sifu recensione

Ci sono due momenti nella storia di PlayStation 5 che ricorderemo non appena il ciclo vitale della console si esaurirà. Il primo è targato 2021 ed è la release di Returnal. Il secondo, invece, arriva 365 giorni dopo ed è l’uscita di Sifu. In linea teorica i due giochi non sono ovviamente paragonabili, per tantissime ragioni, ma in realtà sono figli di un’attenta strategia di distribuzione e di un trend, quello della difficoltà, che lentamente sta emergendo nuovamente dopo anni passati ad avere tra le mani giochi più o meno facili, almeno quelli dedicati al grande pubblico. Certo, sarebbe eccessivo paragonarli a giochi più grandi, anche perché in particolare il videogioco di Sloclap, pur essendo una produzione di valore, ha dei difetti abbastanza gravi ma è comunque un segnale di come sempre più giocatori stiano cercando esperienze diverse e più artigianali, più mirate ad offrire qualcosa di diverso rispetto alla vastità di produzioni da milioni di Dollari e un ammontare di ore ingeneroso, quasi ad offendere il nostro tempo libero.

sifu

Una storia di vendetta

La storia di Sifu è (come in moltissimi altri casi) un pretesto per introdurci al core del gioco, ovvero il gameplay. In breve, un bambino assiste ad un omicidio di famiglia e coltiva la vendetta contro l’organizzazione che ha sterminato il suo caro, oltre che tutti coloro che gli erano vicini. Una vendetta che si consuma quando arriva a 20 anni e ne sono passati solamente 8. Da qui, in una serie di stage (cinque, tutti molto chiusi e compatti), deve affrontare una serie di nemici e mid boss, fino ad arrivare ai dirigenti, capi o pilastri portanti di quell’organizzazione. Niente di innovativo, ovviamente: la classica storia di rivalsa nei confronti di chi ci ha fatto male. La differenza però sta come avviene.

In Sifu, infatti, il nostro protagonista (che potrà essere uomo o donna) sarà assistito da un ciondolo, in grado di restituirci la vita ad ogni morte. Particolarità del caso, però, che se la mrote non è game over diventa in qualche modo punizione. Ogni volta che il personaggio viene infatti abbattuto, il counter delle morti si alza e con esso la nostra età. Se moriamo a vent’anni, ad esempio, appena ci rialzeremo saremo un anno più vecchi. Morendo una seconda volta, dovremo sommare le morti totali alla nostra età, portando il conto totale dei nostri anni a 23. Si sviluppa così tutto l’intero gameplay, che porterà ad un game over vero e proprio appena si arriverà a 70 anni o oltre.

Sifu

Non chiamatelo rougelike: il segreto del gameplay di Sifu

Sarebbe stato abbastanza facile per Sloclap implementare un sistema di gameplay molto vicino ai roguelike: livelli generati casualmente, nemici che cambiano ad ogni quadro, morte permanente al primo game over. Il team di sviluppo parigino però è andato oltre ed ha offerto una simpatica e funzionale variazione: la possibilità di rigiocare i vari livelli. Ipotizzando di chiudere un livello in età troppo avanzata, con il rischio di arrivare al game over in poco tempo, si può riaffrontare lo stage precedente dall’età di vent’anni, per poter migliorare il proprio risultato. Questa funzione ci permette di entrare in contatto con alcune shortcut, in grado di portarci direttamente (o quasi) dal boss e una volta battuto, il livello successivo sarà disponibile dall’ultima età raggiunta. Oltre a migliorare il risultato questa scelta ci aiuta anche a migliorarci e a prendere sempre più confidenza con i comandi di gioco e affinare il nostro stile di gioco.

Sifu è un gioco che è estremamente tecnico. Meno di un picchiaduro, sicuramente, ma non è un button smasher. Ci sarà bisogno infatti di utilizzare in maniera sapiente le combo, che andranno sbloccate e anche qui occorrerà fare una scelta: le combo sono infatti limitate all’età e una volta che il personaggio sarà troppo vecchio non sarà possibile apprenderne alcune. Questo è un sistema di bilanciamento del gioco: lasciare libero l’intero albero delle skill porterebbe alla conclusione del gioco in fin troppo poco tempo, considerando anche le dimensioni esigue dei livelli. Ogni combo è tra l’altro sbloccabile esclusivamente per una singola run, mentre per lo sblocco definitivo sarà necessario acquistarla cinque volte sfruttando i punti esperienza guadagnati durante le nostre sfide con i mob, i mini boss e ovviamente i boss veri e propri.

Sifu

Un altro elemento da non sottovalutare è sicuramente la ricerca degli indizi. Per scoprire al meglio la storia dietro il gioco sarà infatti necessario trovare depliant, ritagli di giornale e tantissimi altri elementi che ci aiuteranno a riscostruire le vicende dietro l’organizzazione che ci ha portati via chi amavamo. Ogni livello nasconde anche delle chiavi, che aiuteranno a sbloccare le varie shortcut. Una volta trovati tutti gli elementi necessari, la bacheca delle investigazioni (consultabile in qualsiasi momento) ci aiuterà a fare chiarezza intorno alla vicenda e spesso rigiocare i livelli non è solo questione di migliorarsi a livello puramente tecnico, ma anche per risolvere l’intricata vicenda della quale siamo protagonisti.

In Sifu non esiste un modo tradizionale di curarsi: per poter recuperare energia sarà necessario atterrare più nemici possibili. Anche il counter delle morti si può abbassare sconfiggendo determinati personaggi ostili che incontreremo nel nostro cammino, permettendoci così di poter affrontare con più serenità i futuri incontri, senza l’ansia del game over. Oltre alle abilità, il gioco ci viene incontro offrendoci un sistema di bonus sbloccabili tramite alcune statuette. Anche in questo caso, i vari elementi di supporto che sarà possibile ottenere sono legati ai punti esperienza oppure fino ad un massimo di età raggiungibile. Sono pochi, è vero, molto pochi, ma è anche vero che aiutano in maniera relativa: la maggior parte del lavoro deve farlo il giocatore, apprendendo le varie combo e sfruttandole a dovere.

Se da un lato Sifu rappresenta una bellissima esperienza, dove ogni elemento di design è sistemato al punto giusto, dall’altro ci sono dei difetti abbastanza evidenti che potrebbero scontentare buona parte del pubblico. Alcuni riguardano un level design forse fin troppo semplice, con shortcut che permettono di abbattere ogni livello di difficoltà e arrivare direttamente in punti critici, offrendo così una sorta di scappatoia per giungere alla fine di uno stage o come l’assenza di un lock dell’avversario, che rende le battaglie decisamente confusionarie. Complice di questo è anche al telecamera, che spesso richiede di essere aggiustata in corsa, rendendo così sempre più difficile affrontare più nemici alla volta..

PROCONTRO
– Ben realizzato tecnicamente
– Gameplay rifinito
– Idee di design originali
– Telecamera non proprio perfetta
– L’esigua qualità dei livelli potrebbe non essere un preggio
Conclusione
Sifu
8
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Al netto di qualche sbavatura, Sifu resta un videogioco molto particolare, in grado di far innamorare tantissimi giocatori alla ricerca di un'esperienza diversa da quelle proposte di solito. Il gioco di casa Sloclap è sicuramente un'esclusiva di peso console per Sony, che ha saputo cogliere un'opportunità decisamente importante, come dimostrano gli oltre 500.000 giocatori che hanno deciso di muovere vendetta alla famiglia di un giovane combattente. Dategli una chance, soprattutto in vista dell'arrivo dei livelli di difficoltà, che permetterrano di avere un'esperienza migliore per tanti giocatori, magari spaventati dai troppo tecnicismisifu-recensione-prova-fallisci-riprovaci