Il ciclo vitale di ogni singolo individuo è spesso e volentieri caratterizzato da una serie di eventi. Dietro ogni situazione che determina in maniera diretta il nostro percorso si nasconde un mistero che in qualche modo spinge ognuno di noi a fare una scelta (per il bene o per il male). Sappiamo già con certezza che sta nella natura umana spingersi oltre i confini e cercare in maniera quasi morbosa di scoprire tutto quello che la vita ha da nascondere. In fondo è proprio questo che ci fa andare avanti, ovvero la possibilità di dare una risposta a ogni singola domanda. La curiosità è come carburante per la nostra evoluzione. Proprio per questo motivo l’essere umano risulta una creatura molto versatile. A differenza di altre creature senzienti, l’homo sapiens ha un’arma nel suo arsenale che nel corso del tempo l’ha portato ad anticipare certe situazioni. Questo “vantaggio” viene spesso chiamato immaginazione. Grazie a questa dote nel corso degli anni siamo riusciti a dare vita a mondi fantastici che in qualche modo ci hanno fatto vivere esperienze surreali. Anche se la tecnologia ancora ci limita per quanto riguarda i viaggi nel tempo, con la mente abbiamo già affrontato questi viaggi una infinita moltitudine di volte. Abbiamo visto passati alternativi dettati dallo Steampunk e futuri distopici (ma da sogno) rappresentati dal Cyberpunk.

Attraverso i mondi artistici, questi nostri “viaggi” si sono concretizzati in opere, dando la possibilità a tantissime persone di sperimentare situazioni mai viste prima. Il cinema, la letteratura e la musica sono le tre correnti principali a smuovere il fenomeno “crea e mostra”. Tuttavia, in questi ultimi anni abbiamo assistito in maniera innegabile anche a un’ascesa impressionate di un altro campo artistico, ovvero quello videoludico. Attraverso i videogiochi non solo abbiamo visto con i nostri occhi le “follie” create da certi personaggi, ma siamo riusciti anche a sperimentarle in maniera diretta.

Il Cyberpunk non è di certo una novità per i vari creatori di opere videoludiche. Perle come System Shock, Deus Ex e Observer sono solo alcuni esempi concreti di come certi progetti hanno aperto una porta ai curiosi (in passato abbiamo stilato una vera e propria classifica dedicata a questi titoli). L’argomento (il Cyberpunk) è sicuramente uno dei più amati dai videogiocatori e riuscire a ricreare a dovere un mondo distopico non è sempre facile. Proprio per questo le aspettative erano davvero alte quando, nel lontano 2013, CD Projekt RED decise di sfidare la sorte e buttarsi su una nuova IP: Cyberpunk 2077.

Durante questi 7 lunghi anni (8, se teniamo in conto la presentazione iniziale del progetto) l’attesa è stata condita da una serie di eventi a dir poco strani. Cyberpunk 2077 stava diventando ironicamente il nuovo Duke Nukem Forever, ovvero un progetto senza una meta. Per fortuna, nel 2018 CDPR decise di far capire al pubblico che l’attesa sarebbe finita di lì a breve mostrandoci per la prima volta (in maniera più concreta) il gioco. Dopo 2 anni e svariati rimandi, eccoci a parlare quindi della nuova creatura dei CD Projekt RED. Tutto questo hype è stato davvero ripagato o Cyberpunk 2077 è davvero da etichettare come il Duke Nukem Forever dei tempi moderni? Andiamo a scoprirlo nella nostra recensione!

It’s a city made of dreams

Le tematiche legate all’universo cyberpunk non sono certamente una cosa nuova. A differenza però di altri “generi”, quest’ultimo è stato sfruttato a dovere poche volte, lasciandoci spesso sperare in prodotti in grado di catturare al massimo la nostra attenzione. Se l’universo cinematografico ha saputo raccontare al proprio pubblico storie memorabili legate a queste tematiche “distopiche”, la stessa cosa però non si può dire del mondo videoludico. È vero che l’argomento è stato affrontato una moltitudine di volte in maniera più che buona, ma pochissime produzioni sono riuscite a offrire una narrazione memorabile e degna di nota.

Quindi, avere dietro una nuova IP un team che ha sempre avuto come “pregio” la sua capacità di raccontare avvenimenti fantastici ci ha dato tanta speranza per Cyberpunk 2077. Effettivamente, sotto il profilo narrativo c’è ben poco per cui rimanere delusi in quanto, ancora una volta, CDPR è riuscita a offrire al proprio pubblico una storia a tratti memorabile. Raccontare tantissimi dettagli sugli avvenimenti del gioco sarebbe uno sbaglio fatale da parte nostra: come sempre ci teniamo a farvi vivere in prima persona ogni singola virgola del prodotto. Tuttavia, per giustificare la nostra affermazione riguardante la qualità eccelsa della narrazione, partiremo indicando qualche piccolo particolare sui primi fasti della storia (oltre a dettagliare qualche piccola precisazione).

Il mondo di Cyberpunk 2077 viene presentato come la classica distopia futuristica nella quale l’umanità è riuscita a sopravvivere a dei disastri provocati da se stessa. In questo caso, il mondo di gioco “rinasce” dopo svariate guerre che hanno messo in ginocchio le grosse potenze mondiali. Economicamente parlando, il mondo è in rovina e le classi sociali diventano sempre più uno standard, dividendo la società stessa in maniera quasi categorica. Non esistono vie di mezzo, e proprio per questi motivi sempre più gang e gruppi di mercenari prendono vita.

Nel gioco vestiremo i panni di un Choom, ovvero un mercenario di nome V che si ritroverà in mezzo a un casino più grosso di quanto potesse immaginare. Dopo un colpo andato in maniera totalmente negativa, il nostro protagonista rischierà di perdere anche l’ultimo briciolo di umanità che gli rimane. Proprio questa dinamica porterà V a doversi confrontare con una marea di personaggi che, nel bene o nel male, plasmeranno il suo percorso.

Senza stare ad aggiungere troppi dettagli (in quanto il rischio spoiler è decisamente elevato), vi basti sapere che le vicende narrate da Cyberpunk 2077 sono sicuramente da considerare di ottima fattura. Ovviamente, se siete fan del genere ritroverete nel gioco moltissimi riferimenti a opere che in qualche modo hanno plasmato la struttura basica di questa tipologia. Opere come Blade Runner, Altered Carbon e Total Recall si dimostrano ancora delle basi molto solide per i prodotti come Cyberpunk 2077, offrendo possibilità narrative molto diversificate.

Una delle peculiarità più importanti della narrazione del prodotto CDPR risiede nella grossa fetta di personaggi caratterizzati in maniera impeccabile. È raro vedere prodotti così ben curati quando si va a parlare di personaggi secondari. Spesso e volentieri le varie software house non mettono tanto impegno nel caratterizzare al meglio ogni singolo elemento secondario. Fortunatamente, però, Cyberpunk 2077 non cade in questo “tranello”, riuscendo a darci una mole di personaggi che potenzialmente rimarranno impressi nella mente dei giocatori per moltissimo tempo. Proverete una serie di sentimenti contrastanti ben distinti in base al comportamento di certi NPC. Proprio questa caratteristica vi farà immedesimare ancora di più nel racconto, facendovi sentire una vera parte integrante della storia e non un semplice spettatore che vive tutto attraverso occhi altrui. Ogni singolo sentimento verrà tirato in ballo, portandovi a volervi prendere molto tempo per girovagare e conoscere ogni singolo angolo di Night City.

Nel nostro caso, ci siamo ritrovati a non voler abbandonare mai quella città che durante le nostre varie sessioni ha saputo renderci partecipi di un futuro lontano, ma nello stesso tempo così vicino! Ci siamo innamorati, abbiamo provato rabbia, abbiamo avuto paura e abbiamo sperimentato la nostalgia. Tutto solo grazie a una storia raccontata in maniera quasi impeccabile!

Cyberpunk… More like, Cyberflop!

Vi ricordate i primi dettagli rilasciati qualche anno fa riguardanti Cyberpunk 2077? Nel lontano 2018 i ragazzi polacchi di CDPR decisero di mostrare al mondo per la prima volta il loro ambizioso progetto. Non solo le prime immagini promettevano delle cose mai viste prima all’interno di un’opera videoludica, ma certe promesse risultavano davvero troppo ambiziose. Tuttavia, sapendo che dietro il progetto c’era lo stesso team che ha dato vita a uno dei miglior GDR di sempre (ovvero The Witcher 3), in buona parte ci siamo fidati (a tratti quasi ciecamente).

Forse è stato proprio questo il motivo che ci ha fatto sentire scottati più che mai quando il progetto vide la luce. Cyberpunk 2077 purtroppo è un diamante nascosto sotto diversi strati di carbone. Se da un lato abbiamo una narrazione a dir poco fenomenale, dal punto di vista del gameplay il gioco resta molto anonimo e a tratti mediocre. Il prodotto si presenta come un Action RPG con elementi da shooter FPS. Proprio questa tipologia ibrida castra in buona parte l’esperienza ludica generale del titolo. Cyberpunk 2077 purtroppo non riesce a svolgere al massimo delle sue capacita il compito assegnatogli. Le meccaniche da gioco di ruolo sono a dir poco basilari e non offrono una buona varietà di build e dinamiche diverse da affrontare. Certo, avremo la possibilità di distribuire punti abilità in svariati rami che in teoria dovrebbero rendere il nostro PG unico. Tuttavia questa teoria cade, in quanto ogni singola build può usare in maniera quasi identica gran parte delle armi e hack messi a disposizione dal gioco. In parole povere, il vostro V non sarà tanto diverso da quello di un altro giocatore. Questa è sicuramente una pecca molto grave quando si va a parlare di dinamiche da gioco di ruolo.

Cyberpunk 2077 vi darà la possibilità di avere approcci diversi per quasi ogni singola missione presente nel gioco. Tuttavia questa possibilità di scelta si rivela abbastanza inutile in quanto, a prescindere dal vostro approccio, il gioco non cambierà in maniera drastica (anzi, non cambierà per niente se non in qualche linea di dialogo). Questa forse è stata una delle cose che più ci ha fatto storcere il naso. Avere possibilità di scelta che però non si ramificano in nessuna maniera rende il tutto unilaterale, creando un’esperienza di gioco troppo banale per la tipologia d’appartenenza (GDR). Giocare di ruolo spesso vuol dire che per ogni scelta c’è almeno una variabile in grado di alterare il proprio percorso. In Cyberpunk 2077 quelle variabili risultano presenti, ma per nulla influenti.

Purtroppo anche dal lato shooting non siamo messi meglio in quanto in prodotto CDPR cade ancora una volta nella mediocrità più totale. Il feeling generale delle armi ci è risultato abbastanza soddisfacente. Non siamo di fronte a un Call of Duty o a un DOOM Eternal, ma l’esperienza Action offerta dal titolo è alquanto buona. Tuttavia la monotonia dettata da ogni singolo scontro renderà i fasti action più simili a una routine imposta che un’opzione alternativa. La pecca più grossa che incide negativamente sugli scontri a fuoco viene dettata dalla scarsissima intelligenza artificiale dei nemici. Vedere nel 2020 (ormai 2021) situazioni imbarazzanti come NPC che si incastrano nei muri o che hanno amnesie spontanee risulta alquanto sgradevole. Proprio questa incoerenza dalla parte dell’I.A. renderà la curva di difficoltà a dir poco strana da gestire. Ci saranno situazioni nelle quali i nemici vi mancheranno anche da 1 metro di distanza, mentre altre in cui ogni singolo nemico sarà più preciso di un cecchino addestrato da The End in persona.

Sicuramente questa situazione pian piano verrà aggiustata con le future patch, ma allo stadio attuale niente risulta davvero gradevole. Ancora una volta, sembra che CDPR si sia soltanto ritrovata a svolgere il compitino per non prendere l’insufficienza.

Un altro grosso difetto del titolo risiede nella scarsa possibilità di personalizzare moltissime cose, dalle macchine, alla propria casa e persino al proprio aspetto. Vivere in un mondo di gioco considerato “da ruolo” e avere così poche opzioni di personalizzazione ci sembra abbastanza un controsenso. Oltre l’editor iniziale in cui avrete la possibilità di customizzare il vostro V, Cyberpunk non vi darà altre opzioni. Volete dei tatuaggi nuovi o magari una nuova acconciatura? Peccato, non avrete nessuna di queste cose! Volete cambiare colore alla vostra vettura e magari customizzarla? Ci dispiace, ma vi toccherà giocare a qualcos’altro. Sinceramente non capiamo esattamente perché queste possibilità sono state scartate a priori dai creatori del gioco. Dopo tantissime promesse purtroppo il gioco si è ritrovato con delle mancanze anche a tratti basilari.

Ma in tutto questo c’è un aspetto davvero positivo per quanto riguarda l’esperienza generale di Cyberpunk 2077? La risposta è sì! Per quanto molte cose ancora toccano la mediocrità più assurda, una cosa va detta del progetto CDPR: Night City è un vero quadro! Mai come prima ci siamo sentiti così coinvolti da una città virtuale. La sua bellezza e la diversità dei “biomi” rende Night City unica, facendovi davvero immergere al suo interno. Perderete tantissimo tempo anche soltanto a girovagare per vedere cosa effettivamente cambia da un distretto all’altro.

Oltre a questo il gioco dispone anche di un’ottima longevità con side quest divertenti e comunque interessanti (per quanto abbastanza simili tra di loro). Se vi dedicherete soltanto alla storia vedrete i titoli di coda in circa 12 ore. Tuttavia, se siete dei fanatici del complezionismo l’avventura CDPR vi terrà impegnati per un buon centinaio di ore (se non di più). Precisiamo che per svolgere questa recensione abbiamo completato 3 run con  lifepaths* diverse. In totale ci sono volute circa 90 ore di gioco (divise in 20 ore nella prima run, 55 nella seconda e 15 nella terza). Teniamo a precisare questo dettaglio in quanto sarà abbastanza importante quando andremo ad analizzare la parte tecnica del titolo. Per il momento la parentesi gameplay la chiudiamo qua, affermando ancora una volta che Cyberpunk 2077 ha ancora tanta strada da fare per imporsi come capostipite di un genere ibrido come quello Action GDR.

[*anche se l’incipit delle Lifepaths è diverso, generalmente questa meccanica influisce in maniera quasi inconsistente sull’aspetto GDR del gioco. Qualche linea di dialogo sicuramente cambierà, ma mai sentirete dei veri vantaggi nell’aver scelto una Lifepath rispetto a un’altra.]

Tecnicamente parlando

Ormai è inutile sparare sulla croce rossa. Sappiamo tutti il disastro avvenuto durante i primi giorni di Cyberpunk 2077. Noi abbiamo avuto fortunatamente la possibilità di testare il gioco su ben 5 piattaforme diverse: PS4 Pro, Xbox Series S, Google Stadia, GeForce Now e infine PS5. Le run menzionate sopra sono state svolte su Google Stadia, Xbox Series S e PS5. Oggi, a distanza di quasi un mese possiamo confermare che il gioco da un punto di vista tecnico è migliorato moltissimo. Tuttavia, se avete tra le mani una PS4 o una One Base, vi consigliamo caldamente di evitare l’acquisto. Sicuramente adesso Cyberpunk 2077 risulta più godibile anche su quelle console, ma l’esperienza generale è comunque molto castrata.

cyberpunk 2077 screenshot

Inutile specificare che di base il progetto CDPR risulta molto ambizioso da un punto di vista tecnico. A livello grafico sulle macchine più potenti il gioco vi farà staccare la mascella tantissime volte. C’è una cura quasi maniacale per i dettagli grafici e per la pulizia poligonale. Ovviamente però per avere il massimo avrete bisogno di macchine da gioco abbastanza “overpowered”.

Su Google Stadia ci siamo trovati benissimo nella prima run. Il servizio Google ci ha offerto un’esperienza di gioco a 1080p e 60fps. Tuttavia la possibilità di personalizzazione grafica è totalmente assente, così come il Ray Tracing. Al di fuori di queste magagne il titolo si è comportato in maniera esemplare su Stadia, senza farci imbattere in crash o perdite di frame.

La vera sorpresa per noi però è stata la piccola di casa Microsoft. Series S sfrutta di base una versione Xbox One (nemmeno One X) a 30fps. Tuttavia la stabilità di gioco offerta dalla potenza bruta della console è stata davvero sorprendente. Mai una volta il gioco ci è crashato o ci ha fatto freezare la console. Per quanto non consigliamo del tutto questa versione, dovete sapere che il compromesso offerto da Series S non è male. Ovviamente le texture e la densità dei NPC in città sarà molto bassa, quindi non aspettatevi chissà quale bellezza grafica.

Su PS5 invece il gioco si propone con un framerate a 60 e una risoluzione pari a 1188p. La qualità delle texture è paragonabile (per non dire identica) alla controparte PS4 Pro. Tuttavia su PS5 abbiamo sperimentato una stabilità del titolo a dir poco disastrosa. Svariati crash hanno influito sulla nostra esperienza e in due casi particolari si sono verificati anche dei freeze totali della console. La cosa è stata leggermente migliorata con le ultime patch, ma di tanto in tanto si ripresenta.

Cyberpunk 2077 screenshot

Per quanto riguarda GeForce Now e PS4 Pro? Nel primo caso, se avete una buona connessione e un device in grado di sfruttare il servizio nVidia, allora questo è il miglior modo di giocare a Cyberpunk 2077 in assenza di un PC dedicato. Per quanto riguarda invece PS4 Pro c’è relativamente poco da dire in quanto la nostra esperienza si è fermata dopo 30 minuti. Non sappiamo se la situazione è relativamente migliorata però in fase di prova il framerate era talmente basso da riuscire a contare i fotogrammi ad occhio nudo!

Lodevole invece il lavoro sonoro, sia per le soundtrack create ad-hoc (i Refused hanno fatto un lavoro a dir poco fenomenale) sia per la parte del doppiaggio. Anche se vi consigliamo di sperimentare l’opera in lingua originale, il doppiaggio italiano è ad altissimi livelli (grazie anche a gente come Luca Ward che doppia il mitico Johnny Silverhand). Piccola chicca riguardante il doppiaggio risiede nel fatto che il labiale di ogni PG sarà sincronizzato con la lingua scelta dal giocatore. Un dettaglio che sicuramente non va sottovalutato e va premiato per quello che è!

In conclusione

Cyberpunk 2077 è purtroppo l’esempio più concreto della frase “non mordere mai più di quello che riesci a masticare”. A malincuore abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha ricordato da vicino un certo No Man’s Sky, ovvero un altro gioco vissuto di hype e promesse mai mantenute in totalità (almeno inizialmente). Che sia chiara una cosa però: Cyberpunk 2077 non è assolutamente un gioco da buttare! Dietro una moltitudine di problematiche si nasconde un’opera in grado di regalare momenti unici e memorabili. Il progetto CDPR non reinventa certamente la ruota videoludica. A tratti non usa bene nemmeno “la ruota” in suo possesso, andando avanti con il pneumatico per terra. Anche così però questo videogioco vi garantirà un viaggio più che decente.

Cyberpunk 2077 poteva dare di più, molto di più! Sicuramente tra 1 anno queste parole potranno essere facilmente rivalutate (speriamo in meglio). Ricordiamoci solo che, spesso, la cultura dell’hype uccide i progetti. L’opera CDPR non è nient’altro che l’ennesima vittima! Quindi il nostro consiglio è quello di aspettare ancora un po’ prima di andare a fare un giro a Night City.

PRO CONTRO
  • La città di Night City è davvero stupenda oltre che mastodontica
  • La storia è raccontata in modo favoloso
  • Gran parte dei personaggi saranno memorabili
  • Ottima longevità
  • Graficamente molto valido…
  • …ma solo sulle macchine next gen e PC
  • Videoludicamente parlando non innova niente 
  • Intelligenza artificiale a dir poco deficitaria
  • Componente GDR troppo scarna e poco profonda

 

Conclusione
Cyberpunk 2077
6.5
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