Crescere non è sicuramente facile. Potenzialmente l’infanzia è uno dei periodi più importanti della vita di ogni singola persona. Quel determinato lasso di tempo ci aiuta a vedere il mondo con altri occhi. Ci serve poco per apprezzare le cose in quanto, in tenera età siamo molto più genuini. Ogni singola emozione risulta unica in quanto nuova ed ogni singola esperienza diventa subito essenziale per il nostro percorso evolutivo. Siamo creature strane che vivono di emozioni, ricordi e sopratutto nostalgia. La voglia di tornare giovani e spensierati diventa sempre più marchiata con l’andare degli anni. A volte vogliamo solo tornare in quei banchi di scuola, con i compagni che ridevano insieme a noi per le battute più stupide. Che insieme a noi condividevano passioni come i videogiochi. Vogliamo ancora una volta solo sederci su quel divano, accendere la TV e guardare la nuova puntata di Captain Tsubasa (conosciuto come Holly e Benji da noi).

Purtroppo senza una macchina del tempo è difficile rivivere certe sensazioni. Tuttavia il mondo artistico riesce sempre a plasmare queste memorie in qualcosa di concreto, per darci ancora una volta gioia. Il panorama videoludico non è sicuramente estraneo a questi metodi, riuscendo spesso e volentieri a ricreare opere in grado di scatenare nel soggetto delle forti emozioni. Giocare con la nostalgia non è facile, ma Bandai Namco riesce spesso e volentieri a farlo bene.

Non vi neghiamo che sin dall’annuncio di Captain Tsubasa: Rise of New Champions siamo rimasti fortemente entusiasti per il progetto. Principalmente perché era da tanto tempo che non vedevamo un titolo dedicato a Holly, Benji e compagnia bella. In secondo luogo il gioco prometteva una solida alternativa ai classici giochi di calcio, cosa che ormai oggigiorno è sempre più difficile da fare. Tuttavia se da un lato ogni singola premessa sembrava più che ottima, da un altro lato il tutto ci sembrava potenzialmente rischioso. Dare in mano a Tamsoft un tie-in particolare come Captain Tsubasa con la consapevolezza che i ragazzi in questione non hanno mai avuto a che fare con un genere simile, poteva rivelarsi un’arma a doppio taglio a dir poco devastante. Ma sarà riuscita questa nuova opera a convincerci a pieno o Captain Tsubasa è l’ennesimo buco nell’acqua che cerca di fregare il giocatore con il fattore nostalgia? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione!

Captain Tsubasa and the return of the memories

Raccontarvi di cosa parla la trama di questo specifico gioco potrebbe risultare superfluo. Effettivamente se vi trovate qui potenzialmente siete già grandi estimatori delle avventure di Holly e Benji. Tuttavia, siamo anche consapevoli del fatto che non proprio tutti (specie i più giovani) conoscono a dovere la serie creata da Yoichi Takahashi. Non sarà nostra intenzione spoilerarvi avvenimenti particolari di Captain Tsubasa, tuttavia vi consigliamo caldamente di recuperare almeno la prima stagione di questo anime prima di buttarvi a capofitto sul gioco dedicato.

Per farla breve Captain Tsubasa ricopre le vicende di vari ragazzi delle medie con una forte passione per il calcio. Questi giovani oltre ad avere una passione quasi morbosa per questo sport si rivelano anche degli atleti a dir poco fenomenali, in grado da rendere le competizioni calcistiche a dir poco spettacolari. Infatti quasi tutti i vari protagonisti dell’anime sanno usare svariate mosse speciali in grado di cambiare le sorti di una partita. Tra tiri dinamici e controllati (come quello del protagonista Tsubasa) a salti degni di un ginnasta ogni puntata di Holly e Benji risulta a dir poco strana ma sicuramente fantastica. Pur essendo un Spokon (ndr. Genere anime/manga che si focalizza sugli atleti) l’opera di Takahashi riesce ad avere anche qualche elemento Shonen (il protagonista vorrà sempre superare i propri rivali per diventare il migliore).

Nell’opera videoludica sperimenteremo molte cose già viste nell’anime da due punti di vista diversi. Il primo sarà quello della scuola di Nankatsu e sopratutto dal punto di vista di Oliver Hutton (Tsubasa Ozora). Durante questa prima specifica sezione prenderemo parte al terzo torneo nazionale svolto tra le scuole medie. Questa specifica modalità servirà principalmente per farci rivivere certi momento chiave già visti durante l’anime. La storia si fa leggermente più “interessante” nella modalità New Chamipion in quanto, sperimenteremo diverse sezioni del noto cartone attraverso gli occhi di un personaggio creato da noi (da zero). Per quanto la sezione citata non risulta chissà quanto speciale o entusiasmante, abbiamo apprezzato davvero lo sforzo di Tamsoft nel creare qualcosa di particolarmente diverso.

Gol decisivo o autogol clamoroso?

Come abbiamo già anticipato all’inizio di questa nostra recensione, Captain Tsubasa si distingue altamente dai più classici giochi di calcio. Infatti l’esperienza offerta dal prodotto Tamsoft è sicuramente una più improntata sul puro divertimento e sulla dinamicità. Non aspettatevi quindi un realismo semi-simulativo tipicamente visto in prodotti come FIFA o PES. L’obbiettivo di questo gioco è il puro divertimento arcade, lasciando fin da subito il giocatore a sentirsi libero senza tante penalità. Alla base però troviamo pur sempre un gioco di calcio, con qualche dinamica rivista per rendere il tutto più spettacolare. Partiamo col dirvi che ogni membro della squadra avrà una barra della stamina da gestire. Questa specifica condizione vi spingerà ad usare in maniera furba (ed a proprio vantaggio) le azioni più speciali del gioco come il fast dribblig o i tiri super.

Di base la rapidità e l’immediatezza del gameplay si faranno notare subito in quanto, a differenze dei noti rivali, il gioco vi lascerà percorrere distanze lunghe solo grazie alla propria skill (con la giusta furbizia ed alternanza di abilità, persino un difensore potrà percorrere l’intero campo per segnare). Non aspettatevi inoltre a trovare falli o punizioni simili in quanto, proprio per rendere la spettacolarità protagonista, i creatori del gioco hanno tolto ogni regola punitiva. Questo vi lascerà abusare di scivolate aggressive per prendere possesso della palla e dominare il campo da gioco. Anche per segnare le regole saranno molto diverse rispetto ai più classici giochi da calcio. In Captain Tsubasa ogni portiere avrà una barra della determinazione che si svuoterà in base ai vostri tiri (che varieranno in base alla distanza, potenza e via dicendo). Per segnare quindi non dovrete solo arrivare davanti alla porta e sperare di fregare il portiere, ma dovrete scegliere la potenza del tiro e se rischiare una certa azione prima di concludere l’attacco. Questa dinamica ricorda quasi un picchiaduro in quanto, ogni singola “combo” porterà ad un risultato diverso.

Tuttavia, anche se il gioco sulla carta funziona molto bene e di base risulta divertente, alla lunga stanca peggio di un qualsiasi suo gemello. Le azioni diventano troppo telefonate, l’IA compagna risulta a tratti a dir poco lenta e poco reattiva anche alle situazioni più basilari ed inoltre la curva di difficoltà tende ad impazzire facilmente. Anche la pochezza delle modalità non aiutano tanto la rigiocabilità, spingendovi spesso e volentieri a fare sessioni corte e di tanto in tanto.

La modalità Rise of a New Champion poteva essere molto interessante viste le possibilità avute. Il gioco però non sfrutta abbastanza i suoi pro (come il sistema di crescita del PG creato) e questo fa risultare i vari difetti troppo mirati. Purtroppo, da questo punto di vista il gioco tende a peccare e non molto, lasciando alla lunga i giocatori più appassionati con l’amaro in bocca ed un certo senso di ripetitività.

Tecnicamente parlando

Per quanto riguarda il comparto tecnico presente in questo Captain Tsubasa c’è relativamente pochissimo da dire. Il gioco si presenta come i più classici prodotti Bandai, ovvero con uno stile grafico che richiama il feeling classico da cartione animato, ma che subisce qualche stilizzazione più mirata per ricordarci sempre di aver a che fare con un videogioco. I vari personaggi come Tsubasa, i gemelli Tachibana e tanti altri ancora sono ricreati alla perfezione. Tuttavia la cura per i dettagli rende il gioco molto piatto per quanto gradevole tecnicamente. Su PS4 Pro il gioco sfrutta una risoluzione di 1080p e 60FPS con dei leggeri cali in certe sezioni.

Da un punto di vista audio non possiamo gridare al miracolo ma sicuramente neanche schifarci in quanto le musiche più classiche sono tutte presenti nel gioco ed il commento (sporadico) rende sicuramente ogni singola azione piacevole da seguire. Il doppiaggio giapponese ci ha fatto più che piacere risvegliando un noi certe sensazioni nostalgiche. Per quanto riguarda invece la sensazione generale dei controlli, possiamo dire che abbiamo trovato il tutto molto reattivo, ma certe volte qualche input lag ce lo siamo beccati. Niente in grado di minare l’esperienza di gioco ma che alla lunga potrebbe dar fastidio.

In conclusione

Captain Tsubasa: Rise of New Champions è decisamente un prodotto interessante. Ci viene sicuramente difficile consigliare questo gioco in maniera spontanea ma nello stesso tempo vogliamo anche mettere in chiaro che non si tratta di un’occasione sprecata. Se cercate una buona alternativa ai soliti noti prodotti, quest’opera di Tamsoft riuscirà sicuramente a portarvi qualche ora di divertimento. Sicuramente i vari difetti non rendono gioco perfetto, ma se riuscirete ad andare oltre queste magagne tecniche, Captain Tsubasa saprà offrirvi un viaggio indietro nel tempo!

PRO CONTRO
  • Buona alternativa ai classici PES o FIFA
  • Gameplay facile da apprendere
  • Vi renderà nostalgici
  • Tecnicamente mediocre
  • Intelligenza Artificiale ballerina e curva di difficoltà strana
  • Alla lunga annoia