Come sappiamo Animal Crossing: New Horizons ha riscosso molto successo nel mondo, anche in Cina, ma in quest’ultimo paese sembra sia stato del tutto proibito.

Negli anni abbiamo potuto vedere come la situazione in Cina stia diventando cupa, e nonostante al momento non vi siano dichiarazioni ufficiali da parte del governo, i più grandi e-commerce cinesi, TaoBao e Pinduoduo hanno annunciato su richiesta delle autorità, l’interruzione della vendita di tutte le copie importate di Animal Crossing: New Horizons e di tutto il merchandising correlato, notizia poi confermata anche dalla divisione Cinese di Nintendo.

Secondo la legge cinese, i videogiochi non possono contenere nulla che “minacci l’unità nazionale, la sovranità o l’integrità territoriale della Cina”. Non possono danneggiare “la reputazione, la sicurezza o gli interessi della nazione” e/o promuovere culti o “superstizioni”. Non possono “incitare l’oscenità, l’uso di droghe, la violenza o il gioco d’azzardo” – anche se i bottini sono, ovviamente, bene – e non possono includere nulla che “danneggi l’etica pubblica” o la “cultura e tradizioni” della Cina. Inoltre, non possono includere “altri contenuti” che potrebbero violare la costituzione o la legge della Cina, qualunque essa sia, e devono essere pubblicati in Cina da una società cinese.
Animal Crossing: New Horizons, bandito in Cina

Il motivo principale di questo ban, sembra sia relativo all’utilizzo di esso da parte di alcuni attivisti di Hong Kong per creare delle vere e proprie forme di protesta virtuali, visualizzabili dai giocatori di tutto il mondo, niente di nuovo in campo videoludico, lo fece al suo tempo anche GTA V. Joshua Wong, uno dei più famosi attivisti democratici di Hong Kong, per esempio, ha condiviso su Twitter degli screenshot delle sue sessioni di gioco, utilizzati come un nuovo strumento di ribellione virtuale, tra cui uno degli ultimi in cui scrive “Dopo lo scoppio del coronavirus, era difficile organizzare incontri fisici. Perciò, abbiamo creato un comizio online”.

Nonostante le autorità cinesi abbiano iniziato una lotta totale per bandire il gioco in ogni sua forma dalla cina, come sottolinea Daniel Ahmad, Animal Crossing funziona ancora offline e online in Cina, ed è ancora disponibile per l’acquisto, da alcuni negozi o tramite il cambio di regione sull’eShop. E le persone possono sempre contattare i venditori Taobao privatamente e acquistare il gioco sottobanco.

Inoltre è stato rimosso l’hashtag #AnimalCrossing da Weibo (il Twitter cinese) e saranno rimosse anche tutte le inserzioni di merchandise relativo alla serie (console, custodie, giochi…). Su Baidu Tieba (il Reddit cinese) i moderatori del forum dedicato a Nintendo Switch hanno affermato che è possibile parlare di Animal Crossing in generale, ma non delle inserzioni rimosse.

Animal Crossing: New Horizons, bandito in Cina

Noi tutti della redazione del 17K speriamo che tutti i giocatori, di qualunque nazionalità siano, possano godere appieno dell’intrattenimento videoludico e siamo contro ogni forma di proibizionismo. Fateci sapere cosa ne pensate e continuate a seguirci!