md2Halo: Mortal Dictata è l’ultimo libro della trilogia denominata “Kilo-5”, scritta da Karen Traviss. Seguito di Glassland e di Thursday War, il libro è stato pubblicato negli USA il 21 gennaio 2014.

Con una celerità sorprendente, Multiplayer.it Edizioni si è occupata anche in questo caso della traduzione e della stampa, permettendoci così di poter trovare il nelle nostre librerie di fiducia l’ambito volume dal 30 marzo 2014, a poco più di un mese dall’originale americano.

Multiplayer.it Edizioni è l’editore che da anni sta portando, e continua a portare, in Italia numerosissimi romanzi e libri dedicati al mondo del gaming e della cultura nerd, permettendoci di godere di questo ambito della letteratura, così sottovalutato nel vecchio continente. Tutti precedenti libri di Halo sono stati infatti pubblicati da Multilpayer.it Edizioni.

L’autrice, Karen Traviss, è una giornalista e scrittrice britannica. Oltre ad aver creato un proprio universo grazie alla sua serie di romanzi Wess’har Wars, ha anche scritto e lavorato per famosissimi franchising della fantascienza bellica tra cui Star Wars e Gears of War. Con la trilogia di Kilo-5 è approdata anche nell’universo di Halo e Mortal Dictata è al momento la sua ultima opera. Ha lavorato per la difesa e come giornalista, sia per la stampa che per la televisione. Vive attualmente nel Wiltshire, in Inghilterra.

Recensire Halo: Mortal Dictatai vi assicuro che è stato un impresa. Non è affatto un libro semplice, come d’altro canto tutta la trilogia di Kilo-5, ma che comunque è in grado di stupire e di catturare il lettore, trascinandolo con se e facendogli scoprire un aspetto della trilogia di Halo tutto nuovo ed inedito, mai esplorato prima.

Partiamo dai punti forti: Karen Traviss scrive bene, molto bene. Il suo stile è fluido e la lettura scorre veloce, facendo divorare i capitoli al lettore. La traduzione è ben fatta e rende onore all’originale, dimostrandosi scorrevole e senza intoppi anche in lingua italiana.

La vicenda si colloca temporalmente immediatamente dopo la fine di Thursday War, quindi nell’aprile del 2553, pochissimi mesi dopo la fine della guerra contro il Covenant. Cessato il conflitto alla luce delle stelle, l’ONI, l’Intelligence Navale, organizza subito un segretissimo piano di destabilizzazione dei Sangheili, visti ancora come una minaccia per la Terra e l’umanità. L’Arbiter, alleato degli umani, deve infatti fronteggiare le divisioni interne alla sua gente, in particolar modo è ostacolato dalla Costante Verità, una setta di fanatici religiosi che lo vede come un eretico per aver rinnegato gli Dei. Spetterà quindi alla squadra speciale Kilo-5 operare contro i Sangheili per destabilizzarli, in modo da salvaguardare gli interessi della Terra. La temibile squadra formata da una Spartan, tre valorosi ODST, un professore esperto di culture aliene e dalla più potente IA al servizio dell’ONI, è comandata da Serin Osman, una vecchia conoscenza per chi ha giocato alle Spartan Ops! Tuttavia per Kilo-5 ben presto le cose si complicano ed un vecchio e risentito nemico riemerge dalle ceneri della guerra. È lo spettro dell’Insurrezione: i sopravvissuti delle Colonie Esterne non hanno dimenticato e il piccolo mondo di Venezia, ricettacolo e porto sicuro per tutti coloro che hanno intenzione di fuggire dal controllo dell’UNSC, comincia a macchinare contro la Terra e l’uomo che si cela dietro a tutto questo pare essere collegato con Kilo-5 da un antico e doloroso legame…md3

Quasi la totalità della vicenda di Mortal Dictata si svolge nel sistema della piccola colonia umana di Venezia, un pianeta sfuggito alla guerra contro il Covenant che ancora cerca di mantenersi indipendente, sottraendosi al controllo dell’UNSC. La colonia è un coacervo di culture, dove umani e Kig-Yar fanno affari, dove gli Unggoy trovano lavoro e i disertori del corpo dei marines ottengono riparo e protezione. Venezia è una terra libera, fuori dalle leggi e dalla giurisdizione delle grandi potenze galattiche. L’azione riprende dopo un breve prologo esattamente dove era stata interrotta alla fine di Thursday War, con due membri di Kilo-5 in missione sulla colonia. Nelle prime pagine del libro la narrazione prosegue calma e tranquilla, portandoci a conoscere la comunità di fuorilegge di Venezia. Questa calma ci permette di immedesimarci in questo gioco di spie, di agenti sotto copertura che man mano riescono ad integrarsi nell’ambiente che devono sorvegliare. Questa visione “dietro le linee” spalanca un mondo, allargando l’orizzonte delle opinioni del lettore che, nel corso dei primi due libri, si era fatto su questi “ribelli”, portandolo dunque a porsi molti interrogativi su chi veramente sia il buono e chi il cattivo in questa sporca guerra.

La narrazione poi accelera con il degenerare del corso degli eventi, diventando incalzante. Il lettore viene catturato in questa spirale di azione e tensione che continua per tutta la parte centrale del libro. Per 200 pagine non sono riuscito a smettere di leggere nemmeno per un istante. La parte conclusiva del libro non è certo priva di azione ma è il ritmo è sicuramente più pacato, permettendo così al lettore di assimilare ed elaborare le vicende, le rivelazioni, i fatti carichi di tragicità e di umanità che si susseguono, presentati però a volte in maniera troppo… Sdolcinata. Alla fine i nodi vengono al pettine, soprattutto per quanto riguarda le questioni legate alla squadra stessa di Kilo-5. Il finale tuttavia non chiude tutte le questioni lasciate aperte, anzi! Karen Traviss ha volutamente risolto solo determinate questioni, lasciando spalancati diversi interrogativi sul futuro dell’universo di Halo.

I personaggi sono approfonditi in modo diverso rispetto ai precedenti volumi: il vero protagonista di Mortal Dictata è proprio lo Spartan-010, Naomi, affiancata dai due ODST, Vasily Beloi e Malcom Geffen. È infatti Naomi il fulcro attorno al quale la vicenda si costruisce, si delinea e si risolve alla fine.

Al contrario, ad altri personaggi viene dato molto meno spazio, come per esempio al Professor Phillips, che però era già stato protagonista di molte vicende in Thursday War. Possiamo dire quindi che il caro Professore amante dei Sangheili ha già avuto il suo momento di gloria nel precedente libro.

Inoltre è interessantissimo notare l’evoluzione che compiono alcuni membri di Kilo-5, partendo da Glassland fino a Mortal Dictata. Karen Traviss ha lavorato saggiamente con le loro psicologie e con i loro caratteri, facendoli evolvere ed arricchire con lo scorrere delle pagine. La dinamicità dei personaggi e la loro approfondita psicologia è indubbiamente uno dei punti di forza della scrittrice inglese. Tuttavia non tutti i personaggi evolvono in questo modo, alcuni infatti restano discretamente stereotipati e prigionieri del loro ruolo, chiusi nel loro fortino di idee, immutabile o quasi, con solo leggerissime variazioni dopo tre interi libri.

Un altro fattore molto positivo da segnalare è l’approfondimento della società Kig-Yar. Già in Contatto su Harvest ed in Protocollo Cole avevamo modo di conoscere alcuni esponenti di questa razza ma è proprio in Mortal Dictata che per la prima volta entriamo in vero contatto con la loro società, con i loro costumi e con la loro cultura. Kilo-5 si è rivelata una perla da questo punto di vista, andando ad analizzare ed a spaziare attraverso molte società e culture ex-Covenant: i Sangheili in Glassland e Thursday War, i Kig-Yar in Mortal Dictata.md1

Come se non bastasse, l’aspra polemica che la Traviss porta contro la Dottoressa Catherine Halsey non si ferma. Gli attacchi contro la creatrice degli Spartan-II, accusata di crimini contro l’umanità e di aver violato il Mortal Dictata, ovvero la regolazione contro la clonazione e la manipolazione genetica degli esseri umani, si fanno meno frequenti durante il libro ma ogni volta che vi è l’occasione essa viene attaccata duramente e con ferocia, come se fosse l’incarnazione di tutti i mali dell’umanità. Spetterà quindi al lettore capire se la Halsey è davvero il mostro che l’ONI cerca di disegnare o se la verità va cercata altrove, magari nell’ombra. Questo fatto è particolare perché l’intera moralità delle azioni e dei pensieri dei personaggi annega in un limbo grigio, dove ogni cosa è lecita ed il fine giustifica i mezzi. Sono agenti dell’ONI, dopotutto. Eppure assume inaspettatamente toni netti per quanto riguarda la spinosa questione “Halsey” e il suo programma Spartan-II. Bianco e nero, lei il mostro, noi gli innocenti. Sarebbe decisamente interessante approfondire ancora questo particolare aspetto ma non è questa la sede adatta per farlo, magari in futuro tratteremo separatamente l’argomento poiché è davvero ricco di spunti di riflessione sull’agitata situazione geopolitica dopo il crollo del Covenant. Senza contare che l’intera trilogia si presenta troppo pro-umani, arrivando in parte a stravolgere la situazione post-guerra che si era creata alla fine di Halo 3. L’umanità, ad un passo dall’estinzione in seguito all’attacco alla Terra, in Kilo-5 si è riorganizzata troppo in fretta, riacquistando potere militare e politico ad una velocità irrealistica. Glassland infatti inizia il suo corso verso la fine di gennaio del 2553, il Profeta della Verità è morto sull’Arca l’11 dicembre 2552 e l’Arbiter è rientrato sulla Terra giusto qualche settimana prima.

Per concludere il libro si presenta come la degna conclusione della trilogia Kilo-5, innalzandone, a mio avviso, il livello qualitativo. Infatti personalmente l‘ho ritenuto migliore di entrambi i suoi due predecessori, molto più ricco di azione, senza situazioni di ipocrisia pura (il dialogo tra Halsey e Parangosky in Glassland, per citare un esempio), con una conclusione sorprendente e più che degna, tralasciando l’epilogo finale che mi ha fatto storcere leggermente il naso. Nonostante ciò l’intera narrazione e lo stile si presentano diversi da come eravamo abituati in precedenza. Come dire, si sente la mancanza del tocco di Eric Nylund, soprattutto per quanto concerne le battaglie spaziali o i combattimenti più frenetici. Certo, Karen Traviss svolge comunque un ottimo lavoro, riuscendo a presentarci i personaggi in modo diverso da come faceva Nylund, più semplice e comprensibile per tutti, di più facile lettura, insomma.Untitled-1

Commento Finale

Ricapitolando Halo: Mortal Dictata è un libro che consiglierei, soprattutto a chi ha già iniziato a leggere la trilogia di Kilo-5. Lo stile è scorrevole ed accattivante nonostante si scosti dal “classico” a cui eravamo stati abituati con Nylund (anche se ciò non sempre è un male), con una traduzione in italiano ben fatta. I tre ritmi della narrazione sono strutturati in modo ottimale tra di loro, riuscendo a catturare l’attenzione del lettore e lasciandoli poi tempo per metabolizzare quando sta accadendo. Alcuni personaggi sono molto approfonditi, a discapito di altri, i quali però hanno già avuto una sorta di evoluzione, un percorso di formazione che si è svolto nei libri precedenti. Tuttavia alcuni di essi rimangono discretamente ancorati nel loro ruolo, quasi come se fossero stereotipati e presentano un’evoluzione non molto sviluppata. Notevoli le informazioni sulla specie dei Kig-Yar, analizzata raramente in passato. Tuttavia permangono alcune discrepanze, come un’umanità troppo potente per aver scampato per un soffio l’estinzione pochi mesi prima e con un voltafaccia improvviso ed inaspettato di opinione sulla Dottoressa Halsey, passata dall’essere un eroe a venir accusata di essere uno dei più grandi mostri nella storia dell’umanità. Questo improvviso cambio di vedute sulla creatrice degli Spartan potrebbe confondere un fan di vecchia data di Halo, tuttavia un bravo lettore potrebbe avanzare molte ipotesi per spiegare questo fatto. Ciò però non toglie che l’intera moralità delle decisioni prese in nella trilogia dall’ONI e da Kilo-5 sia assolutamente ambigua, passando dal condannare come un mostro la Halsey ad armare con un misto di indifferenza e soddisfazione una setta fondamentalista come la Costante Verità, con lo scopo di destabilizzare l’Arbiter, alleato degli umani. Abbiamo da una parte un buonismo eccessivo, mentre dall’altra parte la rappresentazione perfetta del cinismo e dell’arroganza umana.

Detto ciò, Mortal Dictata può essere tranquillamente letto da chiunque: sia da chi si accontenta di una semplice storia di azione, sia chi invece è alla ricerca di un intreccio narrativo molto più profondo e che si vuole addentrare dentro un complesso scenario geopolitico, in un regno di intrighi e di tradimenti, di spie e di terroristi, di mostri e di giudici, dove l’essenza dell’umanità si perde in un’enorme bolgia nera.

Pro

Contro

Stile scorrevole ed accattivante

Non linearità con la trama di Halo 3

Traduzione ben fatta

Voltafaccia nei confronti di Halsey

Alcuni personaggi molto ben approfonditi…

…Altri un po’ meno, quasi come se fossero stereotipati nel loro ruolo

Analisi della società Kig-Yar

Dubbia moralità dell’ONI, a volte troppo buonista, a volte troppo cinica e spietata

Struttura della narrazione ottima

Eccessivamente umano-centrico

Molta più azione rispetto ai precedenti libri della trilogia

Ma comunque non all’altezza dei libri di Nylund, di cui si sente leggermente la mancanza

Un intreccio narrativo distribuito su diversi livelli di lettura

voto_7_8

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