Continuano le informazioni rilasciate da Bethesda sul nuovo capitolo di Doom con la rassegna “22 motivi per amarlo”. Vediamo quelli di oggi.

Fucile a pompa/doppietta

L’arma più identificativa del gioco è senz’altro lo shotgun, ispirato ad un giocattolo ancora custodito presso gli studi di Id Software. Il direttore responsabile Garret Young afferma di adorare quest’arma dalla potenza devastante. Lo stesso produttore esecutivo Marty Stratton aggiunge che “la combinazione dei rapidi movimenti del giocatore con la potenza a corto raggio della doppietta è davvero godibile“.

Schiere demoniache

Revenant,  Mancubus,  Pinky, Imp, Cacodemoni: come dimenticare il bestiario di un gioco così importante per gli sparatutto! Li ritroveremo anche in questo episodio, reinterpretati in modo che si adattino alla nuova visione del gioco. Ogni membro di Id Software ha il suo preferito: per Stratton è il nuovo Mancubus, mentre il capo ambienti Lear Darocy preferisce la nuova versione del Cavaliere Infernale. Young invece indica l’Imp come nemico preferito, veloce, sfuggente e in grado di sparare palle di fuoco che, soprattutto a livello difficoltà elevato, fanno male!

Motosega

Che altro aggiungere? Torna l’arma da corpo a corpo più esaltante che mai con un importante valore strategico: benché il carburante sia piuttosto limitato, le uccisioni con la motosega forniranno un sacco di munizioni.

Un arsenale di opzioni

Per il progettista Peter Sokal, le meccaniche di gioco di DOOM si possono riassumere in una frase: “Grazie alle velocità e alle armi, DOOM vi fornisce tutti gli strumenti per dominare ogni incontro“. La varietà di opzioni a disposizione del giocatore per affrontare il titolo è uno dei maggiori punti di forza, aggiunge Sokal, che non vede l’ora di osservare quali combinazioni escogiteranno gli utenti.

Combattimenti sostenuti

Vero fulcro dell’esperienza di Doom sta proprio nei combattimenti sostenuti. Secondo Stratton, gli altri FPS tendono a frenare il giocatore, chiedendogli di ripararsi dietro un oggetto, di arretrare, ecc. Doom spingerà invece a procedere, ad essere più veloce dei nemici. Sokal sottolinea il concetto dicendo che lo stile di combattimento premierà maggiormente chi avrà un approccio più aggressivo e diretto: se avete poca salute, caricate il demone più vicino e tagliatelo in due per ottenere un buon recupero di energia; se le munizioni scarseggiano basterà impugnare la motosega e uccidere nemici per recuperarne un bel p0′. Non solo il fuoco conta: citando le parole di Young “ciò che molti non comprendono è che il DOOM originale non si limitava soltanto allo sparare: la cosa più importante era il movimento. Puntare era facile, non c’era alcun mirino. La sfida era restare vivi e ciò richiedeva movimenti rapidi. Il DOOM di oggi si basa su questa lezione. Sì, c’è un mirino, ma chi resta fermo in un punto troppo a lungo è spacciato. Volete vincere? Muovetevi.”.

Nuove armi a giocatore singolo

L’arsenale si arricchisce di due nuove armi per il giocatore singolo: il cannone Gauss e il fucile d’assalto.

Ferite gravi

Per sentirsi dei veri Doom Marine alla Id sanno bene che il comparto audio gioca un ruolo fondamentale. Ce ne parla Hite, segnalando due aspetti peculiari su cui si sono concentrati. Primo, le armi: “Non vediamo l’ora di farvi ascoltare i suoni delle armi del DOOM del 2016“, dice. Secondo, la colonna sonora: “gli accompagnamenti musicali sono un mix perfetto tra le tracce originali di Bobby Prince e le moderne innovazioni” e conclude dicendo che “è un esempio di come dovrebbe suonare uno sparatutto fantascientifico moderno“.

A questo punto ricordiamo che il titolo uscirà su Pc, Ps4 e Xbox One il 13 maggio.