metro exodus

Nell’ormai sbiadito 2002, lo scrittore Dmitrij Gluchovskij pubblicò su internet il primo capitolo della sua serie fantascientifica: Metro 2033. Da allora le atmosfere claustrofobiche e oscure della metropolitana di Mosca hanno delineato gli orrori post-apocalittici di una nuova dimensione, successivamente diffusasi nelle librerie e nel mondo digitale dei videogiochi. Sebbene meno palpabile, quest’ultima dimensione è riuscita a trasporre con successo lo spirito della serie, donando al giocatore un’esperienza immersiva grazie al mix perfetto tra narrazione e world-building accuratamente dettagliato. Il primo capitolo della serie venne rilasciato per PC e Xbox nel 2010 e da allora il suo successo ha trovato terreno fertile per coltivare un sequel e un’edizione rimasterizzata. Metro Exodus, il prossimo capitolo della serie debutterà su PC, PlayStation 4 e Xbox One non prima del prossimo 22 febbraio 2019, ma grazie alla presenza di 4A Games all’E3 2018 possiamo già farci un’idea dei suoi contenuti.

IMPRONTE SULLE CENERI

Vestiremo ancora una volta i panni di Artyom, già protagonista dei due precedenti capitoli Metro 2033 e Metro: Last Light. Il gameplay rimarrà impostato in prima persona, caratteristica indispensabile e già collaudata per consolidare l’eccellente livello di immersione del titolo. Salta subito all’occhio una caratteristica fondamentale: l’HUD sarà ridotto all’osso. L’avambraccio sinistro ci mostrerà i minuti d’aria rimasti nei filtri del nostro respiratore anti-radiazioni, mentre un contatore ci indicherà con una lancetta la densità, e quindi la pericolosità, di queste ultime. Tutto il resto rimarrà invece celato agli occhi del giocatore, per poi essere richiamato all’occorrenza sempre in nome della più alta immersione nel titolo. Un esempio perfetto è la mappa della zona, che il giocatore potrà richiamare “fisicamente” in gioco estraendo una cartelletta dall’inventario su cui è appuntata quest’ultima assieme ad altri oggetti utili. Tuttavia, ci attende un grande cambiamento nell’approccio di Artyom al mondo circostante.

Infatti, questa volta abbandoneremo il dedalo di binari celato sotto la pelle marcescente della capitale russa per dirigerci in superficie. L’Ordine di Sparta, ancora una volta guidato dalla determinazione del Colonnello Miller, si dirigerà verso est, alla ricerca di risposte. Per farlo, si impadronirà della locomotiva Aurora, rimessa in sesto e sottratta all’indolente oscurità delle stazioni. L’Aurora non sarà solo un mezzo di trasporto, ma anche un quartier generale mobile da dove lanciare le nostre esplorazioni e dove poter accogliere altri sopravvissuti. Di conseguenza, dovremo aumentare lo spazio disponibile sul treno recuperando altri vagoni dal vasto mondo di gioco per poi agganciarli al nostro convoglio. Una buon idea sarà quella di sottrarli all’oblio dei celebri cimiteri ferroviari.

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questa volta abbandoneremo il dedalo di binari celato sotto la pelle marcescente della capitale russa per dirigerci in superficie

Tuttavia, nel caso di Metro Exodus non è corretto parlare di open-world. A detta degli sviluppatori, avremo sì delle aree di gioco molto più vaste, a cielo aperto, e dominate dalle dinamiche sandbox, ma saranno cucite le une alle altre tramite livelli di gioco più lineari. Ogni area sarà inoltre popolata dal suo compendio di animali selvatici e creature mutate, che reagiranno tra loro e alla vostra presenza. Un esempio interessante sono i Watchmen (precedentemente Watcher), le cui unità di vedetta possono fiutare il vostro odore e allertare il branco. In questo caso sarà bene neutralizzarle velocemente e silenziosamente. La stessa attenzione dovrà essere indirizzata verso ogni minaccia che incontreremo, compresa l’Anomalia, un misterioso fenomeno altamente radioattivo e letale. I Ranger scopriranno infatti che le radiazioni hanno colpito diversamente le creature sul suolo russo, umani inclusi.

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Nonostante l’ascesa verso il mondo di superficie, non mancheranno gli ambienti angusti che caratterizzano la serie, sapientemente incastonati negli ambienti aperti con tutti i loro orrori. Ma se la superficie è finalmente respirabile, lo stesso non si può dire per gli ambienti sotterranei, ancora pregni di radiazioni. Tuttavia, la loro esplorazione sarà indispensabile per la raccolta di risorse e indizi utili per ricomporre la lore dietro i personaggi e il mondo di Metro. Ogni spazio richiederà quindi la vostra totale attenzione per poter scovare ogni indizio, munizione, filtro o arma utile alla vostra sopravvivenza.

MENTALITÁ RADIOATTIVA

Le vere novità introdotte da Metro Exodus riguardano proprio il modo in cui ci approcceremo e reagiremo agli ambienti e ai pericoli che essi ospitano. Nel gameplay mostratoci dagli sviluppatori Artyom e sua moglie Anna, cecchino scelto dell’Ordine di Sparta, verranno a conoscenza di un gruppo di Cultisti. Questi ultimi sbarreranno la strada all’Aurora, forti della loro ostilità verso l’elettricità e la tecnologia, da loro considerate responsabili della caduta del genere umano. Come nei titoli passati sarà possibile affrontare i nemici in modalità stealth o assaltando le forze nemiche noncuranti del trambusto creato e della quantità di risorse consumate. L’approccio stealth richiederà più pazienza e spirito tattico, ma le ombre vi ricompenseranno con uccisioni rapide e silenziose. Si potrà nuovamente ricorrere ai coltelli da lancio per uccidere le sentinelle di pattuglia, ma ricordate che un nemico corazzato potrà resistere all’impatto della vostra lama. Un indicatore blu sul polso ci aiuterà indicando il nostro livello di invisibilità al nemico, aumentabile spegnendo silenziosamente fonti di luce quali le lampade a olio.

Essere scoperti cambia le regole del gioco, e qualora foste costretti ad aprire il fuoco, potrete sparare alle lampade spargendone l’olio infiammato sui nemici vicini. Se avrete successo nella vostra opera di sterminio alcuni nemici potrebbero arrendersi di fronte alla vostra furia omicida. Ancora una volta, l’elemento di ruolo di Metro vi chiederà di fare la scelta migliore secondo la vostra bussola morale, e decidere quindi di risparmiare o giustiziare i nemici che si sono arresi.

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Di conseguenza non c’è un modo completamente sbagliato o giusto di affrontare le forze ostili, ma la preparazione è tutto. Le nuove dinamiche sandbox includono infatti meteo dinamico e ciclo giorno-notte, fattori che influenzeranno movimenti, formazione, e posizione dei nemici, costringendovi quindi ad adottare strategie adeguate all’ora del giorno. Durante il giorno i nemici saranno disposti in formazione più sparpagliata rispetto alla notte, rendendoli facili prede. Ciononostante anche Artyom sarà più visibile sotto la luce del giorno. Dunque le vostre chance di agire indisturbati aumenteranno al calare delle tenebre e viceversa.

Ma se il tempo non fosse vostro alleato? Nessun problema, perché 4A ha inserito la nuova feature “riposo”. Seppur semplice, vi permette di riposarvi presso alcuni rifugi e far quindi avanzare rapidamente l’ora del giorno verso il momento di vostro interesse.

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In questi rifugi troveremo inoltre dei tavoli da lavoro, che come in passato vi consentiranno di creare nuovi oggetti o riparare l’equipaggiamento in vostro possesso, ma con diversi dettagli in più. Ad esempio, potremo trasformare un revolver a canna corta in un’arma silenziata di precisione. Inoltre, sarà possibile eseguire centinaia di combinazioni basate su oggetti realmente esistenti anche per costruire armi improvvisate, come il celebre TIKHAR. Non dimenticatevi però di fare la corretta manutenzione del vostro arsenale poiché terra e sporcizia si accumuleranno sulle armi man mano le utilizzerete, riducendone accuratezza ed efficacia. Nei casi peggiori le armi si surriscalderanno o si incepperanno durante l’uso, penalizzandovi in quei momenti in cui Metro Exodus vira deciso verso il genere sparatutto.

Potremo poi modificare e soprattutto riparare il nostro equipaggiamento, comprensivo di armatura, bracciale, maschera anti-gas, visore notturno, e altro. Ma nel caso fossimo lontani da un rifugio e il nostro equipaggiamento necessitasse riparazioni o modifiche? Niente paura, potremmo sempre modificare le nostre armi sul campo con i pezzi intercambiabili a nostra disposizione ed eseguire riparazioni di emergenza, magari con un po’ di nastro adesivo per tappare le falle nel nostro respiratore.

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Gloria al nastro adesivo

In ogni caso, tutto ruota intorno alla migliore gestione delle risorse, che diminuiranno all’aumentare della difficoltà. Fortunatamente, in Metro Exodus alcune risorse sono ora più visibili, come nel caso dei filtri per il respiratore. Inoltre, nel caso ne foste a corto e ne aveste bisogno con urgenza, una importante novità è quella di poterli costruire sul campo. Tuttavia, ciò vi costerà risorse utili e vi esporrà apertamente agli attacchi di ogni creatura ostile presente nelle vicinanze.

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MERAVIGLIOSO GEIGERAMA

Metro Exodus ci mostra con un certo orgoglio la sua nuova veste grafica, più dettagliata e sempre fedele all’identità stilistica della serie. Già grazie al precedente progetto Redux gli sviluppatori di 4A Games ci avevano dimostrato quanto sono maturati dal punto di vista tecnico, donandoci un sostanzioso aggiornamento delle vesti grafiche di Artyom e delle stazioni. L’approccio al nuovo capitolo della serie è però cambiato, volgendo verso un complesso set di dinamiche e ambientazioni sandbox. Di conseguenza, anche l’approccio grafico deve cambiare, e farsi carico di nuove caratteristiche fondamentali per perorare con successo la sua causa.

È per questo motivo che gli sviluppatori di 4A Games si sono adoperati per creare un sistema di illuminazione dinamico che possa essere contemporaneamente realistico, reattivo, e mozzafiato. Ne vedremo i pregi in ogni ambiente, aperto o chiuso, e già dalla demo del Beta Gameplay è possibile ammirarne l’efficacia. Raggi di sole illuminano la mappa del fiume Volga, illuminandone la superficie oleosa e penetrando tra le crepe degli edifici. Intanto, le ombre si macchiano del verde fosforescente emanato dai funghi radioattivi e dall’aria irradiata.

Altri ambienti più ristretti ci mostrano il contrasto tra luci e ombre, spesso affaccendate per garantirsi il controllo sugli spazi circostanti e gli elementi particellari che le accarezzano.

La qualità artistica degli ambienti classici della serie è inattaccabile, forte del realistico dettaglio degli oggetti presenti sull’ambiente. Ma i nuovi ambienti dal ben più ampio respiro? Come ci appaiono?

A giudicare dalle prime esplorazioni della superficie si direbbe ottimamente. La profondità di campo e la nitidezza dei diversi elementi dinamici e statici è meravigliosa grazie alle lodevoli scelte del comparto artistico. Il ritrovato accostamento di elementi tecnologici moderni a strutture e personaggi decadenti, barbari, e consumati dallo scorrere radioattivo del tempo, ci consente di esplorare nuovi orizzonti del territorio russo. In un certo senso, tra le lande devastate e afferrate da lunghe e avide dita d’acqua, ci si sente quasi a casa, liberi di esplorare un mondo ostile ma ricco di speranza. Beh, a patto di saper gestire l’accoglienza della popolazione autoctona.

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Anche il ciclo giorno-notte funziona molto bene sul nuovo panorama sandbox di Metro Exodus, sostenuto da skybox anch’esse vive e realistiche.

Sebbene il sistema di illuminazione visto durante l’E3 2018 e il dettaglio di alcune texture ci abbia mostrato un prodotto ottimo ma non ancora rifinito sotto tutti i suoi aspetti, Metro Exodus si anticipa come un titolo dai luoghi e dai personaggi vibranti di vita. Non ci resta quindi che attenderne la release finale per poterne ammirare la qualità tecnica e artistica al massimo delle sue capacità.

Vi ricordiamo che Metro Exodus sarà rilasciato contemporaneamente su PC, PlayStation 4 e Xbox One soltanto il prossimo 22 febbraio 2019, dandoci così ancora alcuni mesi per parlarne e ripassare gli avvenimenti dei capitoli precedenti.