Sei anni, sei lunghi anni ci hanno separato dall’uscita di un nuovo capitolo con protagonista Master Chief dall’ultimo sul quale abbiamo messo le mani. Dopo le vicende vissute in Halo 5: Guardians, dove una tirannica Cortana aveva messo in ginocchio la galassia con le conoscenze apprese tramite il Dominio e i Protettori, i giocatori che hanno impersonato John-117 per contrastare questa minaccia questa volta dovranno affrontare un pericolo di pari importanza in Halo Infinite, se non più importante: gli Esiliati.

La casa di sviluppo nordamericana è riuscita a realizzare un prodotto che tiene fede alle aspettative dei fan più longevi della saga e dei neofiti. 343 Industries ha sviluppato un nuovo motore di gioco, noto come Slipspace Engine, che rappresenta la base del loro lavoro da qui a dieci anni a venire. Centinaia e centinaia di persone, compresi anche team come Sperasoft, SkyBox Labs, The Coaltion e Turn 10, si sono riuniti per dar vita a un nuovo Anello.

Quando hai visto Halo la prima volta...

Così come è avvenuto nel primo capitolo della saga, Halo: Combat Evolved, in Halo Infinite l’unica location dove si svolgeranno le vicende dell’ultimo videogioco uscito sarà per l’appunto un Halo, ma non una qualsiasi bensì l’Anello Ribelle, l’Installazione 07. Questo luogo dai così tanti nomi racchiude tra i più grandi misteri di questo grande universo, misteri che toccherà a noi svelare proseguendo nelle missioni principali della Campagna ed esplorando il mondo ad anello.

Il gioco si apre con letteralmente tra fuoco e fiamme, la più grande realizzazione dell’umanità e dell’UNSC, l’Infinity viene assaltata dagli Esiliati, e l’uomo della speranza, Master Chief, si ritrova a difenderla in una delle più intense cinematiche di apertura mai viste nell’intera saga. Fidatevi, quando vi diciamo che i primi minuti di Halo Infinite, vi lasceranno col fiato sospeso.
Detto questo, fatta una brutale conoscenza con le forze che dovremo combattere in questo nuovo capitolo, il gioco prende un ritmo molto più calmo, il morale cambia da epico a uno più “maturo”, “sconfitto” ma al contempo “speranzoso”. La parola “speranza” stessa è chiave per interpretare l’intera storia del gioco, che comincia esattamente dal momento in cui, un semplice pilota di un Pelican ritrova il protagonista del gioco e lo salva dalla sua gelida stasi nel vuoto dello spazio.

Sarà proprio costui a farci atterrare sul nuovo mondo di gioco, o per la precisione sotto di esso, dove ci verrà presentata la nostra nuova IA denominata Arma, colei che prende il posto della compagna di avventure che ci aveva accompagnato fino ad oggi nella saga, ovvero Cortana.

A tal riguardo, ci permettiamo di scrivere i nostri pareri su quella che è una delle scelte più coraggiose fatte dal team narrativo.

L’accoppiata Verde e Blu che con cui siamo “cresciuti” e a cui tutti siamo affezionati, difficilmente è qualcosa che poteva essere sostituito. Durante la campagna, il rapporto tra Chief e Arma è uno dei più studiati e affacinanti, ed é in costante evoluzione. In Halo Infinite vediamo un protagonista assai cambiato rispetto al passato. Veterano di fin troppe battaglie, un individuo che ha davvero perso tutto, ma ha ancora assai speranza dentro il suo cuore. Arma, Chief e il loro rapporto sono il fiore all’occhiello del nuovo capitolo del gioco, un rapporto non semplice da descrivere, con cui dovremo fare i conti in un modo o nell’altro. Il team narrativo ha decisamente osato con questa scelta, ma ha creato qualcosa di incredibilmente unico a livello sia narrativo che emotivo. Non vogliamo spendere ulteriori parole, che potrebbero poi finire per rovinare la sorpresa, ma possiamo dire senz’ombra di dubbio che “un Master Chief così” non l’abbiamo mai visto, e che i fan saranno piacevolmente stuzzicati da questa nuova accoppiata a dir poco vincente.

Sempre su quest’argomento, una piccola chicca degna di nota a livello narrativo è come Chief sia assolutamente il personaggio in cui tutti i veterani della saga potranno immedesimarsi, mentre Arma costituisce la co-protagonista perfetta in cui immedesimarsi nel caso si inizi questa avventura per la prima volta. Una scelta che rimanda esattamente (ma a parti invertite) a quanto accaduto in Halo: Combat Evolved, in cui il taciturno Master Chief (giocatore) veniva invece tenuto per mano e introdotto al mondo di gioco da Cortana.

Detto tutto questo, l’obiettivo di Master Chief, e di questa nuova coppia, è fermare gli Esiliati e il secondo in comando del gruppo, Escharum, scoprire cosa si cela nei meandri di questa installazione e cosa è accaduto a Cortana e al suo piano di salvaguardia della galassia.

…sei rimasto accecato dalla sua maestosità?

Terminata l’introduzione, e gettate le fondamenta del gioco, il mondo si aprirà dinanzi ai nostri occhi. A differenza degli Halo ai quali siamo stati abituati nel corso degli ultimi 20 anni, oltre alla linearità delle missioni principali della Campagna, il giocatore potrà esplorare liberamente la quasi totalità della mappa dove si svolgono le vicende di Halo Infinite. Il tutto parte da una Base Operativa, luogo che dovremo liberare dalle grinfie degli Esiliati, e che sarà il nostro campo base per le future vicende.

Qui si potranno scegliere le armi e i veicoli da potersi portare dietro nel corso della nostra avventura, dal Mongoose allo Scorpion, dalla Sidekick al Fucile da Battaglia Perforante. Il tutto però dovrà essere sbloccato tramite il progredimento del punteggio Valore, una sorta di livellamento che ci permetterà di ottenere equipaggiamento migliore mano mano che questo aumenta.

Al fine di incrementare il nostro Valore dovremo salvare Squadre di Marine, assaltare Fortezze degli Esiliati, distruggere Torri della Propaganda, e completare le Missioni della Campagna. Sulla superficie dell’Anello saranno presenti queste nuove attività in ordine sparso che i giocatori non saranno obbligati a completare per proseguire con la campagna, ma potranno divertirsi a completarle nel modo a loro più congeniale, con armi o veicoli pesanti, passando per vie secondarie o dall’alto tramite velivoli. Tutto questo avverrà con l’alternatesi di un ciclo giorno/notte, che renderà l’atmosfera ogni volta diversa e unica.

Inoltre saranno presenti anche Bersagli Importanti da eliminare e che sbloccheranno varianti potenziate di alcune armi, come un lanciarazzi che può tracciare i veicoli o una pistola al plasma che spara più colpi caricati contemporaneamente.

Nonostante il suo ruolo sia quello di un contorno (assai ricco), l’open world di Halo Infinite è una parte integrante del gioco indispensabile ai fini dell’immersione. Il tutto viene accompagnato da una superba serie di soundtrack dinamiche che correttamente narrano a loro volta lo stato d’animo e quel che sta succedendo sullo schermo. Un’alba viene spesso accompagnata da suoni che scaturiscono meraviglia e curiosità, mentre l’arrivo della notte è spesso accompagnata da un’atmosfera più cupa e silenziosa, come se per un attimo, non fosse mai successo nulla. Detto questo, 343 industries è riuscita a creare un mondo estremamente vivo, con costanti minacce dietro ogni angolo o meraviglie da esplorare. Un mondo in cui non si può comunque abbassare la guardia, in quanto di punto in bianco potrebbe capitarci di venir assaltati da Phantom oppure imbatterci in una pattuglia o peggio capitare proprio nel punto in cui vengono rilasciate delle truppe tramite drop-pod. Quando 343i aveva affermato di aver creato uno dei mondi più vivi di sempre, non stava decisamente scherzando.

Le missioni sono ben ponderate, ognuna atta ad aggiungere tasselli al puzzle che andremo via via ricomponendo. Lunghe e incalzanti, ma che a volte, come lo stesso mondo di gioco in generale, data la sua stessa natura a livello di storia, peccano di ripetibilità ambientale. Ci ritroveremo ad eliminare boss nelle fortezze degli Esiliati, e scovare misteri inerenti l’Installazione 07, e non solo, in strutture precursoree che potremo potremo definire di vecchio stampo. Sappiamo tutti che Master Chief è alto più di due metri, ma ben più di una volta ci troveremo in sezioni così vaste da farci sentire a disagio anche nei suoi panni, avvolte anche da un senso di mistero a lungo assente in questa saga.

Conosci il tuo nemico.

Il Covenant è ormai un lontano ricordo, e gli Esiliati sono coloro che ci troveremo a combattere d’ora in poi. Nelle loro fila però sono presenti vecchie conoscenze, dai piccoli e simpatici Grunt agli schivi e perfidi Jackal, dagli onorevoli e incredibili combattenti Elite ai prepotenti e implacabili Brute, ma non solo. Ad affiancarli saranno presenti anche nuovi nemici ai quali sia nuovi che vecchi giocatori si dovranno approcciare per la prima volta, ovvero gli Skimmer e la Messaggera. Questi esseri volanti dalle due braccia e quattro zampe ricordano vagamente quelli che una volta erano noti con il nome di Droni, ma date le armi con le quali saranno equipaggiati e la loro precisione saranno più letali. Ma non per questo bisogna sottovalutare la vecchia guardia.

Il più semplice Grunt, che una volta sarebbe scappato dinanzi a Master Chief, ora sarà più che invogliato ad affrontare e cercare di battere la leggenda dinanzi a lui, data una possibile promozione, o gli stessi Jackal, che ora mostrano di più la loro natura di pirati e cacciatori, in vista di una possibile ricompensa o bottino. Saranno presenti più varianti di questi, dai Grunt che portano una rastrelliera di armi sulla schiena, che i nemici sfrutteranno per avvantaggiarsi nelle varie situazioni, a Jackal con scudi e armature più resistenti.

Gli Elite avranno i loro gradi, così come siamo sempre stati abituati. Se ci dovessimo trovare dinanzi uno di questi con un’armatura bianca dovremo pensarci due volte prima di affrontarlo a viso aperto, in quanto le probabilità di successo nell’eliminarlo saranno basse. I Brute si distingueranno anch’essi per le loro mansioni, da quelli che ci caricheranno a testa bassa, a quelli di rango più basso e sprovvisti di scudi fino ad arrivare a colossi in armatura da capoguerra con torrette devastanti.

Non mancherà mai quello che Bungie stessa ha sempre menzionato, ovvero quei 30 secondi di divertimento, che sommati ad altri 30 secondi e altri ancora arriveranno a coprire l’intero gioco, ognuno di questi però risultando sempre diversi e mai uguali, così da non lasciare mai il giocatore in quel senso di vuoto o ripetività che lo potrebbero ad allontanarsi dal gioco.

E questo cos’è?

L’esplorazione verrà ricompensata ogni volta che il giocatore deciderà di avventurarsi lì dove le missioni non sempre ci guideranno. Saranno presenti collezionabili, come gli ormai vecchi e leggendari Teschi, che ci permetteranno di rendere più semplice o complicato il nostro percorso, Armadietti che sbloccheranno livree e non solo per il comparto Multiplayer, riproduzioni di personaggi importanti della saga sotto forma di bambole, oltre a audio-log sia degli Esiliati che dell’UNSC, che ci narreranno dei retroscena delle vicende in corso e, infine, persino Manufatti dei Precursori che andranno ad espandere la storia di Zeta Halo e di alcuni dei personaggi con cui avremo a che fare.

Inoltre saranno presenti anche i Nuclei Spartan, una nuova valuta che potrà essere utilizzata dai giocatori per sbloccare potenziamenti per gli equipaggiamenti. Questa funzionalità, rimodellata dai vecchi capitoli e inserita come elemento RPG, ci permetterà di migliorare il Rampino per aggiungergli un effetto stordente, dare al Pacchetto Propulsori la possibilità di renderci invisibili dopo averlo usato, e molto altro.

Interessante notare come, fin dall’inizio del gioco, l’unico strumento a nostra disposizione sarà solo il rampino. Tutto il resto delle abilità dovranno essere sbloccate giocando le missioni principali della storia, in cui, Master Chief, si imbatterà in alcuni spartan caduti. Queste sono mini-scene narrate dal level design stesso, sappiamo bene come gli Spartan non muoiano così facilmente, e imbattersi in una di queste scene e guardarsi attorno, cercando di ricostruire cosa possa essere accaduto osservando l’ambiente e i vari dettagli, è un’esperienza interessantissima che stuzzicherà i fan della saga.

Tornando a parlare di esplorazione, non si può avere un’open world senza possibilità di dare uno sguardo dall’alto al mondo che ci circonda, per questo motivo il team di sviluppo introduce la TACMAP, una mappa interattiva in cui sono segnati tutti gli obiettivi e punti di interesse che il giocatore potrà esplorare a proprio piacimento. Ogni singolo elemento del gioco è anche farcito con una dettagliata descrizione, che ci darà ancora più informazioni sull’attività che andremo a svolgere o interessanti note per stuzzicare i fan dell’universo espanso della saga. Immancabile inoltre la funzione dello Spostamento Rapido, che ci permetterà di spostarci rapidamente tra le varie basi operative che abbiamo liberato. Non lasciatevi ingannare dalla mappa, la mappa di gioco è incredibilmente vasta, e spostarsi da una zona all’altra, persino a bordo di un velocissimo Banshee, richiederà parecchio tempo.

Chi di noi è la macchina.

I protagonisti di questo gioco sono stati caratterizzati a tal punto da permettere al giocatore di imparare a conoscerli e ad empatizzare con essi, sia dai nostri alleati che da i nostri nemici, ma non solo. Tutto questo grazie a cinematiche studiate fin minimi dettagli, quasi come stessimo leggendo un romanzo e non giocando a un videogioco, e anche tramite gli audio-log sparsi per il mondo di gioco. Ci sentiamo di dire, che prima di Infinite, Halo non ha mai visto personaggi così ben caratterizzati e costruiti. Tutte le principali comparse, durante la storia del gioco, andranno incontro a una fantastica evoluzione della propria storia, creando fortissime connessioni tra il giocatore e il mondo che 343 industries ha costruito.

Gli stessi “semplici” nemici che si trovano in gioco e che affrontiamo sembrano avere vita propria. Dalle linee di dialogo all’utilizzo delle coperture e del movimento sulla mappa, fino all’interazione con le armi stesse, che per la prima volta potranno cambiare e potranno anche raccoglierne da terra. Non una volta è stata la situazione nella quale in Sangheili ha deciso di imbracciare una Lama Energetica e attivare l’invisibilità per affrontare meglio la sua minaccia.

Un’escalation del gioco contornato da una grafica, sia per quanto riguarda texture che illumazione, e un comparto sonoro, dai suoni delle varie armi alle colonne sonore, che sono stati applicati a pennello alla storia che ci viene narrata. Tutto questo è stato reso possibile da Sparth, il quale ha designato le linee guida per la linea artistica che Halo Infinite avrebbe dovuto avere, e i compositori Gareth Coker, Curtis Schweitzer, e Joel Corelitz, che hanno dato risalto alle scene che si mostravano ai nostri occhi.

Questo è il volto dell’eresia.

Il gioco rasenterebbe la perfezione, se non fosse per qualche pecca che gli impedisce di raggiungerla. La più importante è la rigiocabilità delle Missioni. I giocatori infatti non potranno più scegliere le missioni da poter rigiocare una volta terminata la Campagna, infatti saranno costretti a ricominciare da zero, nel caso in cui volessero assaporare nuovamente le emozioni che hanno provato, o se avessero dimenticato collezionabili in luoghi non più accessibili.

La cura dei dettagli è un’arma a doppio taglio, che ha non ha lasciato buchi e che ha fatto immergere il giocatore in questa avventura senza fargli mancare nulla. Ma se il piccolo è stato curato bene, manca quella parte di epicità data da quello che potrebbe essere uno scontro con uno Scarab, contro qualcosa di più grande. Quel senso di forza nel compiere un’azione contro qualcosa di più grande, che avviene solamente in rari casi nel gioco.

L’assenza della Co-op della Campagna al lancio del gioco è una pecca che si sarebbe potuta evitare. É stato già annunciato che questa verrà rilasciata in futuro, ma il ferro va battuto fin quando è caldo, e quella fiamma nel cuore dei giocatori potrebbe venir meno con il passare del tempo.

Tutto questo contornato da ancora qualche imperfezione tecnica come refresh delle animazioni a framerate minori di quelli del gioco, e qualche leggerissimo pop-in di elementi, tuttavia, assai lontani.

La Reclamazione è cominciata.

La campagna di Halo Infinite è promossa quasi a pieni voti. 343 Industries ha posto le basi per quelli che saranno i prossimi 10 anni del franchise, ciò si evince sia nel finale del gioco sia nella scena dopo i titoli di coda. Il gioco è un live service, quindi speriamo di vedere un mondo più in evoluzione di quello che abbiamo visto oggi, e che gli sviluppatori correggano quei due tiri mancati che gli avrebbero fatto prendere un punteggio pieno. La sensazione che si è avuta giocando Halo Infinite, fin dalle prime fasi del gioco, è stata quella di giocare l’Halo per eccellenza, il titolo che avremmo sempre voluto giocare, sopratutto per libertà di scelta. Il team di Redmond ha chiaramente mandato un fortissimo messaggio con questo gioco, dimostrando di saper ascoltare il feedback, imparare dai propri errori espandendo un universo narrativo che chiude le porte collegate al proprio travagliato passato, e ne apre di nuove verso un futuro in cui 343i sembra esser decisa a dare il meglio di sè.
Halo infinite è assolutamente uno dei titoli più imperdibili degli ultimi anni, pronto ad accogliere fan vecchi e nuovi. Nonchè l’inizio di una nuova avventura che farà parlare di se per molto tempo.

Recensione a cura di Antonio Peluso e Marco Cremona

PROCONTRO
– Campagna longeva e del ritmo incalzante
– Gameplay vario e divertente
– Open world ricco e dettagliato
– Personaggi ben costruiti
– Comparto sonoro superbo
– Assenza della campagna Co-op al lancio.
– Assenza della rigiocabilità delle missioni
– Qualche sbavatura a livello tecnico

Conclusione
Voto
9
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Appasionato di videogames, dai MOBA agli RPG, dagli MMO agli FPS, l'universo che più ama, e del quale è malato, è ovviamente quello di Halo. Ama avere discussioni videoludiche ed affini, soprattutto ama parlare dell'universo di Halo e di suoi probabili sviluppi. Nel 17K si occupa di scrivere articoli e creare contenuti per la pagina Facebook. Altre IP che segue appassionatamente sono Dota, Pokèmon e Destiny.