Eccoci a recensire il terzo episodio di Fear The Walking Dead! Dopo una settimana di pausa passata a chiederci cosa ne sarebbe stato dei protagonisti, andiamo a vedere insieme cos’è successo in questo terzo, concitatissimo capitolo dello spin-off più seguito di sempre! Riuscirà Trevis, dato che finalmente ha conosciuto un barbiere degno di questo nome, a farsi convincere a lasciar crescere qualche pelo di barba sul suo viso? Madison potrà riprendersi dopo aver spento i “bollenti spiriti” del preside a suon di estintore sulla nuca? Continuate a leggere e lo scoprirete!

 

Los Angeles non è poi così lontana da Rho Fiera

 

Avevamo lasciato il gruppo dei protagonisti diviso. Madison, insieme ai figli Nick e Alicia, si barrica in casa aspettando Trevis, bloccato nel negozio della famiglia Salazar insieme al figlio Chris e all’ex moglie Liza. Fuori, Los Angeles è affollata da rivoltosi che si danno battaglia per le strade, neanche fosse Milano all’apertura dell’Expo.  Ad aprire la puntata infatti, spunta proprio il ragazzo salito alle cronache di ogni TG per la frase “bordello!”, quello con la felpa nera per capirci. Il piano del gruppo è quello di aspettare la mattina per raggiungere la casa di Madison, ma il triangolare di briscola organizzato per ammazzare il tempo viene interrotto dai rivoltosi che vorrebbero invece ammazzare loro. La folla ha infatti dato alle fiamme l’edificio, e Trevis, insieme agli altri protagonisti, si vede costretto a scappare attraversando la rivolta per raggiungere il proprio pick-up. Nella fuga rimane ferita ad un piede Griselda, moglie di Daniel Salazar, che solo grazie all’intervento di Trevis riesce comunque a raggiungere l’auto.

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The Dog.. è a questo che si riferiva il titolo della puntata?

 

Nel frattempo, dato che la noia sta uccidendo più degli zombie, Madison e figli organizzano nell’attesa una partita a Jumanji,  a cui vorrebbe però partecipare anche l’amichevole non morto di quartiere, attirato da un cane non poco rumoroso. Nick conduce la madre e la sorella nell’abitazione di un vicino, sicuro di poterci trovare un fucile per difendersi dal pericolo imminente, ma una volta trovato quest’ultimo giunge in auto il gruppo guidato da Trevis. In casa, invece che la compagna ed i suoi due figli, lo sbarbato insegnante trova uno zombie intento a divorarsi il cane, e sapete cosa fa? Ciò che ognuno in questa serie continua a fare, irrimediabilmente ogni volta, rischiando di lasciarci la pelle: prova a far rinsavire un non morto. Ovviamente a seguito della breve ma intensa chiacchierata, il nostro protagonista viene aggredito dallo zombie assetato di carne umana. Trevis sta per essere morso e divorato, è assolutamente privo di vie di fuga, i suoi figli sono in pericolo, giunge di corsa Madison col fucile e lui cosa dice? “Put the gun down! O sporcherai le tende!”. Grazie a dio interviene Daniel Salazar, che strappa il fucile dalle mani di Madison e colora la tappezzeria di casa Clark con le cervella dell’amichevole vicino di casa. Tutti in piedi dalla sedia. Gente che si strappa i capelli dalla gioia. 90 minuti d’applausi. E’ questo l’interior design che ci piace.

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E’ questa la famiglia modello Mulino Bianco

 

Alicia, rimasta indietro, viene aggredita da Susan, un altra vicina di origine asiatica, e riesce a salvarsi solo grazie a Cris, che come ringraziamento si becca una testata sul naso dalla sorellastra. Il gruppo, riunitosi finalmente in salvo, fa i conti con i terribili eventi di cui è stato testimone. Madison e Trevis, insieme a Nick, Alicia, Cris e Liza, si preparano a partire la mattina seguente. La famiglia Salazar invece, nonostante la figlia Ofelia voglia convincere il padre a partire col gruppo, decide di prendere un’altra strada. Prima di abbandonare Los Angeles, Madison vorrebbe porre fine alla trasformazione di Susan con un martello, ma Trevis la ferma convincendola che forse c’è ancora speranza per le persone malate. Proprio quando il gruppo sta per partire il marito di Susan rincasa, Madison tenta di avvertirlo, ma poco prima di essere morso interviene l’esercito spuntato decisamente dal nulla. Le forze armate mettono in sicurezza il quartiere, e tutto sembra tornare ad una normalità solo apparente.

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Occasione mancata?

L’episodio scorre via, forse con qualche superficialità già percepita durante la prima puntata dello spin-off. Alcuni passi avanti fatti dai protagonisti nell’arco della seconda apparizione vengono meno, ed assistiamo a scene tragicomiche come quella di Trevis, che dopo tre puntate ancora non ha capito cos’ha di fronte. L’azione c’è ma manca di mordente come nel secondo capitolo, anche perchè qui manca quella visione d’insieme sulla Los Angeles che sta cadendo nel caos che tanto ci era piaciuta della puntata precedente. In questo episodio ci si è concentrati sul manipolo di personaggi, e quasi tutte le scene avvengono nella casa dei Clark e nel vicino circondario. Non sappiamo cosa avviene nel mondo, come si sta diffondendo l’epidemia e come arriveremo all’apocalisse in cui sono ambientate le vicende di Rick Grimes e del suo gruppo di sopravvissuti. E a queste domande farà bene ad arrivare una celere risposta, dato che ci troviamo già a metà serie. Questo terzo episodio poteva e doveva fare da volano al rapido susseguirsi di eventi delle ultime puntate, ma si è quasi tornati al punto di partenza. Speriamo di poter assistere già dalla prossima puntata ad un movimentarsi della storia, per poter poi tuffarci ad Ottobre sulla sesta stagione di The Walking Dead.

Sperando che vi sia piaciuta la recensione, vi diamo appuntamento alla prossima settimana ancora qui, per trovarci a commentare insieme la quarta puntata di Fear The Walking Dead! E vi ricordiamo di visitare Fear The Walking Dead Italia  e Fear The Walking Dead – Cobalt  per tutte le ultime novità sulla serie!