Proprio in questi giorni i leader mondiali si sono riuniti a New York City, più precisamente al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite al fine di trovare soluzioni innovative all’inquinamento mondiale. La mobilitazione di milioni di giovani ha sottolineato l’importanza dell’evento a cui ha partecipato in prima persona anche la giovane attivista svedese Greta Thunberg. Tra le varie iniziative che hanno preso vita da questo incontro c’è il “Playing for the Planet Alliance“. Un patto che riguarda i videogiocatori in prima persona. Si stima infatti che 1 miliardo di persone saranno interessate dal cambio di rotta di quelle che sono alcune delle più grandi aziende del settore gaming. Le 21 compagnie che hanno accettato il patto porteranno entro il 2030 una riduzione di 30 milioni di tonnellate di CO2 secondo quanto rivelato dagli studi dell’ONU.

L’industria dei videogiochi ha il potere di catturare, imbrigliare e inspirare l’immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo. Siamo incoraggiati dall’iniziativa di queste compagnie, che dimostrano di sapere quanto sia importante prendere parte tutti a questa battaglia nel tentativo di diminuire le emissioni di carbonio.

Questo il discorso di Inger Andersen, Direttore Esecutivo dell’ UN Environment Programme (UNEP) che ha preso la parola durante la presentazione di Playing for the Planet Alliance alle nazioni unite insieme ad alcuni degli esponenti delle aziende che hanno accettato il patto. Tra cui Jim Ryan, CEO e presidente di Sony Interactive Entertainment e Phil Spencer vicepresidente esecutivo e volto del settore gaming di Microsoft.

Tra le compagnie che hanno accettato e sottoscritto il patto oltre alle sopracitate Sony e Microsoft ci sono anche Google, Ubisoft, Supercell, Twitch e Nianitic Inc. Ognuna di loro si è posta obbiettivi differenti col solo scopo però di ridurre le emissioni di anidride carbonica prodotta direttamente e indirettamente dai loro articoli.

Sony Interactive Entertainment per esempio sta lavorando ad una nuova modalità di sospensione per la prossima console, che permetterà di consumare di meno e quindi di avere un impatto minore sull’ambiente. Stando ai primi calcoli del colosso nipponico in un solo anno col nuovo sistema stand-by, sarà possibile risparmiare l’energia consumata da 1000 famiglie statunitensi. Microsoft invece ha prolungato il progetto già iniziato nel 2012 di riduzione delle emissioni per la produzione di nuove console. Ha promesso la diminuzione di un ulteriore 30% della CO2 prodotta nei suoi complessi e la creazione di un progetto pilota che vedrà l’assembramento di 825.000 nuove console a impatto zero.

Come loro anche tutte le altre 19 aziende stanno studiando metodi alternativi e innovativi per sopprimere il più possibile l’utilizzo di carburanti fossili e di loro derivati inquinanti. Questo non può essere che un esempio da seguire. Sottolinea anche l’importanza che hanno le piccole cose che possiamo cambiare anche noi nel nostro piccolo. Come spegnere il televisore mentre lasciamo scaricare l’ultimo aggiornamento, spegnere le luci delle stanze in cui non ci troviamo e utilizzare borracce riutilizzabili al posto delle classiche bottigliette di plastica. Tutti piccoli accorgimenti che in futuro potrebbero fare la differenza. Non possiamo che sperare nella riuscita di Playing for the Planet Alliance, apprezzando l’iniziativa e ringraziando tutte le aziende che ne hanno preso parte.

Video rilasciato dall’UNEP per celebrare la nuova Alleanza fra le varie aziende