halo covenant

Manca sempre meno ad Halo Infinite e dopo gli eventi di Halo 3 molti fan hanno perso le fila della storia. Un po’ per il cambio di gestione da Bungie a 343Industries, un po’ per una campagna non più lineare come la prima trilogia. A tutto ciò si è aggiunta anche la scelta della nuova compagnia di rendere i romanzi di Halo una vera e propria componente primaria e integrante della storia, libri che prima trattavano perlopiù racconti “esterni” dell’intero universo del franchise. Una simile decisione ha diversi pro e contro, in quanto, pur permettendo la creazione di storie di spessore, ha anche fatto sì che esse siano rimaste precluse a una fetta di appassionati che magari sono riusciti ad apprezzare i romanzi meno dei videogiochi. Il nostro obiettivo, oggi, è perciò quello di cominciare a mettere “ordine” anche per i fan che fino ad oggi hanno conosciuto il franchise unicamente grazie ai videogiochi, cominciando una sorta di viaggio riepilogativo che ha come fine ultimo quello di comprendere la storia e il destino di tutte le specie aliene sino all’anno 2560, nel quale si svolgono le vicende di Halo Infinite. Mettetevi comodi e cominciamo.

Profeti (San’Shyuum)

I profeti, all’interno della saga videoludica originale sviluppata da Bungie, compaiono solo in Halo 2 e 3. Nonostante ciò, la loro storia va avanti da miliardi di anni nell’universo di Halo. I San’Shyuum provengono dal pianeta Janjur Qom. Qui, durante le ere dei precursori, hanno vissuto per tutta la loro esistenza in pace, anche dopo l’incontro con gli umani, con i quali hanno stretto un’alleanza perdurata anche durante la guerra con i precursori. Alla fine furono costretti ad arrendersi al potere di quest’ultimi, confinati in una zona di quarantena e limitati tecnologicamente. Dopo l’attivazione degli anelli, i San’Shyuum furono in grado di sfruttare le tecnologie dei precursori rimaste inattivate sul loro pianeta natale, ed ebbero soprattutto modo di studiarle, riuscendo a compiere importanti scoperte tecnologiche ed evolutive. Dopo aver analizzato quasi tutte le scoperte archeologiche dei loro antenati, si videro però posti davanti a una scelta: dover decidere se entrare o meno nell’ultima reliquia di quel tempo, ovvero la Dreadnought, che i fan ricorderanno bene come quella struttura in cui Chief si intrufola per seguire il Profeta della Verità al termine di Halo 2 e all’inizio del terzo capitolo. La Dreadnought era considerata sacra da una parte dei San’Shyuum, mentre un’altra fazione interna credeva che fosse un utile strumento per la scoperta di nuovi segreti. Ebbe così inizio “The War of Wills” (tradotto “La Guerra delle Volontà”), una sorta di guerra civile ideologica. Le due fazioni, gli Stoici e i Riformisti, si scontrarono apertamente: i secondi riuscirono ad entrare nella Dreadnought, mentre i primi, fedeli al loro credo religioso, decisero di non seguirli. Dopo aver compreso i comandi del veicolo, gli Stoici decollarono verso lo spazio, raggiungendo un asteroide che farà da fondamenta per Alta Opera, nota come la città santa dei Covenant. I San’Shyuum reietti, però, non avevano fatto i conti con il loro esiguo numero, che avrebbe presto portato – per via di incroci tra consaguinei – alla loro estinzione. Una missione dei Covenant ha permesso il rapimento di alcuni individui femminili di San’Shyuum così da garantire il sostentamento della specie. Si perdono poi le tracce di Janjur Qom, probabilmente distrutto da una SuperNova. I profeti guidano i Covenant, anche grazie l’ausilio dei Prelati, sottospecie San’Shyuum prettamente adibita alla guerra e alla protezione di Alta Opera. Dopo gli eventi dell’Arca, invece, poco si sa di dove siano esattamente i profeti. Probabilmente avremo modo di saperne di più proprio in Halo: Infinite.

Elite (Sangheili)

Forse la specie più iconica del franchise, gli Elite hanno un ruolo di spicco all’interno della gerarchia Covenant. Guardie d’onore e protettori dei profeti fino al momento del Grande Scisma, la loro storia è legata al profondo senso di onore e rispetto che nutrono per i propri avversari. Provenienti dal lontano pianeta Sanghelios, gli Elite hanno da sempre avuto una figura di spicco fra i loro ranghi, nota come Arbiter. Quest’ultimo aveva guidato la sua popolazione durante i periodi più difficili, sino all’arrivo dell’Impero Covenant, al quale l’Arbiter Ussa ‘Xellus si oppose, finendo sconfitto con i suoi fratelli ribelli. Questa fine fece si che l’Arbiter venne reso un simbolo di sdegno e disonore per l’alleanza aliena, e usato dai profeti come Individuo suicida nelle missioni più pericolose e vitali per i Covenant. Dopo la caduta di quest’ultimo, i Sangheili (vero e proprio nome per definire gli abitanti del pianeta Sanghelios) si sono divisi in molte fazioni, alcune di quali in lotta fra loro per il controllo del pianeta. Il rapporto tra umani e Elite non è sempre stato roseo, anche dopo la caduta dei profeti; tuttavia i decenni di convivenza hanno fatto sì che i pregiudizi nei confronti degli Elite cominciassero ad affievolirsi di parecchio fin quasi a sparire, come dimostrano diverse collaborazioni fra le due specie (sono esempi lo sviluppo delle armature Helioskrill e le operazioni speciali condotte dagli Spartan IV e dalle lame di Sanghelios nel tentativo di interrompere i traffici illeciti di alcuni pirati spaziali). Questo cambiamento, che ovviamente non fu accettato da tutte le fazioni dei Sangheili, non fa altro che sottolineare quanto nell’universo il confine tra “nemici” e “amici” sia sempre più nebuloso e sfocato.

halo infinite elite

Jackals/Skirmishers (Kig-Yar e T’vaoan)

Questa specie, come tutte le altre forme di vita senzienti dell’universo, è stata catalogata e successivamente tratta in salvo dalla Bibliotecaria, con lo scopo di ripopolare la loro terra natale, il pianeta Eayn, dopo l’attivazione degli anelli. Questo pianeta è costituito da una notevole percentuale d’acqua, che ricopre tutta la superficie in corrispondenza dell’equatore formando un immenso oceano. Le caratteristiche della loro terra natale hanno fatto sì che i Kig-Yar acquisissero grandi doti nautiche e piratesche, che si porteranno dietro come retaggio anche nei millenni successivi. In una prima fase i Jackals (così si facevano chiamare) erano divisi in fazioni che governavano interi continenti e si sfidavano periodicamente in giochi e prove paragonabili alle Olimpiadi terrestri. Appresa la capacità di viaggiare nello spazio, fondarono delle civiltà su satelliti vicini, riprendendo le vecchie usanze piratesche, ma al tempo stesso andando contro gli ordini diretti della madre patria, che, per riprendere il controllo delle colonie ribelli, ingaggerà dei Commando. Queste unità speciali sono composte principalmente dai T’Vaoan, lontani discendenti dei Jackals evolutisi selettivamente in una lontana colonia. La lotta tra i ribelli e le forze speciali si interrompe con l’arrivo dei Covenant, contro i quali entrambe le fazioni decidono di schierarsi. Gli sforzi sono però vani, e alla fine gli invasori hanno la meglio. I Jackals vengono assoggettati e trasformati in fanteria di basso grado, almeno sino al termine della guerra con gli umani, quando alcuni Kig-Yar e T’vaoan tornano ad essere pirati e mercenari – ma sempre al soldo dei Covenant, o almeno di ciò che ne rimane – oppure entrano nei Banished, una fazione ribelle in seno all’Impero Covenant. Altri tornano alla vita da mercanti e si stabiliscono in città indipendenti, come ad esempio Venezia (si, la Venezia terrestre).

Grunts (Unggoy)

I Grunts, abitanti del lontano pianeta Balaho, non spiccano per forza, nobiltà o capacità, quanto piuttosto per numero, ma questa loro caratteristica li ha più volte portati verso l’estinzione. Il loro mondo infatti è andato più volte a un passo dalla catastrofe per via del sovrappopolamento. Per sfruttare il loro enorme numero, furono inglobati all’interno dei Covenant e usati principalmente come operai per la costruzione e il mantenimento di Alta Opera, oltre che come “carne da cannone” durante le guerre. Venivano cioè scagliati senza armi ne equipaggiamento verso il nemico, tentando di soverchiarlo grazie al loro numero. Questa fu una delle motivazioni scatenanti che portò gli Unggoy a ribellarsi al Covenant: lo sfruttamento incontrollato da parte dell’alleanza e la loro disputa territoriale con i vicini Kig-Yar li portò allo stremo, sino a decidere di disobbedire agli ordini dei profeti. Inizio così una guerra interna tra le vie della città sacra, che venne conclusa da un Arbiter, il quale trasformò in una sostanza simile a vetro buona parte del pianeta Balaho. Questa non fu l’ultima delle ribellioni Unggoy, ma fu la prima che garantì a questi ultimi dei parziali diritti, come ad esempio un degno equipaggiamento sul campo da battaglia. Allo scioglimento dei Covenant, i Grunts si sono suddivisi in diverse fazioni, tutte ancora esistenti. Alcuni rimasero su Sanghelios come agricoltori, altri si unirono ai vari schieramenti, mentre altri fecero carriera militare, come ad esempio fra le fila delle lame di Sanghelios dove gli Unggoy non solo vengo rispettati alla pari degli Elite ma talvolta hanno persino ruoli di alto grado. In Halo “Bad Blood“, seguito di “New Blood“, scopriamo cosa succede alla nostra tanto amata Alpha-9 e veniamo a conoscenza del fatto che Balaho è divenuto parte del dominio. Gli Unggoy del pianeta, alleandosi con Cortana, hanno ricevuto un gran numero di navi contenenti rifornimenti per il miglioramento delle condizioni di vita sul pianeta.

Hunters (Lekgolo e Mgalekgolo)

Nel 784 BCE (Before Common Era) il Covevant, allora formato principalmente da San’Shyuum e Sangheili, si imbattè in un gigante gassoso: Te. Su di esso si ergevano numerose infrastrutture dei precursori, molte delle quali distrutte da una specie infestante, ovvero i Lekgolo. Questi esseri vermiformi altro non sono che delle colonie di creature striscianti, capaci di interagire fra loro come in un alveare e costituendo degli individui di massa maggiore denominati Mgalekgolo. Un Arbiter venne mandato dai Covenant a eradicare la specie infestante, vista in malo modo dai profeti per la sua propensione a distruggere manufatti dell’era dei precursori. Quando l’Arbiter si recò sul posto ad investigare, notò che alcune di queste colonie erano pacifiche, e non attaccavano le strutture dei precursori: queste ultime, dunque, vennero annesse ai Covenant, mentre la restante parte fu eliminata.

halo hunters

Droni (Yanme’e)

Nel 1112 BCE avvenne la scoperta di questa nuova specie sul pianeta Palamok. Seppure a prima vista non si direbbe affatto, gli Yanme’e sono una specie altamente evoluta, tant’è che nel processo di assimilazione col Covenant misero alle strette l’Alleanza aliena. Questi, non potendo vetrificare il pianeta per paura della presenza di artefatti dei precursori sulla superficie (che i Covenant considerano sacri), si videro costretti a parlamentare con questa nuova specie. Trovato il modo di comunicare, riuscirono a trovare un accordo pacifico, e così i Droni divennero una parte essenziale dell’esercito Covenant, come meccanici e soldati di basso rango. Al termine della guerra con gli umani, molti Yanme’e sono tornati sul loro pianeta d’origine, dove però, per qualche motivo ignoto, non hanno ricevuto la richiesta di entrare a far parte del dominio da Cortana in Halo 5.

Brutes (Jiralhanae)

I Brute provengono dal lontano mondo di Doisac, e, pur essendo una specie molto intelligente, sono anche avidi di potere e spesso crudeli. La loro natura barbara e aggressiva fece si che, arrivati a un grado di civiltà Tier-4 (ossia capaci di muoversi nello spazio e colonizzare nuovi mondi), essi cominciassero a dare pieno sfogo alle loro smanie di potere e sete di sangue, tant’è che fecero scoppiare una guerra civile che si concluse solo con l’impiego di armi nucleari, portando alla quasi totale distruzione del pianeta Doisac e di tutti i suoi abitanti. Il Covenant fu una salvezza per molti Jiralhanae: il terribile conflitto era da poco cessato, e ciò fece sì che molti sopravvissuti si unissero alla causa aliena. Su Alta Opera, però, gli scontri non erano ancora conclusi. Dopo essere entrati nei Covenant, infatti, i Brute si fecero largo in fretta tra i ranghi dell’Impero, fino ad arrivare ad essere molto vicini ai profeti; la mancanza di rimorso, e la loro sete di sangue, fece si che ben presto i profeti cominciassero a preferirli agli Elite come guardie di alto rango. Queste furono le caratteristiche che portarono al Grande Scisma. Alla fine della guerra, Brute e Sangheili rimasero ai ferri corti per molto tempo. Un tentativo di rappacificazione tra le due specie venne mediato dall’UNSC e dal colonnello Lord Wood, che però si concluse in un nulla di fatto per l’intervento di alcuni terroristi umani facenti parte della The New Colonial Alliance. Alla fine, molti Jiralhanae entrarono a far parte di fazioni guidate da altri Brute come i Banished e i Keepers of the One Freedom, alleatisi poi in seguito con i primi.

halo infinite brute

Engineers (Huragok)

Questa è fra le specie più particolari dell’alleanza Covenant, la motivazione di tale affermazione è semplice in quanto gli Engineer non sono nati casualmente come risulatato evolutivo quanto piuttosto creati dai precursori come strumento per il supporto in loro assenza delle loro tecnologie e in alcuni casi di alcuni esseri viventi. Molti Huragok rimasero indifesi all’interno di diversi pianeti scudo, tra i quali alcuni posti all’interno del sistema solare dei San Shy’uum. Quest’ultimi non si fecero scrupoli ad usare gli Engineer come solo mezzo per comprendere meglio le strutture dei precursori. Al termine della guerra col Covenant, gli Huragok, ormai decimati, divennero in larga parte latitanti, coloro che rimasero si schierarono o furono catturati dalle varie fazioni. Alcuni di loro si allearono persino con gli umani, come narrano anche le vicende di Halo ODST. Una storia simile è quella dello Spartan Lucy B-091, che viene salvata assieme ad altri superstiti grazie l’intervento di alcuni Engineer rimasti sul pianeta Onyx, i quali entreranno a far parte ufficiale dell’equipaggio dell’UNSC Infinity, apportandovi notevoli migliorie, tra le quali la possibilità di comunicare con il resto della flotta durante i salti iperspaziali.

La campagna di Halo Infinite è sempre più vicina (sarà disponibile dall’8 dicembre su PC e Xbox, anche tramite Game Pass): dal canto nostro, ci auguriamo che questa guida informativa vi possa essere stata d’aiuto per acquisire alcune informazioni fondamentali per la comprensione del prossimo capitolo, evitando di doverle dare per scontate.