NBA 2k22

È innegabile che in questi ultimi anni siamo stati testimoni di diversi cambiamenti, sia tecnologici che culturali. Ovviamente ad aumentare questa diffusione di ideologie diverse è stato internet, per cui non è per nulla strano vedere mode sempre più distinte e particolari, così come non sembra per niente strano vedere un’evoluzione netta di “usi e costumi” passati; basti pensare alla cultura Hip-Hop: questo movimento nato quasi 50 anni fa è riuscito a evolversi in modo davvero sorprendente, espandendosi sempre di più.

Oggi, a distanza di quasi 5 decadi, ci troviamo davanti a una realtà che smuove le masse, supportando anche la nascita e l’evoluzione di diverse forme di espressione artistica libera, perché l’Hip-Hop non è più soltanto musica (anche se, in realtà, non è mai stato solo questo), ma si ramifica glorificando la libertà creativa di tantissime persone in tantissimi modi diversi, persone che in qualche modo sono riuscite a cambiare il mondo. Proprio per questo motivo non è sorprendente trovare all’interno di questa fantastica cultura anche uno sport come il Basket, che in America  non solo si è imposto come un’icona nazionale, ma addirittura è riuscito a definirsi come pilastro della cultura moderna dell’Hip-Hop.

Quindi, come ogni fenomeno influente di questo mondo, anche NBA è uno standard, quando si tratta di parlare del mondo videoludico. Da ormai 2 decenni, infatti, siamo abituati a ricevere ogni anno un prodotto dedicato a questo sport e a questa lega. Va detto che con il passare del tempo la concorrenza a 2K Games si è ristretta fino a scomparire del tutto, lasciando NBA 2K come unico titolo dedicato a questo amato sport. Tuttavia, questa assenza concorrenziale ha portato il gioco a presentare sempre più lacune e difetti, facendolo scendere dal podio e riportandolo in mezzo alla mediocrazia.

Ma come ormai siamo abituati da un po’, con ogni singolo cambio generazionale 2K Games e Visual Concepts riescono a smuovere le acque, riportando sulla bocca di tutti il nuovo capitolo della saga. Abbiamo visto una situazione simile nel 2013, che però purtroppo non è riuscita a ripetersi nel 2020. Per questo eravamo così speranzosi davanti a NBA 2K22. Sarà riuscito il colosso americano a riportare in alto il nome della serie o anche questo nuovo capitolo si rivelerà un doloroso buco nell’acqua? Andiamo a scoprirlo nella nostra recensione!

Tiro da tre… quasi mancato!

Sembra abbastanza strano pensare che in quest’ultimo decennio quasi ogni singola opera videoludica è riuscita a integrare al suo interno un comparto narrativo. Se fino a qualche anno fa pensare di vedere in un titolo sportivo una storia sembrava utopia (o quantomeno incongruente), nel 2021 questa è divenuta quasi la norma. Anche la serie NBA 2K è riuscita a trovare una strategia valida per introdurre una modalità storia al suo interno. Va però specificato che questo processo non è mai stato soddisfacente in quanto i racconti proposti dai precedenti titoli sono quasi sempre risultati mediocri, anche quando sono stati coinvolti artisti importanti come Spike Lee. Con questo nuova entry purtroppo 2K Sports e Visual Concepts non riescono a spostare l’ago della bilancia in loro favore, in quanto il racconto offerto da NBA 2K22 ancora una volta viene inghiottito dalla mediocrità più totale.

Nella modalità carriera di quest’anno vestiremo i panni di MP, un noto influencer con la passione per il basket. Come ogni buon influencer dell’era moderna, anche il nostro alter ego riuscirà a farsi valere attraverso varie piattaforme, fino a diventare una superstar di internet. Proprio questa sua popolarità spingerà la nota federazione americana di basket a tenere d’occhio la futura promessa MP. Perché il nostro PG non sarà solo bravo con una videocamera in mano, ma sarà anche un talento nato della pallacanestro. Insomma, questa piccola premessa spingerà ogni arco narrativo che vedrà coinvolto il nostro giocatore. Avremo a che fare come sempre con vere star della lega americana, con noti influencer e anche con rapstar del calibro di The Game. Va però detto che, come sempre, la narrazione proposta da NBA 2K22 non brilla per originalità e non si distacca dai canoni mediocri con i quali la serie ci ha abituati da anni. Quindi, per quanto la nostra affermazione possa sembrare banale e scontata, se il titolo 2K Sports vi attira soltanto per la narrativa, allora vi consigliamo di rivalutare i criteri che per cui fate questa vostra scelta.

NBA stands for: Not Buying Again!

Se dal punto di vista della storia non siamo riusciti a vedere migliorie in NBA 2K22, sotto il punto di vista ludico possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti. L’opera dei ragazzi di Visual Concepts ancora una volta mostra una cura per i dettagli mostruosa. Con questa nuova entry gli sviluppatori sono riusciti a limare ancora di più le problematiche “dannose” dei precedenti capitoli. Per prima cosa, abbiamo visto un cambiamento drastico delle animazioni su Next Gen: finalmente le azioni di gioco risultano più gradevoli da vedere, ma nello stesso tempo anche il gameplay stesso sembra avere un impatto diverso. Lontani saranno i tempi in cui i nostri giocatori tiravano e penetravano le difese senza un senso logico. Infatti, in combo con le nuove animazioni si aggiunge anche un sistema di stamina più dettagliato. In base alla stanchezza del nostro giocatore i tiri, le entrate e la difesa potrebbero subire cambiamenti. Un giocatore stanco farà molta più fatica a fare pressione sul bersaglio, così come sarà maggiormente impossibilitato a fare tiri puliti, quindi proprio questi cambiamenti renderanno l’esperienza offerta da NBA 2K22 molto più ragionata e ancora più simulativa.

Tuttavia teniamo a precisare una piccola cosa: se la vostra esperienza con questi giochi è risicata o se per caso siete fermi ai capitoli datati qualche anno, allora vi dobbiamo dare una brutta notizia. NBA 2K22 è senza pietà! Non aspettatevi di entrare nelle partite e vincere con facilità i vari incontri. I primi approcci saranno davvero devastanti anche alla difficoltà più bassa, spingendovi a migliorare ogni singolo aspetto delle vostre skill. Capiamo che questa dinamica serve a rendere l’esperienza più gradevole per i veterani della serie, che sono quelli che principalmente comprano ogni anno il titolo), tuttavia una difficoltà così elevata spingerà via moltissimi nuovi arrivati.

Ritroveremo problematiche simili anche nella modalità Carriera. Purtroppo qui la problematica si fa più grave a causa delle delle microtransazioni. La Carriera proposta da NBA 2K22 vi darà ovviamente la possibilità di creare da zero il vostro giocatore, scegliendo le statistiche e decidendo che tipo di player dovrà essere in campo, ma per migliorare ulteriormente il PG avrete bisogno della valuta in game (i VC), che potrete guadagnare attraverso le partite giocate o acquisita con soldi reali. Purtroppo il livello di grinding è ancora una volta esagerato e lielevata difficoltà del gioco vi renderà la vita un inferno (almeno per le prime 10/15 ore di gioco). All’inizio della carriera il nostro PG sarà praticamente inutilizzabile, non avendo statistiche decenti per tenere testa agli avversari. La frustrazione si farà già sentire dopo pochissime partite e non neghiamo che anche la voglia di spendere qualche soldo reale si sentirà sempre di più. Inoltre, nella modalità carriera ogni singola miglioria avrà un costo in VC. Volete personalizzare il vostro avatar? Aprite il portafogli!

Ci duole tanto vedere le stesse idiozie degli scorsi anni a minare in maniera netta un prodotto vario e con un grosso potenziale. Il numero di modalità, le varie migliorie, le nuove entry (come la WNBA) e il comparto tecnico potevano mettere NBA 2K22 in una posizione di dominio non indifferente. Tuttavia, i soliti sbagli rendono l’opera Visual Concepts molto deludente.

Tecnicamente Parlando

Pur essendo ancora di fronte a un prodotto cross-gen, possiamo confermare che NBA 2K22 risulta ancora una volta stupendo da vedere. La versione da noi provata è stata quella per PlayStation 5, e siamo riusciti a giocare in una risoluzione nativa 4K con un framerate bloccato a 60. La cura dei modelli facciali e poligonali dei giocatori risulta ancora una volta quasi perfetta, confondendo sempre di più la realtà con il videogioco. Le uniche inconsistenze tecniche sarebbero da attribuire ancora una volta alla modalità Carriera. Purtroppo la My City è un mezzo disastro tecnico: l framerate non riuscirà a rimanere ancorato a 30 fps, i modelli poligonali ricorderanno un gioco di due generazioni fa e il numero di bug e glitch sarà incredibilmente alto, portando spesso il gioco a crashare senza pietà. Anche le animazioni in questa modalità saranno imbarazzanti, rendendo anche una semplice camminata una vera e propria agonia.

Per quanto riguarda il sistema di controllo, ci troviamo ancora una volta davanti a un prodotto pulito. I ragazzi di Visual Concepts hanno cercato di migliorare anche il sistema di tiro basato sugli stick (introdotto con 2K21). Se da un lato ci sono stati miglioramenti, troviamo ancora questo sistema di tiro abbastanza innaturale e scomodo. Da apprezzare però anche le varie caratteristiche che il DualSense vi offrirà, tra feedback aptico e grilletti adattivi che renderanno l’esperienza di gioco molto più coinvolgente.

Per quanto riguarda il comparto audio, ci sono punti altissimi ma anche tanti bassi. Partiamo dal fatto che come ogni anno la OST di NBA 2K è sempre magistrale, offrendo una varietà di artisti old e new school a dir poco mostruosa. Anche quest’anno saremo di fronte a gente come Travis Scott, The Game, Metro Boomin, Tyga, Ty Dollar $ign, NAS, Offset e tanti altri ancora. Tuttavia, i punti bassi arrivano a causa del doppiaggio del titolo, a dir poco marginale e limitato. La credibilità degli attori coinvolti è pari a zero, così come il lavoro svolto risulta a dir poco mediocre. Ogni volta che un personaggio parlerà sembrerà tenuto sotto tortura da qualche terrorista. Questa cosa fa perdere ulteriori punti alla già mediocre modalità carriera.

In Conclusione

NBA 2K22 ancora una volta non sembra voler colpire tutti i punti. Se da un lato il passo avanti sotto il punto di vista ludico c’è stato, dall’altro il gioco si confronta ancora con delle problematiche classiche e ben note. Purtroppo l’avidità dietro le microtrasazioni, le incongruenze tecniche e la modalità carriera sempre più dimenticabile rendono questa new-entry decente, ma niente di più. Ed è un vero peccato, in quanto l’esperienza alla base di NBA 2K22 risulta divertente e sicuramente il gioco rimane l’unica possibilità di poter giocare un titolo dedicato alla pallacanestro. Sarà la mancanza di concorrenza, ma ci auguriamo che in futuro le cose possano cambiare. Quindi, se siete fan della saga NBA 2K22 potrebbe essere un buon acquisto, anche se le novità non giustificano il prezzo. In questo periodo stanno uscendo tanti prodotti videoludici molto validi, quindi, forse, per quest’anno è meglio buttare un occhio in giro prima di aprire il borsello per NBA.

PROCONTRO
– Nuove animazioni e nuova gestione della stamina
– Elevato numero di modalità e contenuti
– Graficamente quasi perfetto
– Soundtrack in tema e ben strutturata
– Difficoltà elevatissima
– La modalità carriera risulta poco godibile
– Storia dimenticabile
– Doppiaggio a dir poco mediocre
– La Mia Città tecnicamente inguardabile
– Microtrasazioni ovunque!