ATTENZIONE: questo articolo contiene spoiler
sui terminali e le cutscene extra di Halo 2 Anniversary
Halo: Nightfall ed in modo minore su Halo: Escalation

È tempo di grandi cambiamenti ed un incerto futuro gravita su Halo e sulla sua intera fanbase. La Beta di Halo 5, diventata pubblica qualche settimana fa, servirà a definire il futuro del gameplay che Halo dovrà assumere dopo il controverso esperimento del quarto capitolo. Il pro gaming è entrato prepotentemente all’interno di 343 Industries e nel suo modo di vedere il futuro della saga. Un’ottima cosa, certo, eppure, e non a torto, buona parte della community non è pienamente soddisfatta di questa scelta, alcuni sono addirittura spaventati, poiché temono che Microsoft e 343i indirizzino troppo la saga verso l’e-sport gaming, tralasciando di fatto tutti coloro che si avvicinano ad Halo non per il suo lato competitivo ma per divertirsi con un multiplayer “for fun”, la modalità fucina e una campagna che non stanca mai.

halo-5-guardians-concept-art-ca11b3e478cb49959c1bc3f7bca3533f

Questo non è un articolo che parla di pro gaming, di multiplayer competitivo o di e-sport. Questo articolo è diretto a tutti coloro che amano la lore di questo fantastico universo, a coloro che guardando le stelle in una limpida notte sentono le note di una musica lontana, il richiamo di un antico e potente mistero e l’eco di epiche battaglie. Non voglio essere sentimentale ma questo articolo è una riflessione che voglio fare con voi, per riflettere assieme degli ultimi avvenimenti nella storia e per capire se, effettivamente, l’aspetto competitivo schiaccerà l’Universo Espanso.

NdA: Prima di iniziare vorrei chiarire che i due aspetti sempre dibattuti, multiplayer e singleplayer non sono antagonisti e uno non esclude l’altro. L’importante è che esista un equilibrio, capace di soddisfare i diversi desideri della community. Questo articolo non intende essere una denigrazione od uno sminuimento del comparto multiplayer in generale, né tanto meno di quello competitivo e della fanbase che lo apprezza e lo ama.

divider_660

Halo 2 Anniversary – Il tributo ai fans

Divider Halo Bulletin

Halo 4 è stato senza dubbio un gioco controverso, del quale abbiamo parlato abbondantemente nella nostra recensione, che ha lasciato un solco profondo all’interno della community. Come recuperare quindi l’appoggio dei fans mentre 343i lavorava a pieno regime sul successivo capitolo della saga? Il decennale dell’uscita di Halo 2 giocò a favore dei developer i quali pensarono di cogliere la palla al balzo e di riproporre più in grande qualcosa di simile a quanto avevano già fatto nel 2011 con Halo: Combat Evolved Anniversary. Halo 2 Anniversary e tutta la Master Chief Collection sono senza ombra di dubbio, per ora almeno sulla carta, il più grande tributo che 343i potesse fare ai propri fans. Ogni cosa, dall’idea stessa della Collection fino agli Obiettivi del Live sono un omaggio agli appassionati di vecchia data, senza però disdegnare coloro che si avvicinano alla saga di Halo per la prima volta.e3-2014-halo-2-anniversary-comparison---uprising---remastered-9f809110807142a895c36493fc9a0f5a

Il vero cuore della Collection è indubbiamente Halo 2 Anniversary, gioco cardine del pacchetto che subisce gli onori del primo decennio con un engine rinnovato, 6 mappe multiplayer rimasterizzate, cutscene in Computer Grafica arricchite con spezzoni bonus, due filmati, sempre in CG, che fanno da ponte per Halo 5 e l’inserimento, esattamente come era avvenuto per Halo: CEA, dei terminali.
Analizzeremo quindi tutto ciò che la Collection ha portato alla lore, in particolare parlando appunto di Halo 2 Anniversary.

La prima cosa che chiunque abbia provato il gioco nota è la cutscene iniziale dove l’Agente Locke interloquisce con l’Arbiter Thel ‘Vadam, prendendo spunto da quanto mostrato nel trailer dell’E3 2014. Locke è sulle traccie del Demon e Thel lo sta accompagnando, per ritrovare colui i cui “semi del nostro futuro sono piantati nel suo passato” come ci era stato detto nel trailer della fiera di Los Angeles. Ed è tramite la tecnica del flashback, dei ricordi dell’Arbiter, che 343i coglie l’occasione per narrarci nuovamente la storia di Halo 2 nella sua versione remastered. Questo è indubbiamente un ottimo espediente narrativo che consente di anticipare un elemento futuro raccontando qualcosa accaduto nel passato. Lo stesso vale per la conclusione, una sorta di anticipazione di Halo 5, dove Locke, Thel e le rispettive squadre sono giunte a destinazione e si preparano a combattere. Chi o cosa ancora non lo sappiamo.Master Chief Halo 2 AnniversaryCi interessa poco soffermarci sull’upgrade grafico apportato all’engine del gioco mentre vorrei spendere due parole sulle cutscene. Le cinematiche di Halo 2 Anniversary sono un gioiello della Computer Grafica ed a livello qualitativo rasentano la perfezione, arrivando addirittura a migliorare quelle originali grazie ad alcune modifiche a livello di regia. La cura nei dettagli è maniacale ed il lavoro svolto sull’espressività, in particolar modo quella degli alieni, è magistrale. Come dimenticarsi l’espressione stupefatta dell’Arbiter davanti al tradimento di Tartarus o la perversa sete di potere negli occhi di Verità? A mio avviso solo chi ha così tanto a cuore questo universo poteva investire così tante risorse in queste strabilianti cinematiche. L’unico effettivo errore che ho potuto trovare durante le cinematiche è nel livello “Icona Sacra”, quando l’Arbiter raggiunge l’Halo, lo skyline presenta una luce propria di un’alba mentre, quando inizia il livello, il cielo ha colori nettamente notturni. Questo perché Blur ha lavorato non sul gioco ma sulle cutscene originali di Halo 2 dove effettivamente quella sequenza presentava tonalità albeggianti. Non è quindi proprio un errore ma più che altro una distrazione.Halo_The_Master_Chief_Collection_-_Terminal_Video

Ma non è tutto. C’è ancora qualcosa che mi ha fatto letteralmente slogare le mandibole: i terminali. Introdotti per la prima volta in Halo 3 e ripresi successivamente anche con l’inserimento di filmati in Halo CEA ed Halo 4, fanno il loro glorioso ritorno in Halo 2 Anniversary, questa volta per raccontarci la storia di Thel ‘Vadam, l’ultimo Arbiter, esclusi i due terminali che narrano la scoperta della Terra da parte del Covenant. In quelli dedicati a Thel abbiamo tre narratori: l’Agente Locke che a poche settimane dalla caduta di Reach stende il suo rapporto su Vadamee, Comandante Supremo della Flotta di Particular Justice, uno scriba San ‘Shyuum che racconta le origini degli Arbiter e l’aspettativa per il nuovo appena eletto e Sesa ‘Refumme che in una discussione con 343 Guilty Spark apre gli occhi sul ruolo degli Arbiter e di come l’ultima speranza per i Sangheili sia proprio Thel ‘Vadam. La prima cosa che mi ha colpito quando ho visto i video dei terminali è stata senz’altro la precisione delle citazioni e dei rimandi all’universo espanso. La scena che racconta l’incontro tra Thel ‘Vadamee e lo Spartan Jay della Squadra Grigia è ricostruita alla perfezione, rimanendo altamente fedele a quanto raccontato in Protocollo Cole. E questa è solo una piccola parte.

Tutti i terminali, dal debrifing di Fred-104 e Linda-058 all’HIGCOM dopo la missione First Strike, al ritrovamento delle mappe stellari che hanno portato al portale per l’Arca, passando dalla vita di Thel ‘Vadam fiCattura di schermata (96)no al ruolo politico e sociale degli Arbiter e alla loro manipolazione da parte dei San ‘Shyuum sono il tributo più grande che 343i abbia mai fatto alla lore di Halo. Un riassunto eccezionale della figura dell’Arbiter racchiuso in pochi minuti di video, narrato sì con semplicità ma anche con una grande profondità di temi e contenuti. Inoltre è chiarissimo l’interesse per due figure fondamentali dell’Universo, Thel ‘Vadam ed il Blue Team. Il primo farà certamente il suo ritorno in Halo 5: Guardians, come abbiamo già potuto vedere, mentre per la prima volta nella storia di Halo, ci si sta davvero interessando agli Spartan-II, al passato di Chief ed ai suoi compagni al di fuori dei videogame della saga. Halo ha una storia immensa, sconfinata ed io guardando questi terminali leggo tutta la voglia di 343i di volerla raccontare. Tutto è perfetto, in uno stile narrativo e grafico che mi ha sempre intrigato, realizzato con una perizia ed un’attenzione tale ai particolari che solo chi porta davvero nel cuore questa serie poteva fare.

E poi boh, c’è Halo: Nightfall.

Divider Halo Bulletin

Halo: Nightfall – Seriamente, cos’è questa roba?

divider_660

Già il nostro Fred aveva annusato puzza di bruciato quando mesi fa venne annunciata la serie dedicata ad Halo che vedeva come registra Ridley Scott ed ora tutti noi abbiamo la conferma che quel presentimento era corretto. Questo articolo sarebbe stato solamente propositivo e carico di entusiasmo se solo non avessi visto quella serie.
Seriamente, parliamone, non ha senso: Nightfall è fatto male sotto ogni punto di vista e siamo lontanissimi come qualità da Forward Unto Dawn ma, non essendo io un critico cinematografico, analizziamo principalmente il fattore che ci interessa: la lore. Anzi, non c’è nemmeno bisogno di parlare della lore, parliamo di quello che, non so, potrebbe essere definito “buon senso”? O semplicemente Fisica? Una delle prime info sulla serie recitava: “Halo: Nightfall sarà ambientato su un frammento della Installazione-04 la cui orbita sta minacciando una colonia UNSC…” Quindi davvero mi state dicendo che l’esplosione di Halo ha scagliato un suo frammento a velocità tali da coprire la distanza tra due sistemi stellari in pochi anni? Really?nightfall

Facciamo un esempio: tra il Sole ed il sistema stellare a noi più vicino, quello di Alpha Centauri ci sono all’incirca 4 anni luce. Un anno luce sono 9,4608*1012 km, circa 9,5 milioni di miliardi di kilometri, per quattro siamo sui 40 milioni di miliardi. Tra il sole e la terra ci sono circa 150 milioni di kilometri, per fare un confronto. Distanze incolmabili a velocità inferiori a quelle della luce, contando che certamente il sistema di Sedra (la colonia UNSC di Nightfall) non è certamente in un sistema adiacente a quello di Threshold che doveva essere sicuramente un sistema isolato e fuori dalle mappe UNSC. Questo perché altrimenti la marina sarebbe venuta a conoscenza di Halo molto prima e non tramite il fortuito caso della Pillar of Autum. E come colmare distanze incommensurabili da parte di un oggetto alla deriva? Effettivamente l’unica spiegazione possibile è quella di un viaggio iperspaziale ma come giustificarlo? Come ha potuto l’esplosione di Halo spedire un suo frammento nell’iperspazio? Non si sa, semplicemente non viene spiegato. Ci viene solo detto che il frammento ha viaggiato nell’iperspazio da Threshold fino a Sedra, senza spiegare ne giustificare assolutamente come questo possa essere avvenuto.

E poi cos’altro abbiamo? Uno scanner che in pochi secondi scansiona l’lockeintero universo conosciuto? Una nuova razza aliena che spunta assolutamente a caso sulla quale non viene detto niente? Un Anello che dovrebbe mantenere la propria gravità e la propria atmosfera grazie alla rotazione ed alla sua integrità ma che presenta atmosfera e forza gravitazionale in un frammento alla deriva? Elementi radiogeni creati dalla distruzione dell’Anello? Erba ed acqua? Lekgolo che volano e compiono robe impensabili su un ecosistema su cui non possono vivere? Non dimentichiamoci infatti delle proibitive condizioni durante il giorno! Per non parlare dei Lekgolo che reagiscono all’attivazione dei sistemi d’arma dei soldati e non all’arrivo del Pellican dei seadrani o all’atterraggio della navetta dei contrabbandieri. Oh, giusto, mi stavo per dimenticare la parte più divertente! I cavalli! Dannazione, i cavalli! In un ambiente a bassa presenza di ossigeno! È… folle, semplicemente folle. Qui non si parla soltanto di coerenza dell’Universo stesso o di violazione della lore, qui si parla di… Fisica? Logica? O semplicemente buon senso?

Seriamente, mi chiedo se Frank O’Connor, direttore del franchise di 343 Industries, abbia mai letto la sceneggiatura della serie o solo guardato Nightfall una volta che questo fosse stato terminato. Rimane notevole il fatto che Microsoft voglia approfittare della multimedialità del bran ma solo se vengano creati prodotti di qualità, come Forward Unto Dawn che, seppur non fosse eccellete, manteneva una buona qualità. Dal mio punto di vista è inconcepibile che qualcosa di così banale, così inesatto, così… stupido possa portare su di se il nome di Halo. Come già detto non sono un critico cinematografico e pertanto lascerò che sia qualcuno con competenze superiori alle mie a trattare Halo: Nightfall sotto un occhio più esperto. Io mi limito in questa filippica ad attaccare questo prodotto di dubbia qualità, seppur non propriamente decorosa in quanto unisce una visione puramente soggettiva ad un argomento che dovrebbe essere solamente oggettiva e per questo me ne scuso.

Divider Halo Bulletin

Halo: Escalation – Fumetti, fumetti ed ancora fumetti!

Divider Halo Bulletin

Halo: EscalatioEscalation 10n è una serie a fumetti ancora in corso di pubblicazione che narra diverse storie dell’Universo di Halo ambientate dopo il finale di Halo 4. È poco conosciuto e seguito in Italia poiché attualmente è solo disponibile in lingua inglese, ma negli Stati Uniti ha riscosso un grande successo ed il fatto che la serie proseguirà oltre il limite fissato precedentemente a 16 ne è una prova. Escalation approfondisce ed espande in modo considerevole la trama dell’universo, trattando diversi argomenti, dalle vicende di Palmer e Lasky dopo la fine delle Spartan Ops al ritorno di Chief sulla Terra ed il conseguente ricongiungimento con la Squadra Blu.

Personalmente non apprezzo affatto lo stile grafico scelto ma si tratta solo di una mero gusto personale. Però il fatto che alcune vicende di enorme importanza siano trattate tramite albi a fumetti ha fatto sorgere dei dubbi in alcune parti della community che si sono chieste come mai non dedicare un libro od una serie proprio a questi eventi. Le possibili risposte che ho individuato sono due: la prima si rispecchia nell’intento di 343 Industries e di Microsoft di sfruttare la potente multimedialità del brand Halo, capace di narrare storie tramite videogiochi, libri, film ed anche fumetti. Il secondo motivo è il forte culto del fumetto che vige negli Stati Uniti. In Italia, ed in generale in Europa, siamo abituati ad un genere di fumetto essenzialmente diverso e non siamo abituati al format dei “comics” americani. Questo non ci deve portare a sminuire questa opera che sta raccontando tanto della nostra amata lore e che speriamo un giorno giungerà anche in Italia. State certi che noi del 17k faremo il possibile per fare in modo che ciò avvenga.

Divider Halo Bulletin

Halo e il mondo letterario – Un’esplosione di colori

Divider Halo Bulletin

Da quando 343i è subentrata a Bungie nello sviluppo di Halo, il settore che ha subito il più grande incremento è senza dubbio quello letterario. Ben sette romanzi ed una raccolta di racconti sono stati pubblicati sotto la guida di 343 Industries espandendo enormemente l’Universo di Halo. Halo: Evolution, le trilogie di Traviss e Bear e l’ultimo arrivato, uscito negli USA nel novembre 2014, Halo: Broken Circle.

Mentre le prime due trilogie, in particolar modo quella di Eric Nylund (Halo: Fall of Reach, First Strike e Ghost of Onyx), raccontavano principalmente le gesta degli Spartan e le vicende dei supersoldati impegnati nella guerra contro il Covenant (Halo: Contact Harvest è un discorso a parte), tutte le successive opere spaziano temi e situazioni molto distinte che ci danno uno sguardo sull’Universo di Halo da punti di vista mai esplorati prima.

libri

Tralasciando Evolution, che è una raccolta di racconti, la Trilogia di Karen Traviss e quella di Greg Bear ci hanno mostrato l’Universo di Halo in un modo assolutamente inedito. La Traviss con la trilogia di Kilo-5 (Glassland, Thursday War e Mortal Dictata) ha abbandonato il punto di vista della Flotta e degli Spartan per parlarci di ciò che è l’ONI, i servizi segreti della marina. Per la prima volta entriamo nel cuore dell’Intelligence Navale per scoprire come essi si muovono, come pensano, ragionano ed agiscono puntando all’unico obiettivo: la supremazia della razza umana in una guerra nascosta dove il fine giustifica i mezzi.

Nella sua trilogia dei Precursori (Cryptum, Primordium e Silentium) Bear si allontana dal gioco di spie e di congiure della Traviss, entrando nel cuore e nell’ossatura vera e propria di Halo, la civiltà dei Precursori. Questa razza antica e potente, immersa in un alone di mistero ha accompagnato il background di tutta la prima trilogia. Le parole di 343 Guilty Spark, quelle del Gravemind ed anche gli indizi presenti in Contact Harvest facevano sottintendere un profondo legame tra ciò che è stato e ciò che è ora, una connessione tra il passato dei Precursori ed il presente, in particolar modo con la figura del Master Chief. Bear riprende questo ideale mistico e semi divino dei creatori degli Halo e li mette a nudo, mostrandoci le loro debolezze, le loro paure, le incertezze e i conflitti che hanno attraversato l’Ecumene negli ultimi anni di guerra contro il Flood. I Precursori scendono dal loro piedistallo divino acquisendo, se così si può dire, una forte “umanità”, rivelandosi appunto tutt’altro che gli esseri perfetti che avevamo immaginato. Ed in questa epopea epica, dove il divino viene messo a nudo mentre la Galassia collassa su se stessa durante il travagliato corso degli eventi, che si ergono titanicamente figure eroiche in una disperata lotta contro il destino stesso. Il Didatta, la Bibliotecaria, Bornstellar… Figure che violano il tempo stesso in grado di influenzare il presente in modo molto più diretto di quanto possiamo mai credere, andando così a chiudere il cerchio tra passato, presente e futuro.halo-broken-circle-banner-a250ee33340f4f888ab1b0ff39be7c78

Ultimo ma non per questo meno importante abbiamo Halo: Broken Circle, uscito pochi mesi fa, novembre 2014, negli USA e che arriverà tra qualche mese, novembre 2015, anche qui in Italia. Broken Circle si rimette sulla scia iniziata da Contact Harvest ma, in questo caso, il punto di vista è interamente incentrato sui Covenant, al contrario di quanto succedeva nel romanzo di Staten, dove la visione dei fatti era divisa equamente tra Covenant ed UNSC. Per la prima volta avremo quindi unicamente personaggi e protagonisti non umani, pronti a narrarci vicende così lontane da noi sia nel tempo, che nello spazio e nei modi di pensare. Il libro si divide infatti in due, narrando da una parte eventi accaduti nel IX secolo BC, ai tempi della fondazione del Covenant, e dall’altra le vicende del Grande Scisma, diretta conseguenza di ciò che è accaduto nel passato.

È dunque chiaro che 343 Industries abbia voluto diversificare il più possibile la narrativa su Halo, espandendo ed esplorando temi e punti di vista mai affrontati prima, aumentando notevolmente la complessità e la vastità dell’Universo Espanso che si afferma così come uno dei più vasti e maestosi di sempre nel campo sci-fi e non solo.

Divider Halo Bulletin

Halo 5: Guardians Beta – Solo e-sport?

divider_660

Qualche settimana fa si è conclusa la Beta pubblica di Halo 5: Guardians che ha mostrato al grande pubblico la strada intrapresa da 343 Industries per rinnovare senza stravolgere il gameplay. Le reazioni sono state per lo più positive segno che la strada intrapresa possa forse essere quella giusta. Tuttavia non sono mancate le critiche e, come abbiamo detto nell’introduzione, diverse persone hanno accusato gli sviluppatori di voler trasformare Halo in un e-sport, buono solo per il competitivo, trascurando di fatto tutti coloro che si avvicinano al brand per altri motivi.Halo-5-Guardians-Visual-ID-Smaller-1024x573

Ma è davvero così? È indubbio che con la nomina di Bravo, un ex pro-player, come Community Manager, la grande spinta data al multiplayer competitivo di Halo 2: Anniversary ed il parlare di un Halo 5 esclusivamente come un fps-arena non è di ottimo auspicio, certo, ma vorrei farvi riflettere su una cosa. Dopo Halo 4, 343 Industries è stata accusata principalmente di aver creato un multiplayer ed un gameplay inadatto alla saga di Halo, rinfacciandole di non essere stata capace di creare un gioco competitivo. Lamentele si sono levate da quasi tutta la community che reclamava a gran voce un ritorno a delle meccaniche che potessero soddisfare i pro-player, un ritorno ad un gioco competitivo appunto, abbandonato anche da MLG, in questo caso però per motivi alquanto dubbi.

È quindi normale e scontato che, dopo aver fallito proprio su questo aspetto, 343i abbia deciso, come strategia di marketing, di parlare quasi esclusivamProphet_Bane_(Beta)ente di questo lato di Halo. La prima cosa da fare per loro è mostrare di essere in grado di creare un gioco competitivo, per questo abbiamo assistito alla Beta con così tanto anticipo e sentiamo parlare quasi solo di e-sport. 343I non ha bisogno di dimostrare di essere in grado di fare una campagna o di narrare le vicende di Master Chief. Non ne ha bisogno, l’abbiamo visto con Halo 4 e con la Collection, quello di cui 343i ha bisogno è che la community veda che anche loro sono in grado di creare delle meccaniche per un gioco competitivo ed è per questo che attualmente sentiamo parlare solo di e-sport. Senza contare che, anche in passato, prima dell’E3 le notizie sulla Campagna del successivo Halo sono sempre state scarne.

Eppure, anche in una Beta incentrata sull’e-sport, possiamo notare come la lore entri prepotentemente in un ambiente che, per sua natura, non le è propriamente adatto. Prendiamo come esempio Truth e la Lama che vi è al centro, la Prophet Bane. Truth è il centro di comando di una nave Covenant ma non è una nave qualsiasi. Dalle vetrate possiamo infatti notare una grande flotta Covenant ed un pianeta gassoso mentre all’interno, ai due alti opposti della sala, abbiamo un ologramma che raffigura Halo ed un altro la Pillar of Autumn. La mappa è senza dubbio ambientata durante la battaglia dell’Installazione-04 e non ci è difficile capire che potrebbe trattarsi addirittura dell’Ammiraglia della Flotta di Particular Justice, la nave dell’allora Comandante Supremo Thel’Vadamee. Infatti sappiamo che la Prophet Bane è la spada di Thel e, guarda caso, la mappa si chiama Truth, Verità, proprio come il Profeta ucciso per mano di quella stessa lama…

Personalmente trovo molto affascinante il fatto che la lore e l’Universo Espanso riescano a trovare un posto, giustamente marginale, anche nelle mappe multiplayer ed a tutto ciò che vi ruota intorno. La vedo come riprova della grande passione per questo Universo che 343i sta mettendo nel realizzare il nuovo capitolo anche perché la qualità, a mio avviso, si vede soprattutto nei dettagli, dettagli anche piccoli che, ad un occhio poco attento, possono sfuggire.

Halo-5-Guardians-Beta-Empire-Screenshot-1-1024x556

Divider Halo Bulletin

Conclusione – Don’t Panic!

Divider Halo Bulletin

Siamo finalmente giunti alla conclusione di questo articolo e spero di essere riuscito a darvi un’idea su come l’Universo di Halo si stia muovendo in questo travagliato periodo. Personalmente non ritengo che 343 Industries trasformerà Halo in un only e-sport, Microsoft ha troppo da perderci in una scelta del genere ed i segnali che ho cercato di analizzare sembrano sostenere questa tesi. D’altronde se l’Universo Espanso si mantiene forte e vivo Microsoft ha tutto da guadagnarci perché potrebbe giovarsi delle vendite di libri, fumetti, film e quant’altro oltre che a “solo” i videogiochi. Non dimentichiamoci dell’importanza del brand, chiamare Cortana l’assistente vocale di Windows e Spartan il nuovo browser non fanno altro che sottolineare l’importanza che Halo ha nella cultura e nell’immaginario contemporaneo. Senza contare che Disney ha appena fatto a pezzi l’universo espanso di Star Wars e chissà, magari con le spinte giuste, e non con produzioni come Nightfall, Halo potrebbe prenderne il posto.

H5Gheader

Io ho molta fiducia in 343i, Nightfall è ancora una ferita aperta, e quindi mi sento di dirvi Don’t Panic! La lore di Halo svolge tutt’ora un ruolo preponderante, forse anche più di prima, in questo fantastico Universo. Sì, perché chiamarlo videogioco è riduttivo ed alquanto limitante. Halo può ancora farci sognare e lo farà, ha tutte le potenzialità per farlo ancora e per molti anni, lasciandoci incantati a guardare le stelle.

NessunoY59