Town of Light) e piacevoli reinterpretazioni di grandi classici della musica italiana del tempo.

Lettera senza voce

Mi chiamo Camilla, in questo momento sto scrivendo questo pezzo e ripensando alle parole di Giulia, nel gioco, non posso che sentirmi vicina a lei. Vorrei ritagliare un piccolo stralcio di questa recensione per dedicarlo a me e a tutte le persone che nel corso della loro esistenza hanno portato dentro, anche per poco, il logorante conflitto tra invidia e rimorso. Mia sorella è sorda, lo è davvero, a dire il vero lo sono anche mia madre e mio padre e sono io, nel mio nucleo familiare, quella “diversa”. Se vi state domandando come Giulia possa aver ceduto alla tentazione di diventare Martha, sappiate che non è poi così difficile capirla.

Ci sono momenti in cui la normalità è una condanna più che un privilegio, non ce ne accorgiamo perché, per definizione, ciò che è normale appartiene a tutti e non ci attribuisce alcuna specialità. Trovarsi a provare invidia per qualcuno che non ha la nostra stessa fortuna è una sfibrante e interminabile lotta interna che porta, inevitabilmente, al senso di colpa e alla rovina. Si innesca un circolo vizioso di vergogna e di inadeguatezza che riesce in ogni istante a mettere in discussione la propria moralità. Gli atti di altruismo non sembrano bastare mai. Si è emarginati da se stessi.

La sordità fa un rumore assordante e indistinguibile, non riesce ad esprimersi e ha un modo tutto suo di vedere il mondo. Diamo un nome ad ogni cosa per poterla riconoscere e per accettarla come tale, ma come si distingue un sentimento? Come si spiega un’emozione, come la si nomina? Le parole, per essere comprese davvero, devono essere sentite e sono bastati pochi giorni di silenzio, a Giulia, per capirlo. La disabilità di Martha, in conclusione, non è solo un pretesto per muovere la compassione del giocatore, è un potentissimo strumento che gioca a favore dell’impenetrabile profondità della protagonista, così minuziosamente vivificata.

PRO CONTRO
– Rappresentazione e narrazione ottime – Alcuni problemi tecnici con la telecamera e la gestione delle luci
– Interessante la meccanica dello sviluppo delle foto – Il finale potrebbe essere un po’ troppo fumoso
– I temi affrontati sono molto intimi e specifici  
Conclusione
Martha is Dead
7.5
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Martha is Dead è il nuovo thriller psicologico in prima persona tutto italiano, sviluppato dagli stessi autori di The Town of Light. Nonostante non manchi qualche problema tecnico sul fronte della giocabilità e sia presente un gameplay giustamente semplificato, le poche meccaniche introdotte e la sceneggiatura bastano a rendere l'esperienza complessivamente meritevole di considerazione. È importante ricordare che questo non è certamente un titolo adatto a tutti, sia per i suoi tempi distesi e le azioni ripetute, sia perché sono presenti diverse scene esplicitamente violente che potrebbero urtare la sensibilità del giocatore. Nel complesso, comunque, Martha is Dead dimostra di essere un prodotto maturo e valido che esplora con particolare ricercatezza le profondità della mente tormentata di una giovane ragazza in tempo di guerra.martha-is-dead-recensione-pc-il-prezzo-del-silenzio