Come già spiegato nella recensione della puntata precedente, sfortunatamente la nuova stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. non sta prendendo la giusta piega. Troppa carne al fuoco fa sì che vengano fuori puntate troppo macchinose e strutturate in maniera tale da dover seguire e tenere a mente molteplici storyline durante i 45 minuti. Una volta finita la 3×03, Jemma Simmons (Elizabeth Henstridge) ha rivelato le sue intenzioni a riaprire il portale per poter tornare nel pianeta dove era stata intrappolata. Inizialmente ha tenuto il povero Fitz all’oscuro di tutto ciò, ma nella 3×04 lui ha scoperto i suoi piani… ma non ancora le sue motivazioni.

Diversamente dalle puntate precedenti, questa è interamente dedicata all’avventura (o sventura) di Simmons nell’altra dimensione. Si inizia, infatti, con il monolite che l’ha assorbita, trasportandola su un pianeta quasi perennemente al buio dal suo sole e ostile nei confronti dell’uomo. Con solo le sue conoscenze a disposizione, Jemma deve trovare il modo di sopravvivere e trovare il modo di tornare indietro da quel pianeta desertico.
Questa è probabilmente una delle migliori puntate girate finora e senza ombra di dubbio la migliore di questa terza stagione fino a questo punto. Il montaggio la fa da padrone ed è esattamente il modo in cui è stato sfruttato che rende questo episodio superiore ai precedenti. Il fatto che non dobbiamo avere altre storyline per la testa durante i 45 minuti favorisce la concentrazione sulla vicenda. La diversità di questa puntata si evince anche dal fatto che non c’è stata la solita sigla d’apertura, ma soltanto l’apparire della scritta Agents of S.H.I.E.L.D. in sovrimpressione mentre la giovane biologa vaga nel deserto. Il titolo suggerisce il lasso di tempo da lei trascorso sul pianeta. Non essendoci un altro modo per poter misurare il tempo data l’assenza di alba e tramonto, contare le ore è l’ultima soluzione.
Sin dall’inizio della serie nel lontano 2013 fino ad oggi non abbiamo visto il personaggio di Jemma Simmons subire una chissà quale evoluzione, questa puntata ci farà ricredere. C’era il rischio che il suo personaggio sempre uguale avrebbe reso il tutto noioso, ma per fortuna non è stato così. Noi riusciamo ad identificarci con lei perché è stata catapultata in un mondo alieno, un luogo fuori dalla nostra portata e in cui la questione è “vivere o morire”. Il suo spirito di sopravvivenza e le sue reazioni ci fanno vedere il quadro in maniera diversa, mostrandoci un personaggio diverso dalla monotonia con cui siamo stati abituati a vederla finora ed Elizabeth Henstridge si è dimostrata un’attrice più che capace.

Il mistero si infittisce quando conosce Will, un altro essere umano intrappolato su quel pianeta e ultimo superstite di una missione della NASA risalente al 2001. Si tratta di un personaggio piuttosto malinconico, perseguitato dalla pessima esperienza che ha vissuto (uccidere i suoi compagni di squadra, prima che loro impazziscano e uccidano lui), ma con l’intervento di Jemma, lui torna a credere in una possibilità di tornare nel mondo reale. La puntata continua a filare molto bene con l’introduzione di un entità non ben identificata che aggiunge ancora più pathos alla situazione. Non ci è dato sapere, non ancora almeno, che cosa sia la “cosa” che vaga nel deserto, ma presumibilmente nelle prossime puntate lo scopriremo.
Il problema però è un altro. Nella 3×03 e 3×04 Simmons ha intenzione di tornare nel pianeta desertico, procurandoci una tensione tale da farci domandare che cosa avrà mai visto. Probabilmente avrebbe potuto essere qualcosa che l’ha stregata, scientificamente parlando, a tal punto da non resistere all’idea di saperne di più; avrebbe potuto essere qualcosa di utile agli Inumani o addirittura qualche nuovo elemento che avrebbe ampliato lo scenario spaziale del Marvel Cinematic Universe, dato che lo spazio non è più un limite da quando è uscito Guardiani della Galassia.
E invece no!
In questa puntata si scopre appunto che Jemma vuole tornare indietro per Will, rimasto ancora sul pianeta desertico, di cui lei si è innamorata. Ovviamente è una ragione molto umana e il coraggio da lei dimostrato nel correre tale rischio è invidiabile… ma davvero, basta con i romanticismi. Era l’ultima cosa di cui la serie aveva bisogno. Non solo: ormai persino tra Daisy/Skye e Lincoln è scattato il bacio! Ci manca solo che tra Coulson e la direttrice dell’ATCU nasca qualcosa. Davvero, povero Leo Fitz!

Per concludere, questa puntata se presa singolarmente è davvero ben fatta e sicuramente è la migliore finora, registicamente parlando; però se la inseriamo nello scenario mostratoci finora risulta essere soltanto un’altra ed ennesima spina nel fianco.