Borderlands 3

Gearbox, come programmato, si è presentata all’appuntamento fissato per rivelare il gameplay del tanto atteso Borderlands 3. Il nuovo sparatutto in soggettiva della casa di Randy Pitchford ha goduto di una presentazione con tutti i crismi, portando sul palco sviluppatori e giocatori per mostrare i primi momenti di gioco all’audience lì presente e a tutto il pubblico online collegato tramite Twitch, Youtube o qualsiasi altro canale su cui fosse distribuita la diretta.

Senza troppi convenevoli, procederei immediatamente con il commento alla diretta da Los Angeles.

Di nuovo tirapiedi

L’incipit è semplice quanto efficace: siamo parte del programma di reclutamento dei Crimson Lance, fazione che si è opposta all’invasione della corporazione Hyperion e ora comandata da Lilith. Nei primissimi attimi di gioco siamo subito messi al corrente dell’esistenza di un pericoloso gruppo di cultisti, chiamati “Children of the Vault“, guidati dai Gemelli Calysto, coloro che si prospettano essere i villain della storia principale di Borderlands 3.
Il feeling visivo che abbiamo avuto fin dall’inizio è stato un misto di freschezza e familiarità. Ciò viene rimarcato dallo stesso Pitchford e infatti è stato proprio Claptrap ad accogliere il giocatore donandogli un dispositivo ECHO proprio come nel primo capitolo della saga.

Il gioco darà la possibilità ai giocatori di visitare ancora una volta le lande desolate di Pandora ma anche, per la prima volta nella saga, altri pianeti esterni al solito sistema.
Ciò è possibile grazie a Sanctuary III, la nave spaziale che porta lo stesso nome della nave mineraria Dahl che ha ospitato i Lance e noi videogiocatori durante gli eventi di Borderlands 2, ormai 7 anni fa. Borderlands 3 si prospetta essere ancora più variegato rispetto al predecessore, sia in ambienti che in fauna.

Una piccola citazione per mettere subito in chiaro che Borderlands rimane sempre il gioco che abbiamo imparato ad amare

Dentro al combattimento

Si nota fin da subito l’incredibile aggiornamento dell’arsenale apportato da Gearbox. La fantasia degli sviluppatori ha raggiunto livelli ancora non raggiunti, in perfetta linea con lo stile caricaturale e sopra le righe di Borderlands.
Lo spirito folle e irriverente si ritrova, dunque, nei nuovi design delle bocche da fuoco a disposizione, ora provviste di un selettore di fuoco fra due possibili, elemento che raddoppia virtualmente le armi presenti all’interno del gioco. La prima pistola trovata, ad esempio, oltre alla modalità di fuoco normale, era in grado di sparare anche proiettili esplosivi in una rosa.

I passi in avanti compiuti dalla software house non finiscono qui. Il gioco si migliora e si aggiorna, restando al passo coi tempi e inserendo finalmente feature come la scalata, la scivolata ma anche il dirottamento dei veicoli, ormai un must per gli FPS che intendono sbarcare sul mercato. Abbiamo notato, inoltre, la presenza di una certa distruttibilità e interattività ambientale: coperture infrangibili, barili da lanciare, olio infiammabile e condutture da rompere saranno parte integrante delle nostre scorribande nelle terre di confine.

Inoltre, fatto ancor più importante, sono stati introdotti il loot istanziato e l’eliminazione del vantaggio del livello nelle partite in cooperativa. Nel primo caso, Gearbox ha voluto ovviare al problema del loot condiviso fra tutti i giocatori di una partita, che spesso si contendevano l’oggetto ottenuto dopo molto tempo speso nel farming. Ora, invece, ciascun giocatore è in grado di ottenere il bottino senza la preoccupazione che un estraneo se ne appropri.
E’ tuttavia possibile poter provare lo stesso brivido di avidità degli altri giochi impostando la partita in “modalità Classica“, che permette di giocare con il loot condiviso come nei titoli precedenti.

Per quanto riguarda il livello nelle partite online, Gearbox ha compiuto un ulteriore gesto accorto e necessario: se prima bastava un personaggio di livello più alto per rendere le partite degli altri giocatori uno scherzo, ora il fenomeno del carrying risulta notevolmente ridotto. I giocatori infliggono danni ai nemici come se questi fossero dello stesso livello e ciò è stato mostrato chiaramente contro uno dei primi boss del gioco, affrontato da un personaggio di livello 5 e uno di livello 25.
Inoltre, i giocatori ottengono bottino pari al loro livello. Se un giocatore di livello 25, per esempio, gioca nella partita di un giocatore di livello 5, gli oggetti raccolti saranno comunque di livello 25.

Gestione del personaggio e UI

Gearbox sembra aver pulito notevolmente l’interfaccia utente e i vari menu di gioco. La gestione dell’equipaggiamento avviene tramite il solito menu ma con diversi, e profondi, cambiamenti. Il personaggio, adesso, possiede più di una abilità d’azione da usare in partita, garantendo, di nuovo, ulteriore varietà e personalizzazione.

Ritroviamo gli stessi skill tree da riempire con i punti ottenuti allo scoccare di un nuovo livello e, come nel primo capitolo, avremo la possibilità di assegnare un elemento particolare alla nostra abilità, anche se non si sa ancora in che modo ciò sarà possibile. Se così fosse, il titolo raggiungerebbe livelli di varietà e personalizzazione molto elevati, dando la possibilità di personalizzare ogni singolo aspetto del proprio modo di giocare.

Infine, Gearbox ha voluto aggiungere un’estensione di Twitch chiamata ECHO Cast, un tool che ha l’intenzione di connettere i giocatori e streamer con particolari istanze e missioni a tempo determinato per trovare ulteriori casse e, di conseguenza, bottino.

Impressione finale

Già solo quardare il video di presentazione ha dato numerose conferme: Gearbox si dimostra in grado di saper guardare attorno a sè, oltre che al proprio gioco. Molte innovazioni che Borderlands 3 porterà in sé non potranno che creare altro se non un gioco oggettivamente migliore del precedente, che si tratti di piccoli accorgimenti di bilanciamento come è stato nel passaggio dal secondo capitolo al pre-sequel o che si tratti di un rifacimento completo come nella transizione da primo Borderlands a Borderlands 2.

Gearbox sembra aver imparato molto dagli shooter che hanno popolato il mercato in questi ultimi anni: gli scontri a fuoco sembrano più consistenti e frenetici e i personaggi sempre più complessi e stratificati.
Gearbox, fra le altre cose, non rinuncia allo stile grafico, la ciliegina sulla torta di Borderlands, che accompagna i mai banali ambienti di gioco, con palette di colori curatissime e frutto di notevoli studi di design. Anzi, aggiunge dettagli e gli ambienti di gioco si fanno più densi e ricchi.

In sostanza, Borderlands non sembra tradire nulla di ciò che è sempre stato e al contempo si aggiorna e si migliora. Lo spirito sopra le righe, folle, dissacrante, irriverente ed esagerato di Borderlands rimane intatto, così come ritornano tutti gli NPC che gli appassionati hanno imparato ad amare. Da quanto mostrato oggi, insomma, Borderlands 3 si prospetta essere il titolo più interessante di questo autunno e non vediamo l’ora di metterci le mani sopra.