Elden Ring

Elden Ring è sicuramente l’opera più ambiziosa di From Software, capace di regalare centinaia di ore di gioco con un costante senso di scoperta e sempre nuovi segreti da svelare.

Com’era ovvio che accadesse, infatti, un enorme numero di utenti si sono addentrati fan dal day-one (e, siamo sicuri, continueranno ad addentrarsi) nell’Interregno, dedicando tantissimo del loro tempo ad esplorare le moltitudini di dungeon nascosti, zone completamente opzionali e a scovare riferimenti alle opere passate di Hidetaka Miyazaki, ma anche di George R.R. Martin.

Esattamente come accade anche in altri titoli più piccoli, un’opera tanto mastodontica al momento della pubblicazione non ha certo tutto quello gli sviluppatori avevano originariamente pensato di inserire. Il “cut content”, infatti, è prassi nella creazione di un’opera videoludica e avviene quando una meccanica o un contenuto specifico non si aggrega bene con il resto del gioco o appare di difficile soluzione.

Ovviamente, i data miner e gli esploratori più incalliti si sono messi fin da subito alla ricerca dei contenuti rimossi dalla versione definitiva di Elden Ring, portando già alla luce alcune chicche interessanti.

Recentemente, per esempio, lo YouTuber Lance McDonald, specializzato nell’analisi delle opere di From Software, ha scoperto una meccanica di gameplay chiamata “Dream Mist”, che è assente nella versione giunta nei negozi di Elden Ring. Come mostrato nel video riportato qui sotto, la Dream Mist sarebbe stata una meccanica centrale nello svolgimento di una particolare quest, che avrebbe richiesto ai giocatori di catturare i sogni di alcuni nemici dormienti. Vari NPC possiedono dialoghi unici riferiti a tale meccanica, così come sono presenti oggetti utili ad essa (come il Dream Brew).

Secondo quanto riportato da McDonald, all’interno del titolo sono presenti non pochi dialoghi relativi alla quest della Dream Mist, mentre l’NPC che avrebbe dovuto far iniziare tale missione avrebbe fatto parte di un’altra quest più complessa. Altro punto interessante portato alla luce da McDonald è che anche all’interno del closed network test, svoltosi prima del lancio del gioco, erano presenti nemici dormienti che avrebbero poi fatto parte della quest.