31 dicembre, crepuscolo del 2018. La scena videoludica si accende di un nuovo e preoccupante Tweet di Tim Soret, creatore del titolo cyberpunk The Last Night: dopo un anno di progressi il titolo deve far fronte agli effetti di inattesi e pericolosi ostacoli legali ed economici. Per lo sviluppatore Odd Tales il 2019 si apre con un Tweet del 3 gennaio dove annuncia che il team sta seriamente considerando di ricorrere al crowdfunding per salvare il progetto.

Ad oggi il tema del crowdfunding è ancora discusso in molti ambienti, specialmente quelli legati alla scena videoludica indipendente. Infatti, se in casi come quello di Star Citizen tale dinamica di finanziamento ha avuto un enorme successo, in altri ambienti si è osservato un risultato opposto. Mossi da diverse motivazioni, troviamo quindi utenti che nel migliore dei casi indicano interi studios come colpevoli di una cattiva gestione del budget.

È anche il caso di The Last Night, e l’assenza di nuovi trailer o news sostanziose da parte di Odd Tales fa sorgere spontanea una domanda: è lecito che un titolo rimasto nell’ombra per più di un anno chieda il sostegno economico degli utenti?

Partiamo dal principio.

The Last Night

Era il 2017, l’alba della stagione estiva portava con sé il consueto E3 californiano e mentre mi approcciavo alla live-stream notturna dell’evento avevo con me il consueto bagaglio di aspettative miste. Tuttavia non ero pronto a lasciare un solido tocco d’amore per The Last Night. Colpo di fulmine, immediato e magico. Le atmosfere del trailer impacchettavano un gruppetto di elementi in pixel-art misti a tecniche 3D. Una ricetta sorprendentemente efficace, soprattutto se amalgamata con le atmosfere malinconiche e cyberpunk del panorama offerto dal trailer e del brano elettronico Acid Rain di Lorn (al secolo Marcos Ortega, NdA).

Il trailer, senza dubbio, aveva fatto centro nel misterioso organo produci-hype che alberga in ognuno di noi.

Questo meraviglioso trailer è, ad oggi, tutto ciò che abbiamo di concreto del titolo. Come anticipato poco sopra, non sono stati rilasciati altri trailer o news dettagliate riguardante lo sviluppo.

Accade quindi che anche la croccante promessa di costruire una narrazione cyberpunk in un open-world pare ora incredibilmente nebulosa, e soprattutto apparentemente indegna della richiesta dei 2 milioni di sterline necessari al completamento del titolo.

Apparentemente.

Infatti dietro i pixel e i codici di The Last Night si cela in primis la sua natura più primordiale: il progetto indipendente. In quanto tale è naturale che il progetto degli sviluppatori voglia isolarsi da finanziatori esterni, i quali potrebbero rivendicare grosse porzioni di potere decisionale sulla realizzazione del titolo. Una mossa ben giustificata per i finanziatori, in particolar modo nell’ottica di voler tutelare il proprio investimento economico. Tuttavia, la vision originale e indipendente dei creatori del progetto ne risentirebbe irreparabilmente.

In quest’ottica il crowdfunding diventa il modo giusto per consentire agli sviluppatori di completare il proprio progetto rimanendo fedeli unicamente alla loro vision. Nel caso di The Last Night, in vista delle promesse qualitative fatte, questa è la proverbiale panacea.

Ma moltissime persone comprendono ben poco delle dinamiche che animano uno studios, in particolar modo quando si tratta di gestione del budget, nonché della richiesta di risorse umane e tecniche.

In questi tweet, con un poco di ironia, Tim Soret evidenzia quanto detto sopra, citando alcune idee sbagliate che popolano la rete riguardo le operazioni dietro le quinte di un titolo.

Si bada molto poco all’importante differenza tra avere una postazione di lavoro professionale e una “amatoriale”, ma soprattutto ci si dimentica troppo spesso che chi crea i titoli a cui giochiamo sono e saranno sempre delle persone. Degli uomini e delle donne si alzeranno ogni giorno, si recheranno alla loro postazione, e avranno bisogno di soddisfare delle loro necessità personali e professionali per dare il meglio di sé. È una banalità, che Tim Soret ha però dovuto evidenziare ancora una volta sul suo profilo Twitter.

The Last Night
“Abbozza e sgancia il soldo!”

Il crowdfunding rimane un tema controverso, un tasto dolento di cui al solo parlare il saloon si zittisce e il disco sul piatto frena bruscamente. Un po’ perché, come abbiamo visto, c’è una percezione errata dell’economia dietro lo sviluppo di titoli indipentendi (e non), un po’ perché qualche utente potrebbe aver avuto brutte esperienze con il crowdfunding stesso. Non mancano infatti storie di giochi annullati e scomparsi nell’ombra, o peggio: pubblicati in versione brutalmente mutilata e inappetibile.

Non è però il caso di The Last Night e Odd Tales, che hanno dunque dalla loro parte delle solide motivazioni. Tim Soret imputa infatti la mancata release di aggiornamenti sul titolo alle difficoltà economiche del team e a un forte desiderio di segretezza, preservata per garantire al futuro giocatore il massimo della sorpresa. Tutto ciò che abbiamo a dimostrare i progressi del titolo è un paio di meravigliose gif che vi propongo di seguito, intermezzate da alcuni numeri caldi. Particolarmente interessante è la seconda gif, confrontabile con la sua “versione reveal” presente nel trailer.

Ora tutto ciò che occorre a Odd Tales e al suo titolo cyberpunk-indie è la nostra fiducia e la nostra pazienza, ma nel caso non ne abbiate molta potreste sempre provare il The Last Night originale, sviluppato in appena 6 giorni. Una volta rilasciato, il titolo completo narrerà dell’enorme ineguaglianza ritratta nel suo futuro distopico, nonché del risentimento e dell’amarezza a cui quest’ultimo conduce.

Speriamo soltanto di non dover aspettare che questo triste futuro incomba su di noi per assistere alla release del titolo.