A circa un mese dal lancio, i fortunati prescelti da Ubisoft hanno avuto la possibilità di partecipare alla Beta privata di Ghost Recon Breakpoint, titolo che rappresenta il seguito diretto di Wildlands.

La fortunata saga videoludica, plasmata sulla base delle creazioni letterarie del compianto Tom Clancy, ci porterà sull’isola di Auroa, un paradiso sperduto nell’oceano Pacifico di proprietà della multinazionale Skell Technology.

L’isola sarebbe dovuta essere un rifugio sicuro per le migliori menti scientifiche del pianeta, un luogo dove plasmare le idee e gli strumenti migliori per garantire un futuro prospero all’umanità. Come spesso accade in questi casi, qualcosa è andato storto: le comunicazioni vengono improvvisamente interrotte e viene quindi inviata una task force di Ghost con il compito di far luce sulla situazione e di ripristinare i contatti con il mondo esterno.

Gli elicotteri inviati, con il nostro personaggio a bordo, non riusciranno nemmeno ad atterrare su Auroa: uno sciame di droni si abbatterà suli trasporti, facendoli schiantare al suolo uno dopo l’altro. La missione quindi si trasforma subito in quello che Ghost Recon Breakpoint appare per il resto del provato di questa Beta: scordiamoci rocamboleschi scontri a fuoco in campo aperto, il titolo ci metterà alla prova (specialmente a difficoltà più elevata) in una continua e brutale lotta per la sopravvivenza, in cui noi saremo preda dei Lupi, ex Ghost divenuti traditori, desiderosi di mettere le mani sul potenziale tecnologico presente su Auroa.

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Nemici numerosi, ben armati e di varia natura, suddivisi in zone caratterizzate da un livello crescente, che obbligano il giocatore ad accrescere le proprio statistiche e a migliorare il proprio equipaggiamento prima di poter esplorare una data porzione di mappa. Non sarà possibile, quindi, esplorare liberamente Auroa(almeno in principio), dovremo adattarci alla presenza e alla forza dei nostri nemici per poter muoverci tra le diverse zone.

Non solo superiorità numerica: i Lupi si avvarranno anche di un più che discreto arsenale hi-tech, caratterizzato da droni di varia natura, che saranno in grado di atterrarvi e mettere fine alla vostra partita in pochi secondi.

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Quello che Auroa ci mette di fronte è quindi un ambiente che costringe il giocatore a un approccio prudente e furtivo, a osservare nel dettaglio il campo di battaglia e a stratificare profondamente una strategia di approccio prima affrontare uno scontro.

Una nota sicuramente positiva in tal senso è rappresentata dalla possibilità di sfruttare l’ambiente a proprio vantaggio: saremo in grado, per esempio, di sfruttare fango ed erba per aumentare le nostre capacità mimetiche, restando invisibili anche a pochi passi dai nostri nemici umani.

Al netto delle buone sensazioni derivate dalla percezione di un ambiente vivo e dinamico, grazie alla presenza di una buona varietà di animali selvatici con cui è possibile interagire, la Beta (provata su Xbox One S)ha restituito, purtroppo, qualche dubbio.

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A rendere difficoltoso il primo approccio, infatti, è stata la gestione della telecamera, la cui oscillazione poco fluida, unita ad alcuni cali di frame rate, ha reso piuttosto sgradevole muoversi in determinate situazioni. Nel complesso inoltre, il titolo non appare proprio appagante dal punto di vista del dettaglio, nemmeno nelle sequenze d’intermezzo, soprattutto a causa delle espressioni dei volti poco definite.

Ubisoft ha quindi apparentemente ancora diverse cose da sistemare prima del lancio, tuttavia è comunque doveroso sottolineare che si tratta solo di una beta.

Ghost Recon Breakpoint sarà disponibile per PC, Xbox One e PlayStation 4 a partire dal 4 ottobre. Avete avuto modo di provare la beta? Che impressione vi siete fatti dello stato del gioco? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti!