Ammettiamolo, quando a giugno di quest’anno Square Enix annunciò Marvel’s Guardians of the Galaxy, in molti hanno fin da subito mostrato ben poca fiducia nel progetto. E anche chi invece si è mostrato positivo espresse diverse riserve.

Pur mostrando dal primo trailer di annuncio un carisma non indifferente, alla luce della spinosa esperienza vissuta con Marvel’s Avengers, sempre appartenente alla scuderia Square Enix, veniva naturale infatti non lasciarsi trasportare troppo dall’entusiasmo.

Eppure, nonostante queste premesse, lo mettiamo in chiaro sin da subito: Marvel’s Guardians of the Galaxy si è dimostrato un prodotto più che valido, sorretto da un’ottima scrittura e un gameplay dannatamente divertente.

Fin dalle prime battute, il titolo ci mostra il coraggio degli sviluppatori di Eidos Montréal, che sono stati chiamati a portare il folle gruppo di supereroi in formato videoludico; i papà di Deus Ex, hanno deciso di non raccontarci una origin story, che avrebbe reso per certi versi più semplice comporre un racconto corale, bensì quello che sembra più un viaggio di formazione, pur sempre con il tocco ironico e scanzonato che contraddistingue i Guardiani della Galassia.

La narrazione si apre infatti con una “normalissima” giornata dei Guardiani.

Il gruppo si è ormai formato da un po’, anche se il collante che tiene insieme i cinque membri è lungi dall’essere saldo. Peter Quill, il procione Rocket e Groot, quali primi appartenenti ai Guardiani, hanno una sorta di legame, che però viene messo a dura prova dalla debole fiducia reciproca e dalla presenza dei due nuovi compagni di avventure: Gamora, figlia di Thanos e assassina, e Drax il Distruttore, il quale però dimostra ben poca felicità all’idea di lavorare al fianco della progenie del Titano Pazzo.

Il quintetto di eroi a noleggio decide di intrufolarsi in una zona di quarantena dei Nova Corps per catturare un raro mostro da vendere alla ricca e potente Lady Hellbender, così da mettere a segno il colpaccio che dovrebbe garantir loro un salto di qualità nella ricerca di nuovi incarichi.

La zona di quarantena: bellissima e letale

Ovviamente, com’è lecito aspettarsi, nulla va come programmato.

Oltre ai mostri che popolano l’area e che sono pronti a divorarli, nonché ai continui pericoli che la zona piena di navi distrutte porta con sé, i Guardiani della Galassia liberano per errore una strana entità che finisce col rovinare il loro piano di cattura.

Non solo il gruppo si salva per il rotto della cuffia, riuscendo ad uscire dalla zona di quarantena prima che i detriti delle altre navi ne facciano poltiglia, ma, ad aggiungere la beffa al danno, l’arrivo immediato nei Nova Corps costa ai Guardiani una multa a dir poco salata.

La necessità di saldare il nuovo debito e il coinvolgimento del gruppo nelle vicende dei Nova Corps vanno così a creare il preambolo narrativo di Marvel’s Guardians of the Galaxy, che si dipana in una storia lunga 16 capitoli e 20 ore circa, che, al netto di qualche lungaggine, saprà rendere contenti sia i fan dei Guardiani, sia coloro che si avvicinano al pazzo gruppo di eroi per la prima volta.

I ragazzi di Eidos hanno infatti deciso di intraprendere una strada diversa da quella dei recenti prodotti videoludici targati Marvel.

Dimenticatevi quindi la forma di game as a service di Marvel’s Avengers e l’open-world old-school di Marvel’s Spider-Man/Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, perché Guardians of the Galaxy è un’opera su binari che punta molto sulla narrazione e sulla caratterizzazione dei personaggi, sfruttando le fasi di gameplay come intermezzo d’intrattenimento e come altra via per raccontare le vicende e storie dei protagonisti.

Sotto questo punto di vista, non si può che fare un plauso all’abilità di Eidos di riuscire a narrare le vicende in maniera corale e a far maturare tutti i personaggi, pur concentrando il racconto sulla figura di Peter Quill, alias Star-Lord.

“Noi siamo i dannati Guardiani della Galassia!”

Come detto, pur dando ampio spazio anche agli altri personaggi, il fulcro attorno cui ruota la narrazione e il gameplay di Marvel’s Guardian of the Galaxy è Star-Lord.

Durante lo svolgimento della storia, infatti, saranno diversi i momenti in cui vestiremo direttamente i panni di un Peter Quill adolescente, in sessioni create appositamente per spiegarci i traumi del protagonista e ciò che l’ha portato ad essere lo Star-Lord che conosciamo.

Se però pensate che queste fasi possano in qualche modo rallentare eccessivamente il ritmo della narrazione, potete stare tranquilli: si tratta di digressioni integrate perfettamente e soprattutto ben scritte, capaci di dare un approfondimento di rilievo.

Alcune volte vestiremo i panni del giovane Star-Lord, in scene che trasudano anni 80 da ogni poro

Anche durante i combattimenti, con una struttura da third person shooter, il titolo porta i giocatori ad impersonare soltanto il leader dei Guardiani, il quale deve farsi largo tra le schiere nemiche armato soltanto dei suoi doppi blaster; le armi tipiche di Peter Quill sono infatti le uniche che impugneremo nel corso di tutta l’avventura. Ciò tuttiavia non rende il titolo monotono da giocare.

Tra le abilità elementari dei blaster che acquisiamo proseguendo con la trama (come proiettili elettrici e di ghiaccio), i potenziamenti sbloccabili raccogliendo i componenti necessari per i livelli, le schivate rapide garantite dagli stivali a razzo del protagonista, gli attacchi corpo a corpo e le quatto abilità principali che si acquisiscono accumulando punti esperienza, Star-Lord possiede quanto necessario per rendere gli scontri interessanti ed intrattenenti, in un gameplay quindi certamente semplice, ma non per questo troppo scarno.

A ciò si aggiungono le abilità degli altri Guardiani.

Le potenti radici di Groot, la spropositata forza fisica di Drax, la padronanza dell’arte della spada di Gamora e le armi di Rocket saranno sempre al nostro servizio, pur non potendo adoperare liberamente gli altri personaggi.

In tal senso, si è rivelata vincente l’idea degli sviluppatori di non darci il diretto controllo di ogni Guardiano, evitando da una parte di sbilanciare l’esperienza di gioco e, dall’altra, concentrando gli sforzi su un solo personaggio.

Sta a Star-Lord, pertanto, impartire ordini ai suoi compagni in battaglia e, grazie ad un sistema che ricorda quello visto nella serie di Mass Effect, sfruttare le quattro abilità ricaricabili di ogni membro per avere un supporto che varia da attacchi che arrecano danno fisico, azioni che immobilizzano il nemico, o persino lo stordimento degli avversari.

Quest’ultima meccanica, in particolare, si rivela molto utile contro gli opponenti più potenti o dotati di scudi che, una volta stremati, ricevono danno aggiuntivo e possono subire un’azione combinata da parte dei Guardiani.

Negli scontri, quindi, potremo ad esempio chiedere a Groot di trattenere i nemici, domandare a Gamora di affettarli con la sua spada, ordinare a Drax di stordirli e far sì che Rocket li danneggi con un’esplosione, mentre noi li tempestiamo di scariche dei nostri fidi blaster.

Menzione d’onore va poi alla meccanica dell’Adunata.

Durante i combattimenti, infatti, riempiendo l’apposita barra compiendo azioni di squadra, Star-Lord ha la possibilità di richiamare a sé i Guardiani. Sentiti i loro discorsi e stando attenti alle frasi che compaiono alle spalle dei nostri compagni, ci verrà proposto di scegliere tra due discorsi motivazionali o di non dire nulla. Sbagliando o non facendolo affatto, Peter sarà l’unico a subire un boost capace di garantirgli una rigenerazione di scudi ed energia molto rapida ed un cool down repentino delle proprie abilità.

Discorso diametralmente opposto, invece, se si riesce a motivare come si deve la squadra: in questo caso, non solo tutti riceveranno lo stesso boost riservato a Star-Lord, ma si potrà affrontare il gruppo di nemici ascoltando una delle canzoni che fanno parte del mixtape di Peter. E potete giurarci, distruggere i nemici ascoltando Wake Me Up Before You Go Go! dei Wham, Never Gonna Give You Up di Rick Astely o altri iconici brani rock anni 70-80, rende il tutto ancora più emozionante.

Maciullare nemici sfruttando ogni elemento a disposizione crea assuefazione

Decisamente meno riuscite, tuttavia, sono le fasi di platforming e di esplorazione.

I livelli offrono ben poco da esplorare e si rivelano fin da subito essere fondamentalmente dei lunghi corridoi intervallati da aree più aperte e adibite a zone di scontro, nonché piccoli bivi e zone nascoste estremamente circoscritte che servono invece a premiare i giocatori con gli immancabili documenti, materiali necessari per sbloccare i potenziamenti di Star-Lord, costumi alternativi con cui personalizzare il nostro gruppo di eroi e oggetti collezionabili; questi ultimi, insieme ai materiali, si riveleranno il motivo principale che ci ha spinto ad esplorare, visto che da essi dipendono alcuni dialoghi opzionali a bordo della Milano, utili a comprendere meglio gli altri personaggi, il loro passato, le loro preoccupazioni e le motivazioni che spingono ogni loro azione.

Ad offrire un minimo di attività durante l’esplorazione intervengono poi alcuni elementari puzzle ambientali, risolvibili sfruttando i blaster di Peter e i loro poteri elementari per aprirci una strada, usando il suo casco per analizzare l’ambiente, oppure ancora ricorrendo alle caratteristiche dei singoli Guardiani.

Anche in questo, adoperando l’apposito menù, possiamo chiedere l’intervento di Groot per costruire dei ponti e sollevare piattaforme così da arrivare a parti troppo lontane; Drax e la sua forza diventano necessari per distruggere pareti crepate o per spostare oggetti pesanti da sfruttare come rialzi; Rocket, essendo di statura ridotta, può infilarsi in vie troppo anguste per noi, oppure aprire porte e sbloccare ponti grazie alle sue immense conoscenze tecnologiche; Gamora con la sua spada e la sua agilità può tagliare tubi e cavi che ostruiscono il passaggio o assisterci nella scalata di una zona rialzata.

“E che razzo!”

Purtroppo, non ci sono solo lodi, all’interno dell’opera abbiamo trovato diversi aspetti che non ci hanno convinti pienamente.

Pur con tutto il divertimento che riserva e l’assuefazione che crea, il gameplay di Marvel’s Guardians of the Galaxy offre il fianco a più di una critica.

Le animazioni un po’ troppo legnose di Star-Lord e il feedback non immediato dei blaster fanno ingranare con un po’ di ritardo il divertimento negli scontri, anche per colpa di una sensazione non sempre soddisfacente dei colpi andati a segno e subiti. Inoltre, la gestione della telecamera e l’elevato numero di effetti particellari su schermo, portano spesso ad un caos generale che rende gli scontri difficili da decifrare.

Anche i potenziamenti sbloccabili nel corso dell’avventura trovano posto tra gli aspetti meno eccellenti della produzione.

Tramite i banchi da lavoro sparsi per i livelli e quello a bordo della Milano, come già accennato, il titolo ci offre la possibilità di usare le risorse raccolte per potenziare i blaster di Star-Lord acquisendo, ad esempio, un raffreddamento rapido o un attacco caricato. Durante il corso dell’avventura, tra i quindici potenziamenti disponibili, quelli che si sono rivelati davvero utili si contano sulle dita di una mano, relegando l’acquisizione degli altri a mero completismo.

Ci sono poi delle volte in cui il gioco ci mette alla guida della Milano, con fasi shooter che avrebbero meritato una cura migliore, soprattutto dal punto di vista dei comandi e della telecamera, che rendono tali momenti poco coinvolgenti. Un vero peccato considerando le potenzialità di queste scene. 

Marvel's Guardians of the Galaxy
Le fasi alla guida della Milano sono spettacolari, ma poco coinvolgenti

Altresì, sotto il profilo tecnico abbiamo riscontrato diverse perplessità.

Se su PlayStation 5, grazie alla potenza aggiuntiva e alla possibilità di scelta tra la modalità prestazione e quella risoluzione, ci siamo trovati di fronte a bug non invalidanti e ad un framerate non eccessivamente ballerino, su Xbox One il titolo ha sofferto più che mai la sua natura cross-gen.

Caricamenti di texture in ritardo o a bassa risoluzione, bug e glitch sia visivi che audio, sono solo alcuni dei problemi di natura tecnica che ci siamo trovati davanti, così come drastiche fluttuazioni nel framerate nelle fasi di gioco più concitate e/o ricche di nemici ed effettistica su schermo.

In una occasione, ci siamo persino ritrovati a dover ricominciare l’intero capitolo per via di un bug che impediva ad uno dei personaggi di avvicinarsi e di avviare il comando per liberare la via e proseguire nel livello.

Ovviamente, si tratta di problematiche che le future patch possono sistemare o attenuare, ma su old-gen resteranno permanentemente comunque altri problemi, quali l’effettistica dei capelli e della pelliccia dei modelli, le animazioni facciali durante i dialoghi e, in generale, una realizzazione tecnica sotto diversi aspetti arretrata e non al livello delle produzioni tripla A arrivate sulle nostre piattaforme in questi ultimi anni.

“Io sono Groot!”

Tuttavia, il nostro giudizio resta positivo. Anche contando le problematiche sopra esposte, non possiamo esimerci dal promuovere Marvel’s Guardians of the Galaxy e il lavoro svolto da Eidos Montréal.

La resa tecnica su next-gen è nettamente migliore ed è valorizzata dall’eccellente comparto artistico, che sulle vecchie console riesce inoltre a far passare in secondo piano quasi ogni eccezione negativa di natura tecnica.

Le varie location che ci ritroveremo a visitare nel corso della storia hanno quasi tutte un’elevatissima qualità e differenziazione, con panorami capaci di lasciarci senza parole ed una saturazione dei colori che non solo non stucca, ma che riesce ad immergerci ancor di più nei luoghi e a darvi una decisa personalità.   

In ciò, è evidente l’amore ed il rispetto del materiale originale che il team ha adoperato nella creazione del titolo. Luoghi come la Milano, Knowhere, la base dei Nova Corps e tutti quelli ove metteremo piede, sono facilmente riconoscibili e riconducibili alle controparti cartacee e filmiche, oltre alla presenza di una miriade di easter eggs e riferimenti ad altre opere Marvel.

Anche i vari personaggi, dai cinque protagonisti a tutti quelli che incontreremo lungo la storia, pur con le limitazioni più sopra descritte, hanno chiaramente subito un lungo lavoro di caratterizzazione visiva, capace di creare un buon compromesso tra quelli conosciuti dagli amanti dei fumetti e quelli che invece si sono avvicinati alla Marvel tramite l’universo cinematografico.

Sotto il punto di vista artistico, quindi, il titolo riesce a brillare di una accecante luce propria.

Marvel's Guardians of the Galaxy
Knowhere, una delizia per gli occhi

Solidissimo è anche il comparto audio. In tal senso, sia che si tratti delle melodie arrangiate appositamente per l’opera, che spaziano dalle tipiche musiche orchestrali delle produzioni supereroistiche al pop/rock, sia che si parli delle musiche anni 70-80 presenti nella playlist ascoltabile a bordo della Milano e nel corso dell’avventura, Marvel’s Guardians of the Galaxy riesce ad eccellere e a regalarci momenti epici e di grande intensità.

Il doppiaggio, poi, offre un valore aggiunto a quanto sopra esposto. Quello in italiano, per quanto non sia sempre eccellente come quello inglese, è sorprendentemente ben realizzato, con un’ottima performance recitativa e di intonazione da parte dei doppiatori nostrani.

Sicuramente, ad innalzarne il merito è il pregevole lavoro svolto nella localizzazione dei testi che, pur prendendosi qualche libertà, riesce a non far sfigurare l’adattamento italiano con la localizzazione originale e a rendere perfettamente le varie sfaccettature ironiche, più o meno esplicite, della produzione.   

Se amate la buona musica, passerete decisamente molto tempo ad ascoltare la playlist di Star-Lord

Oltre alla colonna sonora, i testi sono infatti una parte fondamentale dell’opera.

In Marvel’s Guardians of the Galaxy si parla e anche tanto; la natura story-driven si mostra in maniera prepotente nella quantità spropositata di dialoghi, anche e soprattutto situazionali e opzionali, che accompagnano costantemente il giocatore senza quasi mai ripetersi.

Che si tratti di combattere il gruppo di nemici di turno, risolvere un enigma, esplorare un’area o nei momenti di tranquillità sulla Milano tra un capitolo ed un altro, essi riescono infatti riempire e rendere interessante ogni momento e ad essere fonte di grasse risate, riuscendo al altresì ad approfondire i rapporti tra i componenti del gruppo in maniera verosimile e, soprattutto, non scontata.

La forza dei dialoghi di Marvel’s Guardians of the Galaxy è riscontrabile anche nelle scelte che ci viene chiesto di effettuare andando avanti con la trama. Piccole o grandi che siano, tali bivi non vanno ad impattare sul finale del gioco, ma contribuiscono a rendere alcune sessioni e dialoghi unici, infondendo nel giocatore maggior voglia di ricominciare l’avventura, così da scoprire a quali scenari possono aprire scelte diverse.

La capacità di scrittura del team di Eidos Montréal non si fa sentire però solo nella storia o nei dialoghi, ma anche in alcune scelte importanti di game design.

In apertura abbiamo definito Guardians of the Galaxy simile ad un viaggio di formazione e ciò ha il suo perché.

La maturazione dei singoli componenti del team ed il consolidamento dei legami della squadra si rifà, infatti, anche sul gameplay: non soltanto le abilità più potenti saranno acquisibili una volta che i Guardiani avranno superato ognuno i propri traumi e le proprie paure, ma sempre più spesso, nelle fasi di esplorazione, assisteremo ai nostri compagni che compiranno di propria sponte le azioni contestuali che inizialmente gli richiedevamo di fare, in un senso di collaborazione e di amicizia tra i personaggi man mano sempre più marcato.

A bordo della Milano si può dialogare con gli altri membri dei Guardiani

In conclusione

Dopo aver trascorso un bel po’ di tempo insieme al folle gruppo di eroi, possiamo dire che, senza ombra di dubbio, Marvel’s Guardians of the Galaxy riesce ad abbattere ogni dubbio e preconcetto che la paura ha potuto far sorgere in noi, regalandoci un’avventura unica, soddisfacente da giocare e divertente da vivere. 

Al netto di alcune scelte di design poco oculate e superficiali, nonché di una realizzazione tecnica ed una ottimizzazione non all’avanguardia, Eidos Montréal ha portato sulle nostre console e PC un’opera che fa della narrazione e del comparto artistico il suo punto forte, riuscendo a creare un buon punto di contatto tra il Marvel Cinematic Universe e quello fumettistico e che difficilmente scontenterà le due community.

Il tutto è accompagnato da un solido comparto audio, che trova nella sua colonna sonora e nel doppiaggio in italiano dei validi ed incrollabili punti di forza.

In definitiva, uno dei migliori tie-in a tema Marvel che il mercato moderno possa offrirvi.

Quindi che razzo aspettate a vivere anche voi questa avventura dei Guardiani della Galassia?

PRO CONTRO
  • Gameplay semplice e divertente
  • Trama e personaggi ben scritti
  • Tanti dialoghi e tutti interessanti
  • Un comparto artistico ricercato
  • Adattamento e doppiaggio in italiano eccellenti
  • Musiche stratosferiche
  • Feedback nei combattimenti non sempre eccellente 
  • Fasi d’esplorazione poco curate
  • Sistema di potenziamento da rivedere
  • Pilotare la Milano non dà grosse soddisfazioni
  • Una realizzazione tecnica che poteva essere migliore