Rieccoci qui, dopo una settimana, tornati a parlare di Halo! In questo episodio de Il Grande Viaggio concluderemo l’argomento iniziato qui martedì scorso: l’UNSC. Andremo dunque a parlare della seconda parte relativa all’Insurrezione, del programma Spartan-II e della guerra contro il Covenant. Buona lettura!

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L’Insurrezione continua: KALEIDOSCOPE e TREBUCHET

Quando nel 2496, grazie anche ai membri del progetto ORION, l’UNSC riuscì a riconquistare Eridanus II tramite l’operazione CARLO MAGNO, Robert Watts riuscì a sfuggire all’assalto, nascondendosi assieme a diversi ribelli nel campo di asteroidi del sistema. Robert Watts era un ex Colonnello dei Marine dell’UNSC, passato dalla parte dei ribelli e diventato loro leader. Sfuggendo alle forze dell’UNSC, Watts riuscì a riorganizzare l’Insurrezione.

In risposta alla rinnovata offensiva e alle azioni di terrorismo, l’UNSC lanciò nel 2502 l’operazione KALEIDOSCOPE, studiata appositamente per eliminare Jerald Mulkey Ander, il leader del Partito d’Occupazione Popolare, una frangia degli Insurrezionisti parallela a quella di Watts. La missione ebbe un grande successo e fu svolta con precisione chirurgica da un gruppo di soldati membri dell’ex progetto ORION, ora in mano al NavSpecWep. In particolare spiccò la figura del giovane Page_122Caporale Avery Johnson, il quale eliminò il leader dei ribelli con un fortunato tiro di precisione. Ander però venne visto come un martire da tutti i simpatizzanti dell’Insurrezione e la sua eliminazione non servì a fermare le violenze.

Gli attentati terroristici, limitati non soltanto alle strutture militari ma anche alla popolazione civile, continuarono imperterriti nonostante le controffensive dei marines. Nel 2513 l’UNSC lanciò l’operazione TREBUCHET, la più grande operazione militare della storia della Marina Terrestre. Durata oltre dieci anni e costata centinaia di migliaia di vite, il suo obiettivo era quello di sradicare gli insorti e di imporre l’ordine nelle Colonie Esterne. I combattimenti si propagarono per tutte le Colonie Esterne, arrivando a colpire anche il cuore dell’umanità: le Colonie Interne ed in particolare il sistema di Epsilon Eridani. Diversi attentati sanguinosi colpirono anche il mondo fortezza di Reach, attacchi ai quali l’UNSC rispose con controffensive sempre più spietate. Nel 2524 i combattimenti avevano provocato più di un milione di morti, la maggior parte di questi civili, senza riuscire a sradicare l’Insurrezione, contribuendo anzi ad aumentare l’odio verso la Terra e l’UNSC. Tuttavia il 2525 segnò un punto di svolta nel tormentato e sempre più violento scenario umano.

La risposta dell’ONI: il Programma Spartan-II

Dopo gli scandali del 2497 tramite i quali erano venuti a galla i collegamenti tra il CMA e l’Insurrezione, l’ONI e l’UNSC avevano depredato le risorse e i compiti dell’Amministrazione Coloniale, riducendola a incarichi marginali e di scarsa rilevanza. Fu così che l’ONI mise le mani sul progetto ORION, continuando a svilupparlo in segreto.

Le tesi di Carver erano state prese seriamente dall’HIGCOM che impiegò ogni mezzo e risorsa per contrastare l’Insurrezione. Così, mentre TREBUCHET insanguava l’intero spazio umano, l’ONI lanciò il programma speciale Spartan-II, alla cui guida vi era la Dottoressa Catherine Halsey. Basato sull’indottrinamento e sul potenziamento genetico, il programma selezionò 150 bambini con parametri genetici rigorosissimi. Per una questione di fondi, la scelta fu ridotta su 75 candidati, rapiti e sostituiti con cloni flash per poi essere trasferiti su Reach. Al contrario del progetto ORION che operò esclusivamente su soggetti adulti, il programma Spartan-II lavorò su dei bambini esclusivamente per due motivi: il primo è che i bambini accettano meglio l’indottrinamento. L’ONI e l’UNSC avevano bisogno di soldati leali, che non avrebbero mai messo in dubbio la causa della Terra. Il secondo motivo è che il corpo dei bambini avrebbe reagito meglio ai potenziamenti genetici, molto più invasivi, ma al contempo efficaci, di quelli usati per il progetto ORION.

484px-Halsey_SpartanNel 2517 il programma Spartan-II prese il via e, dopo otto anni di addestramento, nel 2525, i giovani membri subirono il processo di accrescimento genetico. Solo 33 Spartan superarono indenni il processo, chi non fu ucciso dai potenziamenti rimase storpio o menomato al punto di impedirgli di combattere. Nonostante le perdite, i superstiti furono immediatamente messi all’opera e, nel settembre del 2525, una piccola squadra guidata da colui che diventerà il Master Chief, John-117, si introdusse tra le fila dei ribelli, penetrando nel complesso nascosto dentro un asteroide nel sistema di Eridanus. Gli Spartan entrarono di non visti nella base, rapirono il Colonnello Robert Watts, leader dei ribelli, e fuggirono a bordo di un Pellican, ricongiungendosi con l’UNSC. La prima operazione degli Spartan aveva sradicato con enorme successo la testa dell’Insurrezione, dimostrandosi così enormemente capaci e letali, in grado di raggiungere risultati mai immaginati da un qualsiasi marine od ODST. Dopo aver ricevuto nel novembre dello stesso anno le avanzatissime armature MJONLIR Mark-IV, gli Spartan si dimostreranno gli unici in grado di resistere alla più grande minaccia che l’umanità avesse mai affrontato fino ad allora.

Il Covenant:

Nel febbraio del 2525 le comunicazioni con Harvest, un piccolo e pacifico pianeta agricolo ai margini esterni dello spazio umano, cessarono. Il CMA inviò prontamente una nave da ricognizione e il 20 aprile la Argo raggiunse il sistema. La nave smise di comunicare pochi secondi dopo aver raggiunto la destinazione, riuscendo però ad inviare alcune immagini della superficie dContact___Harvest_by_Nameless_Designeri Harvest. La piccola colonia appariva come se fosse stata incenerita e ricoperta di lava. Ciò mise in allarme il CMA che inviò un gruppo di battaglia, composto dalle fregate Vostok e Saudita e dal cacciatorpediniere Heracles. Le tre navi raggiunsero Harvest il 7 ottobre 2525 trovandosi d’innanzi ad un pianeta devastato con in orbita una singola nave sconosciuta. Il gruppo da battaglia umano provò per prima cosa a comunicare con la nave aliena, la quale però ignorò i tentativi di approccio e, prima di attaccare, lanciò un messaggio, identificandosi come Covenant e trasmettendo queste parole in perfetto inglese: “La vostra distruzione è la volontà degli Dei… E noi siamo il loro strumento”. Le navi umane risposero al fuoco ma le loro armi furono fermate dagli scudi ad energia del nemico, il quale vaporizzò la Vostok e la Saudita, danneggiando gravemente la Heracles. L’ultima superstite compì quindi un salto iperspaziale d’emergenza, rientrando così nel territorio umano. Il primo contatto con la grande potenza del Covenant era avvenuto, mettendo l’UNSC in allarme generale.

Dopo la prima battaglia di Harvest, l’UNSC aveva bisogno di dare una risposta forte e sperare che gli alieni, così avanzati militarmente, non fossero invincibili. Il gravoso compito di scacciare gli assalitori da Harvest fu affidato al Vice Ammiraglio Preston J. Cole, un vecchio eroe che aveva combattuto contro l’Insurrezione, caduto ormai in disgrazia. Reintegrato nel servizio attivo, Cole venne messo a capo del gruppo da battaglia X-Ray e mandato a respingere la minaccia aliena. Con 27 navi al seguito, Cole raggiunse Harvest il 1 marzo 2526 e con un disperato assalto, distrusse la nave aliena al prezzo di 13 navi in quella che sarà ricordata come la seconda battaglia di Harvest. I Covenant non erano invincibili e Cole venne acclamato come un eroe dalla stampa propagandistica.

640px-Outcome_of_Second_Battle_of_HarvestTuttavia il nemico era molto più avanzato tecnologicamente rispetto agli umani e possedeva armi al plasma in grado di perforare le corazze umane e potenti scudi di energia. In pochi anni i Covenant trovarono e distrussero quasi tutte le Colonie Esterne mentre le forze UNSC si ritiravano per proteggere meglio i mondi interni. Nel 2534 il Vice Ammiraglio Cole, divenuto ormai un eroe, scrisse il famoso protocollo che porta il suo nome. Il Protocollo Cole era una lista di regole e di direttive per impedire che il Covenant trovasse i mondi colonizzati dagli umani, per proteggerli. Grazie al Protocollo la macchina da guerra Covenant impiegò quasi vent’anni per penetrare nel cuore delle Colonie Interne, prolungando di gran lunga l’aspettativa di sopravvivenza della razza umana.

Nonostante gli sforzi delle flotte UNSC il Covenant rimaneva nettamente superiore. Gli umani riuscivano ad avere la meglio solamente in battaglie nelle quali le loro forze erano superiori di tre volte rispetto a quelle aliene. Al contrario su terra l’umanità poteva vantarsi degli Spartan, i quali non perdevano una battaglia. Ma ad ogni vittoria sulla superficie seguiva una disastrosa sconfitta in orbita e così l’umanità arretrò sempre più, un mondo dopo l’altro.

Red Flag e la Caduta di Reach:

Nel 2552 l’HIGCOM, conscio della disastrosa situazione delle proprie armate, iniziò a considerare un piano alternativo. Richiamati tutti gli Spartan-II su Reach ed equipaggiati con le nuovissime armature MJONLIR Mark-V, essi vennero preparati per una missione ad altissimo rischio: la Red Flag. Essa consisteva di penetrare nello spazio Covenant, abbordare un incrociatore alieno e con esso raggiungere il mondo capitale del nemico. Una volta lì gli Spartan avrebbero dovuto rapire un Profeta, uno dei leader 640px-EEfleetdell’alleanza aliena, riportarlo su Reach e negoziare con esso un cessate il fuoco, una resa. Tuttavia poche ore prima che la Pillar of Autumn, la nave che trasportava gli Spartan, partisse per la sua missione, nei cieli di Reach apparve la più grande flotta Covenant mai vista. La flotta congiunta di Particular Justice, formata da 314 navi, attaccò e distrusse il mondo fortezza, il cuore del potere militare umano, spazzandone via la flotta, subendo però perdite del 60%, e la maggior parte degli Spartan-II accorsi sul pianeta per difenderlo. La Pillar of Autumn con a bordo uno dei pochi Spartan rimasti, John-117, riuscì a fuggire da Reach e, seguendo il Protocollo Cole che prevedeva una serie di salti casuali per attirare lontano i Covenant dalle colonie umane, giunse nei pressi di un misterioso mondo fatto ad anello, conosciuto come Halo, inseguita dai Covenant.

Su Halo l’UNSC venne a conoscenza dei Precursori e del Flood e grazie allo Spartan 117 l’anello fu distrutto, assieme a quello che restava di Particular Justice. I pochi superstiti tornarono così sulla Terra, pronti ad avvisare l’umanità del nuovo ed imminente pericolo.

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La fine della Guerra:

Il 20 ottobre 2552 l’incubo più tremendo dell’umanità si avverò: una piccola flotta Covenant comandata dal Profeta del Rimorso in persona si presentò alle porte della Terra. La scoperta del pianeta natale degli umani fu una UNSC_Home_Fleetsorpresa per i Covenant, i quali erano alla ricerca di un’importante reliquia e rimasero stupiti dall’enorme quantità di forze dinnanzi a loro. Tuttavia la piccola flotta riuscì ad aprirsi un varco tra le difese orbitali e la sola nave Ammiraglia di Rimordo riuscì ad atterrare sulla Terra, sulla città di New Mombasa. I Covenant avevano trovato la patria dell’umanità, il Protocollo Cole aveva fallito.

Il 21 ottobre Rimorso sarà costretto alla fuga, dopo che le sue forze furono spazzate via dalla resistenza umana. Inseguito dalla Fregata UNSC In Amber Clad, giungerà presso una seconda Installazione Halo, rinominata Delta Halo. Qui lo Spartan-117 lo assassinerà, gettando l’alleanza Covenant nel caos. Ciò darà via ad un susseguirsi di eventi che porterà al Grande Scisma, la guerra civile tra Sangheili e i Jiralhanae, i nuovi prediletti dei Profeti.

Questo conflitto diete tempo prezioso alla Terra, oltre che a donarle un insospettabile alleato: i Sangheili. Infatti le flotte giunte sul pianeta erano alquanto disorganizzate e per di più concentrate nello scavo640px-Sniper_Spartan del sito sopra New Mombasa. Tuttavia la flotta UNSC e le truppe di terra subirono pesantissime perdite nei ripetuti assalti e, quando tra il 16 e il 17 novembre 2552 il Profeta della Verità giunse sulla Terra a bordo della Dreadnought, la flotta umana fu quasi spazzata via. Fortunatamente la nave dei Precursori poche ore dopo aprì un portale posto sotto la città di Voi e vi si introdusse, seguito dalla flotta Covenant, dando un momento di respiro alle già stremate forze umane. Immediatamente dopo però una nave infetta dai Flood precipitò sulla Terra, mettendo a dura prova i già sfiniti marines. Solo l’intervento dei Sangheili, alleati con l’umanità contro Verità e le sue flotte dopo gli eventi di Delta Halo, riuscirono a contenere i Flood, salvando il pianeta dal contagio.

Solo un piccolo contingente umano attraverserà il portale assieme ai Sangheili per raggiungere l’Arca. Infatti Lord Hood, Ammiraglio in Capo dell’HIGCOM, preferì destinare le esigue forze rimaste a difesa della Terra. La battaglia dell’Arca, avvenuta l’11 dicembre 2552, fu cruciale. Qui umani e Sangheili combatterono fianco a fianco contro le legioni di Verità, sbaragliandole. Con l’uccisione di Verità e la distruzione della Mente Suprema, giunta sull’Arca attraverso il portale, tramite l’attivazione dell’Installazione-04bis, la guerra poté definitivamente dichiararsi conclusa.vlcsnap-2014-04-15-21h10m52s158

Il Dopo-Guerra:

Quando l’Arbiter rientrò sulla Terra qualche settimana dopo, la pace tra Sangheili e umani venne formalmente firmata. Dopo 27 anni di guerra finalmente tornava la pace, una pace precaria, certo, ma la minaccia del Covenant era stata sventata. Tuttavia l’UNSC non vinse la guerra, sarebbe un errore pensarlo. L’umanità non sconfisse mai i Covenant, anzi, ne fu quasi annientata. La guerra cessò perché i nostri avversari implosero su se stessi proprio quando la razza umana si trovò ad un passo dall’estizione, combattendosi in una sanguinosa guerra civile. Il conflitto finì perché l’umanità non ebbe più nessuno da combattere. I Profeti che avevano ingannato per anni le razze del Covenant erano morti, i Jiralhanae messi in rotta dai Sangheili, i nuovi alleati.

Nonostante ciò l’ONI in particolare ma anche l’UNSC, ounsc_infinity_by_daikujin-d5esdj7perarono immediatamente dopo il conflitto per portarsi in una situazione avvantaggiata dal punto di vista militare e politico. La scoperta del Mondo Scudo di Onyx e del suo tesoro di tecnologia dei Precursori, diete un grande impulso allo sviluppo umano. Infatti grazie al lavoro svolto dalla Dottoressa Halsey e dagli Huragok, ritrovati all’interno di Onyx, sulla nuova tecnologia, fu possibile finalmente compiere enormi balzi in avanti nella costruzione di un vascello che l’umanità nascondeva da diversi anni nella nube di Oort, l’immensa sfera di rocce e comete che circonda il sistema di Sol: la UNSC Infinity.

Il 3 marzo 2553 venne celebrata in Kenya la cerimonia di commemorazione dei caduti della Guerra, alla quale partecipò anche l’Arbiter, nuovo leader dei Sangheili. Nonostante la pace venne formalmente dichiarata, le tensioni tornarono ben presto a crescere. Infatti i vecchi rancori provenienti dalla guerra civile contro l’Insurrezione tornarono a farsi sentire. Ma come si dice, questa è un’altra storia.640px-Attend2

Conclusioni:

L’UNSC ha rappresentato fin dalla sua creazione i diretti interessi della Terra. L’Insurrezione, nata in risposta all’ingerenza terrestre e alla disparità di diritti e risorse, accusò più volte l’UNSC di essere un organo dispotico, totalitario, imperialista e fascista. Queste accuse non erano totalmente infondate perché, come abbiamo visto martedì scorso, l’UNSC privilegiava apertamente le Colonie Interne, trattando quelle Esterne solo come fonte di risorse e materie prime. Lo scoppio delle ostilità aggravò questa situazione e di fatto l’UNSC si impose come una dittatura militare sopra l’intero spazio umano. La Guerra contro il Covenant cambiò leggermente le cose. Da una parte l’UNSC si pose come unico baluardo tra l’alleanza aliena e l’estinzione, d’altro canto però preferì abbandonare le Colonie Esterne, ritirando le flotte per proteggere i mondi interni. È quindi più che comprensibile l’odio e il risentimento che molti coloni provino contro la dittatura militare. Tuttavia il valoroso sforzo dei milioni di uomini e donne d’armi che con eroico impegno e dedizione si sono opposti alla follia genocida del Covenant non sarà mai dimenticato ed è solo grazie a loro che l’umanità poté sopravvivere al suo periodo più buio. Ed ora, finita la Guerra, non ci resta che sperare che l’UNSC perda il suo potere politico, rimettendosi alle direttive dell’UEG, che anni prima aveva soppiantato tramite la legge marziale.

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