george cacioppo sony

Il mondo videoludico, da un po’ di anni a questa parte, sta subendo un vero e proprio tumulto, che non ha risparmiato nemmeno un colosso come Sony PlayStation, fatto di cause civili, class actione situazioni che scadono (anche pesantemente) nel penale.

Che si tratti del caso Cyberpunk 2077, di Activision Blizzard o della contesa tra Apple ed Epic Games, una cosa è certa: praticamente ogni compagnia videoludica ha avuto a che fare con i tribunali, sia per questioni prettamente economiche o, nei casi più gravi, per condotte inappropriate tra cui molestie sessuali, minacce e discriminazioni di genere e/o raziali sul posto di lavoro.

Dopo una class action per monopolio e un’accusa di favorire un ambiente lavorativo a dir poco tossico e discriminatorio mossa dall’ex PlayStation IT Security Analyst Emma Majo, ora il colosso dal gaming deve vedersela anche con uno scandalo non di poco spessore.

Infatti, pare che George Cacioppo, uno dei Senior Vice Presidenti di Sony Interactive Entertainment, che ha lavorato come programmatore anche al PlayStation Store sin dal 2013, sua stati “allontanato” dalla sua posizione all’interno della compagnia dopo essere apparso in un video di un’operazione di People v. Preds, un gruppo di vigilanti che pubblica immagini e video di uomini colti in flagrante a violare le leggi sulle molestie contro i minori, ha postato nel weekend il video visionabile qui sotto, in cui dichiarano di essersi finti un 15enne e di essersi messi in contatto online con Cacioppo online, il quale avrebbe invitato il giovane a casa sua per fare sesso.

People v. Preds ha dichiarato che Cacioppo avrebbe adescato il giovane su Grindr usando lo pseudonimo di “jeff” e, dopo varie chat, si sarebbero accordati per incontrarsi a casa dell’ex dirigente Sony, scoprendo così la sua vera identità.

Sebbene il video non mostri effettivamente l’infrazione di alcuna legge né confermi invero l’identità di Cacioppo come Jeff, People v. Preds ha pubblicato diversi screenshots delle conversazioni avvenute tra l’adescatore e il profilo falso, le quali includono un selfie di “Jeff” con indosso la medesima magletta che Cacioppo ha nel video postato dal gruppo di vigilanti.