Back 4 Blood è l’ultimo FPS a tema zombie sviluppato dalla Turtle Rock Studios (gli autori di Evolve e del primo Left 4 Dead, per capirci) e pubblicato da Warner Bros. L’idea degli sviluppatori, più che legittima, è stata piuttosto semplice: dare un seguito spirituale all’amatissimo franchise di Left 4 Dead, allo stesso tempo rivisitandolo in chiave moderna (rendendolo quindi meno legnoso e dal gameplay più veloce e adrenalinico) e con un paio di marce in più.

Noi gamer lo sappiamo, il magico mondo dei videogiochi è pieno di sparatutto a tema zombi di ogni tipo e varietà, e questo è dovuto in gran parte proprio al successo di Left 4 Dead, ma in pochi nel corso degli anni (soprattutto dell’ultimo decennio) sono riusciti veramente a innovare, intrattenere e permettere una buona rigiocabilità. Gli stessi Turtle Rock, dopo non aver convinto del tutto con Evolve, hanno intelligentemente pensato di tornare a qualcosa di un po’ più tradizionale: Back 4 Blood, a guardarlo bene, sembra avere questa formula magica che in molti agognano e che permette un divertimento quasi perpetuo (a patto che non si rifaccia 6 volte la stessa missione… tratto da una storia vera).

Back 4 Blood, il nuovo volto di L4D - Recensione PC

Bentornati in una invasione zombie!

L’incipit narrativo del nuovo gioco di Turtle Rock, così come il background dei personaggi, non sono nulla di nuovo: si tratta, infatti, della classica storia da film (o, ancora meglio, da serial televisivo) americano sui morti viventi, formula che, chissà per quale motivo, riesce sempre nel suo intento di tenere i “giocatori-spettatori” sempre e comunque incollati alla sedia. Nel caso di Back 4 Blood, oltre al parlare dei più tradizionali infetti e di una possibile immunità al classico virus di turno, si fa menzione anche del metodo trasmissione dello stesso: i colpevoli, che hanno trasmesso la piaga al paziente zero, sono infatti degli insetti rinvenuti nel cratere del lago di Pingualuit in Canada.

Più nello specifico, questo virus viene definito “Verme del Diavolo”, e coloro che hanno l’ingrato compito di abbattere i contagiati sono detti Sterminatori, che si organizzano nella base di Fort Hope come una vera e propria task force con l’obiettivo di riprendere il controllo del mondo. Alla stessa maniera del suo predecessore spirituale, le missioni hanno una struttura che più classica non si può: parti dal punto A e raggiungi il punto B, trucidando nel frattempo tutto quel che si muove, a volte con delle missioni particolari nel mezzo per aggiungere un po’ di pepe, senza dimenticare i ben noti zombie speciali a cui siamo già stati ben abituati e che sono pronti a farci la pelle.

Back 4 Blood, il nuovo volto di L4D - Recensione PC

I personaggi con cui è possibile giocare sono in tutto otto, ossia Evangelo, Walker, Holly, Ma’, Doc, Hoffman, Jim e Karlee. Ognuno di loro avrà a disposizione un’arma secondaria iniziale ben specifica e differente dagli altri, oltre alla propria abilità speciale, anch’essa unica ed utile sia per sé stesso che per il gruppo (nel caso dei PG di supporto). Fino a qui, insomma, niente di nuovo: si tratta del solito sistema misto tra classi ed eroi già ben noto e sdoganato dai Left 4 Dead. Ad arricchire il sistema di gioco, però, ci pensa poi la possibilità di scegliere il proprio mazzo di carte, in cui risiede la caratteristica più importante e distintiva di Back 4 Blood. Il meccanismo delle carte ha invaso anche gli zombie shooter, ma il sistema pensato da Turtle Rock è davvero particolare.

Man mano che si avanzerà nella campagna, infatti, si otterranno dei punti rifornimento, che dovranno essere spesi, fuori dalle missioni, per l’acquisto di nuove carte tramite le linee di rifornimento di Fort Hope. Le carte che è possibile acquistare si dividono in affinità (riflessi, disciplina, forza e fortuna) e tipologia di carta (attacco, difesa, strumento e agilità) e avranno ognuna un bonus specifico (a volte anche un malus) che permetterà di ottenere specifici vantaggi durante gli scontri, nei danni, nel vigore, nella velocità di ricarica e così via.

Ogni giocatore avrà la possibilità di costruirsi a piacimento il proprio mazzo, per poi utilizzarlo nelle varie modalità di gioco, cosa che rende possibile creare delle vere e proprie build per i personaggi prima di lanciarsi in battaglia, su cui, però, non avremo un controllo completo. Prima di ogni partita, infatti, il gioco pescherà casualmente cinque carte dal mazzo selezionato, decidendo per noi i bonus da attivare. I modificatori della prima carta del mazzo vengono applicati subito, mentre durante la partita il resto delle carte verrà giocato in sequenza; con la stessa metodologia, anche il gioco tenterà di metterci i bastoni fra le ruote, infatti anche il “Game Director” pescherà due carte casuali dal suo mazzo corruzione. Sarà poi possibile anche all’interno dei livelli trovare delle carte gratuite o degli schedari dove acquistare delle carte con la moneta di gioco.

Back 4 Blood, il nuovo volto di L4D - Recensione PC

Modalità di Gioco e Gameplay

Back 4 Blood è un classico FPS cooperativo che si compone di una campagna PvE, in cui una squadra formata da 4 elementi affronta svariate tipologie di nemici, ed una modalità PvP asimmetrica che vede confrontarsi 8 giocatori (4 umani e 4 zombie speciali con al seguito una orda di zombie normali) che si sfidano in match alternandosi (è obbligatorio impersonare ogni fazione almeno una volta). La squadra vincitrice verrà poi decretata in base al tempo di resistenza. È quasi superfluo dire che Back 4 Blood esprime tutto il suo potenziale quando viene giocato in compagnia di amici (ma anche di sconosciuti online): a semplificare le operazioni su questo fronte, per fortuna, interviene il cross-platform, che sarà attivo già nel giorno di lancio (12 ottobre). Giocando in solitaria, invece, tutto diventa decisamente più pesante e noioso e ovviamente la coordinazione di squadra viene meno (ma ciò non significa che non si possa fare).

Back 4 Blood, il nuovo volto di L4D - Recensione PC

La campagna si divide in quattro atti, a loro volta divisi in missioni; la durata può variare anche di molto a seconda della difficoltà e del team con cui la si gioca. I primi 3 atti sono decisamente lunghi, e permettono di assaporare appieno le meccaniche e le ambientazioni di gioco mentre il quarto atto, conclusivo, è assai più breve degli altri e si colloca esattamente dopo il disastro, lasciando poche informazioni sugli avvenimenti, una scelta ben oculata per dare quel pizzico di mistero che non guasta mai.

La modalità competitiva PvP però è il vero fiore all’occhiello di questa opera: si tratta, infatti, di una modalità che si era vista pochissime volte in giochi simili (all’infuori delle mod), e mai applicata così bene. La modalità 4v4 asimmetrica pensata da Turtle Rock ci mette nei panni di infetti speciali (quasi dei “comandanti” zombi) con al seguito intere orde di minion, per fare una mattanza di sterminatori. Il bilanciamento che gli sviluppatori sono riusciti ad ottenere è buono già al lancio, ma richiede che vi siano due team sufficientemente coordinati ed affiatati: in questo caso sarà possibile dar vita ad una sfida decisamente avvincente. Bisogna però dire che qualora vi fossero zombie speciali ben occultati e in grado di attaccare da lontano il team avversario potrebbe venire sopraffatto con troppa facilità; gli attacchi dalla lunga distanza, così come altri elementi che richiederebbero piccoli nerf o buff, potrebbero però benissimo essere bilanciati nelle prossime patch.

Comparto Tecnico

Anche sul fronte tecnico Back 4 Blood è un ottimo gioco: l’impatto visivo generale, se raffrontato a produzioni di livello simile, fa davvero la sua bella figura. Anche i modelli 3D di ambienti e NPC ci sono sembrati ottimi, come lo è del resto anche la fluidità, una delle priorità per un prodotto del genere. Certo, non parliamo di un livello generale capace di rivaleggiare con le ultime superproduzioni next-gen a cui il mercato ci ha abituato, ma è comunque un prodotto molto valido. L’IA di nemici e bot è decisamente buona: nel corso di tutte le nostre scorribande, il grado di sfida percepito sarà sempre piuttosto elevato, e al tempo stesso i nostri compagni controllati dalla CPU si dimostreranno un più che valido aiuto in caso optassimo per una partita in single player. Il sonoro, tutto sommato, fa il suo, con tracce perfette per i momenti più concitati e ottimi suoni ambientali, tra porte che si sfondano e versi di zombie molto ben riprodotti ed evocativi.

Un elemento che ho particolarmente apprezzato a livello personale è il level design: questa volta gli sviluppatori si sono concentrati anche sul dare un senso di verticalità al gioco, cosa che, unita anche alle ambientazioni varie e diversificate (che passano con scioltezza da aree cittadine disabitate a zone forestali o paludose e molto altro ancora) permette nel complesso al gioco di avere un gameplay molto vario e tattico. Per quanto riguarda le prestazioni di Back 4 Blood sulla nostra configurazione, infine, date uno sguardo qui sotto:

Banco di Prova PC:

  • Sistema Operativo: Windows 10 64bit
  • CPU: AMD Ryzen 7 3700x
  • RAM: 32GB RAM
  • GPU: AMD Radeon RX 6800
  • Versione DX: DX 12
  • Monitor: 1440p 144hz
  • Gioco installato su SSD

Requisiti minimi di sistema (1080p/low quality/60fps):

  • Sistema Operativo: Windows 10 64bit
  • CPU: i5-6600 (3.3 GHz) o AMD Ryzen 5 2600 (3.4 GHz)
  • RAM: 8GB RAM
  • GPU: GeForce GTX 1050 Ti o Radeon RX 570
  • Versione DX: DX 12
  • Spazio libero necessario: 40gb di spazio libero

Requisiti consigliati di sistema (1440p/high quality/60fps):

  • Sistema Operativo: Windows 10 64bit
  • CPU: Intel Core i7-8700K (3.70 GHz) o AMD Ryzen 7 2700X (3.70 GHz)
  • RAM: 16GB RAM
  • GPU: NVIDIA GeForce RTX 2070 o AMD Radeon VII
  • Versione DX: DX 12
  • Spazio libero necessario: 40gb di spazio libero

Le prestazioni in game sono decisamente ottime, il gioco è moderno, fluido e lo shooting appagante, le uniche problematiche che ho constatato sono il frame rate ballerino e qualche piccolo problema di stuttering, problemi che con delle patch post day one potrebbero tranquillamente venire risolti, come spesso avviene in questi casi; personalmente, con la mia configurazione, non ho avuto problemi a farlo girare in 1440p a dettagli ultra, riuscendo ad ottenere un framerate che ballava tra i 110 e i 144 (ciò anche grazie all’ausilio della tecnologia AMD FSR).

Back 4 Blood sarà disponibile per PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC a partire da domani, 12 ottobre 2021, e potrete averlo acquistandolo sulle varie piattaforme al prezzo di 60€ su pc e 70€ su console, oppure grazie all’Xbox Game Pass in cui sarà incluso a partire dal day one, sia su Xbox, sia su Microsoft Windows che su smartphone via XCloud.

PRO CONTRO
  • Dannatamente divertente e frenetico, vi terrà incollati per ore allo schermo
  • Grande varietà di gameplay e di modalità tra PvE e PvP
  • Sistema di carte sublime, regala varietà e organizzazione tattica
  • Longevo e rigiocabile
  • Decisamente macchinoso per la prima ora di gioco
  • Bilanciamento delle carte soddisfacente ma non perfetto
  • Inferiore a livello tecnico se paragonato ai giochi next-gen odierni, anche se tiene comunque botta in quel che deve
Conclusione
Back 4 Blood
8
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Classe 2001, dalla spiccata passione per elettronica, informatica e scrittura mi ritrovo ora alla ricerca del gioco perfetto, dell'articolo perfetto o chissà della mera conoscenza in campo videoludico. Passando per la giornalistica specializzata grazie ai 17K.