Mai come in questi mesi Microsoft si è trovata tanti occhi puntati addosso, tra il lancio di una nuova piattaforma mid-gen, Xbox One X e il focus della stampa specializzata sulle poche esclusive effettive previste per il prossimo futuro, tra cui Crackdown 3, terzo capitolo di una serie nata nella scorsa generazione su Xbox 360.

La sessione di prova dell’opera del team britannico è durata circa una decina di minuti, con un’ impostazione praticamente identica a quella già vista un paio di mesi prima durante la fiera losangelina. La build provata girava su PC.

Crackdown 3

All’inizio della partita potevamo scegliere l’aspetto del nostro agente da una pool predefinita di circa una decina di aspetti diversi. Una volta presa la nostra decisione, dopo un lunghissimo caricamento, ci siamo ritrovati su di un tetto, con un conto alla rovescia che indicava il tempo rimasto al termine della sessione di prova. Nessun obbiettivo, nessuna missione da seguire. La più totale libertà di girare senza vincoli per la mappa di gioco a disposizione, sterminare nemici e passanti o completare incarichi qua e la come il ripulire delle zone specifiche dalla presenza di cattivi o eliminare eventuali boss di area. A livello di attività proposte nulla di davvero rilevante. Certamente viene apprezzata l’estrema (e forse eccessiva) libertà data ai giocatori sin dal primo istante, ma a conti fatti rischia di rivelarsi più come un fattore disorientante.

La dotazione del nostro agente risulta molto standard. Ritroviamo alcune abilità classiche già sbloccate come il jetpack per il doppio salto o la possibilità di usare il corpo a corpo in volo per scendere in picchiata ed infliggere ingenti danni ad area. Granate già disponibili che si ricaricheranno nel tempo e che quindi non andranno raccolte al contrario delle munizioni e per finire tre armi equipaggiate: un fucile d’assalto, un fucile a pompa e un lanciarazzi. Uccidendo nemici appartenenti a diverse categorie sarà anche possibile cambiare armi raccogliendole direttamente dai loro cadaveri, nel complesso però la scelta di armi utilizzabili è sembrata piuttosto scarna con meno di una decina di bocche di fuoco diverse trovate nel corso della sessione di prova. Quanto al feeling, è risultato sin da subito buono, ottima sinergia tra le abilità a nostra disposizione e la grande libertà data al nostro personaggio, con la possibilità di correre, scattare, arrampicarsi sugli edifici e appendersi alle sporgenze, e nel mentre agganciare in movimento bersagli e colpirli con i nostri colpi. Uno spunto sicuramente molto interessante che influisce positivamente sul dinamismo e sulla varietà degli scontri riguarda la possibilità di utilizzare anche oggetti sulla mappa, come generatori ed esplosivi per massimizzare i danni ad area o addirittura i cadaveri dei nemici uccisi.

Crackdown 3

Per quanto riguarda invece il progresso, troveremo un sistema di crescita diviso su più specializzazioni. In base al nostro stile di gioco e alle uccisioni che effettueremo guadagneremo punti esperienza specifici per esse.

Durante questa breve sessione abbiamo avuto la libertà di decidere come agire e quali obiettivi colpire. Erano presenti diverse roccaforti, tutte con la stessa struttura: decine di nemici divisi su più livelli con un boss a guidarli. La varietà purtroppo non è uno dei punti forti di questa demo, con molteplici location simili tra loro, e nemici in fin dei conti divisibili in soltanto tre o quattro tipologie.

Crackdown 3

All’interno del mondo di Crackdown 3 sono disponibili anche centinaia di veicoli da poter utilizzare liberamente per muoversi, anche se risultano una feature quasi trascurabile, essendo poco pratici rispetto al semplice correre su e giù per i palazzi, facilmente danneggiabili e distruttibili, e soprattutto quasi totalmente superflui in termini di gameplay, per lo meno nella demo provata.

Insomma, sebbene il gameplay presenti alcuni spunti molto interessanti, facendo perno sull’estrema libertà offerta al giocatore, nel complesso non riesce a dimostrare personalità sufficiente a tenere in piedi l’opera, anche a causa di scelte di design in alcuni casi troppo banali e a una realizzazione tecnica non delle migliori che richiede una consistente rifinitura. Se a questo aggiungiamo un comparto artistico che si limita quasi esclusivamente a spingere sulla tecnica del cell shading e un comparto audio quasi anonimo, i dubbi sull’opera iniziano ad essere molteplici.

Del multiplayer si sa ancora ben poco, se ne è sentito soltanto parlare ma di possibilità per provarlo con mano non ce ne sono state e della tanto acclamata distruzione totale, confinata soltanto alla modalità multigiocatore non si è ancora vista nemmeno l’ombra.

Crackdown 3

Puntare su un marketing accattivante, coinvolgendo l’attore americano Terry Crews, non  basterà a dare una spinta in più alle vendite, e la speranza è che questi mesi di sviluppo extra, dopo il recente rinvio alla primavera 2018, possano giovare a Crackdown 3 e consentano all’opera di Sumo Digital di esprimere a pieno il proprio potenziale.