Premettiamo immediatamente una cosa: Watch Dogs Legion è figlio dei nostri tempi. Lo è ovviamente per tanti motivi, che esulano anche dal semplice mondo dei videogiochi. Il nuovo capitolo del franchise di casa Ubisoft attinge pienamente da altri open world che negli ultimi anni hanno saputo offrire un’esperienza più interessante rispetto al passato ma il publisher e sviluppatore franco canadese ha saputo guardare con furbizia al mondo reale. Un dato sempre più necessario, se consideriamo che oramai l’industria del videogioco guarda sempre più a quello che succede nelle nostre vite, per poter offrire un’esperienza di narrazione ancora più coinvolgente. Pur esagerando, con qualche iperbole particolare, Watch Dogs Legion racconta la nostra storia, racconta di un mondo in continua evoluzione e con differenze sempre più visibili, utilizzando una formula di gameplay che non dimentica il passato, cita continuamente le sue origini e aggiunge qualcosa, rendendolo di fatto un primo passo verso lo svecchiamento di un franchise che sembrava essere frenato dalle sue stesse ambizioni. D’altronde gli errori sul lungo, si pagano. Questo lo sa bene Ubisoft, che nel corso della sua carriera da sviluppatore si è sempre arenata in qualche piccolo particolare. Watch Dogs Legion fortunatamente è riuscito a fare tesoro delle sue precedenti incarnazioni, salvandosi da quel destino à la Assassin’s Creed, che prima di Origins ed Odyssey sembrava destinato ad inciampare ciclicamente su se stesso. Un po’ come avvenuto infatti con la saga degli Assassini, il primo capitolo della saga dedicata all’hacking era sottotono, con tante sbavature che lo rendevano sostanzialmente un gioco discreto ma non memorabile. La seconda apparizione, invece, cambiò radicalmente il tutto, gettando al vento alcune cose buone e spostandosi su un’altra fascia di atmosfera e di gameplay. A Montrel questo lo sanno e dunque Watch Dogs finisce nel congelatore, pronto a ripresentarsi con un nuovo vestito, cucito su misura. Certo, pur essendo alta sartoria però c’è qualche errore e così il terzo capitolo della saga veste una bellissima camicia ma con un taglio non proprio preciso.

Join The Revolution

Watch Dogs Legion comincia con i nostri amici del Dedsec, l’organizzazione hacker che si è preposta l’obiettivo di portare giustizia sociale in tutto il mondo essere coinvolta in un false flag, con alcune esplosioni controllate all’interno di Londra. Esplosioni che hanno portato ad una rapida uccisione di tutti i membri, eccetto per Sabine, mente e cuore dell’organizzazione per la sponda britannica ma non solo. A causa dell’attentato, una misteriosa organizzazione di polizia privata chiamata Albion si è sostituta ai compiti di Scotland Yard. In pochissimi anni, dunque, tra le strade della capitale britannica si è instaurata una vera e propria milizia che tramite soprusi e accordi con un clan criminale è riuscita nell’intento di stringere in un pugno il cuore economico dell’Europa. Ovviamente non poteva finire così: il Dedsec infatti viene riformato da capo ma mancano i militanti. Ed è qui che Watch Dogs Legion si lascia andare in un esercizio di stile meritevole di menzione d’onore.

Come tutti sanno, l’attivismo (di qualsiasi genere) può portare ad un risultato solamente con la recluta di più membri possibile. Per questo motivo Watch Dogs Legion ci permette di poter arruolare sostanzialmente qualsiasi NPC (personaggio non giocabile) tra le fila della loro organizzazione. Il titolo però non si limita ovviamente a far aumentare il grado di attivisti nella squadra ma anche di poterli comandare. A differenza delle prime due incarnazioni del franchise, questa volta sarà possibile giocare con chiunque vogliamo. Non si tratta di una semplice aggiunta ma di una vera e propria meccanica di gameplay, perché alcune missioni principali richiederanno abilità che solo un determinato personaggio potrà disporre. Tra droni, divise, abilità e molto altro dunque il gameplay vero e proprio assume una profondità decisamente diversa. La differenza la si avverte anche quando si reclutano attivisti con particolari abilità, che permetteranno dunque di avere dei vantaggi a livello di gioco: quando un personaggio viene infatti arrestato o subisce troppi danni finisce in carcere oppure al pronto soccorso e diventa infatti impossibile da usare. Arruolando le persone giuste, invece, questo tempo tenderà a diminuire. Un’idea che si sposa a braccetto dunque con quella di far vivere l’organizzazione, soprattutto con l’introduzione della permadeth, che a questo punto non diventa più un semplice pretesto per la storia ma un vero e proprio elemento di gioco, a cui è necessario badare e prestare attenzione

Uno spaccato sociale realistico

Watch Dogs Legion utilizza l’organizzazione Dedsec per farci immergere nel gameplay, rendendola praticamente nostra, mentre l’ambiente di gioco aggiunge colore e ci aiuta ad immergerci ancora di più all’interno delle vicende raccontante. Qualcosa che forse è sempre mancato nei primi due capitoli, più incentrati su fattori personali ed emotivi rispetto ad una minaccia reale, visibile e tangibile. Per questo motivo buona parte del lavoro di Ubisoft si è incentrata soprattutto sul rendere Londra una città instabile, ricca di differenze e di disagi sociali a cominciare dalle proteste in strada, sempre frequenti e soprattutto agli eventi casuali. Non capita di rado infatti vedere le milizie di Albion arrestare cittadini con violenza oppure stroncare alcune attività illecite. Le pattuglie girano per strada, vigilando così sull’intera città di Londra, con tanto di checkpoint come in un vero e proprio Stato di Polizia.

Watch Dogs Legion

Questi dettagli non fanno parte solamente del colore del gioco ma si riflettono anche sul gameplay. Oltre alle quest principali e alle missioni secondarie, infatti, sarà necessario anche liberare i quartieri di Londra che vivono nella repressione di Albion, per convincerli a cambiare sponda e supportare le attività del Dedsec. Questo ci permette di guadagnare reputazione ed avere intere zone amiche, che supportano l’attivismo del nostro gruppo. Il messaggio trasmesso è dunque duplice: da un lato ci occuperemo di smascherare Albion e Zero Day e i mafiosi che comandano la capitale britannica, mentre dall’altro salveremo Londra dalla piaga sociale causata da una milizia privata che ha stretto la sua morsa intorno alla city.

Un gameplay ben rifinito

Quando Ubisoft ha cominciato a progettare la serie di Watch Dogs nel suo obiettivo c’era probabilmente quello di diversificare al massimo il gameplay. Ed è in Legion che emerge tutto ciò che il publisher e sviluppatore ha appreso nel corso degli anni. Il terzo capitolo del franchise infatti attinge a piene mani dai precedenti capitoli e riesce comunque ad offrire un’esperienza di gioco diversa e più coinvolgente. Pur non essendo una vera e propria scatola di LEGO sciolta ma più un set base, abbiamo abbastanza libertà di approccio ed è tutto a nostra discrezione su come risolvere una o più missioni. L’aspetto sicuramente più interessante è l’utilizzo delle abilità dei vari attivisti: infiltrandoci in determinati posti indossando una divisa inerente al luogo in cui entreremo ad esempio ridurremmo il rischio di essere notati e potremmo anche passare da porte allarmate, che in caso contrario invece attiverebbero immediatamente i protocolli di sicurezza. Possiamo utilizzare anche le abilità dei vari attivisti per poter raggiungere un determinato luogo oppure scegliere di introdurci in qualche ambiente particolare e specifico utilizzando spiderbot o droni. Anche lo stile di combattimento è a nostra libera scelta: meglio distrarre tutti e colpirli alle spalle oppure fare irruzione e scegliere di sparare a zero? Ad aiutarci ovviamente intervengono una serie di elementi, come ad esempio la scansione del territorio e la possibilità di hackerare le telecamere per avere una panoramica più chiara sul nostro obiettivo e scoprire dove si trovano i vari nemici e il nostro obiettivo.

Watch Dogs Legion

Alla componente violenta come il gunplay, si affaccia anche quella di logica. Come da tradizione della serie infatti tornano i puzzle per violare le reti di sicurezza, dirottando il segnale da un nodo all’altro, questa volta decisamente più complessi rispetto al passato e che richiederanno del tempo in più per poter essere risolti e permetterci di proseguire. Allo stesso tempo sarà anche necessario trovare i terminali o scaricare le chiavi di sicurezza per poter accedere a determinate aree di gioco. Tutto questo ci spinge dunque ad avere più attenzione verso i dettagli del mondo e ovviamente a non sottovalutare nessuna possibilità, come nel pieno rispetto dei giochi open world. Anche guidare è decisamente piacevole, con una serie di mezzi che vanno da una più semplice auto famigliare fino a vere e proprie vetture da corsa con velocità folli e moto da corsa o da rider.

La Londra di Watch Dogs Legion è poi piena di cose da fare. Escludendo le missioni principali e secondarie e la possibilità di liberare i quartieri, tra il reclutamento per formare una vera e propria squadra di attivisti si affiancano i collezionabili, i pezzi di tecnologia, la personalizzazione del personaggio, lo studio per la ricerca di quali armi e abilità equipaggiare, le consegne per il Dedsec tramice il Parcel Fox e molto altro. Attività collaterali come il bere al pub oppure giocare hanno un costo ed è per questo che all’interno del sistema è stata introdotta una criptovaluta chiamata eTo, che guadagneremo completando le missioni e perché no, anche hackerando i terminali bancari. Il mondo di gioco è davvero ricco e completo ed offre una città più o meno viva, con i quartieri fedeli alla loro controparte reale.

Tra design e tecnicismi

Pur offrendo un’esperienza di gioco decisamente solida, Watch Dogs Legion si porta dietro alcuni problemi tecnici e di design. Il primo è una certa ridondanza nelle missioni di gioco, siano essere principali oppure secondarie. Certo, è un grosso problema degli open world (e su questo Grand Theft Auto ha fatto ovviamente scuola), ma il titolo Ubisoft non riesce sicuramente a nasconderlo troppo bene. Un altro problema invece è legato al comparto tecnico. Il livello di dettaglio è ovviamente alto ma ci si accorge anche siamo davanti a qualcosa di finto, così come il frame rate che molte volte risulta essere afflitto da problemi di stuttering e cali durante la guida, non appena si preme un po’ di più l’acceleratore in una zona più trafficata del normale. Da segnalare ovviamente la presenza di bug, che sicuramente saranno rifiniti nelle prossime patch e qualche piccolo problema di input lag, che spesso e volentieri ci fa perdere qualche secondo prezioso nelle fasi più concitate di gioco ma sono i caricamenti il vero Elefante nella stanza. Il gioco Ubisoft infatti reclama il bisogno disperato di un SSD. Ci sono caricamenti piuttosto lunghi praticamente ovunque: quando si cambia attivista, quando si accede al quartier generale e in altre mille occasioni. Purtroppo appare chiaro che i limiti tecnici non siano da inputare a Ubisoft ma ad un hardware che oramai è davvero abbastanza vicino al pensionamento, soprattutto per quanto riguarda i giochi complessi come gli open world.

Watch Dogs

Tutto il resto invece funziona decisamente bene. Watch Dogs Legion sfoggia un comparto grafico decisamente realistico, anche se forse poco ispirato sotto il versante artistico e delizia con musiche per soddisfare ogni palato esistente e la presenza di podcast dedicati a ciò che succede a Londra aggiunge anche contesto alle nostre vicende. Il comparto grafico è davvero gradevole alla vista, anche se forse poco ispirato, ma tecnicamente incredibile se consideriamo il fatto che giri tutto su hardware che oramai ha (nella peggiore delle ipotesi) 7 anni. I giochi di luce, la qualità dei modelli poligonali, la riproduzione di Londra e dei suoi luoghi iconici come Buckingham Palace e la City vera e propria, i ponti e i modelli poligonali dei personaggi sono davvero il fiore all’occhiello della produzione franco canadese. Certo, siamo sempre nel campo di un’ottimizzazione non proprio eccelsa ma ripetiamo che la discriminante fondamentale è ovviamente la parte tecnica delle console. Considerando però che il titolo sarà giocabile tramite un free upgrade sulle prossime console di Sony e Microsoft sicuramente tantissimi giocatori potranno godere di una nuova esperienza di gioco, anche sotto il lato tecnico.

PRO CONTRO
  • Un vero e proprio esercizio di stile
  • Gameplay ben rifinito
  • Tematiche sociali importanti
  • Troppi caricamenti
  • Qualche problema tecnico
  • Ottimizzazione non al top