Videogiochi violenti

In PennsylvaniaChristopher B. Quinn, politico repubblicano, avrebbe proposto una tassa del 10% sui videogiochi violenti.

Come saprete le sparatorie in America sono una tragica realtà, un fatto che non dovrebbe essere tale e le cui cause sono tutt’ora incerte e misteriose.
Chi dice che sia colpa della facilità con cui si possono reperire le armi, chi parla di individui vittime di bullismo o di maltrattamenti subiti all’interno delle mura domestiche, ma c’è sempre un settore che viene incolpato, ed è ovviamente quello dei videogiochi.

Proprio per questo motivo il politico Christopher B. Quinn ha proposto, in data 25 settembre 2018, di imporre una tassa del 10% sui videogiochi considerati violenti.

Nonostante la proposta sia di ormai tre mesi fa, solamente ora si è fatta strada e sta venendo attivamente supportata da altri due politici repubblicani e da un politico democratico. Nonostante debba ancora essere approvata, questa legge prevede che i ricavi di questa tassa andranno ad un fondo atto a migliorare la sicurezza nelle scuole, anche se non è ancora chiaro come.

A sostegno della sua legge Quinn ha anche parlato di uno studio del National Center for Health Research, studio che afferma l’esistenza di un legame tra i videogiochi violenti e i comportamenti aggressivi che si vedrebbero nei giocatori, arrivando a parlare anche di una desensibilizzazione e di una perdita della capacità di provare empatia.

Nonostante i numerosi studi che comprovano l’opposto di quanto esposto in questa ricerca, i videogiochi e la violenza nella vita reale sono da sempre tristemente collegati.
Uno dei quesiti che ci poniamo è con quali criteri verranno scelti i videogiochi da ritenere violenti.
Non ci soffermiamo su titoli ovvi come GTA o Call of Duty, ma giochi come Super Smash Bros. saranno ritenuti violenti? Pokèmon, che fa da sempre lottare creature che noi catturiamo, verrà considerato violento? Possono sembrare domande sciocche ma vi ricordiamo che in alcuni casi perfino Minecraft è stato accusato di aver influenzato un ragazzo al punto da fargli commettere una sparatoria in una scuola, per cui non ce la sentiamo di dare nulla per scontato.

Certo, un fondo per migliorare la sicurezza nelle scuole è una cosa sicuramente utile in una realtà come la nostra, ma puntare il dito contro i videogiochi rimane un triste rituale che affligge il mondo videoludico da anni e che purtroppo non scomparirà troppo in fretta.

Possiamo solo aspettare e vedere come questa vicenda si evolverà.