Da quando iniziarono a emergere le primissime dichiarazioni ufficiali su quella che sarebbe stata la nuova PlayStation 5, gli ingegneri Sony, per far capire le nuove potenzialità della next gen, presero ad esempio una delle esclusive più riuscite di PlayStation 4: Marvel’s Spider-Man. In particolare, si voleva porre l’attenzione sul modo in cui il nuovo SSD della console fosse in grado di azzerare i caricamenti presenti nel titolo di Insomniac, lo studio con sede a Burbank che fu acquistato da Sony Interactive Entertainment nel 2019, entrando così nella famiglia dei PlayStation Studios. Con tutti questi ingredienti era lecito aspettarsi un seguito di Spider Man (il primo titolo offre anche uno spunto), ma con la nuova gen in arrivo nessuno si sarebbe aspettato subito un altro titolo. Invece, durante l’evento dell’11 giugno venne mostrato il trailer di Spider-Man: Miles Morales. L’uscita? La stessa finestra di lancio di PS5, ma, al contrario di quanto si potesse immaginare inizialmente, il titolo sarebbe stato cross gen. Oltre a questo, non fu subito chiaro cosa fosse Miles Morales, se un seguito o un’espansione. Niente di tutto ciò. Si tratta infatti di una storia stand alone, formula, questa, già vista nelle produzioni Sony (o PlayStation Studios) in titoli come Uncharted: L’eredità perduta o InFamous: First Light. Giochi dalle dimensioni talmente importanti per cui la definizione di DLC è troppo stretta, e seguito non si adatta poiché il/la protagonista non è lo stesso del titolo principale.

L’allievo Miles Morales

Il protagonista di quest’avventura non è proprio uno sconosciuto per chi ha giocato a Marvel’s Spider-Man (ma comunque prima di iniziare è disponibile, per chi lo volesse, un breve riepilogo su chi sia Miles). Per un brevissimo lasso di tempo, New York si troverà protetta da ben due Spider-Man, ma cittadini e criminali tenderanno a riconoscere “l’autorità” soltanto dell’originale, mentre il “nuovo” Spider-Man viene poco considerato. Tutto però cambia quando i due si trovano a dover affrontare una vecchia conoscenza (Rhino) che metterà in difficoltà vecchio Uomo Ragno dietro la cui maschera c’è Peter Parker, mentre Miles acquisirà nuovi poteri che gli permetteranno di sconfiggere il nemico. A questo punto, la storia prenderà un’altra piega dal momento in cui Peter lascerà la città per andare in vacanza, per cui Miles rimarrà l’unico Spider-Man a difendere New York; un vero e proprio addestramento sul campo, quindi. Nuovi poteri, nuove responsabilità.

Spider-Man

Continuity is the way

Ma com’è il gameplay di questo nuovo arrampicamuri? Non è cambiato molto, in realtà. Insomniac ha pensato bene di riproporre le meccaniche già presenti nel titolo uscito nel 2018. Significa quindi che potremo girare liberamente per Manhattan così come saremo liberi di affrontare qualsiasi missione a nostro piacimento: possiamo scegliere le missioni della storia principale oppure addentrarci nelle secondarie o ancora affrontare i crimini che spunteranno come funghi mentre attraversiamo la città. Ad aiutare Spider-Man a gestire tutte queste missioni ci sarà una apposita app per smartphone dalla quale potremo scegliere quale missione affrontare. I comandi per muoversi da una parte all’altra della Grande Mela son sempre gli stessi e mantengono l’efficacia vista nel titolo precedente, stesso dicasi per la distinzione fra una missione secondaria e una missione principale. Anche il combat system conserva la medesima struttura e non è cambiato: i nemici possono essere colpiti con i pugni, lanciati, legati con la ragnatela. Ovviamente non sarebbe Spider-Man senza i suoi gadget, utilizzabili anche in combattimento. Uniche novità i nuovi poteri di Miles: il Venom e l’occultamento. Per quanto concerne il Venom, dovremo aspettare che si carichi la barra per usarlo nel momento più opportuno, non come una ragnatela qualsiasi: con la pressione di L1 potremo eseguire varie combo sbloccabili man mano che proseguiremo nella storia principale.

Spider-Man
Il Venom in azione

L’occultamento invece è croce e delizia del titolo: delizia perché in quelle missioni che ci chiederanno di liberarci di tutti i nemici presenti potremo scegliere l’approccio con cui affrontarle: diretto o stealth. Croce perché come questa diversificazione presta il fianco a uno dei difetti di questo titolo: un’intelligenza artificiale non particolarmente reattiva. Ad esempio, se affrontiamo i nemici con l’occultamento e quest’ultimo termina, i nemici ci vedranno, ma basterà usare le ragnatele per nasconderci e i nemici non faranno nulla o quasi per cercarci. Noi non dovremo fare altro che riattivare l’occultamento per terminare il lavoro. Un po’ troppo facile. A proposito di nemici presenti nel titolo, Rhino è l’unico che ritroviamo dal titolo originale. Invariata tutta la struttura dei potenziamenti sia del costume che dei punti abilità. Squadra che vince non si cambia. 

Nonostante un’IA non proprio all’altezza, occhio a sottovalutare troppo i nemici.

Spidey su PS5

Come da titolo questa recensione è sulla versione del gioco per PlayStation 5, quindi abbiamo deciso di analizzare come si comporta un titolo del genere su console next gen. Iniziamo con il dire che l’esperienza è stata arricchita da una patch che garantisce il raytracing anche quando decidiamo di sfruttare il titolo a 60 FPS. Infatti Spider-Man Miles Morales permette a noi utenti di scegliere come goderci la nostra esperienzagrazie alla presenza di 3 modalità: fedeltà, prestazioni e prestazioni RT (l’ultima introdotta).

Spider-Man
Il menù impostazioni di Marvel’s Spider-Man: Miles Morales dove possiamo impostare la modalità grafica che più ci aggrada

La prima ha il raytracing e gira a 30 frame per secondo, la seconda a 60 FPS, ma senza raytracing e l’ultima aggiunta garantisce sia i 60 FPS che il raytracing. Attivando prestazioni RT, il risultato è notevole, soprattutto se mentre danzate tra un grattacielo e un altro rivolgete lo sguardo ai vetri dei grattacieli: apprezzerete di sicuro lo scenario riflesso su di essi, e lo stesso effetto si vede anche su tutte quelle superfici lucide che incontrerete nel gioco. Disattivando il raytracing invece il gioco diventa di una fluidità sorprendente, quindi non è per nulla facile scegliere quale sia la scelta giusta da compiere. Noi dopo aver provato tutte e tre le modalità abbiamo proseguito con prestazioni RT. Vi ricordiamo infine che qualsivoglia modalità grafica attiviate il gioco girerà in 4K upscalati. Parlando invece dell’SSD di PlayStation 5, su questo titolo si fa sentire in maniera piuttosto importante. L’avvio del gioco è rapido e in game tra un filmato e il gioco vero proprio non c’è niente che assomiglia ad un caricamento. Stessa cosa accade quando si passa da un quartiere all’altro: non c’è traccia di texture caricate male o in ritardo, nessuna presenza di pop in. Manhattan, la sua vita, la sua quotidianità con i suoi suoni, è lì pronta per essere esplorata e difesa fin da subitissimo.

Spider-Man

Chi invece fa un po’ di fatica ad esaltare le sue caratteristiche è il DualSense. Non vengono sfruttate in toto le sue potenzialità se non in qualche occasione, con i grilletti adattivi che offrono resistenza nei nostri viaggi tra un grattacielo e l’altro e la vibrazione parziale (ad esempio, se Miles ha il telefono a destra vibra solo la parte destra del controller). Forse il motivo di così poco supporto è da ricercarsi nella natura cross gen del titolo.

Spider-Man di quartiere

Analizzando il comparto artistico, questo Miles Morales funziona bene. La sceneggiatura è ben scritta e i dialoghi funzionali al prodotto. Potrebbe risultare solo un po’ fiacca, sebbene segua lo stile del predecessore nel raccontare la costruzione del supereroe (con un’abbondante dose di fan service che gli amanti dei fumetti apprezzeranno sicuramente) tuttavia scorre bene. Parliamo sempre di un titolo che richiede 8 ore per completare solo la storia principale. L’esperienza può proseguire anche una volta terminata quest’ultima, magari completando le secondarie o i crimini sparsi per la Grande Mela. Il doppiaggio in italiano è buono, ma non è sincronizzato benissimo invece il labiale italiano per alcuni personaggi secondari. Le animazioni in generale son piuttosto varie e quelle facciali son di buona fattura. A rendere più spettacolari gli scontri, uno slow motion che si presenta quando eseguiamo un colpo di grazia o utilizziamo il Venom. Con New York completamente a disposizione, non può mancare la modalità foto.

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Uno dei tanti panorami che offre Marvel’s Spider-Man: Miles Morales

Son tante le opzioni che possiamo gestire, iniziando dal controllo di tre fonti luce che possiamo regolare in altezza, distanza, colore, intensità e ancora intensità del colore, diffusione e uniformità. È disponibile anche una gestione della luce naturale, che permette di regolare l’intensità della luce de Sole, l’altezza e l’angolo. Possiamo attivare o disattivare il meteo, rendere visibili o meno i nemici, nascondere oppure no il protagonista e scegliere con quale costume eseguire lo scatto. Come se ciò non bastasse, sono anche presenti una modalità selfie, cornici, adesivi e filtri per immortalare il nostro Spider-Man di quartiere.

Uno dei tanti filtri presenti in Marvel’s Spider-Man: Miles Morales

Ultimo, ma non meno importante, anche Marvel’s Spider Man: Miles Morales ha diverse opzioni che rendono il gioco accessibile a tutti. Si va dalla totale personalizzazione dei controlli alla possibilità di completare automaticamente i Quick Time Event. Son disponibili anche funzioni che garantiscono assistenza per tutte quelle sequenze di inseguimento presenti nel titolo, passando per l’aumento della mira automatica o delle tempistiche di schivata. È possibile anche impostare diversamente le telecamere per seguire Miles durante gli spostamenti tra gli edifici di New York. Anche i sottotitoli sono completamente personalizzabili: è possibile infatti sceglierne colore, dimensione e lo sfondo del testo, oltre che contrasto e visibilità. Infine c’è un opzione che abilita la lingua dei segni

 

PRO CONTRO
  • Mantiene i punti di forza di Marvel’s Spider Man
  • Qualunque modalità grafica attiviamo il titolo è stabile
  • Comparto artistico buono
  • Gran lavoro sull’accessibilità
  • L’SSD di PlayStation 5 migliora l’esperienza…
  • ma il DualSense è poco sfruttato
  • Trama un po’ fiacca
  • Intelligenza artificiale dei nemici deficitaria