ValhallaNulla è reale, tutto è lecito. Il Credo degli assassini. Il lontano 2007 è ormai un ricordo, quando Altaïr Ibn-La’Ahad iniziava a muovere i primi passi su uno sfondo ben più grande della Terra Santa. L’intreccio delle vicende si è espanso, comprendo una vastità di archi temporali e di culture ormai racchiuse nei libri di storia. Sotto le spoglie di abili assassini dalla lama celata, Ubisoft ricamava una serie destinata a perdurare nel tempo. Assassin’s Creed non sanciva soltanto un nuovo inizio, ma una concezione ben precisa, evolutasi nel tempo fino a giungere nel 2020.

Quell’Animus tanto bramato ha conosciuto differenti protagonisti: cavie da laboratorio desiderose di scolpire il proprio destino sulle tavole del tempo. Troppi sono stati i successori della lama celata e altrettanto molteplici sono stati i luoghi visitati. Le orme dei predecessori solcano ancora un terreno ricordato dall’evo, così come gli eoni passano a ritroso inesorabili attraverso epoche buie, fino a condurci in una nuova terra destinata solo ai meritevoli: Assassin’s Creed Valhalla.

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Pronti a varcare le porte del Valhalla?

La saga ha inizio

Abbiamo percorso le sabbie del Regno tolemaico d’Egitto. Abbiamo tessuto le nostre gesta nell’odissea dell’Antica Grecia. La tela è ancora abbastanza ampia. Trasmettere future imprese significherebbe arricchire un’epopea che ha coperto un arco di tempo smisurato, fino a giungere nelle remote camere di quella Atlantide tecnologicamente avanzata, quanto misteriosamente affascinante. Precisamente il nostro cammino sembrò terminare proprio in questo luogo remoto. Brandendo il bastone di Ermete Trismegisto, potente artefatto dalle capacità uniche, un monito ci assilla la mente: trovare Eivor.

Trattenere la lama dalla carne degli innocenti (tratto da: Credo degli Assassini)

Lasciandoci alle spalle le statue di Zeus e i mari limpidi da solcare, tutto si sposta nelle fredde e innevate regioni del nord. Il rigido clima norvegese tempra il fisico dei guerrieri, impavidi vichinghi dediti alla battaglia e ligi a un codice. Tra scorribande e indole violenta, Layla Hassan continuerà imperterrita la ricerca di una verità sepolta, iniziando dalle gesta di un antico norreno e proseguendo nella sua avventura verso il Valhalla.

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Il ghiaccio nasconde sempre insidie

Leggenda vichinga

La festa per Odino. Il banchetto è stato preparato. Il clan è riunito per brindare e rendere omaggio. L’idromele assume il ruolo principale nella ricorrenza e la danza rappresenta lo sfogo ideale, riscaldandosi dalla fredda temperatura esterna. Eivor Varinsdottir, piccolo pargolo accudito da tutti, girovaga nella sala del banchetto cercando volti familiari e intonando canzoni assieme a Re Styrbjorn, seduto sul suo trono. Suo padre gli ha affidato un compito assai importante: consegnare un dono al Re in modo da sugellare un patto di sangue tra i clan. Skal! Si ode il fragore dei boccali durante l’impatto, prima di trangugiare.

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Nella Grande Sala si udirà sempre un solo grido: Skal!

L’atmosfera di pace e allegria viene subito interrotta da un grido di allarme. Alcuni invasori tentano di attaccare l’avamposto. La sala si svuota e i guerrieri impugnano subito le armi, pronti alla difesa del territorio. A causa della poca organizzazione e l’attacco improvviso, tutto si trasforma in una carneficina dove perderà la vita lo stesso padre di Eivor. Quest’ultimo si trova coinvolto in uno scontro quasi mortale, data la sua ancora fragilità, ma viene tratto in salvo da Sigurd, figlio del Re Styrbjorn. Saliti in sella a un destriero, i due si allontanano, cercando rifugio lontani dalla battaglia.

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La quiete prima della tempesta

Durante la fuga, una caduta rovinosa dal cavallo costringe Eivor in una lotta all’ultimo sangue con un grosso lupo dal manto scuro, non senza subire conseguenze. Il grande animale selvatico ferisce al volto il coraggioso bambino, causandone un marchio indelebile che porterà con sé. Quella stessa ferita gli conferirà il titolo di Morso di Lupo.

Non compromettere la confraternita (tratto da: Credo degli Assassini)

Passano gli anni. Eivor è diventato un guerriero adulto, forgiato dal dolore e dal clima gelido delle foreste scandinave. Proprio lì, a Heillboer, è in cerca di vendetta. Quello stesso onore che lo porterà nel Valhalla. Spinto dalla cieca volontà di vendicare quella sera di violenza, si ritrova suo malgrado a rincorrere Kjotve, colui che ha trucidato la sua famiglia e tanti altri guerrieri.

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La leggenda narra che un grosso lupo abbia aggredito Eivor donandogli il titoli di Morso di Lupo

Verso l’Inghilterra!

Grazie all’aiuto dell’ormai fratello di sangue e jarl Sigurd, Eivor raggiunge il suo scopo, incontrando anche alleati preziosi: due membri della Confraternita degli Assassini. Uno di questi consegna in dono al giovane vichingo la Lama Celata. Tuttavia Eivor non è molto incline alle tradizioni estranee al clan e indosserà il cimelio sull’avambraccio, preferendo un approccio più brutale alla solita furtività.

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Quale miglior dono di una Lama Celata per sancire un’alleanza con la Confraternita degli Assassini?

Con il clan ormai vendicato, il padre adottivo Styrbjorn decide di concentrarsi su una vita più tranquilla per l’intero popolo. Questo tipo di ideologia non è ben visto da Eivor e Sigurd che decidono in questo modo di abbandonare la loro terra natale per dirigersi verso altri lidi da far fiorire. Dopo un breve consulto e radunati gli uomini, la destinazione prediletta risulta essere una sola: Inghilterra. Il Clan del Corvo parte seguendo le orme dei figli di Ragnar Lothbrok che ormai da otto anni si sono insediati in quelle terre.

Ai remi del knarr e seguendo i fiumi lungo la Mercia, il clan fonda la propria comunità a Ravensthorpe. A causa delle poche risorse a disposizione, l’obiettivo primario sarà quello di stringere alleanze con i vari territori inglesi in modo tale da allargare l’egemonia nel paese. Parte in questo modo il piano di ricostruzione della civiltà norrena in terra lontana, culturalmente e socialmente differente dagli aspetti vichinghi, ancorati alla ricerca del Valhalla.

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Lasciato il clima invernale alle spalle, le montagne e la neve sembrano solo un lontano ricordo

Ardue scelte

Con un impianto narrativo affascinante ed evocativo, Assassin’s Creed Valhalla si allontana da quanto visto su Odyssey cercando di acquisire solo le parti più apprezzate. Dopo una lunga introduzione che ha sempre caratterizzato la serie, il giocatore avrà l’arduo compito di scegliere il sesso del personaggio principale. Vi è una scelta inedita in questa selezione, lasciando prediligere all’Animus se rivivere i ricordi di Eivor femminile o maschile (realisticamente il nome del personaggio è utilizzato da entrami i sessi, ndr). Invero questa preferenza non ha alcuna ripercussione su eventuali scelte narrative.

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La scelta del sesso del personaggio non avrà implicazioni sulla trama

Superata quest’ardua scelta, si avranno a disposizione innumerevoli settings per configurare al meglio la propria esperienza. Le opzioni possono riguardare sia il materiale dal contenuto sensibile (violenza, nudità e sangue), ma anche elementi sulla curva di difficoltà, oltre ai vari elementi a schermo visibili.

Un po’ come intravisto su The Last of Us Part II, potremo personalizzare la nostra avventura modificando alcuni parametri di interfaccia

Equilibrio

Tutta la saga di Eivor si snoda attraverso una serie di compiti che avranno come unico scopo quello di ricongiungere il Clan del Corvo con altre comunità insediate in Inghilterra. La cosiddetta Mappa delle Alleanze fungerà da promemoria nel caso ci avventurassimo in un capitolo specifico (a sé stante) della trama. Queste attività non sono collegate cronologicamente alle vicende, ma rappresentano un obiettivo principale per l’avanzamento della storia.

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La Mappa delle Alleanze ci consentirà di stringere alleanze preziose

La struttura è quasi sempre la medesima: carpire maggiori informazioni sul territorio, conoscere il contesto e conquistare. Queste tre fasi si intrecceranno tra loro riuscendo a far comprendere sia la cultura del luogo che i personaggi implicati, dando un senso di profondità alle vicende. Superata l’integrazione nella comunità si procede con la fase di acquisizione dell’alleanza, vincendo un assedio e conquistando la fortezza nemica.

Prima della battaglia sarebbe opportuno un po’ di meditazione… o forse no

Ogni nodo nella Mappa delle Alleanze si servirà però di un requisito particolare. Avviare le trattative sarà sicuramente importante per avanzare nella trama principale, ma ogni regione necessita di un Potere adeguato. Il nuovo livello di progressione del personaggio è stato rivisitato rispetto ai precedenti capitoli, dove un grinding troppo invadente è stato sostituito da un albero (o una foresta) di Talenti (perk) che rendono Eivor più adeguato al compito.

Il fuoco si unì al ghiaccio nell’abisso. E da questo grido venne il gigante Ymir, il primo essere vivente…

Ovviamente i rami sono rimasti pressoché invariati, andando a influire sulla furtività, destrezza e forza. Tuttavia tutte le scelte convoglieranno in una caratteristica unica, senza dimenticare la modifica delle statistiche dettagliate in una sezione apposita. Sebbene sia possibile iniziare una trattativa con un potere ben al di sotto dei requisiti, la sfida potrebbe essere molto ardua da portare a termine senza prima aumentare il Potere. In aiuto ci sono le innumerevoli missioni secondarie e attività di ripiego, in modo da far acquisire punti esperienza necessari all’aumento di livello.

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Ogni livello ci offrirà due Talenti da utilizzare, aumentando in questo modo la Potenza

Vichingo silenzioso

Il sistema di combattimento di Assassin’s Creed Valhalla ha subito qualche cambiamento. Pur riprendendo alcune caratteristiche da Odyssey, le migliorie sono marcate e più profonde. Innanzitutto la moltitudine di oggetti equipaggiabili è stata notevolmente ridotta. Ogni oggetto che troveremo sarà unico, così come ogni arma utilizzata avrà il proprio moveset e attitudine differente ai danni (o difesa in basi a casi specifici).

L’equipaggiamento sarà unico e si potrà potenziare previo possesso di risorse necessarie

Sarà possibile impugnare armi a una mano e scudo, oppure entrambe le armi leggere, nonché (dopo sblocco dell’abilità) impegnare due armi pesanti. A seconda del proprio stile di combattimento, potremo essere più inclini allo scontro diretto piuttosto che a quello furtivo. A tal proposito, la caratteristiche stealth riprende quanto visto nei capitoli precedenti, con la verticalità della mappa come perno centrale per eliminazioni furtive e cespugli utilizzati come nascondigli per gli agguati, senza dimenticare i vari covoni di fieno per far perdere le tracce.

Nascondersi alla vista (tratto da: Credo degli Assassini)

Proprio per l’indole donata da Eivor, la predilezione per lo scontro brutale a volte ci farà dimenticare che il credo dell’Assassino è quello di destare meno sospetti e agire nell’ombra. Seguendo questo principio potremo eludere anche le guardie indossando un cappuccio per mimetizzarci tra la folla. Si tratta di un espediente che sicuramente farà tornare in mente dei ricordi indelebili, dove Altair poteva sgusciare tra i portatori di otre e vasi.

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Sfruttare la verticalità risulterà utile per rimanere nell’anonimato

Con parate, attacchi e schivate bisognerà controllare il valore indicato dalla Stamina. Questa caratteristica rende il sistema di combattimento ancora più appagante, dove la schivata non si potrà utilizzare all’infinito, ma solo quando avremo stamina sufficiente. Di contro per ogni attacco andato a segno, una barra di Adrenalina si riempirà. In questo modo si potrà usare contro il nemico una serie di Abilità precedentemente acquisita.

Ciascun equipaggiamento, essendo unico, potrà essere potenziato a seconda della tipologia. Il nostro fabbro provvederà a forgiare armi e armature, nonché renderli più potenti. Con l’aumentare della qualità dell’oggetto forgiato, sarà anche possibile incastonare una specifica runa capace di incantare l’equipaggiamento e donare particolari bonus. Successivamente serviranno materiali per un potenziamento vero e proprio, in modo tale da modellare le statistiche in base alla tipologia in dotazione e ai vari bonus che questa può offrire.

Il fabbro ci aiuterà a forgiare equipaggiamento e a potenziare ciò che abbiamo in inventario

Caccia al tesoro

La trama si svilupperà man mano che Eivor stringerà alleanze con i popoli delle varie regioni. Tuttavia non sarà il solo modo per esplorare una terra vasta come l’Inghilterra. Difatti in giro per la mappa ci si potrà imbattere in tante attività da svolgere che, oltre a fornire punti esperienza, potranno sbloccare dei tratti particolari del personaggio.

Le icone disseminate nella mappa di gioco aumenteranno con l’esplorazione, indicando la presenza di mercanti, missioni secondarie e attività di ripiego. Tra queste troveremo sicuramente il passatempo preferito dai vichinghi e gridare anche noi: Skal! Sovente ci potremo trovare a intavolare una sfida tra comuni bevitori di idromele. Attraverso un mini-gioco guidato da quick time events saremo in grado di trangugiare corni interi di bevanda dorata senza rischiare di perdere equilibrio e ritrovarci comunque poco sobri.

Cosa c’è di meglio?

In alternativa ci sarà tempo anche per una partita a Orlog: un arcaico gioco di dadi dove far intervenire il potere delle Divinità. In aggiunta potremo sfidare contendenti in una gara di rime, sulla falsa riga di quanto accadeva su Monkey Island e il Maestro di Spada (anche se in maniera più sobria).

C’è tanto da visitare in una mappa che risulta meno estesa rispetto a Odyssey, ma non più ridotta. La parte relativa ai viaggi in imbarcazione, così come i combattimenti su di essa, ha subito un netto taglio. In Assassin’s Creed Valhalla si potrà incorrere, da buoni vichinghi guerrafondai, in scorribande e razzie, saccheggiando materiali che andranno a rimpinguare il magazzino.

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Proprio lì c’è un bel monastero da saccheggiare!

Vita di tutti i giorni

Se non bastassero le razzie, la birra da trangugiare e le sfide a Orlog a placare i momenti di calma, potremo magari dedicarci al nostro avamposto. Ravensthorpe rappresenta un luogo ameno ed espandibile. Proprio per questo, con risorse adatte in magazzino potrebbe diventare un posto ancora più magico. Attraverso saccheggi e fortezze da depredare potremo espandere la nostra comunità spendendo materiali grezzi.

Il nostro clan avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile per estendersi. Nuovi negozi e botteghe potrebbero rappresentare un ulteriore inizio. Nonostante lo sviluppo della Casa Lunga potrebbe apparire fine a sé stesso, le varie abitazioni edificate porteranno notevoli benefici al nostro personaggio. Eivor potrà contare su disparati bonus derivanti dallo sviluppo dell’accampamento, perfino una bottega di tatuaggi. Difesa e furtività riceveranno leggermente una miglioria, così come la stessa barra di vitalità trarrà giovamento dallo sviluppo. Certo, non parliamo di una personalizzazione vista in Fallout 4, ma rappresenta un ulteriore contenuto aggiuntivo all’esplorazione, in questo caso non del tutto circoscritta alla mera rivelazione della mappa di Assassin’s Creed Valhalla.

Edificare l’edificio del fabbro aiuterà non poco le operazioni della forgia

Le fondamenta

Lasciate alle spalle le divinità greche e introdotta la mitologia norrena (sì, quel Beowulf viaggia sovente tra le righe di antichi manoscritti), Assassin’s Creed Valhalla compie un ulteriore balzo verso quel contesto storico non più caratterizzato dagli intrighi politici. Il campo di battaglia si sposta verso la diplomazia e uno sviluppo della società basato sulla religione. I riferimenti alla dottrina cristiana sono ben marcati durante tutto l’arco narrativo, spesso facendo riferimento a figure significative risalenti alla fine dell’800 (periodo di riferimento dell’opera).

Ho letto molto del vostro Gesù. Una persona buona e compassionevole. Purtroppo ho incontrato sempre meno cristiani che fossero come lui

Le freddi e innevate montagne della Norvegia si alternano alle foreste e verdi praterie inglesi, con conseguente riferimento architettonico dell’epoca. Ovviamente alcuni eventi rappresentano una libera interpretazione e non seguono fedelmente le vicende, ma non trattandosi di un’opera strettamente storica, il contesto è bel delineato e di facile comprensione entro le mura dell’opera stessa. Visivamente i paesaggi sono una gioia per gli occhi e solcare i fiumi con uno knarr potrebbe strappare momenti di assoluto rilassamento. A fare il paio con le sensazioni ci pensa la modalità fotografica, in modo da immortalare eventi e situazioni degni di essere ricordati. Nonostante le risicate impostazioni a disposizione e i limitati filtri, si passerà molto tempo a scegliere la posa perfetta da condividere nel sistema on-line, pronti a ricevere i primi apprezzamenti dagli altri giocatori.

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La modalità fotografica consentirà di immortale i momenti più epici

I personaggi hanno una scrittura abbastanza discreta. Eivor rappresenta il vichingo spinto dalla cieca furia di vendetta, mentre gli altri comprimari lo aiuteranno a soddisfare la propria sete di violenza, fino ad arrivare all’epilogo finale che vedrà tutti protagonisti. Come nei predecessori, anche su Assassin’s Creed Valhalla sarà possibile effettuare scelte morali in modo da modellare il contesto narrativo. Nulla di così clamoroso, ma che potrebbe favorire una rigiocabilità sulla base di alcuni eventi da modificare. Da questo punto di vista, alcune soluzioni adottate non hanno sortito ripercussioni marcate durante l’arco narrativo, specie per quanto riguarda i rapporti tra i personaggi.

Volete rifarvi il look?

All’ennesima potenza!

Il lavoro svolto da Ubisoft su Assassin’s Creed Valhalla è di rara bellezza, capace di regalare scorci magnifici di una Inghilterra ottocentesca, soprattutto nella zona vicino Londinium. Artisticamente ben superiore a quanto ammirato su Odyssey, questo nuovo capitolo dedicato agli assassini risulta più gradevole sia dal punto di vista narrativo che di gameplay. A partire da una trama molto interessante, intrigante, intricata e meno dispersiva rispetto al passato, fino a giungere ad una caratterizzazione dei personaggi più convincente. Personaggi principali a parte, dove c’è stata una maniacale cura dei dettagli, molte figure secondarie non godono della stessa bellezza, risultando oltre che anonimi (caratterialmente) anche problematici in fase realizzativa.

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Visivamente parlando, Assassin’s Creed Valhalla regalerà momenti epici impagabili

In aggiunta a questo, i contenuti offerti dall’avventura sono veramente tantissimi e per porre fine all’intera esperienza saranno necessarie (indicativamente) cinquanta ore. Durante tutto questo lasso di tempo, le attività da svolgere sono accompagniate da mini campagne stand alone che rendono l’avventura un po’ meno frustrante dal punto di vista del gameplay e piacevoli da completare. Superato lo scoglio del finale, Assassin’s Creed Valhalla procederà spedito nel contenuto end-game come i predecessori: ritornare nell’Animus e consentire il completamento di attività secondarie, compreso lo sviluppo ulteriore di Eivor. In aggiunta, come accaduto su Origins e Odyssey, si potrà dare la caccia ai più temibili guerrieri dotati di una forza fisica considerevole, ma che una volta sconfitti potrebbero ricompensare con notevoli pezzi di equipaggiamento.

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Alcuni volti dei personaggi sono estremamente convincenti

Avendo adottato un approccio più conservatore, i momenti epici non mancheranno, così come svariati colpi di scena non proprio scontati all’apparenza. Peccato per qualche sbavatura tecnica che rischia di minare l’intera esperienza immersiva. Durante la nostra prova su Xbox One X, abbiamo notato un evidente calo di frame rate nelle fasi più concitate degli assedi, pop-in delle texture e un vistoso tearing, dovuto alla sincronia verticale, che ne ha amplificato quel senso di dispiacere. Nonostante l’applicazione della patch correttiva successiva al Day One (al momento 1.04), il problema sulla console in questione è stato risolto solo in parte, presentando ancora notevoli problemi legati alla sincronia verticale. Ulteriori bug e glitch hanno solo ritardato alcune volte il completamento di missioni e strappato qualche sorriso visto il contesto abbastanza realistico e serio.

Un piccolo esempio di tearing

Una lieve nota di merito è riservata soprattutto al comparto sonoro, vera colonna portante di alcuni momenti epici e capace di regalare buonissime sensazioni. Anche il doppiaggio in italiano si è rivelato molto appropriato, con voci e intonazioni calzanti, nonostante molte voci sono risultate ridondanti per un riciclo sui personaggi (inevitabilmente, ma non tanto da considerarlo un grave difetto).

Alcuni scorci del paesaggio sono davvero memorabili

Assassin’s Creed Valhalla risulta un’epopea da vivere e assaporare in tutta la sua interezza, capace di scolpire il proprio nome nelle tavole dei ricordi. Al netto delle sue imperfezioni, Eivor risulta un personaggio con cui provare empatia fin dal primo sguardo, così come tutta la sua avventura sarà parte del videogiocatore, in attesa di varcare i cancelli del Valhalla.

PRO CONTRO
  • Indimenticabile poema vichingo
  • Comparto narrativo degno di nota
  • Gameplay solido e divertente
  • Ottima longevità
  • Buon livello di doppiaggio
  • Visivamente appagante…
  • … ma con qualche problema tecnico migliorabile
  • Qualche attività ripetitiva
  • Assenza di una contestualizzazione fuori dall’Animus

 

Conclusione
Assassin's Creed Valhalla
8.8
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.