Accade sempre più spesso, nell’ambito dello sviluppo videoludico indipendente, che progetti nati durante gli studi di giovani ragazzi e ragazze si trasformino in splendide storie animate dall’esperienza individuale dei loro autori. Possiamo trovare alcuni esempi in Thomas was Alone di Mike Bithell o in Fractured Minds della giovanissima Emily Mitchell. Alcune idee, però, si prendono un po’ più di tempo per diventare realtà. È questo il caso di Where Cards Fall di Sam Rosenthal (sviluppato da The Game Band, team appositamente reclutato per la realizzazione di questo titolo che ha impiegato più di nove anni prima di riuscire a vedere la luce): un ritratto sulla crescita emotiva di un giovane ragazzo alle prese con le insicurezze e i turbamenti che conseguono ai tanti cambiamenti della vita adolescenziale, ispirato al testo di House of Cards, celebre canzone dei Radiohead.

Dopo un vivace debutto su Apple Arcade, questo grazioso gioiello approda finalmente anche su PC e Nintendo Switch con tutti i suoi cinquanta livelli basati su particolarissimi enigmi di costruzione e assemblaggio di castelli di carta, ambientati in diorami dall’aspetto minimale e diluiti da silenziose scene animate che offriranno una sequenza di fotografie dei momenti più significativi della vita del nostro protagonista.

“Dimentica il tuo castello di carte”

Where Cards Fall, come già anticipato, è una storia di formazione che rappresenta in modo sconnesso il percorso di crescita di un ragazzo anonimo che ripercorre la propria adolescenza rievocando momenti specifici e significativi a partire dal liceo, attraversando il periodo del college, fino a giungere ai primi anni di lavoro. Non è difficile immaginare come la narrativa sia ispirata alle vicende vissute direttamente dall’autore Sam Rosenthal durante la sua giovinezza, risultando così realistica e allo stesso tempo di facile immedesimazione per molti.

Rosenthal, infatti, ha dichiarato di aver sviluppato fin da subito una passione per i videogiochi che purtroppo non poteva condividere con familiari e amici a causa del loro disinteresse nel medium. Questa incompatibilità, lo ha portato a decidere di dedicarsi alla realizzazione di un’esperienza che fosse fruibile indipendentemente dalla predisposizione o meno al videogioco, concentrandosi piuttosto sulla trasmissione e la condivisione di emozioni semplici e genuine che riuscissero in qualche modo a coinvolgere indistintamente chiunque le vivesse.

Con questa idea, sentimenti come l’insicurezza, la solitudine e la sensazione di essere eternamente incompresi o inadatti si trasformano da tappe necessarie della crescita di ogni individuo a ricordi agrodolci e nostalgici che lasciano inevitabilmente un sorriso sulle labbra, proiettandosi su momenti della propria vita che finiscono con l’essere apprezzati e interiorizzati insieme ai loro effetti sulla nostra personalità.

Puzzle formativi

In quanto puzzle game, l’aspetto più interessante di Where Cards Fall risiede sicuramente nel suo particolare meccanismo di risoluzione. L’intera esperienza è infatti suddivisa in 50 distinti livelli che si presentano per mezzo di diorami circoscritti che richiederanno di spostare il protagonista da un punto A a un punto B identificabile con una carta di un seme e numero ogni volta differente. Per fare questo, sarà necessario utilizzare alcuni mazzi di carte che assumeranno l’aspetto di svariate tipologie di costruzioni – in base al simbolo presente sul loro dorso -, le quali dovranno essere sapientemente coordinate e assemblate per riuscire a ricreare un sentiero stabile e percorribile.

Gli elementi già presenti nelle frazioni di spazio oniriche che avremo modo di esplorare di volta in volta, costituiranno degli ostacoli che impediranno ad ogni mazzo di essere esteso più di uno specifico numero di carte, trasformando ogni rompicapo in tutto e per tutto in un enigma tridimensionale sofisticato e piacevolmente innovativo. Sebbene questa particolare struttura potrà sembrare abbastanza machiavellica, soprattutto nelle fasi più avanzate del gioco, non manca la possibilità di fare affidamento su alcuni preziosi indizi che saranno consultabili a periodi di tempo crescenti in base ad ogni volta che avremo bisogno d’aiuto.

Sul piano del gameplay, infine, non avremo difficoltà a familiarizzare con i pochi comandi disponibili e i controlli risulteranno particolarmente fluidi (poiché pensati principalmente per un utilizzo su mobile), nonostante manchi la possibilità di gestire la telecamera per studiare al meglio gli angoli più nascosti dalla visuale isometrica.

Lo stile prima di tutto

Ad essere di impatto, in Where Cards Fall, non sarà unicamente la modalità di gioco. Di esclusivo rilievo è sicuramente lo stile grafico minimale che ricalca gli scenari ispirati e disegnati a mano tipici di titoli come The Gardens Between di The Voxel Agents o, ancora, Inside di Playdead e Journey di Thatgamecompany, questi ultimi due dichiaratamente menzionati dagli sviluppatori come fonte di ispirazione per le bellissime atmosfere riprodotte. Non mancano inoltre ispirazioni artistiche contemporanee nella pianificazione del level design come quella proveniente dal movimento Bahaus che ha influenzato gli sviluppatori con le sue linee e l’armonia delle forme geometriche.

Rimanendo sempre in ambito artistico, risulta indispensabile menzionare la presenza di una colonna sonora che riesce ad accompagnare in modo piacevole e azzeccato le varie sfumature emozionali del percorso di crescita del protagonista, riuscendo, per altro, a compensare in modo brillante la totale assenza di dialoghi durante gli intermezzi animati che riprodurranno i suoi ricordi collezionati in conclusione ai vari livelli. Il comparto sonoro, inoltre, si abbellisce per mezzo di un’ottima imitazione dei suoni ambientali che contribuiranno ad impreziosire l’intera esperienza.

Volendo infine cercare a tutti i costi una macchia all’interno della produzione di questo titolo, sarebbe forse stato possibile osare un po’ di più sul piano della diversificazione degli scenari (soprattutto quelli più onirici e astratti) oppure giocare maggiormente con le variabili che gradualmente vengono introdotte a intricare la risoluzione dei livelli. Nonostante la percezione di una lieve ripetitività nelle fasi più avanzate, in ogni caso, sarebbe impossibile negare l’efficacia complessiva del gioco e la evidente cura per ogni minimo dettaglio.

In conclusione

Where Cards Fall è senza dubbio l’ottimo risultato di uno studio approfondito del game design effettuato da ogni membro del team The Game Band. Gli stessi creatori si sono dilungati in un’intervista approfondita sullo sviluppo rilasciata per Apple che vi consigliamo vivamente di recuperare se interessati a questo particolare aspetto del medium videoludico. Risulta evidente come il titolo esprima personalmente una forte passione e la necessità degli autori di trasmettere questo impulso anche a coloro che non hanno familiarità con questa realtà. Gli stessi avvenimenti proposti, nonostante possano lasciare molto spazio all’immaginazione, riescono con la loro neutralità ad essere metabolizzati in modo completamente soggettivo e indipendentemente dal tipo di affinità del giocatore con la dimensione ludo-narrativa.

Siamo quindi al cospetto di un prodotto che riesce ad incontrare il gusto di tutti e che rappresenta un ottimo spunto per introdurre in modo efficace anche i non appassionati al mondo dei videogiochi; indicato, soprattutto grazie alla sua portabilità, per chiunque abbia la necessità di ritagliarsi qualche attimo di rilassatezza nella frenesia ludica a cui siamo ormai fatalmente abituati.

Conclusione
Where Cards Fall
7.5
Articolo precedenteGTA Trilogy: The Definitive Edition, leakati video gameplay
Prossimo articoloGran Turismo 7: scopriamo il tuning