Per quanto potrebbe sembrare surreale, anche questa attuale generazione videoludica sta arrivando alla sua fine. Lungo questi (quasi) 7 anni abbiamo visto il mondo dei videogiochi muoversi verso nuove vette. Nuove tecnologie, nuove console e soprattutto nuovi prodotti ludici sono riusciti a conquistarci, offrendoci delle esperienze a dir poco memorabili. Tuttavia, questa attuale generazione ci ha dimostrato che non tutti sono pronti a rischiare e di conseguenza dare vita a prodotti veramente innovativi! Salvo rarissimi casi, gran parte della aziende predominanti hanno scelto di seguire la strada più facile, offrendo al popolo di videogiocatori prodotti già noti ed a tratti banali. Da un semplice punto di vista legato al marketing è facile intuire del perché tanti produttori di videogiochi hanno scelto di proseguire senza rischiare. In un ambiente così vasto e pericoloso, il fattore rischio può creare dei danni irrimediabili (portando alla bancarotta in pochissimo tempo). V1 Interactive tuttavia sembra aver deciso di tentare la sorte con il loro Disintegration, cercando di proporre qualcosa di nuovo al panorama videoludico.

Disintegration

Dietro questo interessante progetto si nasconde Marcus Letho ovvero il leggendario co-creatore della serie Halo. Esattamente come per il progetto Bungie, con Disintegration, Letho era intenzionato a cambiare l’andamento generale del mercato, cercando quindi di proporre una tipologia di gioco quasi nuova ed in grado di lasciare un impatto non indifferente. Le premesse per il gioco di V1 Interactive c’erano tutte ed effettivamente unire il genere RTS a quello dei frenetici FPS sembrava un’idea azzardata ma sicuramente interessante.

Dopo svariate sessioni di closed beta, il gioco già iniziava a mostrare ai giocatori un progetto “quasi” funzionale. Le problematiche c’erano, ma Disintegration riusciva comunque a dare speranza ai fan. Tuttavia sarà riuscito questo particolare titolo a mantenere le promesse ed offrire, nei fin dei conti, un’esperienza ludica soddisfacente? Sarà riuscito Marcus Letho a dare vita ancora una volta ad un pilastro videoludico? Le risposte a queste domande le troverete nelle prossime righe della nostra recensione!

I am Machine!

Se dovessimo prendere in considerazione le vecchie opere create da Marcus Letho, senz’ombra di dubbio le aspettative sul comparto narrativo risulterebbero alte. In fin dei conti stiamo parlando di una mente che, in qualche modo, ha dato vita all’universo concettuale di Halo. Ma quindi, alla base di questo Disintegration si nasconde un comparto narrativo degno di nota? Cerchiamo di partire con ordine, analizzando l’incipit della storia.

Disintegration ci presenta un mondo a metà tra il futuristico ed il post apocalittico. L’umanità ancora una volta cade preda a delle fatalità naturali (come malattie, povertà, ecc…). Proprio per questo motivo l’essere umano decide di “trascendere” ed evolversi, scegliendo di sfruttare il processo di integrazione. Attraverso questa specifica procedura il cervello umano (e l’intera coscienza di un essere) può essere facilmente trasferibile in una corazza robotica. In questo modo la vita riesce a continuare anche di fronte alle vari cataclismi. Ovviamente questo processo (chiamato Integration) viene eseguito soltanto sulle persone che decidono di spontanea volontà a liberarsi delle proprie “corazze di carne”.

Disintegration

Ma come in ogni singolo mondo dominato dalla tecnologia e da una possibilità evoluzionistica, l’essere umano riesce a trovare degli scrupoli egoistici. Mossi proprio da questi sentimenti crudi e personali, il gruppo terroristico Rayonne decide di integrare gran parte della popolazione umana, trasformando tutti in delle vere e proprie macchine da guerra (senza volontà e senza sentimenti). Anche il nostro protagonista sarà una vittima di questa procedura. Infatti prenderemo i panni di Romer Shaol, un ex pilota di Gravcycle che, contro la sua volontà, si è ritrovato integrato in un corpo robotico. Tuttavia, per un colpo di fortuna il nostro protagonista riesce a scappare dalla propria prigione insieme ad una schiera di fuorilegge come lui (con quale condividerà una sorte molto simile).

L’intera storia si concentrerà sulle vicende di Romer e la sua squadra di fuorilegge che avrà come unico obbiettivo quello di fermare una volta per tutte la minaccia posta dal gruppo Rayonne. Per quanto l’incipit narrativo possa sembrare interessante, l’andamento generale del racconto ci è risultato a dir poco noioso e piatto. I colpi di scena sono relativamente assenti e la caratterizzazione dei vari personaggi risulta a dir poco priva di mordente. È sicuramente apprezzabile lo sforzo generale nel provare a creare un mondo credibile ed una storia di base gradevole, ma proprio la mancanza di punti d’interesse porterà molti di voi ad abbandonare l’intero incipit narrativo molto prima della fine del gioco.

Strings pull the marionettes

Come probabilmente avrete già capito, questo Disintegration non brilla affatto per la sua storia pur cercando di offrire un’esperienza interessante. Potenzialmente dove il gioco però riesce veramente a diversificare dalla massa è il suo gameplay che, a differenza dei più classici RTS, riesce ad offrire anche un approccio da First Person Shooter. Proprio questo particolare miscuglio di generi, per quanto assurdo ad una prima impressione, riesce a funzionare abbastanza bene. A differenza dei più classici giochi strategici in quale il giocatore assume la figura da “Grande Fratello”, senza però poter influire sull’azione in maniera diretta, Disintegration vi renderà parte attiva delle battaglie. Ovviamente per dare vita ad un sistema di gioco funzionale, le caratteristiche più complesse dei RTS sono state totalmente “ridotte” nell’opera dei V1 Interactive.

Infatti non saremmo mai alla guida di un grossissimo esercito, ma i nostri ordini verranno ad impattare le azioni di soltanto 3 unità. Ognuna di queste avrà delle abilità specifiche in grado di influire sull’andamento generale della battaglia in corso. Per farvi un esempio più concreto, uno dei cecchini del gruppo avrà a disposizione un campo di stasi in grado da bloccare le unità nemiche. Questa meccanica delle abilità uniche non solo rende il gameplay più diversificato, ma anche la varietà della azioni relativamente uniche.

La cosa più bella di Disintegration però risiede nella particolarità di voler essere anche un First Person Shooter oltre che uno strategico. Come dicevamo prima, il player non sarà una figura passiva, ma avrà un ruolo attivo riuscendo ad far fuori le truppe nemiche insieme al proprio esercito. In sella alla propria gravcycle, il giocatore potrà sfoderare un arsenale abbastanza vasto ed in grado di causare caos sul campo di battaglia. L’unica pecca di tutto questo miscuglio però si nasconde proprio queste dinamiche da shooter. Spesso, la strategia verrà totalmente ignorata, spingendovi a sparare ad ogni cosa che si muove, senza curandovi però delle proprie unità. Questa dinamica mostra effettivamente quanto il titolo sia limitato sotto il versante strategico, cercando di implementare a dovere ambo i generi ma non riuscendo a trovare un giusto equilibrio.

Disintegration

Questo difetto verrà notato ancora di più nella parte multiplayer, dove ogni partita sembrerà un caos di massa. Non c’è un effettivo stimolo nel voler proseguire con i vari incontri PvP, in quanto ogni singola partita risulterà poco gestibile. Se durante la campagna il focus sulla parte RTS tende a perire, nella modalità multiplayer questo genere viene totalmente “disintegrato”. Le vostre unità saranno spesso bersagli mobili per il nemico. Le loro azioni non influiranno più di tanto in partita, se non per specifici obbiettivi. Inoltre la mancata possibilità di personalizzazione vi toglierà ben presto la voglia di dedicare ulteriore tempo a questa parte di Disintegration. Oltre a quanto detto, va aggiunto che il gioco, pur avendo pochi giorni alle spalle, risulta praticamente morto nella parte multiplayer (per trovare una partita impiegherete in media 4 minuti).

Tecnicamente parlando

Tenendo pur sempre conto che stiamo parlando di un titolo doppia A, Disintegration si presenta in maniera buona da un punto di vista tecnico. La versione da noi provata è stata quella per Xbox One X dove il gioco, per tutta la durata dell’esperienza, non ha dimostrato particolari difficoltà tecniche. Non siamo ovviamente davanti ad un colosso grafico, ma nel suo piccolo l’opera dei V1 Interactive riesce ad impressionare con un frame rate stabile (solo su 30 FPS però), un sistema fisico molto dignitoso e qualche effetto particellare da non sottovalutare. L’unica pecca grossa di Disintegration ricade su una serie di fastidiosi pop-up. Anche a livello di texture non siamo proprio davanti ad un capolavoro, essendo che il gioco utilizza ambienti molto spogli conditi graficamente da elementi che ricordano a tratti l’era PS3.

Sotto il punto di vista audio invece il prodotto si difende bene. Oltre una soundtrack abbastanza varia e piacevole, il voice acting dei vari protagonisti riuscirà a rendere la storia molto più credibile. Visto il budget molto ridotto, ovviamente il gioco non è stato minimamente doppiato in lingua italiana. Tuttavia la localizzazione nella nostra lingua non è del tutto assente. Infatti il gioco sfrutterà la classico “doppiaggio” testuale.

Disintegration

Per quanto riguarda lo schema dei controlli possiamo ritenerci soddisfatti a metà. Il gioco riesce a funzionare senza tantissimi problemi anche col pad alla mano. Tuttavia i vari elementi RTS risulteranno abbastanza scomodi da usare nelle situazioni più “cariche”, mandandovi per qualche instante in tilt! Ovviamente questo “difetto” andrà a variare da giocatore a giocatore.

In conclusione

Disintegration è sicuramente un prodotto difficile da inquadrare in totalità. Se da una parte abbiamo un’idea di base funzionale e comunque divertente, da un’altra abbiamo un progetto che per qualche motivo non è stato curato abbastanza. Per come la vediamo noi, quest’opera dei V1 Interactive risulta un’opportunità abbastanza sprecata nel poter dar vita ad una tipologia videoludica abbastanza unica.

PRO CONTRO
  • L’idea di partenza risulta validà
  • Prezzo budget
  • Comparto multiplayer praticamente morto
  • Storia banale e poco interessante
  • Qualche problema tecnico
Conclusione
Disintegration
6.5
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