Avete guardato bene tutto quello che è stato mostrato nelle ultime settimane riguardo il prossimo e attesissimo capitolo di Zelda? No? Bene, Nintendo vi propone qualche easter egg che forse non avete notato, dato che si tratta di rimandi non totalmente espliciti al primissimo capitolo di The Legend of Zelda uscito su NES nel “lontano” 1987.

Una barbuta conoscenza

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Ebbene, l’anziano che troviamo all’inizio del primo capitolo della saga di Zelda si riproporrà anche all’inizio, si presume, di Breath of the Wild, sempre accanto ad un focolare. Si preoccuperà di darci la nostra prima spada? Chissà, è molto probabile, non ci resta che scoprire cosa ha in serbo per noi!

Finché la barca va…

Vi ricordate quando nel primo The Legend of Zelda si doveva usare una zattera per accedere a zone nascoste? Bene, la stessa meccanica verrà riproposta in Breath of the Wild con Link che determinerà direttamente la direzione e il verso del vento che spingerà la nostra vela. Anche se si ha la possibilità di nuotare, alcuni fiumi o laghi avranno acque troppo impervie o gelide per poter essere attraversate a nuoto e quindi necessiteremo di questo mezzo.

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Per vederlo servono gli occhiali

Questo riferimento non si coglie molto facilmente ma nel primissimo The Legend of Zelda si può intravedere che nella zona montana sono presenti due colline che, assieme, sembrano formare un paio di occhiali. Lo stesso può essere intravisto nel nuovo capitolo in uscita su Wii U e Switch, dove due formazioni, decisamente più ripide, ricordano le due colline apparse sul primo capitolo della saga e, addirittura, sono note agli abitanti come Colline degli Occhiali!

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Ossi duri

Un tema che è sempre rimasto fisso in tutti i giochi della serie di The Legend of Zelda sono i dungeon: caverne naturali o labirinti o templi costruiti appositamente per nascondere dei segreti sono all’ordine del giorno ad Hyrule. Vi ricordate quando, nel primo titolo di Zelda, abbiamo incontrato in uno degli ultimi dungeon, anch’esso a forma di teschio, una stanza a forma di teschio? Ora i mostri useranno delle grandi rocce scolpite a forma di teschio come tana. È possibile, inoltre, colpire un barile all’interno dei nascondigli per farli saltare in aria con una mossa molto coreografica!

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Potrebbe esser sfuggito qualcosa, non ci resta che indagare ancora, magari si potrà affermare che la Hyrule del 1987 sia la stessa di quella in cui ci addentreremo all’uscita di Breath of the Wild!