Sembra proprio che stiano iniziando a prendere piede le discussioni in merito alle console di nuova generazione: appena qualche giorno fa, 2K Games ha dichiarato che il nuovo hardware necessita di più memoria – e probabilmente hanno ragione, visto che giochi come Red Dead Redemption 2, in uscita questo mese, pesano circa 100GB.

Ad ogni modo: quest’oggi Carlo Ivo Alimo Bianchi, CEO di Storm in a Teacup, un team di sviluppo italiano, ha detto la sua nelle pagine di GamingBolt:

Onestamente non ho aspettative oltre le cose ovvie; più potenza di calcolo, più ram e più veloce. Il problema è che è il mercato è già difficile – i giocatori vogliono di più, anno dopo anno. Aggiungere più potenza aiuta a slegare un po’ le mani di uno sviluppatore, ma il lato negativo è che farlo richiede un budget ancora più grande.”

“Come risultato, più potenza va bene, ma non ci rende necessariamente più facile la vita – invece, si rischia che ai giocatori venga promesso qualcosa che solo gli studi più grandi possono dare, se non è già così.”

Continua lo sviluppatore: “Quando lavoravo nell’industria cinematografica avevamo un detto: ‘Più potenza ci dai, allora tanto più creeremo cose con fantasia e, alla fine, vi costerà di più’. In che mondo bello e stressante che viviamo, ahah.”

Insomma, aumentando la potenza di calcolo aumenta anche il lavoro richiesto agli sviluppatori, pur di adeguarsi al nuovo standard. Come conseguenza, gli studi più grandi potranno offrire un’esperienza superiore su console, mentre quelli più piccoli dovranno faticare di più, soprattutto sul fronte budget.

PlayStation 5 e Xbox “Scarlett” diventeranno qualcosa di più concreto a partire dal prossimo anno, in vista di una probabile uscita nel 2019 o 2020. Condividete il pensiero di Carlo Bianchi? Fatecelo sapere qui sotto con un commento…