La nostalgia è sicuramente uno delle emozioni più ricorrenti che l’essere umano sperimenta lungo la propria vita. Essendo creature molto complesse e particolari, spesso e volentieri tendiamo a “bloccare” il progresso in favore del ricordo. Sicuramente a tutti ci è capitato di rimpiangere i tempi passati ed abbiamo espresso la nostra “frustrazione” contro il progresso tecnologico. Proprio questa veloce e costante evoluzione riesce (gran parte delle volte) a rendere obsolete le nostre più care reminiscenze. Insomma, per quanto cercheremo di evolverci ed abbandonare il passato, i nostri sentimenti spesso detteranno il contrario, facendoci rimanere inchiodati in una sottospecie di limbo (vorremo andare avanti ma non riusciremo in totalità). Come ogni sfumatura del carattere umano, anche il mondo artistico tende a plasmarsi a secondo di questi “principi” basilari. Il mondo videoludico rimane senz’ombra di dubbio uno degli esempi più evidenti di cosa vuol dire abbandonare il passato. Lungo questi anni abbiamo visto tantissimi generi lasciare spazio ai nuovi arrivati. Lontani sono ormai i tempi in quale i Beat ‘em ups ed i Shmups dominavano le console e le sale arcade. Giochi come Final Fight, Battle Circuit e Metal Slug sono solo alcuni dei pilastri che hanno dominato un’era. Ma tra queste perle anche un certo Battletoads è riuscito a rimanere iconico, pur non toccando mai vette di fama stratosferiche!

Nel lontano 1991 una certa compagnia nota come RARE decise di sfruttare la sempre più grossa ed evidente fama del genere Beat ‘em up (ndr picchiaduro a scorrimento). Correvano tempi dominati da CAPCOM e SNK e le loro opere, quindi sfruttare a pieno quel determinato panorama (oltre che quella tipologia di gioco) non era certamente facile. Serviva carisma, originalità ma sopratutto una buona dose di coraggio. La compagnia americana non era certo una novizia quando si andava a parlare del mondo videoludico. Tuttavia l’esperimento Battletoads fu decisamente “nuovo” per la casa sviluppatrice in quanto, questo determinato genere non fu mai affrontato prima da RARE stessa. Ma la voglia di trionfare, il giusto equilibrio tra esperienza ed innovazione oltre che la vena umoristica tipica, resero fin da subito Battletoads un prodotto (quasi) iconico.

Nel corso del tempo il franchise si perse tra i vari progetti della casa americana. Pur riscuotendo un buon successo con l’originale per NES (ed anche le varie versioni successive), Battletoads sparì per anni. Solo durante l’E3 di qualche anno fa RARE decise di farci una piacevole sorpresa annunciando il ritorno del mitico trio di mangiamosche! Ma sarà riuscito questo ritorno a farci innamorare ancora una volta dei 3 bizzarri protagonisti, o l’esperimento non è stato uno di successo come l’originale? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe della nostra recensione!

Battletoads in time!

Cercare di spiegarvi la storia di Battletoads è come provare a raccontarvi la trama di un film 18+. Per quanto la parte narrativa risulta presente (e anche molto curata) non è sicuramente il fulcro di quest’esperienza videoludica. Tuttavia proveremo a darvi un piccolo incipit della trama senza però perdere troppo tempo dietro questo elemento. Anche in questo nuovo capitolo prenderemo i panni dei leggendari Zitz,Pimple e Rash meglio conosciuti anche come Battletoads. I nostri 3 forzuti anfibi, dopo aver salvato il mondo dalle grinfie della Regina Oscura, si troveranno sull’orlo del baratro. Senza un nemico da sconfigere e senza situazioni pericolose, il mitico trio perde la propria fama. Tuttavia il destino vuole essere clemente con i nostri eroi, così da offrire a loro una nuovissima sfida. Senza tantissime spiegazioni i 3 fratelli si ritroveranno di punto in bianco su un pianeta alieno dominato dai potenti Topian. Queste aliene creature (quasi divine) cercheranno in tutti i modi di rendere schiavi i Battletoads, usando essi come “propaganda politica”.

Di base potremmo fermarci qui con questo breve incipit in quanto, ogni singola parola sopraccitata riepiloga in maniera fedele gran parte della trama di gioco. Ovviamente la storia di Battletoads non è niente di particolare. Tuttavia con una trama così semplice riesce a divertire da inizio alla fine per la durata delle 4 ore dell campagna principale. Abbiamo apprezzato tantissimo la caratterizzazione di ogni singolo personaggio ed il humor velato che ricorda molto show come classici (specialmente resi famosi durante gli anni ’90). Inoltre la vena sarcastica di ogni singolo dialogo, rendono il prodotto RARE semplice ma decisamente carismatico! In poche parole, il giusto mix tra nostalgia ed elementi moderni hanno dato vita ad un racconto quasi ottimo (in quanto basilare).

Mighty Morphin Beat ‘em Up!

Risulta sicuramente difficile nel 2020 resuscitare un genere quasi “defunto” come quello dei picchiaduro a scorrimento laterale. Infatti sin dal suo annuncio il ritorno di Battletoads non prometeva chissà quale innovazione. Di base, queste nostre “paure” sono state smentite in quanto il gioco RARE è riuscito ad evolvere una formula di gioco a dir poco antica. Battletoads mantiene ancora la sua forte radice da picchiaduro a scorimento con elementi platfrom. Avremmo ancora una volta a disposizione il roster composto dai 3 Toads ed ognuno di loro sfoggerà della mosse distintive (Pimple sarà il Powerhouse, Rash il Brawler e Zitz il Crowd Controller). A differenza dei capitolo originali però, questo nuovo Battletoads si dimostra più “mutaforme” in quanto la varietà di livelli e situazione risulterà a dir poco eccelente. Il gioco tenderà a cambiare genere diverse volte lungo l’avventura, diventado un Puzzle Platformer, un Bullet Hell Shooter o addirittura un Rhythm Game. La cosa davvero piacevole però è che Battletoads riesce a sfruttare in maniera davvero ottimale questi cambi sporadici, dando un ritmo molto distinto all’opera.

Anche il genere “predominante” riuscirà a soddisfare sia i vari Hardcore player ma anche i nuovi arrivati. Per restare sempre adrenalinico Battletoads vanta un sistema di combo (di base molto basilare). Questo particolarità spingerà ogni giocatore a miglioare ed a sfruttare al meglio le proprie mosse, i riflessi e ovviamente le debolezze dei nemici. La varietà di nemici ci è sembrata decisamente buona tuttavia, il prodotto RARE tende a peccare quando si va a parlare di Boss finali (elemento distintivo dei Beat ‘em Up). Ogni singolo boss risulta scialbo, con un parco mosse molto basilare ed altamente prevedibile. Si fa decisamente poca fatica ad affrontare questi nemici anche la difficoltà più elevate. Infatti questa pecca potrebbe far storcere il naso a tantissimi appassionati di vecchia data.

Come avrete ben capito il gioco risulta molto più permissivo rispetto al capitolo originale. Tuttavia non aspettatevi di finire l’opera con tantissima facilità. Moltissime volte infatti ci siamo ritrovati davanti a veri e propri muri! La curva di difficoltà tende ad impazzire senza dovuto preavviso, rendendo certe sezioni (e soprattuto certi mini-game) a dir poco frustranti. Proprio in queste sezioni la skill va a farsi benedire e al posto suo interviene il classico trail and error. Precisiamo però che questo “difetto” non rappresenta ogni singola parte di Battletoads e nel complesso, il gioco rimane più che gestibile e sopratuttto accessibile!

Tecnicamente Parlando

Avete presente il detto “la semplicità paga sempre”? Ecco! Questa semplice frase potrebbe essere assocciata all’intero comparto tecnico di Battletoads. Infatti il prodotto RARE non è sicuramente qualcosa di mai visto prima, utilizzando uno stile grafico cartoon (non cell shading) visto una miriade di volte. Tuttavia il modo in quale viene utilizzato il tutto rende l’opera a dir poco affascinate. Giocare a Battletoads è come guardarsi una puntata di quei cartoni che, durante la nostra infanzia, ci tenevano compagnia durante l’orario pomeridiano. Abbiamo sperimentato l’avventura nella sua interezza su Xbox One X, dove il gioco ci ha offerto un framerate stabile a 60FPS ed una risoluzione nativa 4K. Niente di difficile per il piccolo gioiello MS, ma sicuramente anche un’ottima ottimizzazione ha aiutato ad avere un risultato finale ottimo!

Se il comparto grafico si presenta in maniera ottimale, anche il comparto sonoro non tende a deludere, offrendo un’ottimo doppiaggio (inglese) e delle soundtrack a dir poco splendide. Fare a botte sfruttando i ritmi metal delle varie canzoni è stata pura goduria da inizio alla fine dell’avventura. Infatti le canzoni presente all’interno dell’opera RARE hanno poco da invidiare a produzioni più massicce. Anche da un punto di vista dei controlli ci ritroviamo ancora una volta soddisfatti con commandi comodi da usare e oltretutto molto responsivi.

In conclusione

Battletoads è stata una sorpresa più che piacevole. Questo (all’apparenza) semplice prodotto è riuscito ad offrici delle sensazioni a dir poco splendide, facendoci tornare bambini per qualche ora. Non ci ritroviamo sicurament davanti ad un’opera perfetta, ma quasi! Se siete cresciuti a cavallo degli anni 90, avete amanto i cartoni Saban e le sale Arcade vi mancano come un parente, questo gioco non può assolutamente mancare dalla vostra collezione!

PRO CONTRO
  • Un’esperienza varia e divertente
  • Storia ilare e ben raccontata
  • Soundtrack sublime
  • Ottima rigiocabilità…
  • La curva di difficoltà non sempre ben gestita
  • …ma relativamente breve come esperienza
Conclusione
Battletoads
8
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