Hideo Kojima

Hideo Kojima è senza dubbio una delle personalità di maggior spicco nell’industria videoludica, tanto da essere un nome udito sia da chi ha a che fare con i videogiochi in maniera costante, ma anche da chi ne fruisce in maniera completamente sporadica.

Il game designer giapponese, già papà della storica sega di Metal Gear Solid, ha fatto parlare molto di sé in questi ultimi anni, sia per via del suo “divorzio” da Konami, sia grazie alla sua ultima e controversa opera Death Stranding (di cui vi consigliamo la nostra approfondita recensione della edizione Director’s Cut).

Il fondatore di Kojima Productions, come sappiamo, è anche molto rinomato nel mondo culturale, tanto da essere entrato in una giuria speciale al Festival del Cinema di Venezia ed aver ricevuto in questi giorni un prestigioso premio giapponese.

Come raccontato dallo stesso Kojima in un alcuni suoi tweet, il creativo giapponese ha ricevuto infatti la più alta onorificenza dall’Agenzia Giapponese degli Affati Culturali: si tratta del 72° premio per le Belle Arti indetto niente meno che dal Ministero dell’Educazione.

Ho ricevuto il 72° premio delle Belle Arti del Ministero dell’Educazione dall’Agenzia degli Affari Culturali del governo giapponese. Grazie infinite. Creo giochi da 36 anni“, ha scritto Hideo Kojima”. “Sono davvero felice che un un medium acerbo come quello videoludico sia stato riconosciuto così tanto come forma d’arte e d’espressione. Continuerò a dedicarmi alla creazione dell’intrattenimento digitale. Grazie per il vostro continuo supporto“.

A quanto pare, è stata proprio l’ultima creazione di Kojima a valergli il premio, essendo riuscita ad impressionare la giuria chiamata a conferire tale onorificenza.

Si tratta di un traguardo molto importante visto che, oltre ad essere un riconoscimento molto prestigioso in Giappone, di rado viene conferito a personalità del mondo videoludico. Basti pensare, infatti, che l’unico altro creativo di videogiochi ad aver ricevuto questa onorificenza è stato Shigeru Miyamoto.