Ben tornati fan di Halo alla mia rubrica settimanale, Il Grande Viaggio! La volta scorsa abbiamo studiato meglio la figura di Cortana, cercando di capirla a fondo. Per quest’oggi ho scelto un tema che si ricollega alla nostra principessa di luce e ragione: ho scelto di parlare delle Intelligenze Artificiali, le IA, in modo da poter chiarire e definire alcuni aspetti e di concludere in un certo senso la discussione su Cortana. Andiamo dunque a scoprire che cosa sia una IA e come si comporta. Ah, una piccola premessa: in questo articolo parleremo di costrutti esclusivamente umani, lasceremo la trattazione di quelli Covenant e di quelli dei Precursori per un altro articolo.

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Le Origini:

La sorprendente evoluzione dei computer e della loro capacità di calcolo portò gli scienziati nel XXI secolo ad iniziare gli studi sull’Intelligenza Artificiale. Nel corso dei decenni, il perfezionamento della tecnica permise di creare supercomputer sempre più avanzati. Tuttavia permangono teorie discordanti sul punto in cui questi programmi divennero sufficientemente evoluti da poter essere definiti Intelligenze Artificiali. La collaborazione tra UNSC ed ONI portò alla creazione delle IA di prima e seconda generazione, di cui però sappiamo poco o nulla, non essendo questo argomento stato approfondito in alcun modo. Sappiamo però che fu la Dottoressa Catherine Halsey a sviluppare gli al2542826-4220176768-Rolangoritmi e le programmazioni delle IA di terza generazione. Fu infatti grazie a lei che le ricerche nel campo fecero un enorme passo in avanti, portando a costrutti sempre più intelligenti ed avanzati, come Cortana, la quale rappresenta l’apice del suo lavoro.

Negli ultimi mesi della guerra, partendo dagli studi della Halsey, l’ONI cominciò a sviluppare Black Box, la prima IA di quarta generazione, divenuta operativa nell’Agosto del 2552. Anche in questo caso non conosciamo esattamente le migliorie rispetto alla generazione precedente, possiamo supporre però, come visto nella trilogia Kilo-5, che le IA di quarta generazione dispongano di algoritmi superiori e di una maggiore versatilità, che permette loro di avere una funzione di multi-tasking molto più avanzata ed efficiente rispetto alle loro predecessori.

Stupide e furbe:

Le IA umane si dividono principalmente in due grandi gruppi: le IA Stupide e quelle Furbe. Iniziamo a studiare il primo gruppo.

Al contrario del nome che può trarre in inganno, le IA Stupide non lo sono affatto, almeno nel senso stretto del termine. Esse sono progettate per funzionare solo negli angusti limiti programmati nella loro matrice dinamica di elaborazione e di memoria. Cosa vuol dire ciò? Significa che erano brillanti ed efficientissime nel loro ambito di competenza, ma mancavano di creatività. Le IA Stupide non imparano nulla che sia al di fuori dei limiti prefissati delle loro matrici di elaborazione mnemonica. Esse possono riconoscere le situazioni nuove ed effettuare decisioni pre-programmate per affrontare eventi inattesi, ma mancano della creatività delle IA Furbe: non possono quindi inventare, creare o usare la fantasia. Ovviamente la loro longevità è limitata solamente dall’hardware che le ospita. Riassumendo, svolgono alla perfezione il compito per cui sono state programmate ma non sono assolutamente in grado di andare oltre la loro ristretta area di lavoro. Alcuni esempi di IA Stupide sono Auntie Dot, Déjà ed il Supervisore.halo__s_ai_by_k4m_golden-d52lh3g

Al contrario, le IA Furbe non hanno alcun limite: la loro intelligenza può crescere indefinitamente, come la loro creatività. Esse dunque imparano dall’ambiente circostante, apprendono dall’esperienza, si evolvono e crescono, migliorandosi. Questo enorme potenziale, prerogativa di un essere vivente, viene riprodotta nei costrutti artificiali tramite una speciale tecnica: la registrazione degli impulsi elettrici inviati attraverso i tracciati neurali di un vero cervello umano. L’impronta di tali impulsi viene poi registrata e quindi replicata e trasferita in una nanosruttura superconduttrice. Il processo tuttavia distrugge i tessuti dell’originale cervello organico, uccidendolo. Per questo motivo le IA Furbe vengono generate esclusivamente da donatori appena deceduti. Esiste infatti una lista alla quale qualunque cittadino umano può iscriversi, una sorta di donazione degli organi in caso di decesso, per donare il proprio cervello in caso di morte, aiutando e contribuendo alla creazione di una Intelligenza Artificiale.

Le IA non hanno un corpo fisico ma generano un Avatar che le possa aiutare ad interfacciarsi con gli esseri umani. Ognuna di esse sceglie di apparire in modo univoco e personale, rievocando magari personaggi storici, precisi riferimenti culturali, dei di antiche religioni, oppure oggetti, come nel caso di Black Box. Ovviamente non hanno alcun ricordo vero e proprio del cervello del donatore ma possono ereditare schemi mentali, modi di pensare, gusti (si pensi alla coppia Cortana-Halsey), atteggiamenti, sentimenti o sensazioni. Una IA infatti non ha sesso, poiché non vi sono differenze tra il cervello maschile o femminile, cambia soltanto il modo in cui gli ormoni agiscono su di esso, ed un costrutto artificiale ovviamente non possiede ormoni. La differenziazione tra IA con aspetto femminile o maschile deriva principalmente dal donatorhalo_3_screen_shot_cortana_chip_by_action_figure_opera-d6jgcxne poiché, come detto, l’Intelligenza Artificiale ne eredita atteggiamenti e sensazioni. Se essa ha rimembranze riguardo al fatto di essere stata una donna, sceglierà un Avatar femminile, in caso contrario maschile. Un esempio è la comune attrazione verso John di Cortana e di Halsey, o, nel caso di Sif, l’IA che gestiva la Tiara su Harvest, una sensazione piacevole era il ricordo di una spazzola tra i capelli.

Come già detto le IA non hanno un corpo fisico ma quelle Furbe possiedono un particolare software molto avanzato chiamato matrice di Riemann. La matrice contiene il directory code ed è in sostanza il cervello della IA, il quale può essere trasferito in un chip, come quello visto in game.

Rampancy:

La smisurata capacità di apprendere e di evolversi delle IA Furbe le porta però d’innanzi ad un triste destino: la Rampancy.

La loro prerogativa di potersi espandere e crescere indefinitamente si scontra con la limitatezza della loro memoria. Essa infatti non è infinita e ciò crea un contrasto, un conflitto con la lcortana-breakdownoro caratteristica principale. Infatti l’IA, giunta ad un certo stato, si riempirà eccessivamente di dati che, una volta esaurito lo spazio di allocazione, cominceranno a sovrascrivere le funzioni primarie ed i processi cognitivi base. Più la cosa si protrae nel tempo, meno l’IA ha la capacità di elaborare pensieri. Per fare un paragone umano, è come se il cervello fosse talmente concentrato a speculare su questioni astratte da dimenticarsi di inviare impulsi al cuore o ai polmoni. Tutto questo porta ad un degenerazione della IA che, letteralmente, pensa fino alla morte. A causa della riscrittura dei processi cognitivi, quando inizia la rampancy, l’Intelligenza Artificiale perde gradualmente il controllo di sé. Un esempio del degrado della loro mente è considerarsi superiori agli organici, sviluppando una sorta di mania di onnipotenza, credendosi appunto delle divinità.

Gli sH4-Render-Cortana-Rampanttudi hanno dimostrato che la rampancy inizia a svilupparsi oltre il settimo anno di vita, nonostante il processo di morte e decadimento possa durare diversi anni. Cortana per esempio ha superato l’ottavo anno, mentre Juliana, l’IA del Rubble, si trova in un evidente stato avanzato di rampancy, riuscendo tuttavia a svolgere efficientemente il suo lavoro. Tuttavia le IA dell’UNSC vengono terminate al raggiungimento del settimo anno di età, per prevenirne la degenerazione e la follia, impedendole così di arrecare eventuali danni.

Al momento, non si conoscono cure alla rampancy, tuttavia John-117 ha pensato che, essendo Cortana nata da un cervello clonato della Halsey ed essendo la dottoressa ancora in vita, si potesse provare a riparare la matrice di Cortana, riutilizzando nuovamente il tracciato neurale della sua creatrice. Non sappiamo se questo procedimento avrebbe mai funzionato.

Conclusioni:

Con questo articolo ho voluto trattare un argomento più tecnico, scostandomi leggermente dallo stile dei primi due capitoli. Spero che questa trattazione più specifica sul mondo delle Intelligenze Artificiali vi sia piaciuta e che vi sia servita per imparare e conoscere qualcosa di nuovo. Ci vediamo martedì e mi raccomando, non provate a pensare troppo per vedere se davvero il vostro cervello si dimentica di dire ai polmoni di respirare o al cuore di battere, ci vogliono livelli di concentrazione e di meditazione al di fuori della nostra portata. Potete però ibernarvi per il futuro, sperando che qualcuno userà il vostro cervello per generare una Intelligenza Artificiale.

 NessunoY59