Ci risiamo. Prendete una razza aliena alla disperata ricerca di cervelli umani, armi dal dubbio uso, una parodica rappresentazione della società americana e una sana dose di comicità politically scorrect. Eccovi servito “Destroy All Humans!”, il grande ritorno della saga uscita 15 anni fa per la prima volta su Xbox e PS2. THQ Nordic ha lavorato sodo nel tentativo di svecchiare un grande cult videoludico. Oggi scopriremo assieme se l’azienda australiana è effettivamente riuscita nell’intento.

Incontri ravvicinati del terzo tipo

Solitamente quando recensisco un gioco mi soffermo brevemente a parlare della sua storia, anche solo per dire se effettivamente il titolo tiene l’utente attaccato allo schermo. Ma ci vorrebbe un bel coraggio a definire “trama” l’insieme di eventi che la caratterizzano in Destroy All Humans! Il filo logico è flebile, e la maggior parte delle cose che capitano sono totalmente casuali. L’utente però non è veramente interessato a tutto ciò, anche perché, volendo essere sinceri, la storia è un insieme di luoghi comuni, come se 50 anni di cinema sci-fi fossero stati frullati e assemblati assieme in un unico videogioco. È proprio questo il bello! Le missioni della storia infatti non coinvolgono il giocatore, anzi, sono leggermente fastidiose, ma sono anche vitali per l’ottenimento di tutti gli armamenti. Come se ciò non fosse abbastanza, le missioni non sono altro che un elenco puntato consequenziale di mansioni da svolgere, il che spiega perché la maggior parte di esse è completabile in meno di cinque minuti. Risulta molto più godibile la componente esplorativa che diverte e non annoia mai, soprattutto grazie al variegato arsenale che avremo a disposizione.

Destroy All Humans Recensione
Contatto con forme di vita non inteliggenti.

Make America Great Again

Notato mai il debole che hanno gli alieni per la nazione a stelle e strisce? Sin da Orson Welles e “La guerra dei mondi” fino ad arrivare a “Indipendence Day” non esiste storia che non veda gli States come punto di sbarco principale per i nostri amici (o nemici) extraterrestri. Di certo “Destroy All Humans”, volendosi porre come parodia videoludica di questo universo, non può fare eccezione, portando però tutto questo su un nuovo livello. Non andremo semplicemente a infiltrarci in qualche base supersegreta come l’Area 42, (ogni riferimento all’Area 51 non è puramente casuale), bensì saremo coinvolti nel tentativo di infiltrazione alieno più ironico e insolito della storia, prendendo il controllo o le sembianze delle autorità locali, spacciando lo sbrilluccichio radioattivo delle mucche per semplice digestione delle erbe locali o la distruzione di un’intera fiera come atto di spionaggio comunista. La satira rivolta alla società americana del 1950 è evidente e sagace.

Prendere le sembianze di un sindaco non è mai stato così divertente.

K, sei tu?

Ovunque siano passati degli UFO ci sono sempre anche loro: i Men In Black. Antagonisti principali nel gioco, saranno loro a metterci maggiormente i bastoni fra le ruote, complicandoci molto la vita rispetto ai classici poliziotti “mangia-donuts” di quartiere. I Men In Black, oltre ad essere pesantemente equipaggiati, sono comandati dalla Majestic, una setta di uomini superpotenti che utilizzando scienziati ed esercito creeranno complicati piani nel tentativo di arrestare la nostra invasione. Starà a noi impedire che abbiano successo. Seppure le unità nemiche non godono di una grande intelligenza artificiale sarà il loro numero, nelle situazioni più spinose, a gettarci in pericolo: i colpi che ci verranno inflitti saranno, spesso e volentieri, imprecisi anche per via del fatto che esiste un grande ritardo, voluto, fra il momento dello sparo e quello in cui il proiettile va a segno. La situazione si complicherà ulteriormente con la presenza di più agenti, i quali, sparando in più direzioni simultaneamente, faranno aumentare notevolmente la difficoltà di gioco.

Se non sapete chi sono questi due qui, probabilmente vi hanno sparaflashati.

Armi Svuota-Intestino

Le armi che avremo a disposizione saranno poche, ma efficaci. Le armi si distinguono in autonomamente ricaricabili e non. La metà di esse che non si ricaricherà automaticamente necessita di munizioni ottenibili trasformando gli oggetti di uso comune che troviamo per strada. Al loro valore distruttivo si contrappone però l’ilarità che suscitano: tra armi che esploreranno le cavità rettali dei poveri malcapitati di turno e quelle che inceneriscono letteralmente fino al midollo i poliziotti che proveranno a ostacolarci, non ci stancheremo mai di premere il grilletto. Le skill del personaggio sono un ulteriore incentivo a divertirsi eliminando nemici tramite la telecinesi o costringendoli a strane danze che li terranno impegnati. Anche quando saliremo al comando della nostra astronave sarà difficile annoiarsi grazie alle tante abilità che la contraddistinguono. La componente di distruzione totale si alterna a quella più “stealth”, basata sull’acquisizione di sembianze umane che ci permetteranno di passare inosservati. L’utilizzo di questa dinamica è vitale nelle missioni, decisamente di meno durante la libera esplorazione.

Destroy All Humans recensione
Sarà estremamente divertente incenerire tutti coloro che ci capiteranno davanti.

Cabaret

Non potevamo non soffermarci almeno un paragrafo sullo splendido lavoro di THQ Nordic fatto sui vari cortometraggi di gioco, semplicemente divertenti. La combinazione tra una società ignorante e una specie aliena arrogante e spietata viene rappresentata con una chiave ironica in maniera magistrale, creando momenti di pura ilarità nello spettatore. Purtroppo questi si limitano a piccole scene poste all’inizio e alla fine di ogni missione, pertanto alla conclusione del titolo non si avrà quella voglia sfrenata di rigiocarlo istantaneamente, bensì il contrario. Rimane il fatto che le varie scenette rendono il gioco di gran lunga più godibile e lo riavvicinano, seppur di poco, al titolo originale.

Destroy All Humans recensione
Primo contatto con le forme di vita più inteliggenti del pianeta Terra.

Il vero problema

Cosa potrebbe mai rovinare un gioco con queste premesse? Semplice: la ripetitività. Basteranno due ore di gioco e ne avremo già abbastanza del titolo. Giusto il tempo per recuperare tutte le abilità e le armi e di provarle sul campo, più qualche sporadica missione esplorativa e saremo già completamente stufi di questa struttura. La verità è che finita la campagna anche la vena comica del titolo si spegne. Le frasi recitate dagli NPC sono giusto un paio e i veri sketch sono tutti nelle varie cutscenes di gioco. Inoltre, anche le varie modifiche e aggiornamenti per le armi e abilità sbloccabili non creano quella curiosità necessaria per invogliare l’utente a continuare a giocare per sbloccarle tutte. Purtroppo non si vede in questo Destroy All Humans! quella enorme mole di lavoro che contraddistingueva il capitolo del 2005 e che lo aveva reso uno delle punte di diamante di quell’annata.

Vecchio e Nuovo

Come detto in alto, 15 anni fa usciva il primissimo Destroy All Humans!, capitolo sagace e divertente, di cui questo remake ha ereditato le caratteristiche principali. La grafica è indubbiamente migliorata, al contrario però del gameplay, che seppur più fluido rispetto al gioco originale per Xbox e PS2, risulta comunque poco intuitivo e macchinoso, ma in ogni caso fruibile dall’utente. Dopo un decennio e mezzo ci auguravamo che questa caratteristica fosse resa meglio, essendo stata nel 2005 caratteristica di spicco del titolo. Numerosi sono anche i bug in cui sarà possibile imbattersi e che complicano ulteriormente la fluidità del gameplay in generale.

La verità è che il primissimo capitolo era all’avanguardia per i suoi tempi. Un gioco ben strutturato e che, nonostante i suoi limiti tecnologici, aveva affascinato e divertito un’intera generazione. Tutto questo non è che un vago ricordo nelòla nuova versione di Destroy All Humans! Seppure non abbia enormi falle strutturali, il gioco non brilla di luce propria quanto, piuttosto, risplende grazie al ricordo del suo predecessore. In ogni caso il titolo non è completamente da buttare, anzi! I suoi numerosi sketch e alcuni elementi del suo gameplay sono estremamente divertenti e ci terranno incollati allo schermo per diverse ore. Ma in ogni caso, non avendo apportato grandi novità rispetto all’originale, resta fin troppo evidente il distacco che c’è fra i due capitoli, sia a livello generazionale, che di divertimento percepito.

PRO CONTRO
  • Cinematics estremamente divertenti
  • Armi e abilità esilaranti
  • Risate assicurate
  • Estremamente ripetitivo
  • Gameplay scarno
  • Risente della pesante ombra del suo predecessore