Xbox Series X Series S

La fine del 2020 non ha segnato soltanto la fine della ottava generazione di console, ma anche l’approdo nei negozi di PlayStation 5Xbox Series X/S e delle schede grafiche di nuova generazione.

Nonostante l’essersi dovute scontrare con una pandemia globale, che ha portato alla cosiddetta “crisi dei semiconduttori” (che potrebbe durare fino al 2023 ed è stata capace di influire anche su un colosso come Nintendo), e le sempre meno console disponibili per colpa del bagarinaggio, Series X/S e PS5 sono comunque riuscite a trovare terreno fertile, nonostante l’impossibilità di accontentare appieno la domanda.

In questo scenario, anche grazie ad una forte fidelizzazione, la nuova ammiraglia di casa Sony è riuscita a macinare più numeri nel continente europeo, ma il mese di febbraio ha visto una svolta.

Infatti, secondo quanto riportato dall’ultimo rapporto delle vendite GSD relativo al mese appena passato (via GamesIndustry), pur continuando sia PlayStation 5 che Xbox Series X/S a non riuscire ad accontentare la domanda di console, la nuova macchina di Microsoft è riuscita a superare le vendite della concorrente, grazie ad una migliore e più cospicua disponibilità di Xbox Series S.

La “sorella minore” di Series X sta quindi giocando un ruolo chiave nella competizione tra Sony e Microsoft, anche grazie al suo prezzo più contenuto e alla sua natura di piattaforma nata per ospitare il Xbox Game Pass, che è ormai divento la punta di ogni strategia del colosso di Redmond.

Non è però tutto oro quello che luccica. La situazione resta comunque molto complessa e la disponibilità di console non accenna ancora ad aumentare come si spera. Non viene quindi da sorprendersi che, come si legge nello stesso rapporto, le vendite complessive degli hardware siano scese del 32% rispetto a gennaio e del 44% se confrontate con quelle di febbraio 2021.

Nintendo Switch, dal canto suo, grazie al suo giocare in un campionato a parte, resta ancorata al trono di console più venduta, nonostante le vendite siano scese del 14% rispetto a febbraio 2021, ma aumentate del 52% rispetto a febbraio 2020.