Kona è uno videogioco particolare e per certi versi strano. Prodotto da Parabole, una compagnia di sviluppo software canadese che si occupa di simulazioni virtuali per conto terzi, Kona ricorda alcuni aspetti di The Stanley Parable, quel meta-videogioco basato sulle scelte, avete presente? No? Pazienza, tanto non sono poi così simili. L’unico elemento davvero in comune è la voce narrante, una profonda voce maschile che ci accompagna nell’inquietante scenario innevato; ma qui, in Kona, la voce non si arrabbierà con il giocatore, non cercherà di controllare la nostra mente né altro. Semplicemente narra.

Sembra quasi non ci si debba preoccupare di un'improvvisa tormenta di ne-
Sembra quasi non ci si debba preoccupare di un’improvvisa tormenta di ne-
Come non detto.
Come non detto.

Nord Canada, Ottobre 1970. Una strana tempesta di neve imperversa su Atamipek Lake. W. Hamilton, un ricco industriale proprietario di una grande riserva di caccia in Canada ha riscontrato diversi casi di vandalismo sulla sua proprietà. Incapace di trovare un colpevole, il proprietario terriero si è rivolto a Carl Faubert, un investigatore privato, affinché risolva la questione al posto suo.
Il giocatore, nei panni dell’investigatore, si ritrova incastrato in una tormenta di neve in un luogo apparentemente deserto, troppo tranquillo per essere normale. Poco ci vorrà per capire che siamo in una situazione bizzarra e inquietante: tutta la zona è interamente disabitata, con l’unica eccezione dei lupi e di alcuni abitanti intrappolati, congelati in misteriosi blocchi di ghiaccio dall’aria soprannaturale. Seguendo Carl ci ritroveremo ad indagare

BALLA COI LUPI

Il gameplay di Kona è piuttosto semplice: ci spostiamo sul territorio con il nostro fantastico pick-up rosso marchiato Chevloret (scritto proprio così, parrebbe più per divertimento che per questioni di copyright), dal quale possiamo scendere ed esplorare esterni ed interni, dall’emporio del benzinaio, alle case vuote del medico e degli altri abitanti, dai boschi alle piccole baracche lungo la strada. Possiamo aprire porte, cassetti, armadi e bauli per cercare equipaggiamento, accendere fuochi nelle stufe o nei bivacchi: le fonti di calore servono sia a riscaldarci -per non morire assiderati, cose che possono capitare in uno scenario simile- sia come punti di salvataggio del gioco.

In alto a sinistra le statistiche di Carl: salute, temperatura, stress e peso trasportato. Al centro l'inventario degli equipaggiamenti.
In alto a sinistra le statistiche di Carl: salute, temperatura, stress e peso trasportato. Al centro l’inventario degli equipaggiamenti.

La sopravvivenza di Carl si basa su quattro statistiche: l’immancabile salute, la già accennata temperatura (risanabile avvicinandosi al fuoco o entrando in macchina), l’indice di stress (quando la barra si svuota si attivano dei malus, lo si ripristina fumando, bevendo e guidando) e il peso trasportabile (senza un adeguato equipaggiamento si rischia di morire esplorando il bosco).
Dalla schermata di pausa visibile al centro possiamo accedere a due tipi di inventario: quello standard degli oggetti consumabili, come proiettili, ceppi di legno, fiammiferi e kit per il fuoco, sigarette e bottiglie; e l’inventario degli equipaggiamenti, dal quale possiamo selezionare l’oggetto che terremo in mano, come la torcia, la macchina fotografica, la mappa il fucile e le bistecche che potranno distrarre i lupi nel caso si vogliano risparmiare pallottole.

In Kona non mancano riferimenti a grandi capolavori del cinema.
In Kona non mancano riferimenti a grandi capolavori del cinema.

ANSIA E DETTAGLI

Uno dei pregi di Kona è sicuramente la cura dei dettagli, e non intesi soltanto in fatto di grafica. Forse è dovuto anche al genere del gioco: essendo basato fondamentalmente sull’investigazione, la ricerca e l’osservazione, l’assenza di certi dettagli sarebbe saltata all’occhio più della loro stessa presenza.
Gli ambienti sono costruiti con cura, tutto è al proprio posto dove ha senso che stia, niente è lasciato al caso. Quando ingraniamo la retromarcia, oltre a muovere “fisicamente” la leva del cambio, Carl si volta e cinge il sedile del passeggero con il braccio, insomma fa manovra come si deve e quando ha finito rimette la prima.

Dettagli
Indagando su alcuni oggetti appariranno delle scritte che rappresentano le intuizioni di Carl.

Tutti questi dettagli ci forniscono un’esperienza piuttosto coinvolgente, possiamo toccare con mano, in senso virtuale ovviamente, quasi tutto ciò che ci circonda. In più, il tutto è reso con una grafica magari non di prim’ordine, ma che certamente nulla ha da invidiare ad altri titoli delle grandi software house. Il punto di tutta la questione del comparto grafico e artistico è che Kona riesce a trasmettere l’ansia e il senso di inquietudine che la situazione propone. Ci si sente parte del bosco, ci si sente parte della tormenta, ci si sente parte di Atamipek Lake.

Concludendo, Kona è senza alcun dubbio un titolo che merita, il gameplay funziona e la storia è intrigante. Avendolo provato in early access è naturale che ci siano stati problemi quali tempi di caricamento, crash, bug importanti ed elementi di gameplay scomodi, ma la community Steam è già piuttosto attiva e collabora nella caccia ai difetti e ai problemi, che vengono prontamente risolti dagli sviluppatori. Kona è già disponibile su Steam a 9.99€, ancora in versione early access; non ci resta che aspettare la versione finale con tutti e quattro gli atti della storia.

In breve: Kona ci sta piacendo, e non poco.