Ammettiamolo: tornare tra le location di GTA San Andreas è stato qualcosa di indescrivibile; che sia la nostalgia dell’infanzia, oppure un amore incondizionato per l’opera di Rockstar Games. Ma è andato tutto per il verso giusto? Oppure qualcosa ha disfatto la magia? Per scoprirlo, abbiamo deciso di provare per benino la Definitive Edition del titolo, in modo da potervi descrivere nel dettaglio pro e contro di questa operazione di restauro. Adesso, bando alle ciance ed esaminiamo passo dopo passo il lavoro di Groove Street Games.

gta san andreas

Groove Street, casa…

Come specificato in apertura, è stato soddisfacente tornare a Los Santos, San Fierro e Las Venturas. Le tre città di GTA San Andreas, adesso, appaiono maggiormente definite grazie al restauro del team di sviluppo, ma mantengono ancora il loro stile e, soprattutto, la loro anima: per i veterani sarà facilissimo mettersi a bordo di un veicolo e indovinare qualsiasi strada o punto d’interesse. Insomma, per chiunque avesse desiderato di trovarsi di fronte a un remake, riponga le sue speranze altrove: la nuova Trilogy pubblicata da Rockstar Games è una remastered. Ma non si tratta di un semplice aumento della risoluzione, in quanto i ragazzi di Groove Street Games (già autori dei porting per smartphone di vari capitoli della saga) ne hanno migliorato le texture, l’effettistica e non solo.

Anche dal punto di vista del gameplay, l’originale titolo del 2004 ha ricevuto diverse migliorie: un nuovo sistema di puntamento per lo shooting, una miglioria al sistema di guida (riadattato ai controller odierni, di nuova e vecchia generazione) e un aumento del frame rate, adesso “vicino” ai 60 fps. La sensazione, in sostanza, è quella di rivivere per l’ennesima volta l’epopea criminale di CJ proprio come nel 2004, ma con uno svecchiamento gradevole agli occhi e al feeling dei controlli, decisamente poco ostici rispetto a quanto ci aspettassimo.

… almeno prima che mandassi tutto a pu**ane!

Veniamo adesso ai difetti della produzione, molti di più del previsto. Qualcuno avrà sicuramente notato le virgolette a proposito del frame rate vicino ai 60 fps. Ebbene, l’edizione definitiva di GTA San Andreas presenta dei problemi evidenti al frame rate: durante la nostra prova su Xbox Series X, di fatto, non sono stati per niente assenti. Molto spesso, alla guida di un veicolo oppure durante le fasi più concitate, il frame cala drasticamente donando alle sequenze dei fastidiosi scatti. Ciononostante, con la prima patch rilasciata dal team di sviluppo, sembra che sia decisamente più stabile, nonché sono stati risolti molti glitch visivi che accompagnavano il gioco dal suo debutto ai primi di novembre.

Ma i difetti veri e propri sono ben altri! Primi fra tutto, i poco convincenti modelli dei personaggi secondari, sottotono e addirittura con elementi di decoro in meno rispetto ai modelli originali. Che sia chiaro: non tutti gli NPC sono stati peggiorati, ma solo alcuni di essi. Per quanto riguarda i personaggi comprimari e il protagonista, l’amatissimo CJ, il lavoro del team di sviluppo è risultato piacevole e non intacca la caratterizzazione originale. Lo stile cartoon dell’originale trilogia mantiene ancora il suo fascino a distanza di ben due decenni!

Un altro difetto risiede nel gunplay: il nuovo sistema di mira migliora il feeling con le levette analogiche (così come con la camera), ma ne peggiora anche alcuni aspetti. Infatti, non è raro ritrovarci a sparare in aria non appena si punterà la levetta verso il basso, così come risulterà ostico cambiare il nostro bersaglio, In poche parole, una mappatura dei tasti poco convincente, ma che potrebbe migliorare con qualche aggiornamento.

GTA San Andreas: nostalgia e nuove generazioni

Per chi è consigliata questa edizione definitiva di GTA San Andreas? Sicuramente per le vecchie leve, per chi ha già vissuto (e amato) la storia di CJ, tra tradimenti, amicizia, famiglia e spietate guerre fra gang. Le emozioni sono quelle: i Ballas sono ancora odiosi, pilotare un aereo da Las Venturas a San Fierro, passando sotto al Gant Bridge con Hold The Line dei Toto, dona quella giusta sensazione adrenalinica ai nostri pomeriggi, e riaffrontare tutte le missioni della trama principale con una veste grafica accattivante e controlli rinfrescati regala ai nostalgici momenti di pura magia. Peccato, però, che manchino alcune delle soundtracks originali (circa una ventina), come Killing in the Name dei Rage Against the Machine e Hellraiser di Ozzy Osbourne.

Per le nuove generazioni, invece, è un “ni”. Da una parte la veste grafica cartoonesca, le animazioni originali del 2004 e una struttura di gioco di tre generazioni addietro, potrebbero non far gola a chiunque non fosse cresciuto durante quegli anni ma che, invece, è cresciuto durante il lungo regno (tra l’altro non ancora concluso) del quinto capitolo numerato della saga. Dall’altra, la presenza di GTA San Andreas The Definitive Edition su Xbox Game Pass potrebbe consentire agli utenti più dubbiosi di provarlo per bene e, magari, di considerare l’acquisto dell’intera trilogia.

In conclusione

Seppur con molti dubbi e difetti, GTA San Andreas The Definitive Edition ci ha in parte convinto. Ciononostante, una gran parte di problemi ha spezzato (seppur leggermente) la magia a cui auspicavamo. Il lavoro di restauro svolto dai ragazzi di Groove Street Games risulta gradevole alla vista, specialmente per le ambientazioni modernizzate e per la distanza visiva triplicata rispetto all’originale seppure, allo stesso tempo, risulti approssimativo e poco rifinito. Ecco, la pecca del restauro sta proprio nelle rifiniture: lo si nota dal nuovo gunplay adattato in malo modo alle vecchie animazioni, e da alcuni errori di battitura o refusi nelle scritte sparse sugli edifici della mappa. Stentiamo, di fatto, a credere come Rockstar Games non sia scesa in campo per rifinire i suoi tre grandi classici, lasciando a un piccolo studio di sviluppo un compito così arduo.

PROCONTRO
– Non una semplice remastered
– Modelli dei personaggi comprimari superbi…
– Ambientazioni rimesse a lucido, mantenendo la loro anima
– Un must per i nostalgici…
– Gunplay ostico
– … ma i modelli dei secondari lasciano a desiderare
– Restauro, per certi aspetti, approssimativo
– Frame rate instabile
– … con qualche dubbio per le nuove generazioni