Si potrebbe passare un’indefinita quantità di tempo a chiacchierare su quanto nel corso degli anni il franchise di Pokémon sia cambiato. Mutazioni, spesso quasi impercettibili, hanno puntellato un sistema che è riuscito a entrare in maniera così imponente nella cultura di massa tanto da nascondere eventuali errori di Game Freak e quella sensazione di more of the same che forse ha scalfito le convinzioni pure dei fanatici integralisti.

Il Season Pass di Pokémon Spada e Scudo, dunque, rappresenta un enorme momento di discontinuità della saga portando il franchise sui binari, almeno per quanto riguarda la parte commerciale, del videogioco contemporaneo. Andiamo ad analizzare L’Isola Solitaria dell’Armatura, ovvero, la prima metà del Season Pass per il quale si dovrà tener conto, oltre agli aspetti puramente ludici, due variabili importanti: la premessa e il rapporto qualità prezzo.

La premessa che ci viene fatta da questo contenuto aggiuntivo è quella di essere legato a doppio nodo con l’altra espansione in uscita prossimamente e proprio per questo non ci sentiamo, onestamente, di esprimerci con una votazione di un prodotto visibilmente monco.

Fin dai primi minuti di gioco è ben chiaro che il DLC sia un prodotto dedicato agli amanti delle lotte e del gioco competitivo; sul piano narrativo, infatti, la storia si limiterà a portarci nel Dojo di Mustard che affiderà ai suoi allievi, dei quali inizieremo a far parte, una serie di sfide: il primo a completarle otterrà un premio che si rivelerà essere Kubfu, Pokémon leggendario introdotto in questo DLC. Neanche i personaggi coi quali faremo conoscenza, tra cui il nuovo rivale Sofora (nel caso si stia giocando con una copia di Pokémon Spada) o Souvery (nel caso si stia giocando con la controparte) risultano avere mordente, e soprattutto i dialoghi fanno intuire che sull’isola nessuno sia a conoscenza del fatto che il nostro personaggio è il campione di Galar, piccolezza che però ci fa venire il dubbio che si tratti più di un contenuto tagliato dalla versione finale che di un’aggiunta al prodotto principale.

Pokémon

Tornando al fulcro de L’Isola Solitaria dell’Armatura, però, possiamo dire che i fan del combattimento possano ritenersi da un certo punto di vista molto contenti. Nonostante la forza degli avversari che si metteranno davanti a noi nella nostra avventura sia ben lontana da essere minimamente fastidiosa, per un giocatore che ha completato la storia principale, la parte del DLC che consegue l’ottenimento del Pokémon leggendario si rivela alquanto interessante.

In compagnia di Kubfu ci ritroveremo davanti a due torri, dell’acqua e dell’oscurità. Potremo, però, scegliere solo una delle due strade che condizionerà inevitabilmente il proseguo del gioco dato che, dopo averle affrontate, il nostro nuovo amico si evolverà in una delle due forme di Urshifu. Potendo far affidamento solo su Kubfu il livello di sfida delle torri si alza sensibilmente e può tenere eventualmente il giocatore incollato ad allenare il proprio Pokémon nel caso ci si vieti l’utilizzo delle caramelle rare. Una volta accompagnato il leggendario nel suo processo di evoluzione possiamo tornare all’interno del Dojo per sfidare ancora una volta Mustard che dopo ci proporrà una nuova attività, probabilmente la più divertente del gioco, la Prova Limitata. In questo nuova sfida potremo scegliere tre Pokémon appartenenti ad un solo tipo e assumendo quasi il ruolo che solitamente hanno i capopalestra affrontare una serie di sfidanti con una limitata possibilità di curare i mostri, il premio? Punti Lotta da spendere a Goalwick.

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Se la quasi totale assenza del comparto narrativo può essere giustificata dalla natura del contenuto incentrata praticamente solo sulla lotta, è davvero difficile digerire il level design che non fa nessun passo avanti nei confronti del titolo principale. L’Isola, infatti, non è altro che un’estensione di quella landa desolata e monotona che prende il nome di Terre Selvagge. Tra gli alberi dalle texture di dubbio gusto e la quantità di Pokémon che risulteranno essere solo un intralcio, ci aspettavamo almeno un piccolo passo avanti per quanto riguarda la componente artistica degli ambienti esterni soprattutto nelle aree di gioco più larghe. Un’altra nota dolente del DLC è il modo in cui è stata scolta la difficoltà del gioco, scelta senza alcun criterio e mal bilanciata. Il fatto che la difficoltà del contenuto sia equilibrata in base alle medaglie ottenute sembra quasi la conferma del fatto di trovarci davanti a un cut-content e non ad un’aggiunta.

Per chiunque abbia finito la storia principale, infatti, i Pokémon selvatici e gli scontri che gli allenatori si dimostreranno fin troppo facili per il nostro team e rendendo poco appetibile anche l’idea di crearsi una squadra con solo Pokémon autoctoni dell’isola visto che li cattureremo a un livello già abbastanza alto.

Il DLC comunque non è esente da aggiunte; vi abbiamo già parlato del nuovo leggendario Kubfu e della sua evoluzione che hanno rappresentato una variante abbastanza importante nelle dinamiche di gioco ma non è l’unico Pokémon a essere aggiunto. Grazie a un aggiornamento del Pokédex infatti potremo aggiungere alla nostra collezione circa un centinaio di nuovi-vecchi mostri, tra i quali troviamo dei pilastri della serie come Squirtle, Bulbasaur, Scizor e Slowpoke e Slowbro di Galar. Tra le aggiunte trova una posizione di rilievo la Zuppamax, capace di dare la possibilità di trasformarsi nella loro versione Gigamax a tutti i Pokémon che potenzialmente possono averne una, e il Cramobot, un robot dalla forma di un Cramorant che ci permetterà di scambiare una serie di strumenti che normalmente non utilizzeremmo in cambio di uno potenzialmente utile.

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Tornando al giudizio, parziale, del contenuto e alla premessa fatta all’inizio di questo articolo, L’Isola Solitaria dell’Armatura grazie alla espansione del Pokédex e ad alcune attività riesce a risultare vagamente interessante soprattutto se si è amanti della componente competitiva o più in generale delle lotte Pokémon, ma deve reggere l’enorme peso fatto da tutti i limiti del titolo principale già di suo povero di una parte narrativa interessante, sia durante la trama principale che nell’endgame e di un’ambientazione priva di fascino. Se osservassimo il contenuto come componente di un season pass che ci regalerà, stando alle parole di Nintendo, una seconda parte dedicata all’esplorazione e alla trama possiamo anche definirlo soddisfacente, ma osservando il DLC come un’unità a sé stante la sensazione di trovarci davanti ad un contenuto tagliato dal titolo principale influisce troppo, visto anche il prezzo a cui viene venduto. Noi, da amanti della saga e fiduciosi nelle capacità di Game Freak proviamo a vederlo nella prima versione evitando di esprimere un giudizio definitivo in attesa della nuova espansione.