Summer in Mara è un titolo indie adventure sviluppato da Chibig che sarà disponibile su Nintendo Switch, PS4, Windows e Xbox One il 16 di giugno. Ho deciso di provare questo titolo su Nintendo Switch, di conseguenza le considerazioni che verranno fatte al riguardo non saranno obbligatoriamente applicabili anche alle versioni del gioco sulle altre piattaforme, sopratutto per quanto riguarda l’aspetto tecnico che potrebbe variare sensibilmente.

TRAMA, ATMOSFERA E AMBIENTAZIONE

La protagonista del nostro gioco è la piccola, quanto determinata, Koa che ha un’intera isola di cui prendersi cura, tra coltivazioni di arance, pannocchie, cotone e molto altro. Oltre a badare a sé stessa e a mantenere la sua deliziosa isola, la piccola Koa decide di intraprendere un’avventura attraversando l’Oceano. L’intero gioco sarà basato su continui viaggi lungo il misterioso arcipelago del mondo di Summer in Mara all’insegna di chiacchiere con gli abitanti, compere, crafting, coltivazioni, pesca e molto altro.

Summer in Mara

Una delle motivazioni principali per cui ho scelto immediatamente di voler provare questo gioco è la sua atmosfera incredibilmente rilassante. Non servono più di dieci minuti per comprendere immediatamente quanto il titolo della Chibig sia tenero e aggraziato. Senza entrare nei dettagli del gameplay, di cui parlerò nella sezione successiva, sento la necessità di specificare quanto la leggerezza, mai superficiale di Summer in Mara, sia fondamentale nella creazione di un’atmosfera ottima per il giocatore. Proprio per questo approccio delicato, giocare anche per ore consecutive non è mai stancante, anzi ogni scusa è buona per rimanere a vagare alla ricerca di nuovi luoghi da visitare, di nuove creature da incontrare e di altrettante inedite risorse da portare a casa con sé. Decidere di spegnere la propria console e abbandonare la nostra piccola protagonista, nonché il suo mondo tanto strambo quanto accogliente, diventa sempre più difficile. Standoci a lungo, diventa arduo scegliere da soli di andarsene, forse proprio perché il sostantivo “accoglienza” è la parola giusta per Summer in Mara. Di conseguenza quelle acque così celesti, quei prati verdi e le città piene di curiosi NPC diventano un rifugio sicuro in cui andare senza timore.

Summer in Mara

Avendo accennato all’ambientazione di questo titolo, o meglio ai luoghi caratteristici che ci si pongono di fronte, diventa fondamentale fare delle precisazioni: Summer in Mara è un indie e di conseguenza il lavoro che poteva essere svolto sulla grafica è stato chiaramente limitato, ma nonostante questo, ciò che vediamo ci piace profondamente nella sua semplicità, soprattutto considerando che le varie mappe non sono poi così piccole. Raramente, ma accade, qualche luogo (soprattutto nelle piccole città) risulta non curato perfettamente oppure un po’ spoglio. Chiaramente questo è uno dei limiti di videogiochi del genere ma, forse proprio per la scelta immensamente dolce della grafica, la maggior parte delle volte non si avverte questa semplicità come negativa, la si prende come caratteristica del gioco e nulla di più. In realtà si finisce per affezionarsi un po’ a tutto quello che si incontra, soprattutto in natura, proprio per questa sua estetica.

Il sostantivo accoglienza è la parola giusta per summer in mara

GAMEPLAY E COMPARTO AUDIO

Il gameplay di Summer in Mara non vuole in nessun modo avere qualcosa di profondamente innovativo e scioccante, riprende anzi quel che ho già ampiamente detto di questo titolo: vuole essere rilassante ma allo stesso tempo stimolante. Prendersi cura delle nostre coltivazioni, per ottenere cibo o materiali e quindi per craftare oggetti per noi o per altri è un immenso piacere. Non è mai del tutto semplice; in certi giorni alcune piante non danno frutti e il nostro piano va in frantumi, per altri non piove e il nostro pozzo rimane senza acqua impedendoci di annaffiare ciò che abbiamo piantato. Di conseguenza, a volte l’attesa (e l’esplorazione durante essa) diventa la chiave per vivere questo titolo al meglio e divertirsi. Onestamente non avrei mai pensato di essere così entusiasta all’idea di far svegliare il mio personaggio con il solo scopo di andare a raccogliere arance da offrire a delle statue primitive che vegliano sull’isola. Tuttavia il titolo della Chibig sa rendere bello e piacevole anche questo, in una sorta di quotidianità e di routine che sa sia appassionare che calmare gli animi nelle giornate più pesanti.

Summer in Mara

Le ore all’interno del gioco scorrono in fretta (forse anche troppo) a volte più frenetiche, altre più lente ma piacevoli, dedite ad una cucina più accurata per sé stessi e per qualche creatura conosciuta nella nostra avventura. Uniche tre pecche in cui mi sono incappata: l’animazione per raccogliere qualsiasi frutto indistintamente non è molto aggraziata; il moveset per sedersi causa un movimento strano alla videocamera; a volte, forse a causa della scarsa sensibilità di comandi della Switch, un minuscolo movimento in avanti causa uno svelamento spiacevole del “sottomondo” di gioco. Per quanto riguarda il comparto audio ho trovato la colonna sonora di Summer of Mara incredibilmente appagante e in perfetta linea con l’atmosfera del gioco. Sentire le sue canzoni giungere alle orecchie è sempre un piacere inspiegabile, sopratutto quando si sta correndo da una parte all’altra della mappa alla ricerca di qualcosa. Ulteriore pecca proprio nel comparto audio: a volte la colonna sonora parte senza essere graduale e quindi mozzando la natura rasserenante che la contraddistingue.

CONCLUSIONI

Summer in Mara è sicuramente un titolo molto valido che merita di essere giocato e di essere apprezzato. Sa come distendere i vostri muscoli nelle giornate pesanti, cariche di lavoro, di studio o di entrambi. Nonostante i suoi limiti e i suoi piccoli difetti riesce veramente a farsi apprezzare, probabilmente non da chiunque, ma di sicuro da chi ama questo genere spensierato di videogiochi.

Sicuramente consigliato, da tenere sempre sul desktop per fare un “giro” anche una volta finito. Non ve ne pentirete.

PRO CONTRO
  • Un titolo d’autore dolce e spensierato
  • Gameplay godibile e ben gestito
  • Colonna sonora delicata
  • Mappe dalla grandezza apprezzabile
  • Animazioni poco “raffinate” per raccogliere la frutta e per sedersi
  • La colonna sonora molto spesso irrompe nel gioco