Digital Foundry: ecco i migliori giochi del 2017

Tecnicamente parlando...

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La fine dell’anno è un periodo di classifiche, e ormai lo abbiamo detto tante di quelle volte che lo sanno anche i sassi. Il Digital Foundry, la famosa rubrica di eurogamer.net, ne ha realizzata una decisamente interessante: si tratta di una Top 7 dei giochi che nel 2017 si sono distinti per la loro componente tecnica.

Non è solo questione di performance. Nel valutare (letteralmente) un anno di giochi, i tecnici hanno tenuto conto dell’impatto visivo, dello stile grafico e dell’innovazione tecnologica apportata. In altre parole, si è valutata la capacità degli sviluppatori di sperimentare qualcosa di nuovo.

I risultati sono “abbastanza prevedibili” per chi ha seguito costantemente il mondo dei videogiochi; ciononostante, specialmente se apprezzate i dettagli tecnici, vale la pena di guardare per intero il video pubblicato su YouTube.

Top 7 dei videogiochi 2017, secondo il Digital Foundry


7) Nex Machina, pubblicato all’inizio del 2017, è uno shooter arcade sviluppato da Housemarque. Si tratta degli stessi sviluppatori di Resogun, altro titolo arcade che, nella sua relativa semplicità, metteva in bella mostra i muscoli della giovine PlayStation 4. Nex Machina ha ricevuto l’elogio del Digital Foundry per l’ottimo livello di dettaglio su particellari, ombre e scenari, oltre che per la fisica e la distruttibilità rese possibili dall’inedita tecnologia Signed Distance Fields.

Cambiando argomento, è un peccato che Housemarque, a fronte delle vendite scarse di Nex Machina, abbia deciso di abbandonare il genere arcade. Il suo prossimo titolo sarà un gioco online basato sulle grandi community, sviluppato non più con il motore grafico proprietario, bensì con l’Unreal Engine 4 (motore grafico utilizzato già in Matterfall, da parte di questo studio). [fonte]

6) The Surge, gioco di fantascienza dalle meccaniche action RPG, poggia le proprie basi su una tecnologia proprietaria dall’ottima resa su diverse piattaforme. Le solide performance a 60fps, unite all’accellerazione GPU degli effetti particellari e all’uso di un sistema di illuminazione molto curato hanno convinto i tecnici del DF. Il tutto è inserito in appena 6GB di spazio su console (su PC sono 12GB), risultato notevole in tempi in cui i giochi arrivano a pesare anche 100GB.

5) È difficile resistere al fascino delle città fluttuanti di Gravity Rush 2. Il poter saltare da un’isola all’altra liberamente, e con quel livello di dettaglio, si rivela sicuramente molto allettante, anche se ciò che colpisce di più – pad alla mano – è la fisica degli oggetti a dir poco strabiliante.

4) Claybook. Sviluppato da un piccolo team, sfrutta delle simulazioni fisiche di alta qualità per conferire un’inaspettato realismo ad un mondo di gioco decisamente cartoonesco. Ogni superficie si deforma a seconda degli urti che subisce e della pressione a cui è sottoposta. Insomma, un mondo di plastilina da poter deformare a piacimento, cosa potete desiderare di più?

3) The Legend of Zelda: Breath of the Wild è, a buon ragione, uno dei giochi più acclamati del 2017. L’ultimo capitolo della leggendaria saga di Zelda è caratterizzato dall’elevata interattività, superiore rispetto alla media degli altri open world. Come se non bastasse, una simulazione del vento è costantemente applicata sull’erba, le nuvole sono generate proceduralmente e proiettano ombre ben definite sul terreno. Il sistema di illuminazione volumetrico sfrutta tecniche avanzate di ray tracing in real time e l’illuminazione globale è precalcolata con ottima approssimazione. Il Digital Foundry ritiene quasi un piccolo miracolo il fatto che possa girare in quel modo su Switch e Wii U, e noi non possiamo che concordare…

2) Nonostante su altri fronti si possano fare considerazioni diverse, sul piano tecnico Ubisoft Montreal ha svolto un lavoro magistrale. Il comparto artistico di Assassin’s Creed Origins è capace di conquistare chiunque: l’effetto è reso possibile da un sistema di illuminazione realistico e dal mondo di gioco vasto e dettagliato, oltre che ben ricostruito. Nonostante le prime patch post-lancio abbiano ridotto la distanza di visualizzazione, problema sistemato solo in seguito, Assassin’s Creed Origins è un gioco tecnicamente impressionante.

1) In prima posizione troviamo Horizon Zero Dawn. Ormai diventato un cavallo di battaglia di PlayStation 4, è stato sviluppato da Guerrilla Games e pubblicato all’inizio di marzo. Horizon stupisce per la grande varietà dei biomi, animati dal Decima Engine e ciascuno con le proprie condizioni atmosferiche peculiari. Il Rich Global Illumination System implementato è capace di restituire un’immagine mozzafiato indipendentemente dall’ora del gioco (o da quanto ci si possa sforzare di trovare dei punti nella mappa meno curati di altri). Le piante si lasciano piegare dal vento, la neve si deforma a seconda dei movimenti di Aloy e le nuvole sono simulate volumetricamente. I movimenti dei personaggi sono fluidi, le texture di alta qualità, i modelli poligonali esageratamente dettagliati. Può bastare tutto questo per convincervi?

Per i più pigri, ecco la Top 7 stilata dal Digital Foundry:

  1. Horizon Zero Dawn – Guerrilla Games (PlayStation 4)
  2. Assassin’s Creed Origins – Ubisoft Montreal (Xbox One, PlayStation 4, PC)
  3. The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo EPD (Switch e Wii U)
  4. Claybook – Second Order (PC. PlayStation 4 e Xbox One ancora in sviluppo)
  5. Gravity Rush 2 – Project Siren/Studio Japan (PlayStation 4)
  6. The Surge – Deck 13 Interactive (PlayStation 4, Xbox One, PC)
  7. Nex Machina – Housemarque (PlayStation 4, PC)

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