Il 2020 ha segnato la fine della ottava generazione di console e l’approdo nei negozi di PlayStation 5, Xbox Series X/S e delle schede grafiche di nuova generazione.

Tuttavia, il lancio delle nuove piattaforme si è dovuto scontrare con la pandemia di Covid-19, che ancora sta costringendo a vivere con misure di sicurezza sanitarie; soprattutto nel 2020, infatti, la diffusione del coronavirus ha portato ad uno stop di molte imprese e/o al rallentamento di altre, tra cui l’estrazione dei materiali per la costruzione dei chip semiconduttori.

Una tale carenza di materie prime si è fin da subito tradotta in una carenza di chip e, di conseguenza, nell’impossibilità di produrre a pieno ritmo le console e le schede grafiche di nuova generazione.

Una situazione che, pur avendo colpito tutto il mondo dell’elettronica, si sta facendo particolarmente sentire quindi nel mondo del gaming, anche per colpa del bagarinaggio che assottiglia ancora di più il già carente numero di console e schede.

Ma quanto ancora durerà questa problematica? 

In una recente intervista con la CNBC, il CEO di Intel Pat Gelsinger si è espresso proprio sulla questione, dichiarando che anche se le cose stanno andando man mano migliorando, la crisi dei semiconduttori non svanirà tanto presto.

Ora stiamo attraversando il periodo peggiore. Anche se ad ogni trimestre la situazione migliorerà esponenzialmente, la domanda [di semiconduttori] non potrà essere pienamente soddisfatta fino al 2023“, ha dichiarato Glesinger.

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