Una piccola premessa prima di parlare dell’episodio. Come capita spesso anche con dei prodotti cinematografici, se alla prima visione c’è qualcosa che non mi ha convinto fino in fondo oppure che non ho apprezzato o che non sono riuscito a capire, sono solito guardarlo nuovamente per così cogliere le varie sfaccettature che mi sono sfuggite. Anche in questo caso l’ho fatto ma nonostante abbia capito qualcosa in più, il senso di confusione non è scomparso e anzi continua a tormentarmi a tal punto da infierire sul giudizio finale.

“Sleep No More” è il primo di due episodi stand-alone della nona stagione, l’altro sarà il prossimo “Face the Raven”.  Oltre a ciò, si tratta di una puntata piuttosto particolare perché per via delle sue peculiarità. Hanno scelto uno stile registico diverso per sfruttare l’elemento trama in maniera migliore: hanno puntato al Found-Footage. Si tratta di un genere cinematografico molto sfruttato negli ultimi anni, specialmente per quanto riguarda l’horror. Iniziato come una bella trovata, con The Blair Witch Project nel lontano 1999, ormai è abusato da moltissimi registi, tanto da diventare anche un sinonimo di bassa qualità per il suo utilizzo nei film di serie B. Ora, certamente Doctor Who dopo 53 anni dall’inizio della sua programmazione è giusto che sperimenti nuovi metodi per raccontarsi. La serie è sinonimo di cambiamenti come abbiamo imparato nel corso degli anni, che essi piacciano o no. In questo caso c’è un motivo se la puntata è girata in Found-Footage ma, senza fare spoiler, la giustificazione del come possano esserci delle registrazioni dal punto di vista degli attori nonostante questi non abbiano alcuna telecamera è alquanto confondente. Ma andiamo con ordine

L’intera puntata è un montaggio video di un capo-scienziato chiamato Rassmussen (Reece Shearsmith, il quale ha interpretato Patrick Troughton in An Adventure in Space and Time), che ci anticipa avvertendoci di non guardare per nessuna ragione questo video o non saremmo più gli stessi. Il che ovviamente ci stuzzica a proseguire la visione, tuttavia il perché ci abbia avvertito arriva proprio alla conclusione della puntata. Ci arriveremo dopo. Rasmussen ci introduce alla squadra di soccorso che sta andando a capire perché una stazione spaziale è andata improvvisamente in silenzio radio da 24 ore, dicendoci di non affezionarci troppo ai membri; in effetti non hanno chissà quale approfondimento, anche se si distinguono piuttosto bene: il comandante donna giovane, un soldato, un cretino, un’androide. Tutti di razza diversa e tutti abbastanza dimenticabili. Sulla stazione incontrano il Dottore e Clara e dicono loro del “progetto Morfeo” dopo aver trovato delle capsule, in una delle quali si nascondeva niente di meno che Rasmussen stesso. Ci viene spiegato che il progetto Morfeo, attraverso degli impulsi che agiscono sul cervello, consente al soggetto di recuperare le ore di sonno (anche mesi) in pochissimi minuti, anche 5, per poter trascorrere più tempo lavorando.
Fin qui tutto bene.

https://www.youtube.com/watch?v=oNuX7bs2qAM
I problemi cominciano a sorgere quando i mostri della situazione, soprannominati Sandmen per via della canzoncina utilizzata dal progetto Morfeo, vengono spiegati. I Sandmen sarebbero composti da muco, tessuti, pelle morta che si formerebbero mentre noi dormiamo. Ok. Non ci spiegano bene come assumano questa forma antropomorfa, anche se c’entra il progetto Morfeo, e perché siano carnivori. Ma poi: se per moltiplicarsi devono infettare con le loro spore le persone, ovvero le stesse prede di cui si cibano, come possono moltiplicarsi? Di certo non possono farlo all’infinito e questa nuova “razza” creata morirebbe di fame. Si, certo, sono creature un po’ inquietanti ma francamente gli spettri di “Under The Lake/Before The Flood” hanno svolto meglio la loro parte e, in effetti, questa è l’ennesima puntata ambientata in corridoi di una base in pericolo/abbandonata.
Le visuali dei personaggi nonostante l’assenza di telecamere è in realtà sempre opera dei Sandmen: loro sono ciechi, ma le loro particelle recettrici instaurate nei soggetti del progetto Morfeo, fanno si che Rassmussen possa montarli per fare questa puntata. Forzata? Si, parecchio. Quindi i Sandmen possono elaborare dati organicamente? Non ci è dato saperlo.

Il finale è la parte peggiore, poiché è il climax della puntata e anziché rispondere a domande ci lascia in sospeso e crea ancora più dubbi. Dopo aver scoperto il piano di Rassmussen, il Dottore decide di annientare gli scudi gravitazionali della stazione, disintegrando tutti i Sandmen per via della forza di gravità. E qui già c’è qualcosa che non va: a metà puntata gli scudi sono stati annullati (da chi? da cosa?) ma i Sandmen non hanno subito alcun danno durante la caduta; allora perché stavolta dovrebbe funzionare? Oppure, perché prima non ha funzionato?
Il piano del Dottore è atterrare su Nettuno (attorno al quale orbita la stazione) e distruggere le macchine Morfeo. Ciò ovviamente non si vede poiché non è avvenuto all’interno della stazione, dove non vi sono le particelle recettive per il video.
Alla fine, però c’è un plot twist che rende quest’episodio una meta-storia. Per tutta la durata, il commentario di Rassmussen è rivolto al pubblico rompendo la quarta parete e negli ultimi secondi si scopre che in realtà è tutta una trappola dei Sandmen: le interferenze che ci sono lungo tutta la puntata sono state inserite di proposito poiché sono degli impulsi del progetto Morfeo per trasformarci tutti in Sandmen. Rassmussen stesso non è più umano e si scopre essere uno di loro sotto mentite spoglie (come? com’è possibile?).
Il Dottore quindi ha fallito nel salvare la razza umana.  Non importa che sia riuscito a distruggere le macchine Morfeo: la puntata stessa ci ha trasformati in Sandmen.

Si, è un’idea carina, ma tutto il resto, tutti gli altri dubbi creati, come funziona seriamente il progetto Morfeo, i Sandmen… “NONE OF THIS MAKES SENSE!” [cit. il Dottore]
Quindi, idee carine, ma pessima trasposizione.