Il vespaio sollevato dal caso Activision-Blizzard non sembra volersi minimamente fermare e, anzi, più si continua ad investigare maggiori grotteschi dettagli affiorano.

Se già le svariate denunce da parte dei dipendenti di “comportamenti inappropriati” (come molestie, nonché discriminazioni ed abusi di tipo omofobo e sessista), che sono poi sfocate in un’indagine lunga due anni da parte del DFEH e di altri enti governativi americani, portarono al licenziamento di 20 persone e ad altri tipi di provvedimenti per altrettanti dipendenti, pare che ora una nuova ondata di “allontanamenti dalla società” abbia colpito dozzine di lavoratori.

Secondo quanto riportato dalla portavoce di Activision-Blizzard Helaine Klasky al The Wall Street Journal, le accuse di comportamenti inappropriati hanno portato al licenziamento di altri 37 dipendenti, mentre ulteriori 44 hanno ricevuto dei richiami e/o altri provvedimenti.

Nonostante i numeri sempre crescenti di licenziamenti e provvedimenti, Klasky ha dichiarato che “solo un ristretto numero” delle denunce su cui Activision ha investigato avevano a che fare con le accuse che hanno recentemente travolto la società.

Nel report del The Wall Street Journal si può leggere che, stando a persone informate della situazione di Activision-Blizzard, il CEO della società Bobby Kotick abbia cercato di non divulgare la lista dei dipendenti allontanati dalla società, sebbene Klasky abbia descritto tale affermazione come “inveritiera” e affermato che la compagnia “vuole prima assicurarsi di condividere dati e analisi accurate“.

In merito a tale questione, un altro portavoce ha dichiarato al portale PC Gamer che “L’affermazione secondo cui il signor Kotick abbia impedito la pubblicazione di tale informazione è completamente inaccurata. Si sta ancora lavorando ad un aggiornamento provvisorio per i nostri dipendenti e la compagnia continua a tenere tutti informati sui suoi progressi“.

Non è tuttavia la prima volta che, nel parlare della vicenda, si fa il nome (in senso negativo) di Bobby Kotick. Come precedentemente riportato, numerosi dipendenti della compagnia avevano chiesto le dimissioni del CEO, accusato non solo di essere a conoscenza di ciò che accadeva all’interno della società, ma di essersi reso egli stesso responsabile di comportamenti tutt’altro che etici.

Ricordiamo, infatti, che secondo il report del WSJ di novembre scorso, Kotick e il consiglio di amministrazione avrebbero coperto fino a quel momento i responsabili di molestie e discriminazioni; altresì, lo stesso CEO avrebbe molestato nel 2006 la propria assistente (minacciandola di morte successivamente con un messaggio vocale in segreteria) e nel 2007 avrebbe minacciato di “distruggere” una donna che aveva fatto causa sia a lui che al pilota del jet di cui Kotick era co-proprietario, oltre a svariate altre accuse e vicende simili.