Come ben sappiamo, il lancio di PlayStation 5 e Xbox Series X/S, nonché delle nuove schede grafiche, si è dovuto scontrare con la pandemia di Covid-19, che ancora sta costringendo a vivere con misure di sicurezza sanitarie; soprattutto nel 2020, infatti, la diffusione del coronavirus ha portato ad uno stop di molte imprese e/o al rallentamento di altre, tra cui l’estrazione dei materiali per la costruzione dei chip semiconduttori.

Una tale carenza di materie prime si è fin da subito tradotta in una carenza di chip e, di conseguenza, nell’impossibilità di produrre a pieno ritmo le console e le schede grafiche di nuova generazione. Una situazione che, pur avendo colpito tutto il mondo dell’elettronica, si sta facendo particolarmente sentire nel mondo del gaming, anche per colpa del bagarinaggio che ha assottigliato (e continua ad assottigliare) ancora di più il già carente numero di console e schede, creando così una situazione che è stata capace di danneggiare un colosso come Nintendo.

Nonostante una leggera ripresa, che ha portato Xbox a superare a febbraio le vendite di PlayStation 5 in Europa, questa situazione di precarietà potrebbe protrarsi per più tempo di quanto previsto. Infatti, andando contro le precedenti dichiarazioni secondo cui la crisi dei semiconduttori sarebbe durata fino al 2023, il CEO di Intel Pat Gelsinger è adesso convinto che la questione potrebbe prolungarsi fino al 2024.

In una intervista con CNBC, Gelsinger ha dichiarato che adesso il problema delle risorse primarie non sta colpendo soltanto direttamente la produzione dei semiconduttori, ma anche gli strumenti utili al processo produttivo. “È questa parte della motivazione per cui crediamo che la attuale carenza di semiconduttori si protrarrà fino al 2024, nonostante avessimo precedentemente stimato fino al 2023. La scarsità di materie ha adesso colpito gli strumenti e alcuni di quegli stadi produttivi ora sono più difficili da raggiungere“.

Insomma, anche se lentamente stiamo vivendo un alleggerimento delle misure di sicurezza sanitarie, il mercato (non solo videoludico) dovrà fare i conti ancora per anni con l’epidemia che ci ha colpiti e che ha irrimediabilmente cambiato le nostre abitudini presenti e future.